Monsignor Mario Toso è nato il 2 luglio 1950 a Mogliano Veneto (TV). Ha pronunciato la professione religiosa nella Società di San Francesco di Sales il 16 agosto 1967, con professione perpetua il 24 settembre 1976. È stato ordinato sacerdote il 22 luglio 1978 a Campodarsego (PD) da Sua Eccellenza Monsignor Girolamo Bortignon, vescovo di Padova.
Il 22 ottobre 2009, Monsignor Toso è stato nominato Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e Arcivescovo titolare di Bisarcio. La sua ordinazione episcopale è avvenuta il 12 dicembre 2009, nella Basilica papale di San Pietro, per l’imposizione delle mani del Cardinale.

Formazione Accademica e Incarichi
Monsignor Toso ha conseguito un dottorato in filosofia, difendendo la sua tesi il 4 luglio 1978 a Milano presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sul tema L’esegesi tomistica di É. Gilson. Ha ottenuto la licenza in filosofia a Roma, presso l’Università Pontificia Salesiana, il 19 giugno, e la licenza in teologia, conseguita a Roma, presso la Pontificia Università Lateranense, il 23.
Nel corso della sua carriera accademica, è stato Rettore dell’Università Pontificia Salesiana dal 2003 al 2009, con nomina avvenuta il 23 giugno 2003 per un triennio, rinnovato per un secondo mandato. Dal 1994 al 2000, per un sessennio, ha ricoperto l'incarico di Decano della Facoltà di Filosofia dell’UPS. Insieme a Vittorio Possenti, Attilio Danese, Roberto Gatti e altri, ha contribuito in Italia, soprattutto nell'ambito delle Università Pontificie, ad approfondire e attualizzare in modo originale il personalismo politico di J. Maritain e di E. Mounier. In questo lavoro, si è avvalso del contributo teoretico di É. Gilson, noto medievalista, studiato sia per il suo metodo filosofico realista sia per la sua produzione in campo sociale.

