La Storia dell'Abbazia di Hautvillers e l'Eredità di Dom Pierre Pérignon

Quando si parla di Champagne, il nome Dom Pérignon è uno dei primi a emergere. Ma oltre all’etichetta di una delle cuvée più prestigiose al mondo, chi era davvero Dom Pierre Pérignon? La risposta è semplice e sorprendente: un monaco. La storia di Pierre Pérignon è oramai nota e, se non ha del tutto inventato lo champagne, è altrettanto vero che ha senza dubbio contribuito in maniera fondamentale alla sua nascita. Il dibattito su Dom Pérignon durerà per l’eternità, ma è più interessante scoprire il legame tra l’Abbazia di Hautvillers e lo champagne Dom Pérignon.

Le Origini dell'Abbazia e l'Arrivo di Dom Pérignon

L’abbazia di Saint-Pierre d’Hautvillers, fondata intorno al 650 da san Nivardo, attraversa secoli di distruzioni e rinascite, guerre e saccheggi. L'Abbazia di Hautvillers ha visto di tutti i colori tra invasioni, distruzioni, saccheggi e incendi, tra l’882 e il 1562, soffrendo non poco. Fino a diventare, nel XVII secolo, un centro vitale per la produzione vinicola.

Mappa storica dell'Abbazia di Hautvillers o illustrazione antica

È qui che la tradizione vuole che nel 1668 arrivi un giovane monaco benedettino di ventinove anni, Dom Pierre Pérignon, destinato a legare il proprio nome per sempre a questo luogo. Nominato cellérier (cellario) e procuratore, Pierre Pérignon rimane all’abbazia per quarantasette anni, fino alla morte nel 1715, lo stesso mese e alla stessa età di Luigi XIV, in un periodo segnato da forti instabilità climatiche che rendevano la produzione del vino particolarmente complessa e imprevedibile.

L’architettura dell’abbazia porta ancora oggi le tracce della sua opera. La riorganizzazione degli spazi, la costruzione della Porte Sainte-Hélène e del chiostro rispondono a una visione pratica e insieme simbolica: ordine, controllo e armonia.

Foto dell'Abbazia di Hautvillers oggi, con dettagli architettonici

Dom Pierre Pérignon: Vita, Ruolo e Innovazioni

Il Monaco e il suo Contesto

Pierre Pérignon (Sainte-Menehould, 1639 - Hautvillers, 24 settembre 1715) è stato un monaco benedettino francese, quasi ovunque indicato come “l’inventore” dello Champagne. Nato nella città di Sainte-Menehould, nella regione francese della Champagne-Ardenne, Dom Pérignon cresce a contatto con la vigna, studiando in collegio gesuita. Dopo essere divenuto prete, nel 1656 entrò nell’abbazia benedettina di Saint-Vanne, nelle vicinanze di Verdun, nel nord della Francia. Nel 1668, all’età di trent’anni, si spostò presso l’abbazia di Saint-Pierre d’Hautvillers, a nord di Épernay, dove ricoprì l’incarico di cellérier, un termine che all’interno delle abbazie indica il responsabile del vettovagliamento e delle cucine, fino alla sua morte, nel 1715. Dom Pérignon doveva anche occuparsi della produzione del vino, un compito importante per una struttura che si auto-sostentava sostanzialmente con la vendita del proprio vino. Tutti i re di Francia venivano infatti incoronati a Reims e l’abbazia di Hautvillers rappresentava l’ultima tappa del viaggio, dove alla corte del re non si poteva far mancare il vino.

La "Rivoluzione Silenziosa" nel Vino

In questo equilibrio tra spiritualità e funzione nasce anche la rivoluzione silenziosa del vino. Dom Pierre Pérignon, il monaco benedettino dal fervente spirito innovativo, sviluppò tecniche rivoluzionarie per la viticoltura e l’enologia, basate su rigorose regole. Perfeziona l’arte dell’assemblaggio, selezionando le uve e vinificandole separatamente, dando forma al concetto di cuvée. Contribuì a trasformare una pratica agricola frammentaria in una produzione coerente e riconoscibile. Dom Pérignon, occupandosi sia di viticoltura che di enologia, ebbe diverse importanti intuizioni.

