Fondazione e Le Vicende Storiche dell'Abbazia
Nel 529, San Benedetto fondò il Monastero di Montecassino sul sito di un’antica città fortificata, di cui restano ancora alcuni segni dei muri "ciclopici". Tale luogo, nel corso dei secoli, ha subito vari danni fino al tragico evento bellico della Seconda Guerra Mondiale. Nonostante le distruzioni, la sua resilienza ha permesso una costante rinascita e la conservazione di un immenso patrimonio culturale.

La Nascita e l'Evoluzione del Museo Abbaziale
Il percorso verso l'istituzione di un museo iniziò ben prima della sua apertura ufficiale. Nel 1929, per il XIV centenario della fondazione di Montecassino, fu allestita la «Mostra Cassinese dei cimeli antichi», un evento che anticipava la nascita del Museo. La Mostra consisteva in una selezione di quadri, codici, incunaboli, pergamene e reperti archeologici che dovevano rappresentare l’arte di Montecassino.
Nel dopoguerra, l’attività di ricerca del monaco e ingegnere Angelo Pantoni, già iniziata prima del 1944, contribuì a incrementare le raccolte archeologiche. Successivamente, nel 1980, è stato istituito il Museo dell’Abbazia di Montecassino, aperto al pubblico in occasione del XV centenario della nascita di S. Benedetto. Questo museo è ricco di preziosi reperti che testimoniano la storia del luogo attraverso i secoli. Nuove acquisizioni sono avvenute in tempi recenti, anche grazie alla generosità di privati. Il Museo ha assunto la sua forma attuale nel 2013 ed è caratterizzato da sale espositive disposte su più livelli.

Le Collezioni e gli Ambienti Storici
All’interno dei suoi quattordici ambienti espositivi, il Museo ospita una vasta gamma di oggetti. Tra questi si trovano materiali archeologici risalenti all’età del Bronzo e del Ferro, frammenti architettonici del Monastero Medievale, numerosi arredi interni che decoravano le stanze di rappresentanza, arredi liturgici della Basilica, codici miniati e libri provenienti dall’Archivio e dalla Biblioteca, oltre a doni offerti da nobili e benefattori che desiderarono contribuire alla ricostruzione dell’Abbazia nel periodo post bellico.
Un consistente nucleo di dipinti, nel 1631, era collocato nelle cosiddette «stanze di S.». Nel 1879, questa quadreria fu spostata e ordinata in un ambiente vicino alla Biblioteca, chiamato «camera del fuoco», per la presenza di un grande camino. Nelle stampe del Settecento, questo ambiente era noto come aula calefactoria, un esempio di spazio significativo nell'organizzazione storica dell'Abbazia e della sua collezione.

La Sezione Arte Medievale del Museo comprende anche il Chiostro e la Cappella di Sant’Anna, arricchendo ulteriormente l'esperienza dei visitatori.
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