La denominazione "Monte Sacro" evoca luoghi di profonda importanza storica e spirituale, presenti sia in Italia che in Grecia. Questa guida esplorerà tre entità distinte ma accomunate dal loro significato: il quartiere di Montesacro a Roma, l'antica Abbazia di Monte Sacro nel Gargano e la mistica Repubblica Monastica del Monte Athos in Grecia, offrendo un quadro dettagliato della loro storia, geografia e peculiarità.

Montesacro a Roma: Dalle Origini Antiche alla Modernità
Montesacro, una delle aree più popolate della zona settentrionale della Capitale, vanta un'origine antichissima e significativa. Nel corso del tempo, ha subito considerevoli cambiamenti e trasformazioni urbanistiche, evolvendosi fino all'assetto moderno, così come è conosciuto e frequentato oggi da migliaia di Romani.
Geografia e Confini
Situato nella parte nord-est della Capitale, nei pressi del fiume Aniene, il Monte Sacro (Mons Sacer) è una collina romana che sorge sulla riva destra del fiume, pochi chilometri a nord-est del Campidoglio, con un'altezza di circa 50 metri sul livello del mare. Quest'area confina nella sua parte orientale con il quartiere di Montesacro Alto, meglio conosciuto come Talenti, mentre nella zona occidentale è delimitata dall'affascinante quartiere Trieste. Nella Roma antica, il Monte Sacro si trovava ben al di fuori della cinta muraria, a metà strada tra l'Urbe e il borghetto di Ficulea, lungo il percorso della Via Nomentana, che conduceva a Nomentum.
Storia e Origini del Nome
Abitata fin dall'antichità, la zona di Montesacro acquista una certa notorietà con l'Impero Romano. Si narra che su questa collina si recassero importanti sacerdoti, gli Auguri, per interpretare la volontà degli Dei attraverso l'osservazione del volo degli uccelli. Si tramanda inoltre che anche gli Aruspici vi eseguissero pratiche magiche. Da qui deriva la sacralità dell'area e la conseguente origine del nome di "Monte Sacro". Oltre che luogo per funzioni religiose, era anche un punto di riferimento geografico, immerso in età repubblicana in un vasto latifondo agricolo.
Sempre su questo sito, secondo alcuni studiosi, si ritirarono per ben due volte nel V secolo a.C. i plebei romani in segno di protesta contro i patrizi. In una di queste occasioni, fu il senatore di rango consolare Menenio Agrippa a persuaderli a tornare in città con il famoso Apologo del Ventre e delle Membra, una fortunata metafora che paragonava lo Stato a un corpo umano dove tutte le parti devono cooperare. La sua mediazione, più che l'apologo stesso, fece ottenere molte concessioni dai patrizi ai plebei, ristabilendo l'armonia. Con il crollo dell'Impero di Roma, questa zona si spopolò gradualmente, pur rimanendo sempre un avamposto strategico per raggiungere la parte settentrionale dei territori laziali.
Nel tempo, l'area avrebbe cominciato ad essere abitata, inizialmente come zona residenziale; uno dei più importanti ritrovamenti ha portato alla luce la villa di Faonte, liberto di Nerone, citato da Gaio Svetonio Tranquillo come assai prossimo e devoto alla famiglia dell'imperatore.
Attrazioni e Punti di Interesse Moderni
Nonostante le trasformazioni, il quartiere di Montesacro conserva magnifici scorci e luoghi da visitare per turisti e amanti della Città Eterna.
- Luoghi di Culto: Tra i più belli si trova la chiesa dei Santi Angeli Custodi, situata in Piazza Sempione, realizzata negli anni '20 del XX secolo su progetto dell'architetto Giovannoni.
- Ponte Nomentano: A livello storico, di grande importanza è il Ponte Nomentano, che ai tempi dell'antica Roma, assieme al celebre Ponte Milvio, rappresentava uno dei principali ponti extraurbani cittadini. Nel corso dei secoli venne restaurato e fortificato. Secondo un'antica tradizione, fu proprio su questa struttura che nell'800 d.C. si ebbe l'incontro tra Carlo Magno e il Papa Leone III.
- Riserva Naturale della Valle dell'Aniene: Per gli amanti della natura, in questa zona è possibile ammirare parte della Riserva Naturale della Valle dell'Aniene, un'area regionale protetta di circa 650 ettari.
- Locali e Intrattenimento: Per i giovani romani e i turisti stranieri, uno dei locali più recenti e frequentati è il bistrot Anchimò, dove poter scoprire ed assaporare varie prelibatezze enogastronomiche: dai formaggi agli affettati, passando per diversi tipi di vini e birre. Per coloro che amano divertirsi a ritmo di musica e ballo, la discoteca Disco Fever è quella più adatta, offrendo anche la possibilità di organizzare feste private o eventi. Per gli appassionati del grande schermo, è disponibile il cinema Antares, con una programmazione di qualità per tutti i gusti.

