Iona: L'Isola Sacra e la Sua Abbazia Storica nelle Ebridi

L'isola di Iona, pronunciata “Aiona”, è un luogo di profonda spiritualità e storia, conosciuta in Scozia come “l’isola sacra”. Situata nell'arcipelago delle Ebridi Interne, a ovest della costa scozzese, questa piccola scheggia di terra, lunga appena tre chilometri e larga due, ha avuto un'influenza sproporzionata sulle dimensioni rispetto allo sviluppo del Cristianesimo in Scozia, Inghilterra e in tutta l'Europa continentale. Pur essendo rimasta per secoli ai confini del mondo conosciuto, questa terra isolata fu uno dei primi baluardi del cristianesimo nell’Europa occidentale, diventando da allora meta di pellegrinaggio per intere generazioni. Il suo magnifico paesaggio, caratterizzato da acque pure e cristalline e spiagge di sabbia bianchissima che ricordano la Sardegna o i Caraibi, contrasta con l'azzurro del mare e il verde dei machair fioriti, creando un'atmosfera mistica e sacra.

Mappa delle Ebridi Interne con evidenziata Iona

La Storia di Iona e San Columba

Le Origini del Cristianesimo a Iona

È proprio a Iona che nel 563 d.C., il monaco irlandese San Columba (o San Colmcille), seguito da altri 12 monaci, sbarcò dall'Irlanda e fondò il primo monastero con l'intento di cristianizzare gli allora "selvaggi e pagani" scozzesi, i Pitti e gli Scoti. San Columba, nato tra il 521 e il 522 d.C. dalla potente famiglia degli Uì Neil che dominava gran parte dell'Irlanda del nord, morì sull'isola nel 597 d.C. e fu seppellito nell'abbazia che egli stesso aveva creato. Si credeva che Columba fosse solito dormire con una pietra come cuscino, e dopo la sua morte, tale pietra fu posizionata accanto alla sua tomba, conosciuta oggi come St. Columba's Pillow, una pietra ovale con scolpita una croce, scoperta da un contadino nel 1870. L'isola ospitava una comunità di monaci dediti all'agricoltura, alla pesca e alla trascrizione dei Vangeli; Columba stesso camminava nelle fredde acque del mare al mattino per recitare i salmi. Il cristianesimo celtico è radicato nella natura, e tutta l'isola offre innumerevoli luoghi per meditare.

Illustrazione di San Columba e i monaci che sbarcano a Iona

Le Incursioni Vichinghe e la Traslazione delle Reliquie

Certo è che l'Abbazia non ebbe vita facile. Nei primi secoli di vita, fu soggetta a numerosi attacchi da parte dei Vichinghi. A partire dall'806 d.C., i Vichinghi invasero tre volte l'isola in soli 11 anni, non risparmiando neppure questo luogo sacro. Un episodio tragico, ricordato nella storia, fu l'eccidio di 68 monaci massacrati sulla spiaggia detta "Martyr’s Bay", il cui nome ancora oggi ne perpetua la memoria. A seguito di queste tragiche incursioni, molti monaci si trasferirono in Irlanda (portando con sé in parte i resti di San Columba, riesumati e portati anche sulla terraferma scozzese) e altri fondarono abbazie in Belgio, Francia, Svizzera e in altri angoli d'Europa, come a Kells, in Irlanda, lasciando Iona esposta alle razzie. Purtroppo, di questi monasteri celtici non rimane quasi più nulla, distrutti dalle guerre e dalle intemperie.

La Ricostruzione Medievale e la Riforma Protestante

Più tardi, attorno al 1200 - quando Iona faceva parte del Regno del “Signore delle Isole” - la parte centrale della cattedrale venne ricostruita e si procedette ad edificare un nuovo monastero benedettino e un convento di suore agostiniane sulle fondamenta degli edifici creati da Columba. Nel corso degli anni, l'abbazia andò via via espandendosi, ma a seguito della Riforma Protestante, venne nuovamente abbandonata e spogliata di ogni bene. E così rimase per secoli.

