Come Raggiungere le Abbazie Benedettine in Italia

Le abbazie benedettine in Italia sono custodi di storia, arte e spiritualità, immerse spesso in paesaggi di rara bellezza. Visitare queste antiche strutture significa compiere un viaggio non solo fisico ma anche culturale. Questa guida fornisce indicazioni su come raggiungere alcune delle più significative abbazie benedettine sul territorio italiano.

Abbazia Benedettina dei Santi Pietro e Andrea a Novalesa

Percorrendo la strada verso il valico del Moncenisio, circondati dalle montagne valsusine ricche di cascate e prati rigogliosi, ci si trova in Val Cenischia, un tratto della Val di Susa ricchissimo di storia. Proprio da qui passavano gli antichi sentieri che conducevano in Francia, fino alla costruzione dell’attuale strada per il valico voluta da Napoleone Bonaparte.

Dove si trova l'Abbazia di Novalesa

Poco distante dal caratteristico paesino di Novalesa si trova l’Abbazia benedettina dei SS. Pietro e Andrea. Fu fondata nel 726 ed è una delle abbazie più antiche di tutto l’arco alpino occidentale, avendo in diverse occasioni ospitato persino l’imperatore Carlo Magno.

Mappa della Val di Susa con indicazione di Novalesa e la strada per il Moncenisio

Come arrivare a Novalesa

Il paesino di Novalesa coincideva con il punto di arrivo della strada carrozzabile che giungeva da Torino e da esso partiva la Strada Reale, una mulattiera che ancor oggi si percorre per arrivare al Moncenisio. Si consiglia di percorrere la strada verso il valico del Moncenisio.

Cosa visitare nei dintorni di Novalesa

Al termine della via Maestra, la strada che attraversa l’abitato di Novalesa, si può visitare la Cappella di San Sebastiano risalente al XVII secolo, che ospita al proprio interno il presepe artistico permanente di Novalesa. La Chiesa di Santo Stefano (XIII secolo) conserva numerose opere d’arte, tra tutte il raffinato polittico di fine ‘400 attribuito al tolosano Anthoyne de Lhonye e cinque dipinti della scuola del Caravaggio donati nel 1805 da Napoleone Bonaparte. Il vero tesoro della chiesa è la cassa ricoperta con lamine d’argento e figure in sbalzo, realizzata per contenere le reliquie di Sant’Eldrado, personaggio noto all’Abbazia di Novalesa.

Accanto alla parrocchiale, la Cappella del SS. Sacramento (1597) ospita il Museo di Arte Religiosa Alpina, dove sono raccolti oggetti provenienti dalla parrocchiale e dalle cappelle del territorio di Novalesa.

Non si possono non consigliare le bellissime cascate di Novalesa che, nella stagione estiva, sono un’oasi perfetta per rinfrescarsi e fare un pic-nic in perfetto stile valsusino, mentre nei periodi invernali sono frequentate dagli arrampicatori su ghiaccio.

Panoramica delle cascate di Novalesa in estate

La vita monastica a Novalesa

Negli anni, si stabilirono a Novalesa i monaci, i cosiddetti “flos de cristiano exsortus”, cioè fiori nati dai cristiani, con le loro regole più o meno rigide e il loro modo di vivere raccolto e spirituale che ben si addice alla quiete del luogo. In principio, Novalesa aveva almeno tre regole diverse (quella di Benedetto, quella di Colombano e quella di Basilio), ma alla fine rimase la regola benedettina. Obbedienza, silenzio e umiltà sono gli elementi che contraddistinguono quest’ordine. Ogni comunità elegge il proprio abate per tutta la vita, e allo stesso modo, il monaco che sceglie di entrare in un monastero resta lì per tutta la vita, creandosi così un rapporto di fraternità che ricorda quello proprio di una famiglia. La vita all’interno dell’abbazia si alternava tra canti, preghiere e trascrizione di libri; i monaci si occupavano anche di ospitalità e assistenza ai viandanti, ai quali veniva offerto un ricovero e un paniere di viveri per la ripartenza. All’interno del complesso si possono ammirare diverse opere, come i significativi cicli affrescati raffiguranti le scene della vita di S. Eldrado e di S. Nicola nella cappella dedicata a S. Michele.

