La celebrazione della nascita di Gesù il 25 dicembre è una delle festività più sentite in tutto il mondo cristiano, ma la sua vera data di nascita rimane avvolta nel mistero. I Vangeli e le fonti dell'epoca non riportano esplicitamente il giorno o l'anno preciso, rendendo la questione oggetto di secoli di studi e interpretazioni.

La Ricerca della Vera Data di Nascita di Gesù
Le Fonti Evangeliche e le Loro Lacune
La data di nascita di Gesù non è esplicitamente riportata né dai Vangeli né da altre fonti del tempo. Solo Luca (1:26-2:52) e Matteo (1:18-2:23) raccontano storie dell'infanzia di Gesù e della sua nascita. Il noto racconto biblico natalizio sulla nascita del Figlio di Dio, che si basa su queste due scritture, è ancora oggi alla base di molte usanze natalizie: viene riproposto nel presepe nelle funzioni religiose e nelle scuole, letto ad alta voce a Natale, e in molte famiglie tradizionalmente riproposto con l'allestimento di un presepe.
Nel Nuovo Testamento non viene menzionata la data di nascita di Gesù. Anche nell'Enciclopedia di Teologia e Chiesa si afferma che "Il vero compleanno di Gesù è sconosciuto". Non c'è da stupirsi, perché la gente in quel momento era completamente all'ignaro dell'anno e del giorno.
Il Mistero dell'Anno di Nascita
Il Vangelo di Matteo colloca la nascita di Gesù “negli ultimi anni del regno di Erode”, che sarebbe morto nel 4 a.C. Quindi, Gesù sarebbe nato tra il 7 e il 4 a.C. Ciò che emerge dalle due tradizioni bibliche di Luca e Matteo è che Gesù è nato a Betlemme, in Giudea, e che Erode il Grande era re in Israele al tempo della sua nascita. Dato che Erode morì nel 4 a.C. e non nell'anno 0, il periodo dal 7 al 4 a.C. può essere considerato come il tempo della nascita di Gesù. Fino ad oggi il vero compleanno di Gesù non è ancora chiaro, ma gli storici nel frattempo concordano sul fatto che Gesù non è nato né il 25 dicembre né nell'anno 0.
L'anno erroneamente considerato come l'anno 1 fu stabilito - accidentalmente o intenzionalmente - nel VI secolo da un monaco bizantino di nome Dionigi il Piccolo, che ideò un nuovo sistema di datazione degli anni per separare l'era pagana da quella cristiana: l'Anno Domini, in sostituzione della datazione romana ad Urbe condita. Tuttavia, questo dotto monaco sbagliò i suoi calcoli di alcuni anni. Il punto di partenza è la certezza della data della morte di Erode l'anno 750 dalla fondazione di Roma, corrispondente al 4 a.C., ed esattamente tra il 13 marzo e l'11 aprile. La nascita di Gesù avvenne certamente prima di questa morte, dato che Erode voleva uccidere il Bambino. Per cui è impossibile che Gesù sia nato nell'anno zero, ma qualche anno prima.
Un altro elemento che aiuta a determinare l'anno è il censimento di Quirino. Il Vangelo di Luca riferisce che "uscì un editto da parte di Cesare Augusto che ordinava il censimento di tutto l'impero. Questo primo censimento fu fatto mentre Quirinio era governatore della Siria" (Luca, 2, 1-7). Il senatore Publio Sulpicio Quirinio fu governatore della Siria una prima volta dal 12-8 a.C. e una seconda nel 6-7 d.C. Se il secondo mandato non può essere quello a cui Luca accenna, si deve considerare la datazione del primo, che ha motivato il viaggio di Maria e Giuseppe a Betlemme. Anche se Tertulliano attribuisce lo stesso censimento a Saturnino, si tende ad armonizzare le due opinioni: Quirinio sul finire del suo mandato, 8 a.C., "indisse il censimento, il quale appunto perché primo incontrò difficoltà in Giudea, e si protrasse così a lungo da essere condotto a termine dal successore Senzio Saturnino." (Ricciotti). Oggi, considerando tutte le fonti a disposizione, si è propensi a fissare la nascita di Gesù fra il 7 e il 4 a.C.

