La Basilica di Superga: Storia, Architettura e la Tragedia del Grande Torino

“Io ho dinnanzi il più bello spettacolo che possa colpire l’occhio umano.” Forse Jean-Jacque Rousseau esagerava nel commentare con queste parole il panorama davanti a sé? Per scoprirlo recatevi sul colle di Superga in una giornata con cielo terso. Una schiera infinita di cime alpine innevate si erge a protezione della città di Torino. Uno scenario che oggi rinfranca l’animo, ma che suscitava ben altri sentimenti nel 1706 a Vittorio Amedeo II, mentre osservava l’assedio delle truppe francesi.

Il Voto di Vittorio Amedeo II e la Nascita di un Monumento

La storia che portò all'edificazione della basilica è ben documentata. Nel 1706 l'esercito francese di Luigi XIV assediò Torino con oltre 44.000 soldati. I Savoia disponevano di circa 10.000 soldati e, dopo oltre 110 giorni di assedio, la situazione era disperata. Il 2 settembre, il Duca Vittorio Amedeo II salì su Superga con il principe Eugenio per esaminare la situazione dall’alto. In cima al colle, il Duca fece un voto di fronte a una statua di legno della Madonna: promise che se i piemontesi avessero vinto, avrebbe fatto erigere una basilica. Incredibilmente, il 7 settembre i difensori di Torino ebbero la meglio, vincendo la battaglia decisiva. Detto, fatto: ecco dietro di voi il monumento celebrativo: la Basilica di Superga, uno dei capolavori dell’architetto messinese Filippo Juvarra. Questo edificio monumentale fonde armoniosamente l’arte barocca con la solennità di una chiesa votiva, divenendo un simbolo della città di Torino e un capolavoro artistico.

Veduta panoramica di Torino dalla Basilica di Superga

Origini del Nome e Costruzione della Basilica

L’origine del nome Superga è incerta. Sembra che abbia origini longobarde e che provenga da una donna Saroperga, proprietaria dei boschi. Tuttavia, altri ritengono che derivi dal germanico Sarrabergia. Altre ipotesi fanno risalire il nome alla presenza di una statua medievale della Madonna posta sotto una pergola, da cui "sub-pergola".

Con la vittoria di questa battaglia, il duca Vittorio Amedeo II divenne il primo re della dinastia. Nel 1711 venne posta la prima pietra della basilica, e una targa commemorativa ricorda il punto esatto. Tuttavia, i lavori iniziarono solamente nel 1717 su progetto di Filippo Juvarra e si conclusero 14 anni più tardi. Il progetto iniziò con l’abbassare il colle di 40 metri per ottenere un ampio spiazzo piano adatto alla costruzione. Tutto il materiale asportato venne depositato alla base del monte, in una zona che infatti venne denominata Sassi e con questo nome è arrivata fino a noi.

Il progetto originale prevedeva la realizzazione di una basilica, una cripta per le tombe reali e gli appartamenti della famiglia reale. La Reale Basilica di Superga venne finalmente inaugurata a novembre 1731 da Carlo Emanuele III. Tuttavia, la cripta sarà costruita solo più tardi, tra il 1774 e il 1778, da Francesco Martinez, nipote dello Juvarra. Purtroppo, gli appartamenti reali invece non saranno mai del tutto ultimati. Nel 1884 venne inaugurata la funicolare, elettrificata e trasformata in cremagliera nel 1934. Essa permetteva di raggiungere la Basilica attraversando un suggestivo paesaggio. I vagoni utilizzati al giorno d'oggi sono quelli originali dell’epoca. Infine, nel 1997 è divenuta Patrimonio dell'UNESCO.

Disegno o schema architettonico della Basilica di Superga di Filippo Juvarra

L'Architettura Interna e i Luoghi di Rilievo

La Basilica è caratterizzata da un grande scalone neoclassico all’ingresso, un’ampia cupola e due campanili ai lati. All’interno vi sono due cappelle principali e in aggiunta quattro secondarie. Il luogo più importante è la cappella a sinistra dell’altare, dove è conservata la statua della Madonna alla quale Vittorio Amedeo II fece il voto. Particolare importanza riveste anche la Sala dei Papi che si trova nel chiostro. Inizialmente la sala ospitava il refettorio e venne trasformata successivamente nel 1876. Qui sono esposti i ritratti di tutti i Papi, a partire da San Pietro, disposti cronologicamente sulla parete principale. Tradizionalmente, al centro in basso, viene posto il ritratto del Papa in carica. Salendo sulla cupola, si può ammirare un’incredibile vista a 360 gradi che spazia dalle Alpi alla pianura torinese.

