La Parrocchia di San Michele Arcangelo a Pietralata è un importante punto di riferimento spirituale e sociale all'interno della Diocesi di Roma. Collocata nel Settore Nord, in particolare nella Prefettura XII, nel Quartiere Pietralata e nel 4° Municipio, rappresenta una realtà vivace e impegnata nel territorio.
Un Centro di Fede e Comunità nel Cuore di Roma
Contesto e Affiliazione
La parrocchia è una Diaconia di S.Em. Card. Michael CZERNY ed è affidata alla Comunità di Pietralata dei Figli della Croce. La sua presenza è profondamente radicata nel tessuto sociale del quartiere, offrendo servizi religiosi e sostegno alla comunità.
Attività Sociali e Caritative
All'interno della Parrocchia è presente, da molti anni, un centro Caritas dedicato all’ascolto delle esigenze e dei problemi presenti sul territorio. Questo centro promuove aiuti concreti attraverso la distribuzione di pacchi viveri, vestiario e quant'altro sia possibile ottenere e offrire a chi ha bisogno.
Gli aiuti alimentari sono acquisiti in parte con la partecipazione ai programmi del Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) e in parte con collette alimentari dei parrocchiani. Dallo scorso anno, una volta al mese, la comunità parrocchiale organizza un pranzo della solidarietà a cui invita le persone più bisognose del territorio.
Storia della Parrocchia
Origini e Costruzione
L'iniziativa per la costruzione della parrocchia si deve a padre Leone da Caluso, parroco di San Lorenzo fuori le Mura, che con molta insistenza spinse le autorità religiose del Vicariato a considerare la necessità di edificare a Pietralata una vera e propria Parrocchia.
Nel 1937, Mons. Pietro Ercole, segretario generale della Pontificia Opera della Preservazione della Fede e la Provvista di nuove Chiese di Roma, presentò la richiesta al Governatore di Roma per il rilascio della licenza per la costruzione della chiesa parrocchiale con annessa casa canonica. La licenza fu ottenuta il 23 agosto di quell’anno. I lavori di costruzione si avviarono il 21 ottobre 1937 e si conclusero con la benedizione e l'inaugurazione l’8 ottobre 1938.
Erezione Formale e Consacrazione
La Parrocchia fu formalmente eretta il 23 settembre 1938 con il decreto del Cardinale Vicario Francesco Marchetti Selvaggiani "Ad viam Tiburtinam" e fu affidata al clero diocesano di Roma. La chiesa venne consacrata a guerra finita, il 25 settembre 1948, da Mons. Luigi Traglia, Vicegerente di Roma, sotto la guida del Parroco don Vincenzo Leone Capitanata.
Il complesso immobiliare è di proprietà della Pontificia Opera per la Preservazione della Fede e la Provvista di nuove Chiese in Roma.
Architettura e Interni
Struttura Esterna e Progetto
La chiesa fu costruita con tecniche semplici e poco costose, in sintonia con i difficili tempi dell'epoca. Realizzata su progetto dell'architetto Tullio Rossi, la struttura esterna si presenta con una forma di capanna e un rivestimento in laterizio. Sulla cima del tetto è posizionata la statua della Madonna della medaglia miracolosa, mentre nella facciata, sopra il portale di ingresso, è presente lo stemma di papa Pio XI. L’edificio è affiancato da due campanili a vela, accostati a squadra.

Spazi Interni e Decorazioni
L’interno della chiesa si presenta a pianta rettangolare, con un soffitto a capriate. Superato l’ingresso, nella parete di sinistra si incontra una nicchia contenente la statua di Sant’Antonio da Padova. In prossimità di essa, in origine, si apriva l’accesso al battistero, successivamente adibito a locale caldaia. Alla stessa altezza, sulla parete opposta, è collocata una statua di San Giuseppe.
La Navata e le Vetrate
Lungo la navata, che prima degli anni ’60 era interamente affrescata, si aprono sette finestre con vetrate a mosaico di vetro colorato di Murano. Queste vetrate rappresentano episodi del Vangelo unitamente ad elementi simbolici che illustrano i Sacramenti. Furono realizzate dalla M.B. di Grottaferrata su disegni sviluppati dal pittore romano Giorgio Luzietti, seguendo le indicazioni di don Aristide Sana.

Le Cappelle e le Statue
Al termine della navata, prima dell’abside, sulla sinistra si trova una cappella dedicata alla Madonna, delimitata da una grande vetrata colorata raffigurante l’Annunciazione.
Sul lato opposto si apre la cappella dedicata al patrono della chiesa: San Michele Arcangelo. Qui sono presenti due statue dell’Arcangelo: in alto, restaurata dopo essere stata danneggiata dall’umidità, si trova la statua in gesso donata alla chiesa negli anni '50 e portata in processione su un camioncino sino al 1960. In basso, alla destra della statua più antica, è collocata la statua di San Michele nell’atto di trafiggere con la lancia il serpente. Dal 2001 questa statua, ripristinata da don Aristide Sana in occasione della festa parrocchiale di fine settembre, viene portata in processione per il quartiere a spalla di portatori in occasione della ricorrenza dei santi Arcangeli.

L'Abside e le Opere d'Arte
Al centro dell’abside è collocata una pregevole tela, riproduzione del San Michele Arcangelo il cui originale, dipinto da Guido Reni nel 1635, è conservato nella Chiesa di Santa Maria Immacolata Concezione dei Cappuccini in via Veneto a Roma. Per la sua forza iconografica, i Cappuccini fecero replicare l’opera nel corso del Seicento per le loro chiese; quella conservata nella chiesa, come quella visibile a San Francesco a Ripa, fa parte di tali copie.

Ai lati del quadro di San Michele Arcangelo sono presenti due tempere su muro realizzate da un giovane pittore locale, Roberto Cerbino, nell’anno della consacrazione della chiesa, su commissione di don Leone Capitanata, parroco dell’epoca. Il dipinto di sinistra, rifacendosi all’Apocalisse, rappresenta San Michele, armato di lancia, che guida alla vittoria le potenze angeliche obbedienti a Dio nella battaglia contro Lucifero e i suoi demoni. Il dipinto di destra, invece, illustra l’apparizione dell’Arcangelo nella grotta del Gargano, dove poi è sorto il santuario a lui dedicato. Questo potrebbe essere un omaggio dell’artista ai molti pugliesi residenti negli anni ’40 e ’50 nella borgata circostante la chiesa. È interessante notare che, per i volti dei due dipinti, il pittore si servì dei lineamenti di persone residenti nel territorio di Pietralata. I due affreschi hanno ripreso a brillare nei loro colori e forme negli anni ’80 per iniziativa del parroco don Antonio Antonelli che, per mano della restauratrice Francesca Garavini, li ha voluti riportare in primo piano dopo che per vent’anni erano rimasti coperti.
Il Territorio Parrocchiale
Confini e Proprietà
Il territorio della parrocchia, formato con scorpori da quello dei SS. Angeli Custodi a Monte Sacro e di S. Lorenzo fuori le Mura, con decreto del 15 giugno 1982 è stato determinato con i seguenti nuovi confini: “Via Tiburtina, partendo dall’altezza di Via di Pietralata - Via dei Monti Tiburtini fino a 300 mt. circa dopo la Via dei Durantini - da qui, per Via breve, fino all’altezza della fine di Via del Carbonio ed oltre, fino a raggiungere Via Leopoldo Pilla all’altezza di Via Cosimo De Giorgi - Via Leopoldo Pilla - Via Mario Canavari - linea ideale che da detta Via raggiunge il fiume Aniene tangendo la fine del Vicolo del Casale Rocchi”.
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