La Storia dello Champagne

Fece coltivare le vigne in modo da farle produrre meno per aumentare la qualità dei grappoli, capì che la vendemmia doveva avvenire nel momento dell’ottimale grado di maturazione delle uve e comprese il diverso valore dei vigneti di differenti zone (Cru). Mise a punto una pressatura più soffice delle uve per fare modo che i vini non fossero più “gris” bensì “blanc“, meno colorati e senza l’astringenza dei tannini. Inoltre, inventò l’assemblage e le cuvées, che unendo vini diversi permettevano di compensare le debolezze di alcuni con la forza di altri. Dom Pérignon si preoccupò anche di ricavare una cantina sotterranea, scavando la roccia sotto l’abbazia. La sua ricerca costante dell’eccellenza e l’insaziabile desiderio di superare i confini hanno gettato le fondamenta per il successo duraturo di Dom Pérignon.

La Leggenda dell'Invenzione dello Champagne

Qui, la leggenda vuole che Dom Perignon inventò lo champagne. Esistono due versioni dei fatti: la prima vuole che, come spesso accade per le invenzioni geniali, la nascita dello Champagne fu casuale. Cioè si narra che, dopo aver imbottigliato delle bottiglie di vino bianco, Dom Perignon si accorse che alcune di queste erano scoppiate: il primo Champagne veniva chiamato "vino del Diavolo", per il timore che le bottiglie scoppiassero all'improvviso lanciando schegge di vetro in ogni direzione. L'abate intuì così che c'era un modo per rendere il vino frizzante e scoprì la presa di spuma, cioè il processo attraverso cui si sviluppa l’anidride carbonica dopo la rifermentazione in bottiglia.

La seconda versione vuole che Dom Perignon, grande sperimentatore, aggiunse di proposito zucchero e fiori al vino bianco in bottiglia e constatò come, dopo la rifermentazione, potesse sviluppare le bollicine. Non sappiamo quale versione tra queste sia vera, probabilmente nessuna: le ultime ricerche sembrano infatti testimoniare che nella regione dello Champagne esistessero dei vini frizzanti ben prima della nascita di Perignon. E che questi, durante un viaggio nell'abbazia di Saint-Hilaire, avesse scoperto un metodo di vinificazione per rendere il vino frizzante.

Quel che è certo è che Dom Perignon, grazie alla sua profonda conoscenza delle uve del territorio, ebbe il merito di selezionare i vitigni più adatti per realizzare lo Champagne: Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Meunier. Inoltre introdusse gli attuali tappi di sughero e lavorò per affinare il metodo di produzione, contribuendo a istituzionalizzare un'eccellenza globale, che ancora oggi viene prodotta seguendo i suoi consigli, non solo dall'etichetta che porta il suo nome ma da tutte le più importanti cantine del mondo. In pratica, anche se probabilmente gli vengono attribuiti meriti non sempre suoi, Dom Pérignon avrebbe ‘scoperto’ e messo a punto lo champagne tra il 1690 e il 1714.

Dom Pérignon non ha inventato le bollicine. Né ha introdotto il tappo di sughero, come alcuni sostengono. Ma è innegabile che il suo approccio abbia segnato un punto di svolta. In un’epoca in cui la rifermentazione in bottiglia era considerata un difetto - e spesso causa di esplosioni in cantina - Dom Pérignon cerca soluzioni pratiche per evitare il problema: ridurre le rese, vendemmiare in condizioni fresche, selezionare solo uve sane, vinificare in modo naturale. Il suo lavoro non è frutto dell’intuizione di un momento, ma di un percorso fatto di osservazione, studio e affinamento continuo. Il suo metodo ha permesso di trasformare un imprevisto enologico in una tecnica di eccellenza.