Le Obiezioni alla Nascita a Dicembre
Secondo la Bibbia, una data di nascita in dicembre è improbabile, perché ci sono varie indicazioni che il 25 dicembre non può essere corretto. La storia del Natale narra che Gesù nacque in una stalla a Betlemme e fu posto in una mangiatoia. La storia della nascita di Gesù inizia nel Vangelo di Luca con l'imperatore Augusto che chiede un censimento. Per questo motivo, Giuseppe parte per il viaggio di 150 chilometri da Nazareth a Betlemme con Maria, incinta. Che questo censimento sia avvenuto in inverno è improbabile nella realtà: l'imperatore si sarebbe davvero aspettato che il suo popolo facesse un viaggio così lungo e faticoso in pieno inverno?
Nel Vangelo di Luca si legge: "E c'erano pastori nella stessa regione, che stavano in campo aperto e vegliavano di notte sul loro gregge" (Lc 2,8). Anche questo suggerisce un compleanno in una stagione più calda, perché in pieno inverno non ci sono greggi di pecore nei campi intorno a Betlemme. In questo periodo dell'anno non c'è erba nei campi e gli animali sono tenuti in una stalla. Se il 25 dicembre non era il compleanno di Gesù, quando è stato? I ricercatori fanno sempre nuove ipotesi e tesi su questo, ma nessuna di esse è veramente valida e verificabile. Quando Gesù di Nazareth sia veramente nato rimarrà probabilmente un segreto per sempre.
Perché Celebriamo il Natale il 25 Dicembre?
L'Ipotesi della Cristianizzazione delle Feste Pagane
Sebbene la data in sé non cambi nulla per la fede, che si fonda sulla Risurrezione di Cristo, non bisogna sottovalutare i tentativi di negare la storicità del 25 dicembre come autentica data del Natale. Gli scienziati non sono ancora d'accordo, ma la maggior parte di loro suppone che la festa sia stata introdotta a Roma il 25 dicembre del IV secolo sotto l'imperatore Costantino. Una delle ipotesi più diffuse è che la scelta del 25 dicembre fosse intenzionale per facilitare la conversione della popolazione romana al cristianesimo, cristianizzando una festa pagana.
Un elenco di festività pagane nel calendario romano indica che questa data era molto speciale tra i pagani di quel tempo. In questo giorno i Romani festeggiavano il compleanno del dio del sole romano Sol Invictus, il solstizio d'inverno e la "rinascita del sole". Accendevano fuochi del solstizio e si esibivano in festival nel circo. Anche i Saturnali romani caddero in questo periodo in dicembre: una festa contadina romana in onore del dio Saturno. I ricercatori sospettano che questa data sia stata quindi scelta come festa della nascita di Cristo. La vita allora era regolata sulla luce naturale. Il solstizio d'inverno pone fine al giorno più corto, di minor luce ed indica l'inizio del periodo di maggior luminosità con l'allungarsi delle giornate, e quindi di maggior vitalità e gioiosità.
La Chiesa, piuttosto che anatematizzare queste feste, ha preferito coglierne il significato simbolico e trasferirlo in Cristo. Nel nostro caso, Lui è il vero Sole che viene in questo mondo per sconfiggere le tenebre. La Sacra Scrittura è molto chiara: "Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in una terra caliginosa di ombre di morte risplendette una luce" (Isaia, 9, 1). Lo stesso Gesù si è identificato con la luce quando ha detto: "Io sono la luce del mondo... Chi crede in me non cammina nelle tenebre" (Giov., 8, 12).
