A voi, che desiderate notizie sulla nostra vita, vogliamo esporre ciò che facciamo giorno dopo giorno. La vita monastica, profondamente radicata nella ricerca di Dio, si manifesta attraverso una rigorosa scansione della giornata, scandita dalla preghiera e dal lavoro. Gli orari tipici che spieghiamo possono essere leggermente diversi secondo le case e gli ordini, ma la struttura è la medesima e rispecchia una scelta di vita profonda, una risposta a una chiamata divina.
La Liturgia delle Ore: Il Cuore della Preghiera Monastica
La preghiera pubblica e comune del popolo di Dio è giustamente ritenuta tra i principali compiti della Chiesa. Fin dall’inizio, i battezzati erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nella preghiera
(At. 2,42). Le testimonianze della Chiesa primitiva attestano che anche i singoli fedeli, in ore determinate, attendevano alla preghiera. Queste preghiere fatte in comune, a poco a poco, furono ordinate in modo da formare un ciclo ben definito di Ore: la Liturgia delle Ore o Ufficio Divino.
Cristo Gesù, il Sommo Sacerdote della nuova ed eterna alleanza, prendendo la natura umana, ha introdotto in questo esilio terrestre quell’inno che viene eternamente cantato nelle dimore celesti. Egli unisce a sé tutta l’umanità e si associa nell’elevare questo divino canto di lode. Cristo continua ad esercitare questa funzione sacerdotale per mezzo della sua Chiesa, che loda il Signore incessantemente e intercede per la salvezza del mondo non solo con la celebrazione dell’Eucaristia, ma anche in altri modi, specialmente recitando l’Ufficio Divino.
Il Divino Ufficio, secondo la tradizione cristiana, è strutturato in modo da santificare tutto il corso del giorno e della notte per mezzo della lode divina. La santificazione del giorno e di tutta l’attività umana rientra nelle finalità della Liturgia delle Ore; il suo ordinamento è stato rinnovato in modo da far corrispondere, per quanto era possibile, la celebrazione delle Ore al loro vero tempo, sempre tenendo conto delle condizioni della vita odierna.

Origini e Sviluppo Storico
Storicamente, gli ebrei pregavano a intervalli stabiliti durante il giorno, una tradizione che il re Dario, per esempio, vide in Daniele. Il popolo ebraico iniziò una tradizione di pregare tre volte al giorno: al mattino, al pomeriggio e alla sera. Questa si sviluppò in un programma di recita in particolare dei salmi, visto che esprimevano i tanti desideri del cuore umano.
Visto che la maggior parte dei primi cristiani era composta da convertiti dall’ebraismo, venne portata avanti la tradizione ebraica di recitare i salmi. Questo tipo di preghiera venne mantenuta man mano che la Chiesa cresceva. Come nota padre Timothy Gallagher nel suo libro Praying the Liturgy of the Hours, in tutta la Chiesa, in Palestina, ad Antiochia, a Constantinopoli e in Africa, i cristiani si riunivano nelle loro chiese due volte al giorno per recitare i salmi
.
La Chiesa ha distribuito i 150 Salmi nel corso di queste ore, creando alla fine un ciclo di preghiera. I monasteri contemplativi mantengono questo ritmo di preghiera, mentre i sacerdoti e gli altri religiosi attivi tendono a “raggruppare” le ore. Dal Concilio Vaticano II, la Chiesa ha continuato a promuovere questa pratica e ha incoraggiato i laici a unirsi a questa Liturgia: Procurino i pastori d’anime che, nelle domeniche e feste più solenni, le ore principali, specialmente i vespri, siano celebrate in chiesa con partecipazione comune. Si raccomanda che anche i laici recitino l’ufficio divino o con i sacerdoti, o riuniti tra loro, e anche da soli
(Sacrosanctum Concilium, n. 100).
Componenti della Liturgia delle Ore
La Liturgia delle Ore è per noi la visibilità della Chiesa orante che come comunità prega instancabilmente Dio. Gli elementi che la compongono sono:
- Invitatorio: Introduce tutto l’Ufficio, di regola. Consta del versetto
Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode
, e del salmo 94, con il quale i fedeli sono invitati ogni giorno a cantare le lodi di Dio e ad ascoltare la sua voce, ed esortati ad aspettare ilriposo del Signore
. - Salmi: La parte principale del breviario è costituita dai salmi e dai cantici della Bibbia. La Chiesa ha sempre mantenuto questo principio, riaffermandolo ogni qualvolta è stato dimenticato. Chi recita i salmi apre il suo cuore a quei sentimenti che i salmi ispirano secondo il loro genere letterario: di lamentazione, di fiducia, di rendimento di grazie.
