Abbazia di San Giovanni in Venere: Storia e Fascino sulla Costa dei Trabocchi

L'Abbazia di San Giovanni in Venere, che si affaccia sul mare da un'altura nel comune di Fossacesia, è uno dei luoghi più suggestivi dell’Abruzzo, immersa in un paesaggio che unisce natura, spiritualità e storia. Si localizza su una collina che si affaccia sul Mare Adriatico a 107 m s.l.m in una posizione panoramica che domina l’intera costa dei trabocchi, circondata da uliveti e vigneti.

Foto panoramica dell'Abbazia di San Giovanni in Venere con la Costa dei Trabocchi sullo sfondo

Le Origini e il Significato del Nome "in Venere"

Le origini del complesso monastico risalgono all’epoca altomedievale. L’attributo “in Venere” pare derivare da un tempio pagano che sorgeva in luogo della basilica nel I secolo a.C. e che era dedicato alla dea Venere Conciliatrice. Il culto cristiano si sostituì a quello pagano presumibilmente dopo l’VIII secolo. È infatti attestata tra VIII e X secolo la presenza di una semplice cella monastica, ovvero una piccola comunità monastica.

Il complesso monastico di San Giovanni in Venere è composto da una basilica e dal suo monastero, entrambi costruiti tra XI e XIII secolo, in luogo del piccolo monastero preesistente, databile al VI-VII secolo.

La Fondazione e le Trasformazioni Architettoniche

La nascita dell’abbazia vera e propria avviene nel 1015 ed è attribuita a Trasmondo II, conte di Teate (Chieti), il cui corpo è seppellito nella cripta della chiesa abbaziale. L’aspetto odierno è il risultato delle trasformazioni apportate tra il 1165 e il 1204 dall’abate Odorisio II e di quelle successive, compiute tra il 1225 e il 1230 dall’abate Rainaldo.

Ricostruzione storica o schema dell'evoluzione architettonica dell'abbazia

L'Architettura Esterna e il Portale della Luna

All’esterno il visitatore può osservare la solida struttura della chiesa. Le cortine murarie dell’abbazia sono costituite da blocchi di arenaria nella parte inferiore e da mattoni in quella superiore, conferendo un'omogenea superficie esteriore.

Uno degli elementi più affascinanti è il bel portale principale, noto come Portale della Luna. È così chiamato perché, durante il solstizio d’estate, viene toccato dalla luce del sole al tramonto, creando un effetto luminoso che raggiunge e illumina il presbiterio e la cripta. Sopra l’ingresso, una lunetta scolpita raffigura Cristo in trono tra San Giovanni Battista e San Benedetto, mentre i pilastri laterali narrano episodi della vita del Battista.

Dettaglio del Portale della Luna con la lunetta scolpita

Il Chiostro Duecentesco

La visita può concludersi nel luminoso chiostro duecentesco, che si sviluppa su tre lati e presenta delle eleganti trifore. Parzialmente ricostruito tra il 1932 e il 1935, è accessibile attraverso il portale della navata di sinistra della chiesa oppure attraverso l’ingresso al convento. Tra i vari materiali lapidei esposti nel chiostro è da segnalare l’interessante iscrizione dell’abate Oderisio.

Foto del chiostro dell'Abbazia di San Giovanni in Venere

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