La Solennità del Corpus Domini: Fede, Storia e Tradizioni

La Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, meglio conosciuta con l'espressione latina Corpus Domini ("Corpo del Signore"), è una delle principali solennità dell’anno liturgico della Chiesa cattolica. Questa festività commemora il dono di Cristo nel Sacramento dell'Altare, un momento di profonda devozione e adorazione dell'Eucaristia. Attraverso processioni, adorazioni eucaristiche e momenti di preghiera, il Corpus Domini trasmette un messaggio di fede e amore per il mistero della Presenza di Cristo nel pane e nel vino consacrati.

La festività è mobile e la sua data originale ricorre il giovedì della seconda settimana dopo la Pentecoste. In Italia, la celebrazione è stata spostata alla domenica successiva alla festa della Santissima Trinità. L'11 giugno è stata la data in cui, in un anno recente, si è celebrata questa solennità, in linea con lo spostamento alla domenica.

Il Significato Profondo del Corpus Domini

L’Eucaristia è vista come la risposta di Dio alla domanda incessante che uomini e donne gli rivolgono nel Padre Nostro: «Dacci oggi il nostro pane quotidiano». Non si tratta solo del pane necessario al sostentamento fisico, ma anche e soprattutto del pane della vita eterna, che è dato già oggi nella Santa Messa. Questa celebrazione liturgica vede l’Eterno entrare nella quotidianità e nel tempo per aprire l’uomo all’infinito.

Da secoli, dalla metà del XIII secolo, questa festa raccoglie i fedeli per godere del dono dell’Eucaristia, quel pane e quel vino che nella messa svelano la presenza del Signore Gesù e il dono della sua vita per amore. Questo dono è confermato in ogni celebrazione eucaristica, in ogni ripetizione dei gesti dell’Ultima Cena consegnati dal Signore stesso. I fedeli onorano questo cibo con ogni segno di devozione, affetto e bellezza, nella gioia di sapersi amati da Dio.

Durante la celebrazione del Corpus Domini, i fedeli riconoscono che il pane e il vino consacrati durante la Messa diventano il vero Corpo e Sangue di Cristo, rafforzando la devozione verso il Sacramento dell’Altare. La celebrazione rappresenta un momento di grande importanza per la comunità cattolica, ponendo l'accento sull'importanza della comunione e della condivisione fraterna, e offre l’opportunità di coinvolgere ed educare le nuove generazioni sulla presenza reale di Cristo nell’Eucaristia.

Monstrance in una processione del Corpus Domini

Origini Storiche della Solennità

Le radici del Corpus Domini affondano nel XIII secolo. La solennità nacque nel 1247 nella diocesi di Liegi, in Belgio, per celebrare la reale presenza di Cristo nell’Eucaristia, in reazione alle tesi di Berengario di Tours, secondo il quale la presenza di Cristo nell’Ostia consacrata non era reale, ma solo simbolica. La causa remota dell'istituzione di questa festa va ricercata nel nuovo e intenso orientamento dei teologi e della pietà popolare verso l'Eucaristia nel corso del XII secolo, in relazione agli errori di Berengario di Tours circa la transustanziazione.

Il Ruolo della Beata Giuliana di Cornillon

Fu grazie a suor Giuliana di Cornillon (o di Mont-Cornillon), una monaca agostiniana vissuta nella prima metà del XIII secolo, che la festività fu introdotta nel calendario cristiano. Si tramanda che da giovane ebbe una visione della Chiesa con le sembianze di luna piena, ma con una macchia scura, a indicare la mancanza di una festività. In seguito, le apparve Cristo stesso che la invitò ad adoperarsi affinché venisse istituita la festa del Santissimo Sacramento per espiazione dei peccati contro l’Eucaristia.

Le insistenti richieste della monaca portarono, nel 1246, il vescovo di Liegi, Roberto de Thourotte (o Torote), a convocare un concilio e ad ordinare, a partire dall’anno successivo, la celebrazione della festa del Corpus Domini. Una commissione incaricata dal Vescovo di Liegi approvò la visione.

Il Miracolo Eucaristico di Bolsena e Papa Urbano IV

Alcuni anni dopo, divenuto pontefice nel 1264 con il nome di Urbano IV, l'ex arcidiacono di Liegi, dopo aver riconosciuto il miracolo eucaristico di Bolsena, fece promulgare la bolla Transiturus de hoc mundo (11 agosto 1264). Con questa bolla, istituì la solennità del Corpus Domini come festa di precetto e la estese alla Chiesa universale, fissandone la celebrazione al giovedì dopo l'ottava di Pentecoste.

Il miracolo di Bolsena, risalente al 1263, vide protagonista un sacerdote boemo, Pietro Da Praga, che durante un pellegrinaggio a Roma aveva perso la fede nella reale presenza di Gesù nell’ostia e nel vino consacrati. Secondo la tradizione, mentre celebrava la Messa nella Chiesa di Santa Cristina a Bolsena, dall’Ostia consacrata uscirono gocce di sangue che macchiarono il corporale di lino e la pietra dell’altare. Il Papa, verificata la veridicità del racconto e recuperate le reliquie (oggi conservate nel Duomo di Orvieto), dichiarò la soprannaturalità dell’evento, estendendo a tutta la cristianità la solennità nata nella diocesi di Liegi.

Mappa delle località chiave legate al Corpus Domini: Liegi, Bolsena, Orvieto

Evoluzione della Data e delle Celebrazioni

Dopo la morte di Urbano IV, la celebrazione della festa venne limitata ad alcune regioni, ma si diffuse gradualmente. L'usanza di portare in processione l'Eucaristia divenne comune, arricchita da indulgenze concesse dai papi Martino V ed Eugenio IV. Già nell'XI e XII secolo esistevano processioni eucaristiche, spesso legate alla Settimana Santa.