- Inni: Canti ritmici e metrici divisi in strofe, usati nella Chiesa solo dal secolo IV. Padre dell’innodia in Occidente è San Ambrogio.
- Letture: Le letture del breviario si dividono in lezioni, nel mattutino e in capitoli. L’Ufficio delle Letture ha lo scopo di proporre al popolo di Dio, e specialmente a quelli che sono consacrati al Signore, una meditazione più sostanziosa della Sacra Scrittura e le migliori pagine degli autori spirituali.
- Responsori: Alle lezioni sono strettamente congiunti i responsori.
- Preci Feriales e Orazione: Sono un resto di una orazione generale. Dal secolo IX c’è la consuetudine di terminare le singole ore con l’orazione del giorno.
Gli Orari di Preghiera in Diverse Comunità
La Giornata Monastica nella Certosa
Le “monache del chiostro” sono chiamate a cercare Dio nel silenzio e nella solitudine della cella. Il Signore ha realizzato in se stesso il primo e vivo esempio della nostra vocazione quando, solo nel deserto, si dedicava alla preghiera. La nostra solitudine non è solo quella del corpo e del cuore, ma anche di tutto ciò che potrebbe ostacolare il nostro faccia a faccia con Dio.
Ecco una tipica scansione della giornata:
- 00:15 - Ufficio Notturno (Veglie): Le monache si affrettano in chiesa per l’ufficio notturno. Momento forte della liturgia in Certosa, le veglie della notte sono un segno particolarmente chiaro dell’orientamento della nostra vita. Per consentire a ciascuna di rispondere alla sua grazia particolare, le monache converse hanno la libertà di scegliere tra diverse forme di preghiera liturgica. Le veglie, che comprendono anche le lodi del mattino, durano in media due ore. La monaca torna quindi in cella.
- 7:00 - Ufficio di Prima e Orazione: Siamo chiamate alla preghiera. Azione di grazie per le meraviglie del creato e per il sorgere del Risorto che ci attira in lui, l’ufficio di Prima è celebrato da ogni monaca nella sua cella. Qualunque sia la forma adottata, questa preghiera liturgica è un ufficio della Chiesa. Segue un tempo di orazione, durante il quale la certosina si impegna per offrire a Dio un cuore semplice e una mente purificata, e per fissare in lui i pensieri e gli affetti. Se vi è fedele, giorno dopo giorno, dal suo stesso silenzio nasce in lei qualcosa che la attira a un silenzio sempre maggiore.
- 12:00 - Ufficio di Sesta: Conclude la mattinata e ne fa un’esplicita lode a Dio. La monaca conversa torna in cella per celebrarlo.
- 14:00 - Ora Nona: La campana ci invita nuovamente ad innalzare a Dio una devota salmodia. Il tempo di lavoro che segue può ancora essere vissuto in rendimento di grazie se accompagniamo Gesù nella sua vita umile e nascosta di Nazaret.
- 16:00 - Vespri: La campana ci chiama per i Vespri. Varcando la porta della chiesa, entriamo nella casa di Dio per il tempo di preghiera che segna la fine del giorno. La monaca conversa può partecipare alle lodi in chiesa oppure preferire che esse salgano dal suo cuore nel silenzio della cella.
- 19:00 - Compieta: La giornata si conclude con l’ufficio di Compieta, che prepara al riposo notturno. Questo ufficio termina con una preghiera a Maria.
La liturgia conventuale è in gran parte cantata. Il canto gregoriano nella forma a noi propria è un elemento del patrimonio del nostro Ordine, conservato fin dalle origini perché favorisce l’interiorità e la sobrietà spirituale.

La Vita di Preghiera nel Monastero di Valserena (Ordine Cistercense della Stretta Osservanza)
Le monache dell’ordine cistercense della stretta osservanza di Valserena hanno scelto di dedicarsi a questo servizio, fisicamente separate dalla collettività, ma unite alla stessa nello spirito. La loro spiritualità è centrata infatti sulla carità, così come stabilito dai primi trattati della riforma di Citeaux che nel XII secolo portò alla riscoperta autentica della regola di san Benedetto.