Nei primi cristiani questa convinzione era molto radicata. Avvertivano la necessità di manifestare questa loro fede anche con le arti figurative. Ci sono arrivati diversi affreschi e mosaici che paragonano Cristo al sole. Un esempio per tutti si trova nella necropoli vaticana dove nel mosaico del soffitto del mausoleo M abbiamo la raffigurazione di Cristo-Sole che ascende al cielo su una quadriga di cavalli bianchi in mezzo ad un lussureggiante intreccio di rami di vite.

Nuove Prospettive Dalle Scoperte di Qumran
Una seconda ipotesi, invece, ritiene, in rapporto a studi sui calendari, che il 25 dicembre fu proprio il giorno della nascita di Gesù. Questa ricerca parte dalla descrizione del sacrificio del sacerdote Zaccaria, padre di Giovanni il Battista, con l'aiuto del calendario della comunità essena di Qumran. Nel 1947 un pastorello palestinese trovò casualmente una giara in una grotta del deserto di Qumran, che diede il via a scavi archeologici che portarono alla scoperta di numerosi manoscritti, tra cui il Libro dei Giubilei, un testo del II secolo a.C.
Questa fonte giudaica ha permesso di conoscere le date in cui le classi sacerdotali di Israele officiavano al Tempio di Gerusalemme. Il testo riferisce che la classe di Abia, l’VIII delle ventiquattro che ruotavano all’officiatura del Tempio - classe sacerdotale cui apparteneva il sacerdote Zaccaria, padre di Giovanni Battista - entrava nel Tempio nella settimana compresa tra il 23 e il 30 settembre. Questa notizia si è rivelata cruciale: se Zaccaria è entrato nel Tempio il 23 settembre, giorno in cui, secondo il vangelo di Luca, ha ricevuto l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele della nascita di Giovanni, questo vuol dire che Giovanni Battista potrebbe essere nato intorno al 24 giugno, nove mesi circa dopo l’Annuncio dell’angelo.
Guarda caso, gli stessi giorni in cui la Chiesa commemora nel calendario liturgico, già dal I secolo, sia il giorno dell’Annunciazione a Zaccaria che la nascita di Giovanni. Detto ciò, Maria potrebbe avere avuto la visita, sempre di Gabriele, il giorno dell’Annunciazione, proprio il 25 marzo. Infatti, quando Maria si reca da sua cugina Elisabetta, subito dopo le parole dell’Arcangelo, per comunicare la notizia del concepimento di Gesù, l’evangelista annota: “Elisabetta era al sesto mese di gravidanza”. Questo passo evangelico mette in evidenza la differenza di sei mesi tra Giovanni e Gesù. E allora, se Gesù è stato concepito il 25 marzo, la sua nascita può essere ragionevolmente commemorata il 25 dicembre, giorno più, giorno meno.
Se così stanno i fatti - e la fonte qumranica li documenta - possiamo affermare senza tema di smentita che grazie alla scoperta del prezioso testo, avvenuto appena sessant’anni fa, la plurimillenaria tradizione ecclesiastica è confermata: le ricorrenze liturgiche dei concepimenti e dei giorni di nascita, sia di Giovanni che soprattutto di Gesù, si sono rivelati pertanto compatibili con la scoperta archeologica del Deserto di Giuda.
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L'Obiezione sui Pastori e la Sua Risoluzione
Alcuni detrattori della storicità della data del Natale al 25 dicembre hanno osservato che in quel mese - cioè in pieno inverno - gli angeli non potevano incontrare in aperta campagna e di notte greggi e pastori a cui dare la lieta notizia della nascita del Salvatore dell’umanità. Eppure, quanti sostengono questa ipotesi dovrebbero sapere che nell’ebraismo tutto è soggetto alle norme di purità. Secondo antichi trattati ebraici, i Giudei distinguono tre tipi di greggi:
- Il primo, composto da sole pecore dalla lana bianca: considerate pure, possono rientrare, dopo i pascoli, nell’ovile del centro abitato.
