Origini e Vita di San Nicola
San Nicola, Vescovo di Myra, è una figura storica vissuta tra il III e il IV secolo. Originario di Patara, città portuale della Licia (nell'odierna Turchia), si trasferì successivamente a Myra. Sebbene le fonti biografiche antiche siano frammentarie, la figura del Santo è storicamente legata al Concilio di Nicea del 325, che rappresenta il primo punto fermo documentato della sua esistenza. La sua morte è collocata intorno al 335.
La tradizione agiografica gli attribuisce numerosi episodi di carità e interventi miracolosi. Tra i più celebri figurano il salvataggio dei tre ufficiali di Costantino, noto come la Praxis de stratelatis, e l'episodio delle tre fanciulle, che ne definì l'immagine di protettore dei deboli. Questi eventi, uniti alla sua partecipazione al Concilio, hanno consolidato la sua fama di "Santo universale", venerato tanto in Oriente quanto in Occidente come simbolo di pace e riconciliazione.

Il Prodigio del "Myron"
Una delle caratteristiche più singolari legate al culto di San Nicola è la produzione del myron (o manna), un liquido profumato che, secondo la tradizione, scaturiva dalle sue reliquie conservate nel martyrion di Myra. Questo fenomeno taumaturgico contribuì ad alimentare un vasto flusso di pellegrini verso la città bizantina.
Le analisi scientifiche effettuate sui campioni di questa sostanza nel corso dei secoli hanno spesso evidenziato proprietà particolari, alimentando la devozione popolare che identificava nel myron un rimedio miracoloso. L'usanza di distribuire questo liquido in apposite ampolle decorate è documentata già a partire dal IV-V secolo e rappresenta un elemento centrale della devozione nicolaiana antica.
La Traslazione delle Reliquie da Myra a Bari
Il 20 aprile 1087, sessantadue marinai baresi trafugarono le ossa di San Nicola da Myra, portandole a Bari il 9 maggio dello stesso anno. L'operazione non fu solo un atto di fede, ma una precisa mossa politica e commerciale: la città di Bari, in crisi a seguito della conquista normanna del 1071, cercava un simbolo in grado di restituirle prestigio internazionale.
Fasi della spedizione
- Partenza: Tre navi cariche di cereali salparono da Bari dirette ad Antiochia.
- Pianificazione: Durante il viaggio, i marinai decisero di prelevare le reliquie per proteggerle dalle incursioni turche.
- Il recupero: Dopo aver vinto le resistenze dei monaci custodi a Myra, le ossa furono estratte dal sepolcro e portate sulla nave del marinaio Matteo.
- Arrivo a Bari: Il 9 maggio 1087 le reliquie giunsero nel porto barese, accolte da una folla festante.

L'impatto culturale e religioso
L'arrivo delle reliquie cambiò radicalmente la storia di Bari. L'abate Elia diresse i lavori per la costruzione della Basilica, dove le spoglie furono solennemente riposte nel 1089 alla presenza di Papa Urbano II. L'evento ebbe una risonanza europea immediata, dando vita a un vasto corpus di fonti narrative e annali in tutto il mondo medievale.
Anche in epoca contemporanea, il legame tra Oriente e Occidente si è rinnovato. Un momento storico fondamentale è stato il ritorno temporaneo della reliquia in Russia nel 2017, un gesto che ha consolidato il dialogo ecumenico tra la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa, promuovendo quello che è stato definito un "ecumenismo del popolo".
| Evento | Anno |
|---|---|
| Partecipazione al Concilio di Nicea | 325 |
| Traslazione delle reliquie a Bari | 1087 |
| Solenne reposizione nella cripta | 1089 |
| IX Centenario della Traslazione | 1987 |
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