La preghiera scandisce ogni loro giornata. Si alzano fin dalla notte per meditare la Parola e lodare il Signore, secondo tempi stabiliti dalla Liturgia delle Ore, e durante il giorno alternano il lavoro alla preghiera. La loro comunità monastica si raduna in chiesa ed offre questo spazio a chiunque voglia condividere con loro questa forma di carità.
Ecco il loro schema della Liturgia delle Ore:
- 5:45 Lodi
- 7:00 Terza
- 11:00 Sesta
- 14:00 Nona
- 16:30 Vespri (domenica - 16:30)
- 19:30 Compieta
- 20:00 Ufficio delle Letture
Inoltre, la celebrazione della Santa Messa è il centro e culmine della loro vita. Gli orari sono:
- Giorni feriali: ore 7:30
- Domeniche: ore 9:00
Il tempo dell’orazione personale è dedicato dalle ore 6:00 alle 7:00 e dalle ore 17:00 alle 18:00. L'adorazione eucaristica è un elemento costitutivo dell'Istituto; è centro della comunità che le fa sentire unite e spiritualmente presenti sotto i veli eucaristici. Un’opportunità di adorazione eucaristica aperta al pubblico è offerta una volta al mese, dalle 16:00 alle 18:00, includendo i vespri cantati della domenica alle 16:40 e la benedizione con il Santissimo Sacramento alla conclusione.
La Liturgia delle Ore delle Suore Clarisse
Anche le suore Clarisse seguono un ritmo di preghiera quotidiana che include l'Ufficio Divino. Ecco un esempio dei loro orari, che possono variare leggermente:
Lunedì / Martedì / Giovedì / Venerdì:
- 05:45: Letture
- 06:15: Meditazione
- 07:00: Lodi
- 07:30: Messa e Terza
- 12:10: Rosario
- 12:30: Sesta
- 17:30: Vespri
- 19:45: Adorazione
- 20:30: Compieta
Mercoledì:
- 05:45: Letture
- 06:15: Meditazione
- 07:00: Lodi
- 07:30: Messa e Terza
- 12:10: Rosario
- 12:30: Sesta
- 18:00: Vespri (Compieta in privato)
Sabato:
- 05:45: Letture
- 06:15: Meditazione
- 07:00: Lodi
- 07:30: Messa e Terza
- 12:10: Rosario
- 12:30: Sesta
- 17:30: Vespri
- 19:45: Meditazione
- 20:15: Letture della Domenica Compieta
Domenica:
- 06:50: Lodi
- 07:30: Messa e Terza
- 11:15: Adorazione
- 12:30: Sesta
- 18:00: Vespri
Come esortava Santa Colette: Lode, lode a Dio senza fine! Lodate e amate il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo!
L'Abbazia delle Tre Fontane: Ritmo Bisettimanale dei Salmi
All’Abbazia delle Tre Fontane, i monaci celebrano la Liturgia delle Ore seguendo uno schema monastico bisettimanale nella distribuzione dei salmi. Questo significa che i 150 salmi vengono pregati nell’arco di due settimane. Durante il periodo invernale, la Liturgia - fatta eccezione per la Messa domenicale - viene celebrata nella Sala del Capitolo all’interno del monastero.
La Preghiera Personale e la Vita Contemplativa
L’orazione è considerata un modo di pregare nel quale, al posto delle parole pronunciate o alla meditazione fatta con immagini e discorsi, sorge da Dio e verso Dio un amore da cuore a cuore, silenzioso o di poche parole. Pregare interiormente significa rivolgersi coscientemente a Dio -dal mio IO al TU di Dio-, nascosto e presente. Attraverso questo dialogo personale e silenzioso con Dio viene nutrita ed approfondita incessantemente la vita di orazione.
Dio ci parla nella Bibbia. Per questo la monaca medita senza posa la Sacra Scrittura fino a che essa diventi parte del suo stesso essere. Nella solitudine non si legge per informarsi di tutte le nuove idee, ma per nutrire la fede nella quiete e per sostenere la preghiera. La celebrazione dell'Eucaristia è fonte e culmine di tutta la vita cristiana
(Concilio ecumenico Vaticano II, Lumen Gentium 11).
La preghiera è per le suore il tempo privilegiato per stare con lo Sposo, perché Egli possa operare in loro sempre, e tra le molteplici occupazioni e fatiche della giornata, possa invadere la loro vita e la loro esistenza. La fedeltà alla preghiera quotidiana alimenta la vita interiore ed è una necessità fondamentale che permette di rispondere alla chiamata di Dio, per lodarlo, adorarlo e ringraziarlo in tutte le espressioni della loro esistenza.