- Un secondo gruppo è formato da pecore la cui lana è in parte bianca, in parte nera: questi ovini possono entrare a sera nell’ovile, ma il luogo del ricovero deve essere obbligatoriamente al di fuori del centro abitato.
- Un terzo gruppo, infine, è formato da pecore la cui lana è nera: questi animali, ritenuti impuri, non possono entrare né in città né nell’ovile, neppure dopo il tramonto, quindi costretti a permanere all’aperto con i loro pastori sempre, giorno e notte, inverno ed estate.
Non dimentichiamo, poi, che il testo evangelico riferisce che i pastori facevano turni di guardia: fatto che appare comprensibile solo se la notte è lunga e fredda, proprio come quelle d’inverno. Alla luce di queste considerazioni, possiamo ritenere risolto il mistero: i pastori e le greggi incontrati dagli angeli in quella santa notte a Betlemme appartengono al terzo gruppo, formato da sole pecore nere. Prefigurazione, se vogliamo, di quella parte della società, composta da emarginati, esclusi, derelitti e peccatori che tanto piacerà avvicinare al Gesù predicatore.
L'Ufficializzazione della Data nella Chiesa
Le Prime Attestazioni e la Tradizione Ecclesiale
La Chiesa primitiva, soprattutto d’Oriente, aveva fissato la data di nascita di Gesù al 25 dicembre già nei primissimi anni successivi alla sua morte. È solo a partire dal 366 d.C. che la data si afferma più universalmente. Già nel 336 è stata scritta la 'Depositio Martyrum', un primo tentativo di calendario liturgico, nel quale si dice espressamente che a Roma la festa del Natale veniva celebrata il 25 dicembre. La stessa notizia si riscontra nel Cronografo dell'anno 354 (Chronographus anni CCCLIIII. Ferialae Ecclesiae Romanae) nel quale si legge "VIII Kal. Ian. (Die Octavo ante Kalendas Ianuarias) natus Christus in Betleem Iudeae", cioè il 25 dicembre. Altra conferma sulla datazione a Roma ci viene data da un discorso di papa Liberio (352-366), tenuto in S. Pietro nel 353.
Questa data di Roma venne fatta propria anche da altre diocesi, come Milano per opera di S. Ambrogio. L'affermazione di questa festa si deve molto all'opera del papa S. Leone Magno (440-461). Gesù è nato il 25 dicembre, lo afferma con chiarezza per primo Ippolito di Roma nel suo Commento al libro del profeta Daniele, scritto verso il 204 d.C. I moderni strumenti di indagine permettono di collegare i dati con gli elementi astronomici che ne garantiscono la precisione, superando così i contrasti tra mondo ebraico e cultura cristiana.
Le Diverse Date tra Oriente e Occidente
Nei primi due secoli, quando ancora la Chiesa non aveva libertà completa di culto e non poteva organizzarsi liberamente, la data non era ancora la stessa per tutti i luoghi: in oriente alcuni celebravano il Natale il 20 maggio, altri il 20 aprile; altri ancora il 17 novembre. In occidente in alcune zone si celebrava il 28 marzo; mentre in altre regioni già si era scelto il giorno del 25 dicembre. Nel IV secolo in occidente si pervenne ad una concordanza su questa data, fissando in tal modo l'attenzione sulla realtà umana di Cristo: oltre ad essere vero Dio è anche vero uomo, come tutti gli altri; per questo se ne celebra anche il compleanno.
In oriente invece per ricordare la nascita del Redentore prevalse il 6 gennaio, giorno dell'Epifania, nel quale si celebra la manifestazione al mondo, rappresentato dai magi, di Cristo in quanto Dio. La Chiesa d'oriente ha voluto porre l'accento sul fatto che quel bambino è Dio. Questa doppia data si è mantenuta fino ad oggi. L'esigenza di celebrare la festa della nascita del Redentore si è maturata nel tempo, come è avvenuto per altre festività, per rafforzare l'autentica fede nel mistero dell'incarnazione. Nel IV e V secolo sono sorte le grandi eresie che negavano o la divinità di Cristo o la sua umanità. Ben quattro concili ecumenici sono stati celebrati per difendere e chiarire la vera dottrina sul Verbo: Nicea (325), Costantinopoli I (381), Efeso (431) e Calcedonia (451).
