Posta su una propaggine dei Monti Ausoni, allo sbocco della Valle dell’Amaseno, l'Abbazia di Fossanova è un complesso monumentale che, come in origine, si presenta isolato. Nel cuore della provincia di Latina, immersa tra i Monti Lepini, questa "gemma nascosta di rara bellezza" è uno dei più grandiosi complessi monastici cistercensi d'Italia, un patrimonio storico e culturale di valore immenso e inestimabile. L'articolato complesso abbaziale è circondato da un bel paesaggio naturale in una valle tra i Monti Lepini e l'Agro Pontino, vicino alle rive dell’Amaseno nel comune di Priverno.

Dalle Origini Benedettine all'Ascesa Cistercense
L'Abbazia di Fossanova affonda le radici nel XII secolo, trasformandosi da un antecedente monastero benedettino che si pensa risalisse al VI o VIII secolo. Nel 1135, Papa Innocenzo II affidò il monastero ai monaci cistercensi provenienti da Clairvaux, che iniziarono la ricostruzione secondo i canoni del loro ordine. La costruzione della nuova abbazia cistercense è databile tra il 1163 e il 1180, sebbene i lavori di edificazione dell'attuale complesso furono completati verso la fine del XII secolo. L'inaugurazione si deve a papa Innocenzo III nel 1208, anche se il completamento delle sue decorazioni si protrasse fino al 1300.
Insieme alla vicina abbazia di Casamari e a quella romana delle Tre Fontane, l'Abbazia di Fossanova avrebbe dovuto costituire la base per il rilancio del monachesimo occidentale. Con tutta probabilità, il primo abate fu il beato Gerardo, discepolo di San Bernardo di Chiaravalle. A partire dal 1170 circa, la comunità monastica di Fossanova poté contare, per l'apertura dei cantieri, sulla presenza di monaci francesi e sul supporto delle esperienze costruttive locali. Nella prima metà del XIII secolo, con il favore del Papato e dell'Impero, l'Abbazia fu coinvolta in un importante operazione di sviluppo monastico ed economico, acquisendo sotto la propria giurisdizione vari antichi cenobi e la creazione di filiali abbaziali. Durante i secoli successivi, l'Abbazia divenne un centro economico e culturale di grande importanza, grazie alle bonifiche e alle opere idrauliche realizzate dai monaci.
Declino, Saccheggi e Rinascita
Il monastero alla fine del Quattrocento aveva già perso la sua autonomia ed era passato alle dipendenze della Chiesa romana. Gli abati commendatari si dimostrarono, nei secoli successivi, amministratori interessati, che perseguivano profitti personali. Con il passare del tempo, l'Abbazia attraversò periodi di splendore alternati a momenti di declino. Una ripresa si ebbe quando, nel 1795, padre Romualdo Pirelli, abate di Casamari, venne nominato responsabile dell'Abbazia, ma ebbe breve durata. Le truppe napoleoniche che raggiunsero anche Fossanova nel 1798, ne saccheggiarono il monastero e misero in fuga i pochi monaci che ancora vi abitavano. Soppresso il monastero, la chiesa venne trasformata in stalla per i bufali e divenne proprietà privata fino al 1826, quando fu affidata da Leone XII ai Certosini e poi, dagli anni Trenta del Novecento, ai Frati Minori Conventuali, che ancora oggi vi risiedono.
Nonostante le alterne vicende, il complesso si è conservato per gran parte come in origine. Nel XIX secolo, l’Abbazia cominciò a essere restaurata, grazie all’intervento di diverse istituzioni religiose e civili. Restaurata nel XX secolo, oggi è tornata al suo antico splendore, riconosciuta come monumento nazionale nel 1874. L'Abbazia di Fossanova costituisce la prima testimonianza italiana dello stile gotico francese introdotto dai monaci cistercensi, un monastero archetipo che esercitò una grande influenza su molte chiese della regione e dell'Ordine.
Abbazia di Fossanova
L'Architettura Gotico-Cistercense: Austerità e Spiritualità
L’architettura del complesso rispecchia le caratteristiche del gotico cistercense, uno stile nuovo per l’Italia, caratterizzato dalla sobrietà delle linee e la semplicità nelle decorazioni, in coerenza con le scelte dell’ordine e le regole dettate da San Bernardo da Chiaravalle. L’Abbazia rappresenta uno splendido esempio di stile gotico-cistercense, caratterizzato da linee semplici e austere, mirate a favorire un’atmosfera di raccoglimento e preghiera.
La Chiesa Abbaziale: Cuore del Complesso
L'edificio principale del luogo è la magnifica chiesa abbaziale, dedicata alla Vergine Maria e a Santo Stefano, costruita tra il 1163 e il 1208. Essa è un perfetto esempio del primo stile gotico italiano, distinguendosi per la semplicità e la sobria eleganza. La pianta a schema latino, con elementi gotici come l’ampio rosone e il mosaico sulla lunetta del portale, sottolinea la spiritualità di questo luogo sacro. Sulla facciata si trova un'iscrizione che commemora il contributo offerto da Federico Barbarossa nel 1179 per la costruzione della stessa.
Esterno della Chiesa
La facciata della chiesa abbaziale si presenta con un'impostazione semplice e severa, tipica dell'architettura cistercense che rifugge le decorazioni superflue. È caratterizzata da un profondo portale a sesto acuto, sormontato da un timpano con tre archi concentrici e modanati, sorretti da altrettante colonnine con capitelli. Al centro della facciata si apre un imponente rosone dalla forte strombatura. Originariamente, esso era più piccolo, e di questa precedente versione resta una traccia che sembra coronare l'attuale. La struttura esterna è realizzata in pietra calcarea locale, con una colorazione che varia dal bianco al dorato secondo le ore del giorno. Importante è la presenza di contrafforti che sostengono le pareti laterali della chiesa e permettono l'apertura di ampie finestre che garantiscono luminosità all'interno. Il campanile a torre quadrata si eleva sul lato destro della facciata, con una cuspide aggiunta in epoche successive. Il suo tiburio a lanterna si erge come un faro spirituale, attirando l'attenzione tra gli alberi secolari che la circondano e proteggono.