Interno della Basilica di Superga con dettaglio della cupola o di una cappella

Le Tombe Reali dei Savoia

Le tombe reali sono state per anni il luogo di sepoltura della famiglia Savoia. Tra principi, principesse e altri membri della famiglia reale vi sono oltre sessanta corpi. La tradizione vuole che l’ultimo sovrano venga sepolto nella tomba centrale della cripta, per poi essere spostato per far posto al suo successore. Tuttavia, l’ultimo re ad essere sepolto qui fu Carlo Alberto nel 1849, dato che Vittorio Emanuele II, divenuto Re d’Italia, fu tumulato al Pantheon di Roma. In aggiunta al corridoio principale, le tombe reali comprendono altre due sale: la Sala degli Infanti, dedicata ai principi morti da bambini, e la Sala delle Regine, dedicata alle spose dei sovrani. In seguito alla caduta della monarchia, i discendenti della famiglia Savoia mantengono comunque il diritto ad essere sepolti a Superga. L’ultimo ad esercitare questo diritto è stato Amedeo di Savoia Duca d’Aosta nel 2021.

Immagine delle tombe reali nella cripta della Basilica di Superga

La Tragedia del Grande Torino: 4 Maggio 1949

Superga è anche tristemente nota per una disgrazia che sconvolse tutta l’Italia. Il colle divenne tristemente famoso il 4 maggio 1949 quando fu teatro dell’incidente aereo nel quale persero la vita tutti i componenti del Grande Torino, la squadra più forte nella storia del calcio italiano. Morì tutta la squadra, dirigenti, accompagnatori e qualche giornalista, per un totale di 31 persone. Il commissario tecnico della Nazionale Vittorio Pozzo ebbe il compito di identificare le salme. I funerali si svolsero a Palazzo Madama e parteciparono oltre un milione di persone. Sul retro del monte, dietro alla basilica, venne posta una lapide con i nomi di tutte le vittime e una foto degli “Invincibili” in memoria della leggendaria squadra. L'aereo si schiantò sulla Basilica di Superga, e in seguito all'incidente, la Basilica subì notevoli danni strutturali che richiesero un importante restauro. La parte superiore del muro sud fu completamente distrutta e l'intera facciata occidentale venne danneggiata.

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Il Velivolo Coinvolto: Il Fiat G.212CP

Il mezzo coinvolto nel disastro fu un Fiat G.212CP, un monoplano trimotore entrato in servizio nel 1948 e utilizzato principalmente per l'addestramento alla navigazione, tanto che venne presto ribattezzato "aula volante". Complessivamente aveva una lunghezza di 23,05 metri, per un'altezza di 6,50 m e un'apertura alare di 29,34 m. Questo velivolo nel corso della storia è stato interessato da due gravi incidenti: il primo fu quello di Superga nel 1949, mentre il secondo, nel 1948, si verificò in Belgio e in quell'occasione persero la vita 8 persone. L’ultimo G.212 fu radiato nel 1959 e oggi è visibile solamente presso il Museo Storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle (RM).

Foto storica del Fiat G.212CP

La Dinamica dell'Incidente

Alle 9:52 del 4 maggio 1949 il monoplano G.212 partì da Lisbona per tornare a Torino: la squadra si era recata in Portogallo per giocare un'amichevole con il Benfica. L'aereo quindi segnalò la sua presenza a Savona quando l'altimetro segnava 2000 metri di quota, dopodiché il pilota iniziò la discesa per oltrepassare le nuvole e riacquisire visibilità. Purtroppo proprio durante questa manovra di discesa qualcosa andò storto e il mezzo, anziché allinearsi con la pista di atterraggio, colpì il colle Superga con i suoi 675 metri di quota, schiantandosi sulla basilica. In questo tragico incidente persero la vita 31 persone, inclusi tutti i giocatori della squadra, 3 giornalisti e 5 tecnici.

Le Possibili Cause del Disastro

Attualmente non sappiamo con certezza cosa abbia causato lo schianto ma, probabilmente, si trattò dell'unione di più fattori. In primis le condizioni meteo erano pessime, con forti piogge, vento, nebbia e visibilità ridotta. Il vento, in particolare, avrebbe potuto deviare la traiettoria di discesa dell'aereo portandolo in rotta di collisione con la Basilica di Superga. A questo dobbiamo aggiungere che gli strumenti di bordo sicuramente non erano all'altezza di quelli odierni e che, di conseguenza, resero la navigazione più complicata di quanto non lo sarebbe oggi. Nel corso del tempo è stato anche supposto che ci sia stato un guasto all'altimetro: questo avrebbe riportato una quota di 2000 metri quando, in realtà, sarebbe stata molto più bassa. Una visita alla Basilica di Superga è un’esperienza che unisce arte, storia e spiritualità, rendendola una tappa imperdibile per i turisti in Piemonte.

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