In Italia, lo spostamento della celebrazione dal giovedì alla domenica successiva avvenne nel 1977. La legge civile n. 54 del 5 marzo 1977 tolse infatti valore civile alla festa del Corpus Domini, insieme ad altre festività. Ad oggi, è stato presentato un disegno di legge per il ripristino della festività civile del Corpus Domini.

Aspetti Liturgici

Il Corpus Domini rievoca la liturgia della Messa in Coena Domini del Giovedì Santo, in una circostanza liturgica meno carica. L'ordinamento delle letture bibliche, sia nel Rito Romano che nel Rito Ambrosiano, propone le stesse letture articolate in cicli triennali (anni A, B e C). Le letture della solennità nel Rito Romano tipicamente includono:

  • Prima Lettura: Dt 8,2-3.14b-16a
  • Salmo Responsoriale: Dal Salmo 147
  • Seconda Lettura: 1Cor 10,16-17
  • Vangelo: Gv 6,51-58

Nel rito ambrosiano antico, la solennità è denominata IN SOLEMNITATE SACRATISSIMI CORPORIS CHRISTI, con testi specifici come il Psalmellus e l'Halleluja che esaltano il significato dell'Eucaristia come vero cibo e vera bevanda.

Iconografia e Simbolismo: Il Pellicano

Per quanto riguarda l’iconografia legata al Corpus Domini, fin dalla prima cristianità si utilizzarono elementi tratti dal mondo classico e pagano, riletti in chiave cristologica. Si tratta prevalentemente di simbolismo teriomorfo, cioè di immagini del mondo animale: il pesce, il delfino, l’agnello, il pellicano, il corvo e l’unicorno.

L’accostamento di Cristo al pellicano fu influenzato dalle numerose leggende sull’animale riportate nel Physiologus tra il II e il IV secolo d.C. All’epoca era diffusa la leggenda che il pellicano, per sfamare i piccoli in mancanza di cibo, si strappasse brandelli di carne dal petto in un gesto di estremo sacrificio. Sebbene in realtà il pellicano trasporti le prede nel becco, macchiando talvolta il proprio piumaggio con il sangue, l’immagine ben si prestava a simboleggiare il Figlio di Dio che dona il proprio corpo come cibo e il proprio sangue come bevanda durante l’Ultima Cena.

Il parallelismo si rafforzò ulteriormente nel 1264, quando vennero composti cinque inni solenni dedicati all’Eucaristia, attribuiti a San Tommaso d’Aquino. In uno di questi si legge appunto: «Pie pellicane, Iesu Domine, me immundum munda tuo sanguine» (Pio Pellicano, Signore Gesù, purifica me immondo con il tuo sangue).

Illustrazione del pellicano che si trafigge il petto per nutrire i piccoli, simbolo eucaristico

Tradizioni e Festeggiamenti Locali in Italia

In età moderna, alla festività del Corpus Domini si legò la grande tradizione romana di una pietà impostata sull’adorazione eucaristica, sull’orazione continua, sugli esercizi spirituali e sulle pratiche di pietà.

Roma e le Processioni Papali

A Roma, i Papi vollero che la processione del Corpus Domini si svolgesse in un’area intorno alla basilica di San Pietro in Vaticano, tra magnifici addobbi e apparati e alla presenza di tutta la città: cardinali e vescovi, ambasciatori e nobili, canonici e beneficiati, parroci e rettori, religiosi, seminaristi e collegiali, dirigenti e funzionari delle istituzioni curiali, fratelli e sorelle delle confraternite, membri dei conservatori, degli istituti educativi e dei centri assistenziali e tantissimi fedeli. Oggi, la celebrazione presieduta dal Papa si svolge nella basilica di San Giovanni in Laterano, per poi concludersi con la processione che giunge alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Oltre alla solenne processione papale, per tutta l’ottava del Corpus Domini ebbero luogo processioni nelle basiliche e nelle chiese, alle quali parteciparono autorità e devoti.

Tradizioni Regionali e Locali

  • Lodi: Nella notte del Corpus Domini, alcuni giovani volontari partecipano all’iniziativa “Spezziamo il Pane”, a cura della Caritas diocesana, in due forni lodigiani, distribuendo il pane per i bisognosi.
  • Campobasso: Questa festività è particolarmente sentita, con celebrazioni che coinvolgono intensamente la comunità.
  • Poggio Imperiale (Foggia): È tradizione allestire, lungo il tragitto della processione, alcuni altarini detti "tusèlle", dove viene esposto il Sacramento per qualche minuto per l'adorazione.
  • Camaiore (Lucca): Invece che con i fiori, è tradizione realizzare i tappeti di segatura (chiamati "pula" nel dialetto locale). Le associazioni della città competono nel disegnare, sulla via principale, quadri di ispirazione sacra, utilizzando esclusivamente segatura colorata. Il lavoro inizia la sera del sabato e termina al mattino presto della domenica.
  • San Pier Niceto (Sicilia): Le strade del paese vengono ricoperte da un tappeto ininterrotto di fiori, colori e profumi per il passaggio della processione.
  • Messina (Sicilia): Durante il Corpus Domini si ripropone la tradizione popolare del Vascelluzzo, in memoria di un miracolo compiuto nel 1282 dalla Madonna della Lettera, patrona della città. Un vascello di legno a tre alberi, lungo circa un metro e rivestito di lamine d’argento, viene portato in processione. Su due degli alberi viene fissato un reliquario che contiene una ciocca di capelli della Madonna, normalmente conservata nel Duomo.
Tappeto di segatura colorata durante la processione del Corpus Domini a Camaiore

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