Interno dell'Abbazia di Novalesa con affreschi medievali

Abbazia di Monte Maria (Marienberg) in Val Venosta

L’Abbazia di Monte Maria, o Abtei Marienberg in tedesco, si trova a Malles, più precisamente a Burgusio, nell'Alta Val Venosta, su un pendio a quota 1350 m. È un’abbazia benedettina, la più alta d’Europa e una delle più importanti del Sudtirolo. Da sempre, è un luogo di preghiera e di culto, dominando lo sperone di roccia proprio sopra la valle, stagliandosi bianca tra le nuvole nelle belle giornate di sole.

Foto aerea dell'Abbazia di Monte Maria che domina il paesaggio montano

Come arrivare all'Abbazia di Monte Maria

L’Abbazia può essere raggiunta in diversi modi:

  • In macchina:
    • Da sud sulla SS 38/40, superare Malles e uscire a Burgusio.
    • Da nord sulla SS 40, superare i due laghi e uscire a Burgusio.
    • Dalla Val Monastero (Svizzera) proseguire per Malles, uscita Burgusio.
    Una volta arrivati a Burgusio, seguire le indicazioni per Slingia/Watles. Dopo circa 5 minuti si raggiunge il parcheggio. Le indicazioni sono ben segnalate; in ogni caso, è possibile impostare “Abbazia di Monte Maria” sul navigatore.
  • Con treno/autobus:
    • Da sud con la ferrovia della Val Venosta fino a Malles, prendere il Citybus fino a Burgusio e percorrere poi a piedi il Sentiero di San Benedetto (circa 20 minuti).
    • Da nord arrivare a Burgusio in autobus e da qui prendere il Sentiero di San Benedetto.
  • A piedi: Il breve Sentiero di San Benedetto porta da Burgusio all’abbazia. Inoltre, ci sono diversi sentieri escursionistici, tra cui il “Sentiero delle Ore” che passa da Monte Maria per arrivare al monastero di San Giovanni a Mustair, in Svizzera, diventato patrimonio UNESCO dal 2016.

Informazioni importanti sulla viabilità

Si segnala che la strada statale B180 del Passo Resia sarà temporaneamente chiusa tra Kajetansbrücke/Pfunds e Nauders da settembre 2024 fino alla fine del 2026 a causa di lavori per la costruzione di una galleria paramassi. Durante i periodi di chiusura, si consiglia di scegliere l’itinerario alternativo attraverso la Svizzera per evitare i tratti stradali interessati. Questa deviazione attraverso la strada Engadina (B184) e la strada Martinsbruck (B185) richiede - a seconda del traffico - circa 10 minuti in più rispetto al percorso normale.

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Parcheggio

A circa 100 m dall'abbazia, sulla strada per Slingia/Watles, un parcheggio gratuito per automobili, camper e pullman è a disposizione dei visitatori dell'abbazia.

Storia dell'Abbazia di Monte Maria

L’Abbazia venne fondata nel 1150 dai nobili Tarasp, dove sorgeva già una piccola cappella dedicata a Maria Vergine. Nel corso degli anni, il monastero fu devastato da due incendi e dalla peste nera del 1348. Intorno al 1600, l’intero complesso venne ristrutturato in stile barocco. Durante il periodo napoleonico, il monastero venne soppresso e tutti i monaci trasferiti in Austria, e l'Abbazia di Monte Maria fu parzialmente saccheggiata. Con la caduta di Napoleone, Francesco I d’Austria ne decise la riapertura. Attualmente l’abbazia ospita 11 monaci benedettini che seguono le regole di San Benedetto da Norcia.