Interno della Chiesa
L'interno della chiesa, in travertino, si sviluppa secondo un impianto a croce latina con tre navate, separate da 14 massicci pilastri rettangolari. La navata centrale, più alta e ampia delle laterali, è scandita nella prima parte da sette campate rettangolari e termina nel presbiterio e nell'abside quadrata, secondo lo stile cistercense, decorata solo da un rosone lobato in alto e da tre monofore con alabastro in basso. Le arcate che conducono dalla navata mediana a quelle laterali sono rette da semicolonne. Altre semicolonne pensili salgono a sostenere gli archi trasversi della navata centrale. La luce filtra attraverso le finestre laterali e il grande rosone della facciata che, quando colpito direttamente dal sole, crea un fascio luminoso intenso che pare squarciare il buio della grande chiesa, creando un'atmosfera particolare per indurre stupore e trasporto spirituale nei pellegrini.
Il presbiterio è sopraelevato rispetto al resto della chiesa e ospita l'altare maggiore in pietra. L'abside, di forma poligonale, è illuminato da alte finestre ogivali che creano un suggestivo gioco di luci. Dal centro del transetto si erge il tiburio a pianta ottagonale con due ordini di bifore a colonnine bianche, sormontato dalla lanterna pure con bifore, aggiunta con il restauro del 1595, ricordato da un'iscrizione posta nella navata. Nell'ultimo pilastro della navata centrale della chiesa, a sinistra, si trova un'iscrizione che ricorda come nel 1595 il cardinale Pietro Aldobrandini, commendatario dell'Abbazia, rifece parte del tetto e del tiburio a seguito di danni arrecati da un fulmine. Gli elementi decorativi sono ridotti al minimo, in conformità con i precetti cistercensi. Tuttavia, si possono ammirare alcuni capitelli con decorazioni vegetali stilizzate e alcuni affreschi di epoca successiva. Di particolare interesse è il pavimento in alcune zone della chiesa, caratterizzato da inserti geometrici in marmi policromi.

Il Chiostro e gli Edifici Monastici
Dal lato della chiesa, attraverso la “Porta dei coristi”, si accede al chiostro, che rappresenta il cuore della vita quotidiana della comunità monastica e da cui si accede a tutti gli altri ambienti. Il chiostro quadrangolare è circondato da un porticato con colonnine binate che sostengono archi a tutto sesto con capitelli tutti diversi tra loro, se si eccettua il lato meridionale che appartiene a una costruzione assai più tarda. Le arcatelle a tutto sesto si snodano da colonnine doppie lisce e le gallerie sono coperte da volte a botte. Al centro si trova un pozzo che serviva per l'approvvigionamento idrico dei monaci. I corridoi del chiostro appaiono spogli e privi di decorazioni e/o affreschi, aspetto conforme alle caratteristiche essenziali dei monaci cistercensi.

