Santa Rita da Cascia: Vita, Culto e Celebrazioni del 21 e 22 Maggio

Santa Rita da Cascia, venerata in tutto il mondo come la "santa degli impossibili", è una figura di profonda fede e resilienza, il cui messaggio di pace e perdono risuona ancora oggi. La sua memoria liturgica ricorre il 22 maggio, ma le celebrazioni in suo onore si estendono per tutto il mese di maggio, culminando con un ricco calendario di eventi a Cascia, suo luogo di vita e santità.

La Vita di Santa Rita: Un Esempio di Fede e Pazienza

Nascita, Giovinezza e il Sogno della Consacrazione

Margherita Lotti, il vero nome di Santa Rita, nacque a Roccaporena, una frazione a 5 km da Cascia, tra il 1371 e il 1381. Figlia unica di Antonio Lotti e Amata Ferri, modesti contadini e noti "pacieri" nel loro territorio, Rita ricevette una buona educazione scolastica e religiosa nella vicina Cascia, curata dai frati agostiniani. In questo contesto maturò una profonda devozione verso Sant’Agostino, San Giovanni Battista e Nicola da Tolentino, che scelse come suoi santi protettori. Fin da giovane, Rita coltivava il sogno di consacrarsi a Dio.

Infografica sulla vita di Santa Rita da Cascia, con date e luoghi chiave

Il Matrimonio e le Tribolazioni Familiari

Nonostante il suo desiderio di vita religiosa, Rita fu destinata al matrimonio. Intorno al 1385, sposò Paolo di Ferdinando di Mancino. Contrariamente ad alcune narrazioni che lo descrivono come violento, Paolo era un uomo d'armi, un ghibellino risentito, coinvolto nelle contese e rivalità politiche dell'epoca. Rita, con la sua preghiera, la sua pacatezza e la capacità di pacificare appresa dai genitori, lo aiutò pian piano a vivere una condotta più autenticamente cristiana. Con amore, comprensione e pazienza, la loro unione fu allietata dall'arrivo di due figli maschi, Giangiacomo e Paolo Maria.

Tuttavia, il sereno focolare domestico fu spezzato dalla spirale d'odio delle fazioni. Paolo di Ferdinando di Mancino venne assassinato nei pressi del "Mulinaccio" intorno al 1406. Rita, accorsa, non poté far altro che raccogliere il rantolo finale del marito e affrettarsi a nascondere la camicia insanguinata, nel timore che i figli, vedendola, potessero covare vendetta. In cuor suo, Rita perdonò chi aveva ucciso il marito, ma un timore ancora più grande l'affliggeva: che i suoi ragazzi potessero diventare vittime o protagonisti di quella spirale d'odio. Pregò Dio affinché non si macchiassero di tali atrocità e allontanassero da loro il desiderio di vendicare il padre. Le tribolazioni non finirono: una malattia provocò la morte di Giangiacomo e Paolo Maria. L'unico conforto per Rita fu la speranza che le loro anime fossero salve, al sicuro dal pericolo della dannazione in un clima di ritorsioni.

L'Ingresso nel Monastero Agostiniano

Rimasta sola tra il 1406 e il 1407 circa, Rita si avvicinò sempre più a Cristo sofferente, rifugiandosi nella preghiera. All'età di circa 36 anni, bussò alla porta del Monastero di Santa Maria Maddalena delle monache agostiniane a Cascia. Inizialmente la sua richiesta fu respinta, forse per il timore che l'ingresso di Rita, vedova di un uomo assassinato, potesse mettere a repentaglio la sicurezza della comunità. Tuttavia, le preghiere di Rita e le intercessioni dei suoi santi protettori portarono alla pacificazione tra le famiglie coinvolte nell'uccisione di Paolo di Mancino. Superate le difficoltà, Rita coronò il suo desiderio ed entrò nel monastero intorno al 1407, iniziando la sua nuova vita religiosa.

Durante il noviziato, si racconta che la Madre Badessa, per provare l’umiltà di Rita, le chiese di piantare e innaffiare un arido legno. La Santa obbedì senza indugi e il Signore premiò la sua serva facendo fiorire una vite rigogliosa. Questo episodio è divenuto il simbolo della pazienza, dell'umiltà e dell'amore di Rita. Negli anni, Rita si distinse come religiosa umile, zelante nella preghiera e nei lavori affidatile, capace di frequenti digiuni e penitenze. Le sue virtù divennero note anche fuori dalle mura del monastero, pure a motivo delle opere di carità cui Rita si dedicava insieme alle consorelle, affiancando alla vita di preghiera le visite agli anziani, la cura degli ammalati e l'assistenza ai poveri. Sull'esempio dei suoi genitori, Rita si adoperò anche come paciera, prodigandosi per riportare la pace in un'epoca di profonde tensioni.