Cosa vedere all’interno dell’Abbazia di Monte Maria

L’abbazia è ricca di spazi da visitare. Si consiglia una visita guidata che comprenda le parti chiuse al pubblico, ma anche con poco tempo è possibile avere una visione del posto tramite il museo e la Chiesa. Ecco cosa non perdere:

  • La Chiesa e la Cripta: La chiesa romanica a tre navate, dedicata alla Vergine Maria, è stata trasformata in stile barocco nel 1600. La parte più antica dell’edificio è costituita dalla cripta romanico-bizantina, che non ha subito modifiche nei secoli e ospita rari affreschi romanici-bizantini, visitabili in orari prestabiliti, generalmente in estate durante i vespri per preservarli.
  • Museo “Ora et Labora”: Si trova al piano terra dell’ex edificio di servizio ristrutturato tra il 2004 e il 2008. Film, oggetti e mostre temporanee raccontano la vita quotidiana dei monaci secondo la regola di San Benedetto, le loro attività nel corso dei secoli e curiosità storiche.
  • Biblioteca: All'interno di un moderno edificio in vetro, contiene 135.000 opere relative al periodo 1700-1800 circa.
  • Depositi museali: Contengono esemplari di carrozze e auto d’epoca interamente restaurati e sono visitabili liberamente.
  • Chiostro, giardino e la Cappella di Santo Stefano.

Orari e tariffe

Il Museo “Ora et Labora” e l'Abbazia hanno i seguenti orari e prezzi:

Tipo di Visita Orari Tariffe
Museo: 15.03. - 31.10. e 27.12. - 05.01.: Lunedì a sabato dalle ore 10.00 alle ore 17.00. Chiuso tutte le domeniche e festività religiose, tranne Lunedì dell'Angelo e Lunedì di Pentecoste. Adulti: 6,00 € (o 5,50 €); Minori fino ai 14 anni (accompagnati dai genitori): gratuito; Scolari/studenti: 3,00 €; Gruppi (a persona): 4,50 €. Riduzione con VenostaCard.
Visite guidate (Cripta, Biblioteca, Santo Stefano, Deposito museale, Chiesa): Su appuntamento. Ogni mercoledì alle 11.00 visita guidata al museo. Cripta, biblioteca e Santo Stefano sono accessibili solo durante una visita guidata. Tour completo (cripta, biblioteca, deposito museale) incluso museo: 27,00 €; Visita guidata specifica (biblioteca, cripta, chiesa Santo Stefano, deposito museale, chiesa) incluso museo: 10,50 € ciascuna.

Abbazia di Vallombrosa in Casentino

L'imponente abbazia benedettina di Vallombrosa si trova nel Casentino, lungo le pendici del Pratomagno, in Toscana. La sua storia è strettamente legata a quella della foresta circostante, protetta dalla Riserva Naturale Statale di Vallombrosa, la cui tradizione e cura sono proseguite per secoli grazie ai monaci Vallombrosani.

Facciata imponente dell'Abbazia di Vallombrosa

Come raggiungere l'Abbazia di Vallombrosa

L'itinerario può partire da Poppi (AR). Imboccare la SR 70 direzione Nord, seguendo le indicazioni per Firenze e Montemignaio. Prima del paese di Borgo alla Collina, girare a sinistra verso Castel San Niccolò, e dopo questo abitato, iniziare a salire per raggiungere Montemignaio lungo la SP 70. In quest’ultimo paese, girare a sinistra per Vallombrosa, continuando a salire. La strada è panoramica e tranquilla, si arrampica sulle pendici del Pratomagno tra boschetti e radure, immergendosi in una meravigliosa faggeta (via del Paradisino) prima di arrivare davanti alla bianca facciata della maestosa abbazia. Si consiglia di proseguire fino al bivio e mantenere la destra in direzione Vallombrosa. La strada è percorribile anche in auto.