Gli Ambienti Monastici Principali
Attorno al chiostro si trovano gli edifici principali dell’abbazia. Sul lato orientale del chiostro si apre la sala capitolare, databile alla metà del XIII secolo, a pianta quasi quadrata, che si presenta a due navate divise in sei campate, coperta da volte a crociera e sostenuta da due pilastri. Nella sala capitolare i monaci si riunivano quotidianamente per prendere importanti decisioni sulla vita del monastero, comprese le questioni legali relative a possedimenti, acquisti e vendite. L'auditorium è la sala dove l'abate riceveva in colloquio privato i monaci e dove, al mattino, assegnava ai confratelli le mansioni giornaliere. Il portale d'accesso a questo ambiente, sobrio ed elegante, è formato da due colonne inserite negli spigoli dei muri e sormontate da graziosi capitelli compositi che fanno da sostegno a un arco a tutto sesto, movimentato da una linea spezzata.
Sul lato opposto si trova il refettorio, una grande sala rettangolare posta perpendicolarmente al lato meridionale del chiostro, dove i monaci consumavano i pasti e mentre mangiavano un loro confratello dal pulpito (ancora perfettamente conservato) leggeva i testi sacri, che erano riposti in una nicchia all'inizio della scala d'accesso allo stesso.
Il lato settentrionale, addossato alla chiesa, era detto della collatio (raccolta), perché qui i monaci, la sera, seduti su panche di pietra, ascoltavano una scelta ragionata di letture sacre, terminata la quale si celebrava l'ultimo ufficio della giornata: la Compieta. Sul lato meridionale, di fronte al refettorio, si trova, ben conservato, un padiglione con il lavatorium (lavabo o fontana), ricostruito alla fine del XIII secolo, nelle forme di transizione dal romanico al gotico, con tre colonne romane, una copertura piramidale e una piccola lanterna: questo costituiva un indispensabile strumento materiale della quotidianità monastica. Questo lato fungeva da diaframma tra il chiostro e l'adiacente settore riservato ai conversi.
Il dormitorio dei monaci era situato al piano superiore, mentre al piano terra si trovavano la cucina, il calefactorium (un ambiente adibito al mantenimento di un fuoco comune che i monaci potevano usare per riscaldarsi dopo lunghe ore di studio nel chiostro non riscaldato) e altre sale destinate alla vita comunitaria. Completano il complesso gli edifici di servizio esterni, come il mulino, la foresteria per i pellegrini e le strutture agricole, testimonianza dell'organizzazione economica dell'abbazia.
Segreti, Curiosità e Legami Misteriosi
San Tommaso d'Aquino: Gli Ultimi Giorni a Fossanova
La sua importanza storica è accresciuta dal fatto che tra le sue mura morì San Tommaso d'Aquino, principale esponente della Scolastica, la filosofia cristiana medievale. San Tommaso d'Aquino si ammalò durante il viaggio che doveva condurlo da Napoli a Lione, dove lo aveva convocato papa Gregorio X in occasione del Concilio. Morì qui il 7 marzo 1274. Molto suggestivo è l’edificio dell’Infermeria con l’umile celletta dove visse i suoi ultimi giorni. Sempre all’interno del complesso monastico, ma in una costruzione separata chiamata “Blocco di San Tommaso”, un insieme di edifici che comprendevano la foresteria e l'infermeria dei monaci e la cosiddetta “casa dell’abate”, si trova la stanza dove morì il Santo. Oggi questa stanza è una cappella visitabile. Nel transetto destro della chiesa si trova una cappella dedicata al santo teologo. Nella stanza dove morì San Tommaso d'Aquino, oggi trasformata in cappella, si conserva un'iscrizione in due distici latini, che rifacendosi al tema evangelico della lucerna e giocando sul nome di Fossanova, mira a esaltare la figura del Santo.

Tracce Templari e Simboli Esoterici
All'Abbazia di Fossanova si possono trovare anche tracce dei misteriosi Cavalieri Templari, ai quali è noto che San Bernardo da Chiaravalle era legato, tanto che fu lui stesso a redigere la loro regola. La nascita dell'ordine cistercense e dei Cavalieri del Tempio è attribuita a San Bernardo da Chiaravalle, il quale era un gran sostenitore dei Templari e si occupò di farli prosperare fino ad accumulare una quantità infinita di ricchezze e territori. Secondo alcuni studiosi, la grandissima diffusione dei monasteri cistercensi fu dovuta anche a queste grandi ricchezze accumulate dai Templari, il che permette di trovare una correlazione tra i due ordini.
Nel chiostro sono stati riconosciuti la “Triplice Cinta” e il “Centro Sacro”, simboli che indicano la zona come centro di energie telluriche, e il “Nodo di Salomone” scolpito su un pilastro della Sala Capitolare.