La Stigmata e la Morte

Sempre più immersa nella contemplazione di Cristo, Rita chiese di poter partecipare alla sua Passione. Nel 1432 (o forse nel 1425), assorta in preghiera davanti al Crocifisso, sentì una spina della corona della passione del Signore staccarsi e conficcarsi nella sua fronte, provocandole una ferita che non guarì mai e che persistette per 15 anni fino alla morte. Ancora oggi chi visita il Monastero può vedere quello che secondo la tradizione è il Cristo del prodigio.

Immagine del Crocifisso del prodigio con Santa Rita in preghiera

Nell'inverno che precedette la sua morte, Rita, gravemente ammalata e costretta a letto, chiese a una sua parente, venuta in visita da Roccaporena, di portarle due fichi e una rosa dall'orto della casa paterna. Era il mese di gennaio, e la donna, pur pensando che Rita fosse nel delirio della malattia, l'assecondò. Al suo rientro, con grande stupore, trovò una bella rosa sbocciata tra la neve e i fichi. Li colse e li portò a Cascia. Per Rita, questi frutti e il fiore erano il segno della bontà di Dio che aveva accolto in cielo i suoi due figli e il marito. Rita spirò nella notte tra il 21 e il 22 maggio dell'anno 1447 (alcune fonti riportano il 1457).

Illustrazione di Santa Rita anziana nel letto, con una parente che le porta una rosa e dei fichi

Il Culto e il Riconoscimento della Santità

Grazie al grande culto fiorito immediatamente dopo la sua morte, il corpo di Santa Rita non fu mai sepolto. Oggi è custodito in un'urna d'argento e cristallo, realizzata nel 1930, all'interno della Basilica Santa Rita a Cascia. Fin da subito, Rita venne venerata come protettrice dalla peste, probabilmente per il fatto che in vita si era dedicata alla cura degli appestati senza mai contrarre la malattia. Già nel 1457, per iniziativa delle autorità comunali, i primi miracoli di Santa Rita iniziarono ad essere riportati nel Codex miraculorum, come la guarigione di Mastro Cecco Barbari dopo aver visto il corpo della Beata.

Il cammino di ascesa agli altari, sebbene rapido tra i concittadini, fu più lento a livello ufficiale. Il processo di beatificazione iniziò il 19 ottobre 1626 sotto il pontificato di Urbano VIII, che conosceva bene la Santa essendo stato vescovo di Spoleto. Tra i principali sostenitori della causa vi fu il Cardinale Fausto Poli. A seguito del processo, il 2 ottobre 1627, Urbano VIII concesse alla diocesi di Spoleto e ai religiosi agostiniani la facoltà di celebrare la messa in onore della beata Rita. Santa Rita fu infine canonizzata nel 1900 da Papa Leone XIII.

Le indagini mediche moderne hanno accertato la presenza di una piaga ossea (osteomielite) sulla fronte di Santa Rita, a riprova dell'esistenza della stigmata. Il suo viso, le mani e i piedi sono mummificati, mentre sotto l'abito di suora agostiniana si conserva l'intero scheletro, ridottosi dalla prima metà del '700.

Giovanni Paolo II, in una lettera scritta per il VI centenario della nascita di Rita, si chiese: «Perché Rita è santa?». E si rispose: «Non tanto per la fama dei prodigi che la devozione popolare attribuisce all’efficacia della sua intercessione presso Dio onnipotente, quanto per la stupefacente “normalità” dell’esistenza quotidiana, da lei vissuta prima come sposa e madre, poi come vedova ed infine come monaca agostiniana». Papa Francesco l'ha ricordata come «donna, sposa, madre, vedova e monaca» e insieme «modello di vita più che mai valido anche oggi».

Le Celebrazioni Annuali in Onore di Santa Rita a Cascia

La festa di Santa Rita, che ricorre il 22 maggio, è un evento sentito che attira pellegrini da ogni angolo del mondo al Santuario di Cascia per partecipare agli eventi ritiani e trovare conforto accanto all'urna della Santa. L'intero mese di maggio è dedicato a questa venerazione.

Il Calendario degli Eventi

  • Prima domenica di maggio: Giornata della vocazione familiare.
  • 12-20 maggio: Novena di preparazione alla festa del 22 maggio.
  • Domenica che precede la festa: Processione dello Stendardo. Istituita dal Comune di Cascia nel 1731 per ringraziare la beata Rita della sua protezione sulla città in occasione del terremoto del 1730. Lo stendardo processionale, fatto dipingere dal Comune nel 1614, viene ancora oggi portato in processione.