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Abbazia di Monte Sacro nel Gargano: Un Itinerario di Trekking tra Storia e Natura
Nel cuore del Gargano, il Monte Sacro si erge maestoso, dominando la costa orientale e ospitando un'antica abbazia avvolta in un'atmosfera di pace e spiritualità.
Geografia del Monte Sacro nel Gargano
Il Monte Sacro, con i suoi 872 metri, domina la costa orientale del Gargano. A settentrione, il Piano di San Martino e quello della Tagliata lo separano dal bosco Iacotenente e dalla vetta omonima (832 m), con cui ha inizio la Foresta Umbra. Il rilievo ha una forma dolcemente allungata e presenta una fitta vegetazione, con lecceta a sud e bosco misto mesofilo sui versanti esposti a nord.
L'Abbazia della Santissima Trinità
La vetta del Monte Sacro è dominata dalla presenza dell'Abbazia della Santissima Trinità, la cui esistenza deriva da un preesistente romitorio di monaci dipendenti dal monastero di Santa Maria di Calena, risalente all'XI secolo. L'insediamento si trasformò nel 1138 in priorato benedettino, diventando in seguito Abbazia della Santissima Trinità. L'influenza dell'insediamento, nel periodo di massimo splendore, si spingeva sino a Bari, tanto da aver dato il proprio nome alla città di Trinitapoli. Nel XVII secolo l'Abbazia era ormai abbandonata e in rapido degrado. Oggi dell'insediamento sono presenti solo alcune rovine. Rimangono visibili il proano, con archi e pilastri, parte dell'abside e del portale romanico.
Questo luogo di culto, che un tempo era un punto di riferimento per i pellegrini in viaggio verso il Monte Sant'Angelo, oggi incanta i visitatori con la sua architettura medievale e le sue antiche leggende.
Trekking all'Abbazia di Monte Sacro
L'antica abbazia è il punto di arrivo di uno degli itinerari di trekking più affascinanti della regione, un'avventura che unisce la bellezza della natura del Gargano alla scoperta di siti storici. Ci sono diversi percorsi per raggiungere l'abbazia, adatti sia ai principianti che agli escursionisti più esperti:
- Sentiero principale: Parte dalla base della collina ed è un percorso relativamente facile, adatto a tutti i livelli di esperienza. Lungo circa 5 km, offre splendide viste sui boschi e sui campi circostanti.
- Percorsi più impegnativi: Per gli escursionisti più esperti, ci sono percorsi più impegnativi che partono da diversi punti del Gargano. Questi sentieri offrono un'esperienza di trekking più intensa, con dislivelli maggiori e tratti più tecnici.
Prima di intraprendere il trekking all'Abbazia di Monte Sacro, è importante essere ben preparati: è consigliabile indossare scarpe da trekking comode e portare con sé acqua e snack. Inoltre, è sempre utile avere una mappa del percorso o un GPS, specialmente per i sentieri meno battuti. Raggiungere l'Abbazia di Monte Sacro a piedi è un'esperienza che arricchisce sia il corpo sia lo spirito, offrendo paesaggi, storia e un'atmosfera unica.

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Monte Athos in Grecia: La Repubblica Autonoma Monastica
Il Monte Athos, noto anche come Agion Oros (Monte Santo), è una perla meno esplorata e misteriosa, intrisa di storia e misticismo, situata in Grecia, culla della civiltà occidentale con un vastissimo patrimonio culturale e paesaggistico.
Geografia e Status Autonomo
Il Monte Athos si eleva per poco più di 2000 metri sulla più orientale delle tre propaggini della penisola Calcidica, sul Mar Egeo. Il territorio della stretta penisola del Monte Athos costituisce una grande eccezione: pur essendo parte della Grecia, è infatti ufficialmente una Repubblica Autonoma Monastica con capitale Karyes. La storia del nome Athos è legata alla mitologia greca, che racconta del gigante Athos in perenne lotta con Poseidone, il quale, dopo averlo vinto, lo seppellì sotto la montagna.
Organizzazione e Vita Monastica
La Repubblica Monastica del Monte Athos è un'organizzazione Teocratica, dove i monaci cenobiti governano questo lembo di terra secondo leggi, ritmi e riti immutati sin dal periodo bizantino. Nel territorio del Monte Athos sono presenti 20 monasteri (moní), per lo più difesi da mura e circondati da un vasto territorio; ogni monastero elegge a vita un suo rappresentante chiamato Igumeno.
Intorno ai monasteri sono presenti numerosi Skita (gruppi di asceti), che non possedendo un territorio e mura difensive, pagano un tributo al monastero da cui dipendono e da cui vengono rappresentati. Sparse sul Monte Athos, inoltre, sono presenti le Keli, case abitate da due o tre monaci, ma subordinate ai relativi monasteri.
Governo e Amministrazione
Lo Stato Monastico del Monte Athos ha un Parlamento costituito da 20 delegati (antiprosopi) in carica per un anno, che costituiscono la Ierà Kinotis (Comunità Sacra). Questa ogni cinque anni elegge quattro membri che formano il governo chiamato Sacra Epistasia (Presidenza Sacra), rappresentata da una figura chiamata Prorepistàtis. A tutela dell'ordine, vi sono anche delle guardie, i Serdaris, gli unici laici presenti stabilmente nel territorio del Monte Athos, a cui però viene imposto il celibato.
Sul Monte Athos, dove da più di mille anni l'uomo è alla ricerca esclusiva di Dio, il tempo è scandito con antica sacralità. Come per le chiese ortodosse, il calcolo dei giorni segue ancora il calendario Giuliano (in ritardo rispetto al calendario gregoriano di 13 giorni) e il giorno liturgico inizia al tramonto. L'Athos è un faro per l'Ortodossia e un custode dell'enorme patrimonio culturale bizantino, rimasto protetto da un territorio aspro e impervio e da una rigida chiusura alla modernità.

