Ogni anno, il 24 marzo, la Chiesa universale celebra la Giornata di preghiera e digiuno per i missionari martiri. Questa ricorrenza è stata istituita dal Movimento Giovanile Missionario (oggi Missio Giovani) nel 1993 per ricordare in modo particolare tutte le missionarie e i missionari che hanno donato la propria vita nell’annuncio del Vangelo e nel servizio ai prossimi. Da allora, la Giornata è diventata un appuntamento annuale importante per tutto il mondo missionario.
L'appuntamento è caro a Papa Francesco e cade nell’anniversario del martirio di monsignor Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador, assassinato in odio alla fede dai soldati dell’esercito salvadoregno il 24 marzo 1980, mentre celebrava la Messa. Il secondo impegno per questa Giornata è il digiuno, ovvero una rinuncia che porti frutto, con le offerte devolute a specifici progetti missionari.

Origini e Profondo Significato del Martirio
Un filo ideale lega il 24 marzo di ogni anno al 24 marzo 1980: la celebrazione annuale della Giornata ha preso ispirazione proprio dal martirio di monsignor Óscar Arnulfo Romero. Don Gianni Cesena, Direttore di Missio, spiega: “Trent’anni esatti dunque ci separano da quell’episodio emblematico, ma non unico”.
Ogni martirio, ogni uccisione, ogni assassinio porta con sé il sapore amaro della prevaricazione, dell’ingiustizia, dell’arbitrio, delle peggiori realizzazioni umane. Porta con sé la frase illuminante di Gesù sulla Croce: “non sanno quello che fanno”. Il ripetersi fin troppo frequente di episodi di martirio tra i missionari e tra i cristiani rinnova dolore, smarrimento, talvolta anche paura e rabbia. Eppure, ogni martirio cristiano appartiene alle “beatitudini” di Gesù: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia” (Mt 5,11).
Fare memoria di uomini e donne di “ordinario coraggio quotidiano” nel loro servizio del Vangelo è lo scopo di questa Giornata. La loro testimonianza diventa seme fecondo e ci interpella, spingendoci a rinnovare il nostro impegno battesimale, a vivere la nostra fede con più coraggio, coerenza e carità, specialmente verso chi è ai margini. Giovanni Rocca, segretario nazionale del Movimento Giovanile Missionario, è convinto che “martirio non è perdere la vita ma è viverla per una causa, donandosi agli altri”.
La Testimonianza dei Martiri nella Chiesa
Monsignor Romero, beatificato il 23 maggio del 2015, è stato annoverato tra i santi della Chiesa dopo che Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione dei decreti riguardanti il miracolo attribuito alla sua intercessione. Francesco lo ha descritto come “un pastore zelante che sull’esempio di Gesù ha scelto di essere in mezzo al suo popolo, specialmente ai poveri e agli oppressi anche a costo della vita”, convinto che oggi più che mai la Chiesa abbia bisogno “di martiri, di testimoni, di santi di tutti i giorni, quelli della vita ordinaria, portata avanti con coerenza”.
Come ricordato da Papa Francesco, «la Chiesa è Chiesa se è Chiesa di martiri». I martiri sono coloro che, come ci ricorda il Libro dell’Apocalisse, «vengono dalla grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello» (Ap 7,17), avendo la grazia di confessare Gesù fino alla fine, fino alla morte. «Sempre ci saranno i martiri tra noi: è questo il segnale che andiamo sulla strada di Gesù» (Papa Francesco - Udienza generale, 11 dicembre 2019).
Giovanni Rocca, Segretario nazionale di Missio Giovani, sottolinea che “il martirio in odio alla fede è l’estrema conseguenza di una fede vera, umana e tangibile. Se scrutiamo le vite dei missionari martiri, spesso non troviamo imprese eroiche, ma scopriamo gesti grondanti di speranza vissuti nella quotidianità ordinaria con parole che consolano il cuore e una vicinanza che sostiene”. Difficile pensare di essere “beati” in quei frangenti, ma sul seme dei martiri, ogni comunità cristiana ha ritrovato il senso profondo della vita secondo il Vangelo e spesso il coraggio di una memoria attiva e non rassegnata.