La Storicità di Gesù di Nazareth
L'Esistenza Reale e le Informazioni Bibliche
Molto è stato scritto su Gesù di Nazareth e sulla verosimiglianza della sua vita e persino della sua stessa esistenza. Sebbene oggi sia ampiamente accettato che tale personaggio sia stato reale, indipendentemente dal suo aspetto mistico, i dati che ci giungono su di lui sono spesso contraddittori e interpretati con finalità religiose; ma selezionando gli episodi che appartengono alla sfera reale e lasciando da parte quelli inventati, è possibile dedurre dei dati certi sulla sua vita, come per esempio, la data della sua nascita. I genitori di Gesù si chiamavano Maria e Giuseppe, che erano fidanzati al momento della sua nascita. Secondo la Bibbia, la nascita di Gesù era una nascita vergine per azione dello Spirito Santo.
Infanzia, Giovinezza e Incontro con Giovanni Battista
Gli scienziati oggi sospettano che il Messia non sia nato in una stalla di Betlemme, ma a Nazareth. I suoi genitori e Lui erano ebrei; si sa poco della sua famiglia e della sua infanzia. Tuttavia, si può supporre che Gesù avesse diversi fratelli e sorelle più giovani, perché appaiono nei Vangeli, negli Atti e nelle lettere di Paolo. È anche ovvio che Gesù per primo esercitò la professione di suo padre, che era una sorta di artigiano. Inoltre, Gesù sapeva leggere e scrivere, ci dicono gli evangelisti. Questo privilegio era riservato solo a una piccola parte della popolazione a quel tempo.
La più grande svolta nella vita di Gesù è stato il suo incontro con Giovanni Battista. Gesù fu battezzato da lui, lasciò la sua famiglia per unirsi al cosiddetto "predicatore del deserto" e dedicò la sua vita alla religione. Alla fine si separò da Giovanni e andò in pellegrinaggio da solo per proclamare il suo messaggio. Come predicatore itinerante, ha raccolto intorno a sé un gruppo sempre più numeroso di seguaci.
Gesù come Predicatore e la Crocifissione
I quattro vangeli raccontano in dettaglio la vita di Gesù come predicatore, il suo messaggio religioso, come guarì i malati e fece miracoli. Egli proclamò che la regola di Dio era vicina. Si rivolgeva anche ai poveri, ai malati e agli emarginati. Attraverso i suoi potenti sermoni divenne sempre più popolare tra il popolo, cosa che non piacque ai governanti romani. Ponzio Pilato, l'amministratore dell'imperatore romano, fece finalmente arrestare Gesù e condannarlo a morte per crocifissione. Questo probabilmente è accaduto negli anni 30 o 31 d.C. La leggenda vuole che Gesù sia risorto dai morti il terzo giorno dopo la sua crocifissione (Pasqua). Altri 39 giorni dopo (giorno dell'Ascensione) la Bibbia dice che Dio, suo Padre, lo ha riportato in cielo.

Le Usanze Natalizie Oggi
Molte belle usanze natalizie, come i presepi e le rappresentazioni teatrali, risalgono alla storia biblica del Natale intorno alla nascita di Gesù, anche se la data non è il vero compleanno. Festeggiare il Natale oggi è una tradizione familiare popolare anche per molti che non professano alcuna fede. Questo include rituali come riunioni accoglienti, cuocere biscotti, fare l'albero di Natale e fare regali ai propri cari. Dal primo Avvento in poi, candele, luci fiabesche, mercatini di Natale e canti natalizi creano un'accogliente atmosfera natalizia in tutto il paese.