Un Morso di Tradizione: La Falia di Priverno
Da tener presente che l'Abbazia si trova nel pieno territorio della tipica e squisita “falia”. Sebbene sia fatta con farina, acqua, lievito, sale e olio e accompagni ogni piatto, per lo spirito del posto: “Non è una pizza, non è una focaccia, e non è nemmeno un pane!”. È un prodotto da forno tradizionale locale che merita di essere gustato.

Il Borgo di Fossanova: Tra Antichità Romana e Rinascita Medievale
Il borgo di Fossanova non vive solo della sua spiritualità religiosa, ma anche di una sua quotidianità laica negli antichi edifici. L'abitato sito tutt'intorno all'Abbazia ha l'aspetto di un vicus e prende il nome da una cloaca (canale di scolo) che in epoca romana era detta Fossa Nova. Con il tempo, attorno all’Abbazia si sviluppò un piccolo borgo, abitato principalmente da artigiani, contadini e lavoratori che fornivano supporto alla comunità monastica. Gli antichi edifici del borgo ospitano oggi piccole abitazioni e attività commerciali artigianali. All'interno del borgo troviamo una serie di attività produttive, una volta gestite dai conversi: il bar storico, un ristorante, il negozio e il biscottificio, nonché il Museo Medievale.
La Cinta Muraria
Un tempo, i monasteri medievali erano del tutto simili a piccole città fortificate, munite di mura e porte d’accesso. A Fossanova restano attualmente pochi tratti della cinta muraria originaria che doveva circondare tutto il complesso di edifici religiosi e non. Le mura attuali sono frutto della progressiva trasformazione dell’abbazia in borgo iniziata alla fine del XVIII secolo. Durante una campagna di lavori di ristrutturazione del complesso monastico furono erette possenti muraglioni tuttora conservati nel tratto occidentale del borgo. In quell’epoca fu creato anche l’attuale ingresso al monastero rappresentato dal cassero con torre merlata.
Le Antiche Terme Romane
Nell'Abbazia si trovano diverse tracce di un'antica villa d'epoca romana, la cui presenza è legata ad un impianto termale risalente alla metà del II secolo d.C. Proprio di fronte alla chiesa abbaziale, l’insieme non è di immediata identificazione anche per la presenza di molta vegetazione. Dalla piazza antistante la chiesa, si scorge un muro con sagome a forma di piramide dietro al quale si sviluppano le terme. Le terme erano collegate alla villa romana scoperta al di sotto del chiostro. Si tratta di un impianto privato di dimensioni decisamente ridotte rispetto alle terme pubbliche. Il complesso si componeva di più ambienti collegati tramite un corridoio di servizio e una cisterna. L’elemento centrale era il Calidarium, una vasca semicircolare a forma di guscio di tartaruga la quale, grazie a un focolare sottostante, conteneva l’acqua riscaldata.

Pianificare la Visita all'Abbazia di Fossanova
Oggi, l’Abbazia di Fossanova è un sito di grande interesse storico e turistico, aperto al pubblico e utilizzato per eventi culturali e religiosi. Il piccolo borgo medievale che ospita la meravigliosa Abbazia con il suo chiostro, la casa dell’Abate, il refettorio, l’infermeria dei monaci e la sala capitolare, offre un'atmosfera unica. Precise e dettagliate indicazioni turistiche forniscono informazioni approfondite per ogni ambiente.
- Orari di Apertura: L'Abbazia è solitamente aperta tutti i giorni con orario continuato. In inverno (ora solare) gli orari possono essere dalle 8:30 alle 18:30, mentre in estate (ora legale) dalle 8:30 alle 19:30. È comunque opportuno informarsi puntualmente prima di recarsi sul posto consultando i canali ufficiali.
- Costi: La visita alla maggior parte del complesso abbaziale è gratuita, ad esclusione del piccolo Museo Medievale ospitato nell'antica foresteria cistercense. Il museo racconta la storia del territorio in età medievale, la nascita e il divenire del complesso monastico di Fossanova.
- Visite Guidate: Sono disponibili visite guidate su prenotazione, per approfondire la conoscenza di questo luogo storico.
L'Abbazia di Fossanova non è solo un luogo di culto, ma un vero e proprio monumento storico-artistico che testimonia l'importanza dell'ordine cistercense nella diffusione della cultura, dell'arte e delle tecniche agricole nel Medioevo italiano. Siamo in piena atmosfera medievale stile “Nome della rosa”.