I Preziosi Consigli di Dom Pérignon

In particolare, tra le avvertenze tramandate da Dom Perignon prima della sua morte, avvenuta nel 1715, ci sono queste preziose indicazioni:

  • prediligere il Pinot Noir, a bacca nera, perché le uve a bacca bianca portano al vino una tendenza latente a rifermentare;
  • far sì che le viti non superino mai il metro di altezza e producano poca uva;
  • vendemmiare con attenzione, facendo in modo che gli acini restino intatti, attaccati ai raspi e freschi, scartando quelli rotti o ammaccati;
  • portare l'uva al torchio a mano, evitando l'uso di animali che possono agitarsi e rovinare l'uva;
  • privilegiare gli acini piccoli, più buoni e saporiti di quelli grandi;
  • lavorare al mattino presto e approfittare dei giorni di temporale quando fa caldo;
  • non pigiare mai l’uva con i piedi ed evitare la macerazione delle vinacce nel mosto.
Infografica sui consigli di viticoltura di Dom Pérignon

Declino e Rinascita dell'Abbazia di Hautvillers

La Rivoluzione francese segna una frattura netta. L’abbazia viene incendiata, i documenti distrutti, i monaci costretti all’abbandono. Dal suddetto 1562, anziché riprendersi, il monastero ha iniziato un lento declino (strutturale - erano rimaste soltanto la chiesa, il portico con la biblioteca e la cantina - e culturale) culminato con l’abbandono da parte dei monaci nel 1792, quindi nel pieno della Rivoluzione Francese. Rimangono la chiesa, la cantina e pochi frammenti di un complesso che per secoli aveva governato vigneti e saperi.

Foto delle rovine dell'abbazia prima del restauro o foto della famiglia Moët & Chandon

La rinascita arriva nel 1823, quando Pierre-Gabriel Chandon, genero di Jean-Rémy Moët, acquista le rovine, avviando un lento recupero che culminerà nel Novecento con il restauro promosso da Moët & Chandon, oggi parte del gruppo LVMH. Nel 1824, Pierre-Gabriel Chandon e sua moglie Adélaïde Moët acquistano le rovine dell’Abbazia per piccoli lotti nel corso dei due anni successivi. La struttura rimase una mezza rovina fino ai primi anni ‘60 del XX secolo, quando Jean Couten, dirigente del gruppo Moët & Chandon, nonché sindaco di Hautvillers, la fece restaurare, aggiungendo l’edificio tuttora presente a sinistra del chiostro.

Il Marchio Dom Pérignon: Un'Eredità Viva

Dalla Leggenda al Marchio Globale

Una etichetta della maison Moët & Chandon di Épernay, il famoso Dom Pérignon, porta il suo nome. La maison Dom Pérignon è stata fondata nel 1839 da Claude Moët, il discendente del famoso produttore di champagne Claude Moët. Oggi l’abbazia non è un museo nel senso tradizionale. È una proprietà privata e un luogo vivo, sede dello Champagne Dom Pérignon, interessata da interventi che riportano alla luce le strutture distrutte e creano nuovi spazi per l’accoglienza e gli eventi. Ancora oggi, il contributo di Dom Pérignon viene riconosciuto attraverso la cuvée che porta il suo nome, prodotta da Moët & Chandon. Non è solo un omaggio simbolico: è un modo per mantenere vivo il legame con l’abbazia di Hautvillers, luogo in cui il monaco ha dedicato la propria vita a osservare, sperimentare e affinare pratiche che hanno segnato la storia dello Champagne.

Foto interna delle cantine Dom Pérignon all'Abbazia di Hautvillers

Caratteristiche Distintive dello Champagne Dom Pérignon

Il primo vintage di Dom Pérignon fu prodotto nel 1921, ma fu commercializzato solo nel 1936. Dom Pérignon è stato uno dei primi produttori di champagne a utilizzare il tappo a fungo (tappo in sughero con un filo di ferro che lo tiene in posizione) invece del tradizionale tappo a corona. Dom Pérignon produce solo due cuvée, o assemblaggi, principali: Dom Pérignon Vintage e Dom Pérignon Rosé. Una delle caratteristiche distintive di Dom Pérignon è il suo lungo periodo di invecchiamento sulle fecce prima della commercializzazione. Infine, Dom Pérignon produce una quantità limitata di champagne ogni anno, con l’obiettivo di mantenere elevati standard qualitativi.