La Rinascita con la Iona Community

L'Abbazia e il Convento di Iona sono tornati a rivivere solo nel 1899, quando il Duca di Argyll affidò il sito allo "Iona Cathedral Trust", che procedette al minuzioso restauro degli edifici. Nel 1938, George MacLeod, reverendo di Glasgow, costituì la Comunità di Iona, un gruppo cristiano ecumenico oggi attivo più che mai e che opera proprio presso l'Abbazia. Questa comunità ha restituito la severa struttura alla vita religiosa, trasformandola in un punto di incontro ecumenico. Pochi sono gli interni visitabili, ma la visita è unica e permette di percepire la carica spirituale del luogo.

San Suibne, Abate di Iona

Per comprendere appieno la vita di San Suibne, è necessario contestualizzare il suo operato all'interno dell'abbazia di Iona. Fondata da San Columba nel VI secolo, questa abbazia divenne rapidamente un centro di pellegrinaggio e un fulcro di diffusione del Cristianesimo in Scozia. È proprio in questo contesto di fervore religioso che San Suibne assunse il ruolo di abate. Tuttavia, a differenza di altri santi irlandesi e scozzesi, la sua vita rimane avvolta nel mistero. Le fonti storiche a nostra disposizione sono scarse e spesso discordanti. Sappiamo con certezza che fu abate di Iona, ma non conosciamo né la data della sua nascita né quella della sua morte. Nonostante la scarsità di informazioni sulla sua vita, San Suibne è comunque venerato come santo dalla Chiesa cattolica. La sua ricorrenza viene celebrata il 22 giugno, anche se alcuni testi agiografici moderni indicavano il 2 marzo come data della sua festa. La sua figura, seppur avvolta nel mistero, continua ad ispirare devozione e rispetto, rappresentando un esempio di fede e dedizione nella diffusione del Vangelo.

L'Abbazia di Iona: Un Centro Spirituale e Storico

La Iona Abbey, un massiccio edificio benedettino con archi gotici, è senza ombra di dubbio il pezzo forte dell'isola, il più visitato e antico. Entrando nell'Abbazia, dopo aver oltrepassato la St. John’s Cross (una replica dell'originale che si trova nel museo), si incontra per prima cosa la navata buia e silenziosissima interamente costruita di sassi e legno: una parte della parete occidentale è l'originale del XIII secolo e la porta risale al XV. Il percorso da seguire, attraverso i vari pannelli informativi (scritti in inglese e gaelico, con il numero della traccia da ascoltare con l'audioguida), è lo stesso fatto dai fedeli nei secoli scorsi. Iona è anche un'isola cimitero, dove le croci celtiche superstiti, come quella di San Martino che da 1.200 anni è l'unica di tutta Iona ad essere rimasta piantata nello stesso punto del terreno, nascondono storie di personaggi misteriosi.

Foto esterna dell'Abbazia di Iona con croci celtiche

Il Cimitero di St. Oran (Reilig Odhrain)

Accanto all'abbazia di Iona sorge il St. Oran's Graveyard, il cimitero in cui si dice siano sepolti oltre 60 re di Scozia, Norvegia e Irlanda. È un cimitero circondato da un muro a secco con una piccola cappella di pietra che risale - ovviamente ristrutturata - al 1150 circa. Questo luogo fu usato per secoli come luogo di sepoltura degli antichi re di Dalriada prima e Scozia in seguito, e si stima che qui siano seppelliti almeno 48 sovrani scozzesi più 8 re norvegesi e 2 irlandesi.

La Cappella di St. Oran e il Columba’s Shrine

La cappella e il cimitero furono costruiti in onore di Oran, uno dei seguaci di San Columba che per primi fondarono l'abbazia. Su di lui aleggia una misteriosa leggenda: durante la costruzione della cappella, le pareti continuavano a crollare e, una notte, durante un sogno, una voce disse a Columba che la stessa non sarebbe mai stata completata se un uomo non fosse stato sepolto vivo al suo interno. Fu allora che Oran scelse di sacrificarsi e di essere sepolto vivo per impedire che le mura della cappella crollassero. Accanto alla chiesa, in una piccola stanzetta alla quale si accede da una minuscola porticina, si trova il Columba’s Shrine che pare sia il luogo esatto dove Columba venne sepolto dopo la sua morte.

La Iona Nunnery

Poco lontano sorge la Iona Nunnery, il Convento delle monache benedettine, risalente al XII-XIII secolo e considerato uno dei conventi medievali meglio preservati in tutto il Regno Unito. Costruita nel 1203 per i monaci Agostiniani scozzesi, è per molti aspetti una copia in miniatura dell'abbazia. L'entrata è gratuita e una serie di pannelli informativi posti in terra guidano la visita, breve ma ricca di spunti interessanti nonostante oggi non rimangano che ruderi e tanta natura.