Le Diverse Edizioni e i Progetti Sostenuti
La Giornata di preghiera e digiuno, promossa da Missio Giovani (precedentemente Movimento Giovanile Missionario), è giunta alla sua 34esima edizione, dimostrando un impegno costante nel tempo.
L'Edizione del 2010
Il 24 marzo 2010, la celebrazione, in concomitanza con il 30° anniversario della morte di Monsignor Romero, vide le offerte, frutto del digiuno, devolute dalla Fondazione Missio alla parrocchia filippina di San Pablo Apostol a Manila, retta dai padri Canossiani, per la costruzione di un Centro giovanile e di strutture parrocchiali. L'anno precedente (2009), le offerte erano state utilizzate per un progetto nello stato del Kerala (India) delle Suore Brignoline, a beneficio di ragazze diversamente abili della zona, molte delle quali abbandonate dalla propria famiglia.
I Martiri del 2020
Nell’anno 2020, secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides, sono stati uccisi nel mondo 20 missionari: 8 sacerdoti, 1 religioso, 3 religiose, 2 seminaristi e 6 laici. Molti operatori pastorali sono stati vittime di rapine, furti o coinvolti in atti di violenza in contesti di povertà economica e culturale, degrado morale e ambientale, dove la violenza e la sopraffazione sono regole di comportamento, in totale mancanza di rispetto per la vita e per ogni diritto umano. Nessuno di loro ha compiuto imprese eclatanti, ma ha semplicemente condiviso la vita quotidiana della popolazione, portando la sua testimonianza evangelica come segno di speranza cristiana. Papa Francesco (udienza generale del 29 aprile 2020) ha ricordato che ci sono molti cristiani che patiscono persecuzioni in varie zone del mondo, e che dobbiamo sperare e pregare affinché la loro tribolazione sia fermata.
L'Edizione del 2021 (29ª Giornata)
Il 24 marzo 2021 si è celebrata la 29ª Giornata di preghiera e di digiuno. Lo slogan della giornata, “Vite intrecciate”, esprime la fedeltà al mandato evangelico “Eccomi manda me”, vissuto fino all’ultimo respiro da centinaia di missionari e missionarie. Si è tenuta una Veglia di preghiera presieduta dal Vescovo ausiliare S.E. Mons. Cesare Di Pietro a Messina, con la raccolta destinata al Progetto dei Missionari del Preziosissimo Sangue a sostegno dell’Ospedale “S. diac. ASSISI”. Fondazione Missio ha promosso anche due webinar, “Vite intrecciate in Brasile” e “Vite intrecciate in Etiopia”, incentrati su povertà, disuguaglianze e il ruolo dei missionari.
Lo slogan “Vite intrecciate” vuole comunicare che “il missionario martire è tessitore di fraternità: la sua vita si intreccia con quella dei popoli e delle culture che serve e incontra. L’umanità intera intreccia la propria esistenza con quella di Cristo, riscoprendosi così tralci della stessa vite”.
L'Edizione del 2025 (33ª Giornata)
Il 24 marzo 2025 si celebrerà la 33ª Giornata. Il digiuno di quest'anno sosterà il Progetto “Giovani missionari, seminatori di speranza” che Missio Giovani propone per la realtà di Cuba. Questo progetto, che mira a rivitalizzare la vita comunitaria della diocesi di Matanzas e a risvegliare nei giovani lo spirito missionario, vuole stare vicino ai ragazzi che sono sempre più intenzionati a lasciare il Paese in cerca di un futuro migliore altrove.
La foto scelta per il manifesto della Giornata è stata scattata da padre Dario Dozio in un villaggio della Costa d’Avorio: raffigura un offertorio durante la celebrazione eucaristica, dove frutta, verdura e cibo donati sotto l’altare vengono condivisi con la comunità, proprio come i missionari condividono la loro vita con le persone che hanno accanto.

L'Edizione del 2026 (34ª Giornata)
Il 24 marzo 2026 si terrà la 34ª Giornata di preghiera e digiuno. Il tema scelto per questa edizione è “Gente di primavera” e si ispira al messaggio di Papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2025, che ci ricorda come la missione sia un’azione comunitaria a cui tutta la Chiesa è chiamata. Nello specifico, Missio Giovani ha scelto di sostenere il progetto “Napenda Kuishi” nella parrocchia di Kariobangi, situata nelle periferie di Nairobi (Kenya).

Materiali e Risorse per la Celebrazione
Sia il Movimento Giovanile Missionario (www.mgm.operemissionarie.it) che la Fondazione Missio mettono a disposizione materiali per la celebrazione e l’animazione della Giornata, destinati a gruppi giovanili, parrocchie e diocesi. Anche sul sito web di Missioitalia - organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) - sono disponibili materiali e sussidi per la preghiera, approfondimenti e celebrazioni, incluse schede e video-interviste con testimoni.
Come ogni anno, il Movimento Giovanile Missionario ha presentato un progetto di aiuto concreto alla popolazione del Centrafrica, Paese martoriato dalla guerra civile. Il progetto prevede l’invio di fondi e l’acquisto di materiale per sostenere il Centro di Promozione della donna “Giacinto Bianchi” a Bangui, una struttura che incentiva l’alfabetizzazione e l’insegnamento di mestieri alle giovani, soprattutto ragazze madri e donne di differenti confessioni religiose.