Come dice Suor Maria Francesca Righi, maestra delle giovani professe del monastero di Valserena: Non ci rivolgiamo al Signore per i nostri interessi personali, ma per il mondo
. L’effetto della preghiera è prima di tutto la conversione personale, un’esperienza di perdono e di accoglienza.
La solitudine, come spiegato da suor Valeria, professa semplice a Valserena, è una dimensione interiore di silenzio e raccoglimento, che ci può essere anche mentre si svolgono vari servizi
. Questa dimensione non è un isolamento, ma un sacramento dell’incontro con Dio
, che rende le relazioni fraterne più profonde.

Lavoro e Comunità nella Vita Monastica
Le monache alternano il lavoro alla preghiera. La monaca conversa lavora in una "obbedienza", ovvero l'incarico affidato a una monaca e, per estensione, il luogo dove lo svolge. Ad esempio, la cucina è l'obbedienza se una sorella prepara i pasti. Il tempo di lavoro è vissuto in rendimento di grazie se accompagnato a Gesù nella sua vita umile e nascosta di Nazaret, nella quale agì sempre in comunione col Padre.
Le relazioni fraterne in Certosa sono sempre impregnate del silenzio di Dio. Sono tanto più profonde quanto più è rispettata l’aspirazione di ciascuna al raccoglimento. Trascorriamo quasi sempre in cella il tempo di distensione che segue il pasto: o in giardino per coltivarlo o passeggiare contemplando la natura, o all’interno con qualche lavoro adatto alla distensione.
Nel monastero di Valserena, le suore si mantengono con il proprio lavoro, gestendo quaranta ettari di bosco, un frutteto, un orto, un uliveto. Hanno sviluppato anche una piccola industria artigianale di profumi, creme, saponi e altri prodotti. Molte monache sono laureate e colte, ma la loro fama è quella di essere delle zappatrici
, vista la loro spiritualità fatta di lavoro e sacrificio.
La clausura per le religiose è un mezzo e non un fine. Esse cercano di rendersi disponibili verso le necessità del prossimo e verso le nuove esigenze della società, compreso l’utilizzo ragionato delle nuove tecnologie. La loro regola prevede espressamente l’accoglienza dei pellegrini.

Formazione e Missione nel Mondo
Per un anno e mezzo le novizie fanno principalmente studi biblici e monastici; la teologia dogmatica e morale viene in seguito. Questi studi sono più o meno approfonditi secondo le esigenze di ciascuna. Essi preparano a una lettura fruttuosa della Parola di Dio.
Suor Maria Francesca Righi è incaricata della formazione e della comunicazione, e da vent’anni è maestra delle giovani professe, seguendo le aspiranti monache nel triennio di formazione previsto per il passaggio dalla professione semplice a quella solenne (definitiva). È un periodo delicato in cui spesso emergono crisi, e il sostegno maggiore è pregare insieme
.
La comunità di Valserena, guidata dalla madre badessa Monica Della Volpe, conta una quarantina di monache di diverse età. Suor Valeria sottolinea che non è tanto l’età anagrafica che fa la comunità, ma la sua apertura alla vita
. A Valserena si trova una capacità di accompagnamento, che spicca rispetto ad altrove. Le monache sanno valorizzare le persone e offrire insegnamento
.
Le monache, in quanto unite al mondo nello spirito, incontrano i visitatori nel parlatorio e portano avanti la missione di lode e supplica a favore di tutta l’umanità. L’ordine benedettino-cistercense ha retto ai cambiamenti dei secoli proprio per il suo carisma chiaro, impegnandosi nei voti di povertà, obbedienza, castità, stabilità e conversione. Ogni mattina pregano per i nuclei familiari e per il mondo intero, abbracciando il futuro con speranza, come esortato da Papa Francesco.
Suor Maria Grazia Petri, maestra delle novizie, evidenzia che tutti i giovani hanno una domanda dentro, un desiderio di assoluto, di vero e di bello, che li porta a interrogarsi
. Per questo la comunità di Valserena organizza settimane monastiche per giovani tra i 18 e i 30 anni, offrendo accompagnamento e una catechesi idonea per facilitare il contatto con la nostra realtà
.
Il monastero è una grande ricchezza, un segno della presenza di Dio e la possibilità di tornare a quell’unica cosa necessaria che è il Signore.