Gli Eventi del 21 Maggio

Il 21 maggio è una giornata di particolare intensità devozionale e civile:

  • Riconoscimento Internazionale "Donne di Rita": A Cascia, alle ore 17:30 nella Basilica di Santa Rita, si tiene la cerimonia di assegnazione del premio internazionale "Donne di Rita". Istituito nel 1988, questo riconoscimento viene attribuito a donne che incarnano gli ideali della santa degli impossibili, distinguendosi per aver contribuito a portare dialogo e pace. Quest'anno, sono state premiate:
    • Cristina Fazzi (siciliana di Enna), per 24 anni di servizio come medico in Zambia, mettendo al centro la vita e la dignità della persona, a cominciare da bambini e giovani spesso abusati.
    • Virginia Campanile, che ha saputo trarre dal dolore immenso per la perdita di un figlio in un incidente stradale la forza di aiutare chi si trova nella sofferenza, sostenendo genitori nell'elaborare un lutto e supportando ragazzi nella loro fragilità sociale.
    • Anna Jabbour (siriana di Aleppo), per la sua testimonianza di pace, fratellanza e fede, da rifugiata di guerra a "mamma speranza" per sua figlia e tutte le persone che incontra.
  • Transito di Santa Rita e Fiaccola: La sera del 21 maggio, Cascia rivive la tradizione della sera in cui in tanti accorsero al monastero per accompagnare Rita nel suo ritorno al Padre. Migliaia di fiammelle accese creano uno spettacolo unico, mentre un atleta giunge con la fiaccola sul sagrato della Basilica.
Foto delle premiate del Riconoscimento

Le Celebrazioni Solenni del 22 Maggio

Il 22 maggio è il culmine della festa liturgica, con numerosi eventi:

  • Messa Solenne: In programma alle ore 11:00, presieduta dal cardinale Robert F. Prevost, prefetto del Dicastero per i vescovi.
  • Supplica e Benedizione delle Rose: A seguire la Messa, sul sagrato della Basilica di Santa Rita, si svolge la supplica alla santa e la tradizionale benedizione delle rose.
  • Corteo Storico: Si tratta della rievocazione in costume della vita di Rita e della gente del suo tempo.
  • Pontificale.

A Cascia le celebrazioni per Santa Rita e la benedizione delle rose

Anche in altre diocesi, come a Siena, si rende onore alla grande Santa: a Chiusdino, nella chiesa di San Sebastiano, e a Siena, dove la statua di Santa Rita viene traslata il 18 maggio nella chiesa di S. Agostino per un triduo di preparazione alla festa (19-20-21 maggio) con Santa Messa alle ore 18:30, preceduta dalla recita del Santo Rosario e dalla preghiera di ringraziamento.

Gesto di Solidarietà e l'"Ovunque di Santa Rita"

La festa di Santa Rita si accompagna anche a un concreto gesto di solidarietà. Quest'anno, la comunità agostiniana del Monastero Santa Rita da Cascia raccoglie offerte per sostenere i lavori di completamento dell'Auditorium "Beata Maria Teresa Fasce" dell'istituto educativo "San Agustin de Hipona", fondato dai missionari agostiniani nel distretto di San Jeronimo, a Cuzco, in Perù. Chi sosterrà la raccolta fondi, riceverà l'"Ovunque di Santa Rita": un ciondolo a forma di cuore, su cui è incisa una rosa, che conserva al suo interno l'immagine della santa e la preghiera "Ovunque proteggimi". Per maggiori informazioni è possibile visitare festadisantarita.org.

Simboli Iconografici e Preghiere

Gli Attributi Iconografici

Api, rose e spina sono diventati gli attributi iconografici più frequenti di Santa Rita, riferiti agli eventi speciali della sua vita:

  • Le api: Si racconta che api di colore bianco circondarono la sua culla, depositandovi miele senza pungerla. Queste, scacciate da un contadino ferito, guarirono miracolosamente la sua ferita. Api di colore nero avvolsero il suo corpo al momento della sua morte.
  • Le rose: Furono raccolte dalla cugina di Rita, su sua richiesta, nel giardino del Convento in pieno inverno, in un tempo non propizio alla loro fioritura, simbolo di speranza e di fioritura anche nelle avversità.
  • La spina: La spina della corona del Crocifisso apparve conficcata nella sua testa, come segno particolare di sofferenza che la unì alla passione e all'amore del Signore.
  • La vite: Deriva dal prodigio del legno arido innaffiato durante il noviziato, che fiorì in una vite rigogliosa, simbolo di umiltà, obbedienza e pazienza.
Iconografia di Santa Rita con api, rose e spina, e la vite

Preghiere a Santa Rita

A Santa Rita sono dedicate molte preghiere, inclusa una specifica invocazione per le situazioni considerate "impossibili".

Riportiamo qui la Colletta e una delle preghiere più diffuse:

COLLETTA
Dona a noi, Signore, la sapienza della croce e la fortezza, con le quali hai voluto arricchire santa Rita (da Cascia), perché, portando le sofferenze con Cristo, partecipiamo più intimamente al suo mistero pasquale. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Preghiera a Santa Rita
O’ Dio onnipotente ed eterno, che in Santa Rita da Cascia ci hai dato un luminoso esempio di unione a te nella preghiera e di servizio e amore ai fratelli, fa che superando per sua intercessione il nostro egoismo e la pigrizia, possiamo imitarla per sperimentare nella prova il tuo amore misericordioso e la sua fraterna protezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

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