Strada panoramica che conduce all'Abbazia di Vallombrosa attraverso la foresta

Cosa vedere all'Abbazia di Vallombrosa

L'attuale aspetto dell’Abbazia deriva da imponenti lavori svolti nel XVII e XVIII secolo. Di questo complesso monastico si possono visitare:

  • La chiesa abbaziale, che ha mantenuto l’antica struttura risalente al 1230 con una navata unica allungata terminante in un transetto, ma l’aspetto architettonico è frutto del rifacimento del 1700 con eleganti decorazioni barocche.
  • Il Museo d’Arte Sacra, inaugurato nel 2006 nella foresteria, contiene opere rientrate a Vallombrosa dopo le varie alienazioni ed opere d’arte provenienti dal patrimonio artistico del Monastero, come dipinti, parati ed oreficerie.
  • Il monastero nasconde, tra le sue mura, anche due chiostri: quello quattrocentesco detto “della Meridiana” e quello più piccolo, datato 1500, denominato “del Mascherone”.

L'Arboreto di Vallombrosa

Non lontano dall’abbazia si trova l’Arboreto di Vallombrosa. Fu fondato nel 1870 da Adolfo Berenger, il primo direttore del Regio Istituto Forestale di Vallombrosa. Con i suoi 5.000 esemplari in rappresentanza di oltre 700 specie arboree e arbustive, è considerato la più importante collezione di piante in Italia. La piantagione attuale è suddivisa in sette arboreti realizzati in altrettante epoche.

Varietà di alberi e piante all'Arboreto di Vallombrosa

Monastero (Abbazia) di San Martino in Valle a Fara San Martino

Il Monastero (Abbazia) di San Martino in Valle a Fara San Martino, in Abruzzo, è raggiungibile percorrendo un corridoio di alte rocce che si sfiorano senza mai incontrarsi, un luogo talmente suggestivo da essere chiamato la “Petra d’Abruzzo”. Fara San Martino è un piccolo borgo avvolto da immense pareti di roccia.

Veduta delle gole rocciose che conducono all'Abbazia di San Martino in Valle

Come arrivare al Monastero di San Martino in Valle

Il monastero si trova a circa un’ora da Pescara. Per raggiungerlo:

  1. Una volta raggiunto il parco di Fara San Martino, prendere la discesa che conduce verso il pastificio De Cecco.
  2. Per controllare l’itinerario si consiglia l'uso di Google Maps.
  3. Raggiunto il Fiume Verde, è possibile parcheggiare lungo il fiume oppure nello sterrato più avanti.

Parcheggio e Accesso

Nell’area antistante il centro di accoglienza, sono presenti vari parcheggi su sterrato. Attualmente, i parcheggi sono a pagamento e occorrono delle monetine (no bancomat). Dal parcheggio si raggiungono le gole in circa 15 minuti, dopo essere passati al centro visite. Superate le gole, si troveranno davanti a sé i resti del Monastero di San Martino.

Consigli per la visita

  • È possibile portare il passeggino.
  • È consigliato un abbigliamento “a cipolla” per trattenersi o fare le escursioni.

Visita ai resti dell’Abbazia

Sì, i resti dell’Abbazia benedettina sono visitabili a cura di MajEsperience. Anche se i resti sono ben visibili dall’esterno e dall’alto, per informazioni su tariffe e orari specifici si consiglia di verificare direttamente con il gestore.

Antica Abbazia Benedettina di San Pietro in Vincoli a Morra del Villar

Una bella e piacevole passeggiata ad anello che si sviluppa interamente su stradine secondarie asfaltate porta dalla frazione Morra del Villar alla notevole parrocchiale di San Pietro in Vincoli, un’antica abbazia benedettina.

Antica chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli a Morra del Villar

Come raggiungere San Pietro in Vincoli

Per arrivare:

  1. Raggiungere Morra del Villar.
  2. Dirigersi verso ovest passando davanti all’ingresso della chiesa parrocchiale.
  3. Immediatamente dopo svoltare a destra imboccando via Combale.
  4. Superato il punto di atterraggio dei parapendii, la stradina piega verso nord-ovest raggiungendo la località Pramallè.
  5. A un bivio (pilone votivo), svoltare a sinistra.
  6. Superare un canale per poi proseguire sul suo fianco sinistro.

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