Il "Giardino della Vergine" e l'Avaton
La Leggenda del "Giardino della Vergine"
Il mondo dell'Agion Oros è permeato da un'ortodossa spiritualità anche nella leggenda che consacra il Monte Athos alla Vergine Maria, donandogli l'appellativo di "Giardino della Vergine". Si racconta infatti che Maria e San Giovanni, partiti dalla Palestina e diretti a Cipro per far visita a Lazzaro, furono sorpresi da una violenta tempesta che li fece approdare sul Monte Athos. Maria, colpita dalla bellezza del luogo, pregò il Figlio affinché gliene facesse dono. Dal cielo, con voce tonante, il Figlio gliela consacrò. Consacrazione che, nonostante i millenni, nella realtà rimane invariata, perché nessuna donna vi potrà mai più mettere piede.
Il Divieto per le Donne (Avaton)
Ancor prima della costruzione del primo e del più grande monastero del Monte Athos (la Grande Lavra) ad opera di Sant'Atanasio nel 963, vige l'Avaton. Introdotto nel diritto romano ai tempi di Giustiniano nel 539, l'Avaton contiene il divieto che impedisce di entrare in un monastero al sesso opposto da quello dei monaci o delle monache che vi risiedono. Ancora oggi sul Monte Athos, ritenuto un luogo interamente sacro e un monastero vivente, le donne non possono entrare perché considerate una tentazione che potrebbe distrarre i monaci da una vita consacrata totalmente a Dio e incentrata su rigide regole monastiche. Neppure ai reali è fatta eccezione: la storia racconta che nel 1346, Jelena, moglie del Sovrano di Serbia che aveva elargito cospicue donazioni, fu trasportata senza farle toccare il suolo e che il monastero fu ricoperto di tappeti.

Tentativi di Violazione e Curiosità
Malgrado i vari racconti e i tentativi di approdo, il Monte Athos fu violato - si suppone - "solo" dodici volte dall'anno 382. In tempi più recenti, due donne tentarono quest'impresa:
- Aliki Diplarakou: Dopo aver vinto il titolo di Miss Europa nel 1930, entrò sul Monte Athos travestita da uomo.
- Maria Poimenidou: Nel 1953, a soli 22 anni, travestita da uomo finse di partecipare a una conferenza di studi bizantini e vi soggiornò dal 17 al 19 aprile. Riuscì a visitare la maggior parte dei monasteri, affermando di aver pianificato il tutto con ardente desiderio per capire come vivessero i monaci attoniti. La sua eroica impresa le costò però un anno di reclusione.
Le severe regole monastiche che non consentono l'ingresso alle donne sul Monte Athos, vietano anche l'ingresso di animali di sesso femminile. Questa volta però il divieto non nasce dalla moralità quanto dalla visione della vita monastica in sottomissione e povertà, impedendo il riprodursi delle greggi e il conseguente arricchimento dei monaci.
Visitare il Monte Athos: Requisiti e Aspettative
Se si desidera visitare il Monte Athos, è necessario essere in possesso del Diamonitirion, il permesso ufficiale, che viene rilasciato solo se si è uomini e si può dimostrare di avere un interesse religioso o scientifico. Ogni giorno vengono rilasciati 110 permessi, ma solo 10 sono riservati ai non ortodossi. Ottenuto il permesso, si potrà soggiornare per 3 notti godendo dell'ospitalità dei monaci. L'unico ufficio adibito al rilascio del permesso è il Mount Athos Pilgrims' Bureau.
Come Arrivare e Cosa Aspettarsi
Sull'Athos si arriva solo in barca, partendo da Ouranoupoli (che significa "città del cielo") salpando dal porto che porta a Daphni, che, insieme a Karyes, costituiscono le uniche città della penisola dell'Athos. Qui del mondo secolare si troveranno solo qualche locanda, un ufficio postale e un ospedale. I paesaggi, il patrimonio architettonico, le icone e le ricche biblioteche dei monasteri offrono un salto nei secoli. Sul Monte Athos è vietata la caccia, il consumo di carne e anche la balneazione; i pasti poveri e frugali sono consumati in assoluto silenzio durante la lettura della vita dei Santi e dei Padri della Chiesa. I monaci digiunano più di 200 giorni l'anno e pregano anche per 12 ore al giorno, coltivando la terra con dedizione e gratitudine in luoghi aspri e impervi. Per chi è tra i fortunati ad avere la possibilità di accedervi, il Monte Athos è un viaggio mistico fuori dal mondo e dentro di sé.