Dom Pérignon nella Cultura Contemporanea

Dal 2015 l’abbazia apre occasionalmente al pubblico con visite ed esperienze di degustazione altamente esclusive, che contribuiscono ad alimentarne il mito, rafforzando il dialogo tra memoria storica e narrazione contemporanea. Dom Pérignon ha fatto numerose apparizioni nella cinematografia nel corso degli anni:

  • James Bond”: Lo Champagne Dom Pérignon è stato associato a James Bond in diversi film della serie. Ad esempio, nel film del 1973 “Vivi e lascia morire”, Roger Moore nel ruolo di James Bond beve Dom Pérignon ’55.
  • Il Grande Gatsby”: Nel film del 2013 “Il Grande Gatsby”, diretto da Baz Luhrmann e basato sul romanzo di F. Scott Fitzgerald, lo Champagne Dom Pérignon appare in diverse scene sfarzose.
  • Amici miei”: Nel film italiano del 1975 “Amici miei”, diretto da Mario Monicelli, i protagonisti decidono di organizzare un funerale finto per uno dei personaggi.
Immagine iconica di James Bond con una bottiglia di Dom Pérignon

Un’inaspettata alleanza si è formata nel 2021 tra Dom Pérignon e Lady Gaga, un rapporto che mette in luce le affinità dei loro universi, intrecciando le loro ambizioni estetiche. Dopo aver elogiato la potenza che si sprigiona dalla libertà creativa, i due iconici protagonisti hanno scelto di esplorare l’importanza del lavoro nei rispettivi processi creativi. Per lo Chef de Cave Vincent Chaperon, dare vita a un’annata di Dom Pérignon è un atto creativo che si rinnova costantemente. Il suo approccio al processo creativo si avvicina sorprendentemente a quello di Lady Gaga: entrambi considerano la loro arte come un lavoro. Oltre all’ispirazione, ci sono fatica, dedizione e padronanza tecnica. La creazione, sia per Lady Gaga che per Vincent Chaperon, va oltre l’illuminazione fugace: è una ricerca paziente di una visione estetica originale. L’ideale estetico di Dom Pérignon risale al XVII secolo, quando Dom Pierre Pérignon si prefisse l’ambizioso obiettivo di “creare il miglior vino del mondo”, una missione costantemente perfezionata, ma mai completata. Questa visione condivisa della creazione come lavoro che eleva e come ricerca estetica ha gettato le basi per un’alchimia unica tra Dom Pérignon e Lady Gaga.

Foto della collaborazione Dom Pérignon x Lady Gaga

Il Paesaggio dello Champagne: Hautvillers ed Épernay

Intorno, il villaggio di Hautvillers completa il racconto. Le strade acciottolate, le insegne in ferro battuto, i belvedere affacciati sui vigneti - parte dei “Champagne Hillsides, Houses and Cellars” riconosciuti dall’UNESCO - restituiscono l’idea di uno Champagne che nasce prima di tutto da un paesaggio e da una disciplina.

Veduta panoramica dei vigneti di Hautvillers o Épernay (Patrimonio UNESCO)

Épernay è una pittoresca città situata nella regione della Champagne, nel nord-est della Francia. La città è famosa per la sua “Avenue de Champagne”, una strada iconica fiancheggiata da maestose dimore in stile neoclassico. Questi sontuosi edifici rappresentano le case di produzione di champagne più rinomate, tra cui Moët & Chandon. All’interno della Maison Moët & Chandon, i visitatori possono scoprire la ricca storia e la tradizione di questa prestigiosa casa di champagne. Durante le visite guidate, è possibile esplorare le cantine sotterranee, dove milioni di bottiglie di champagne, tra cui quelle di Dom Pérignon, riposano per l’invecchiamento. Épernay offre anche la possibilità di assaporare la gastronomia locale, con numerosi ristoranti e bar che offrono deliziosi abbinamenti di champagne con piatti tipici della regione. Oltre alle visite alle case di champagne, Épernay è circondata da spettacolari vigneti che si estendono a perdita d’occhio.

Foto dell'Avenue de Champagne a Épernay

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