Ruderi della Iona Nunnery con sfondo paesaggistico

Il Museo dell'Abbazia e il Book of Kells

All'interno dell'abbazia è presente anche un museo che racconta la storia di Columba, della vita religiosa sull'isola e raccoglie molti reperti tra pietre tombali e antiche croci celtiche. Visitando il museo, ci si imbatterà anche nella storia de “The Book of Kells”, un celebre manoscritto che contiene i testi dei quattro vangeli in latino ed è minuziosamente decorato con miniature colorate e illustrazioni. Si ritiene che questo libro, considerato dagli esperti una delle più importanti opere d'arte dell'epoca (scritto tra il VI e il IX secolo), sia stato scritto in parte proprio qui, su Iona.

Luoghi di Interesse a Iona

Saint Columba's Bay

Non c'è posto migliore per concludere il pellegrinaggio della Saint Columba's Bay, un'insenatura di ciottoli all'estremità meridionale dell'isola, a circa un'ora di cammino. Questa baia è considerata il luogo in cui il santo sbarcò sull'isola.

Le Spiagge di Iona

L'isola di Iona, nonostante le sue dimensioni ridotte, offre numerose spiagge lungo tutta la costa. Queste sono più sassose e selvagge a sud, e prevalentemente sabbiose al nord. Molte sono caratterizzate da dune di sabbia ricoperte d'erba e una sabbia bianchissima e fine che crea un contrasto magnifico con gli intensi colori del mare, che ricordano località caraibiche o mediterranee.

Spiaggia di Iona con sabbia bianca e acque cristalline

The Well of Eternal Youth

Vicino a Dun I, si trova The Well of Eternal Youth, il pozzo dell'eterna giovinezza, una sorta di piscina naturale formatasi nella fenditura delle rocce.

Come Raggiungere Iona

Il Percorso del Pellegrino

Raggiungere Iona è un vero e proprio viaggio, un pellegrinaggio che richiede impegno, pianificazione e perseveranza. Partendo dalla stazione di Queen Street a Glasgow, è possibile prendere un treno diretto a nord verso Oban. Questo tratto percorre parte della West Highland Line, passando per il Firth of Lorne, con Oban che lentamente si fa più piccola all’orizzonte. Arrivati a Oban, la stazione si trova accanto al porto, da cui bastano pochi passi per imbarcarsi su un traghetto CalMac diretto alla Isle of Mull, attraccando a Craignure (circa 45 minuti di navigazione). Da Craignure, gli autobus seguono una remota strada a corsia unica in direzione ovest, passando sotto l'imponente profilo del Ben More e osservando le pietre sul ciglio della strada, antichi segnali che indicavano il percorso per Iona. Si prosegue in auto o autobus fino a Fionnphort, il villaggio all'estremità occidentale di Mull. Qui la strada asfaltata finisce e si lascia l'auto, perché a Iona si arriva rigorosamente a piedi. Da Fionnphort, un altro traghetto CalMac, più piccolo, compie la traversata dello stretto Sound of Iona, che in circa 15 minuti porta al molo di Baile Mòr, il piccolo gruppo di case dell'isola.

Traghetto CalMac che attraversa lo Sound of Iona

Compagnie di Tour e Opzioni di Viaggio

Diverse compagnie organizzano tour giornalieri che includono Iona:

  • Staffa Tours: Partendo da Oban, questa compagnia organizza gite di un giorno che consentono di scoprire le meraviglie di tre isole scozzesi: Iona, Mull e Staffa.
  • West Coast Tours: Anch'essa con partenza da Oban, offre diverse proposte per visitare le Ebridi.
  • Seafare Adventures: Un tour giornaliero a bordo di un gommone per gli amanti dell'ornitologia, che parte da Easdale (a sud di Oban) e permette di visitare Iona e Staffa, con possibilità di avvistare colonie di pulcinelle di mare fino a luglio.

Quando Andare

Questa zona della Scozia si può visitare tutto l'anno, ma i periodi migliori per godere appieno dei paesaggi e dell'atmosfera di Iona sono l'inizio dell'estate (maggio e giugno) e l'inizio dell'autunno (settembre e ottobre), quando il clima è più mite e le giornate sono più lunghe.

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