Contributi alla Dottrina Sociale della Chiesa
Dal 1999 al 2001, Monsignor Toso ha lavorato presso il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, partecipando alla commissione incaricata della stesura del Compendio della dottrina sociale della Chiesa (Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2004). La Commissione era composta da Sua Eccellenza Monsignor William Murphy, vescovo ausiliare di Boston; Monsignor Roland Minnerath, professore presso l’Università di Strasburgo; il Reverendo Padre Mario Toso, SDB; il Reverendo Padre Enrique Colom, Opus Dei, professore presso la Facoltà di Teologia dell’Ateneo “Santa Croce”; Monsignor Giampaolo Crepaldi, sottosegretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace; e Sua Eccellenza Monsignor Diarmuid Martin, segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace.
In particolare, il professor Mario Toso è annoverato tra gli studiosi cattolici che si sono dedicati a riflettere sulla figura dello Stato del benessere, sulla sua complessa riforma in senso societario, inserendosi in un più generale contesto teologico, filosofico, storico, etico e culturale. Superando visioni semplicemente sociologiche, storicistiche e procedurali, e in dialogo con le teorie neocontrattualiste, neocomunitarie e dialogiche, ha riproposto per lo Stato sociale e democratico contemporaneo, animato dalla multiculturalità, la praticabilità di un nuovo e necessario consenso sociale, basato sulla comune ricerca del vero bene umano, vissuta dalle varie famiglie spirituali con una propria specificità.
Con le sue riflessioni sullo Stato laico e aconfessionale (come documentato in Per una laicità aperta. Laicità dello Stato e legge naturale, Lussografica, Caltanissetta 2002, confluito in Democrazia e libertà, LAS, Roma 2003), ha anticipato il discorso di Giovanni Paolo II al Parlamento italiano e la Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica, emanata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede (pubblicata su «L’Osservatore romano» del mercoledì 12 febbraio 2003, p. 4).
Il Ruolo nell'Enciclica "Caritas in veritate" e la Riforma Finanziaria
Nel settembre 2008, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, presentò al Santo Padre la necessità di decidere quale dei due testi preparati (uno dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, l’altro dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace) dovesse essere sviluppato per la redazione definitiva dell’enciclica sociale Caritas in veritate di Benedetto XVI. In seguito a ciò, a Monsignor Toso fu affidata la revisione della Bozza scelta (come menzionato da Tarcisio Bertone in La fede e il bene comune. Offerta cristiana alla società contemporanea, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 2015, nella Premessa a p. 40). Con lettera del 22 ottobre 2008, Prot. 2008/0251-511, egli rimetteva alla Segreteria di Stato la propria revisione della Bozza.
La redazione dell’enciclica subì un rallentamento e ulteriori ritocchi, in particolare a causa dello scoppio della grande crisi finanziaria del 2008, i cui effetti non potevano essere ignorati dall’enciclica, che venne promulgata nel giugno del 2009. La crisi finanziaria del 2008 scaturì dalla crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti. Il tema della riforma del sistema finanziario e monetario sarà ripreso dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, qualche tempo dopo, con il lavoro di una Commissione costituita ad hoc. Questa commissione fu coordinata nel suo lavoro dal Segretario, Sua Eccellenza Monsignor Mario Toso, assieme al Cardinale Peter Turkson, Presidente.
A questo progetto vennero coinvolti alcuni ex governatori di Banche di Francia e d’Italia, come gli economisti Michel Camdessus e Antonio Fazio, oltre a diversi esperti della materia, inclusi alcuni consultori dello stesso Pontificio Consiglio, tra i quali Ignazio Musu. La Nota, dopo diverse redazioni e i nulla osta delle Autorità competenti, fu presentata in Sala Stampa della Santa Sede in Via della Conciliazione. Padre Federico Lombardi, ora Presidente della Fondazione vaticana «Joseph Ratzinger-Benedetto XVI», moderava la conferenza.
2008: la CRISI da cui il mondo NON SI È PIÙ RIPRESO
La presentazione della Nota creò un certo disorientamento nel pubblico, specialmente quando fu chiarito che il documento non aveva l’autorevolezza del magistero papale, ma quella tipica di un documento di un Dicastero pontificio. Ciò che colpì maggiormente furono le vivaci reazioni di alcune ambasciate, tra cui quella americana, e le rimostranze di alcune personalità vaticane con responsabilità economiche apicali presso Benedetto XVI, che tentavano di sminuirne l’importanza o la pertinenza. Il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, compiendo la sua missione, intercettò le esigenze e le proposte di molte realtà della società civile che lottavano per la regolamentazione del capitalismo finanziario in vista del bene comune. Questa Nota trovò riscontro in successivi documenti che affrontarono il tema della finanza, come Oeconomicae et pecuniariae quaestiones. Considerazioni per un discernimento etico circa alcuni aspetti dell’attuale sistema economico-finanziario e Mensuram Bonam. La natura di magistero pontificio delle riflessioni della Nota fu poi chiarita dal fatto che sia l’enciclica Laudato sì’ sia l’enciclica Fratelli tutti hanno praticamente assunto tali riflessioni, facendole diventare chiaramente magistero papale.
Attività e Pubblicazioni
Come Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Sua Eccellenza Monsignor Mario Toso ha lavorato alla preparazione dei contenuti dei Messaggi per la Giornata Mondiale della Pace dagli anni 2010 al 2014. Inoltre, ha seguito la redazione e la pubblicazione di studi e documenti del Pontificio Consiglio sui temi delle encicliche, dell’acqua, della terra e del cibo, dell’energia sostenibile, della fame, della pace, della pastorale delle carceri, della nuova evangelizzazione del mondo agricolo-rurale e della non violenza.
Nel giugno 2014, su invito di alcuni arcivescovi e vescovi della Corea del Sud, Monsignor Mario Toso si è recato in quella Nazione per l’interessamento dell’ex ambasciatore presso la Santa Sede, Sua Eccellenza Seong Bosco, con l'obiettivo di contribuire alla preparazione del viaggio apostolico di Papa Francesco. In quell'occasione, ha presentato l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium a gruppi di vescovi, a Uffici di pastorale e ad assemblee di credenti.

Proprio nel campo dello studio della Dottrina Sociale della Chiesa (DSC) ha profuso il meglio delle sue energie ed è conosciuto per le sue numerose pubblicazioni, alcune delle quali tradotte in spagnolo e polacco. Il professor Gino Concetti ha osservato che nell’ultima parte del ventesimo secolo Toso si è inserito nell’ambito dello studio dell’insegnamento sociale della Chiesa «con serietà, visione globale e spiccata capacità riflessiva, privilegiando la dimensione umanistica».
Monsignor Toso è anche studioso e specialista della CEI, esperto della Commissione episcopale per i problemi sociali e del lavoro. È stato membro dell’«Osservatorio nazionale», del gruppo “Società civile-terzo settore”, del gruppo «Economia solidale» sempre presso la CEI, e del gruppo «Etica e finanza». È vicedirettore della Rivista di dottrina sociale della Chiesa «La società» sin dalla sua fondazione (1991), membro del comitato scientifico della rivista «Rassegna Cnos» e del Bollettino di Dottrina sociale della Chiesa edito dall’Osservatorio Internazionale Card. È inoltre docente di Teologia morale sociale alla Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna di Bologna e all’Istituto Superiore di Scienze Religiose S.
Il suo lavoro e quello del Pontificio Consiglio sono stati menzionati nel volume di G. Galeazzi-A. Tornielli, Papa Francesco. Questa economia uccide (Piemme, Milano 2015, pp. 105-115). La Nota del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace si allinea al più recente documento della Congregazione per la Dottrina della Fede-Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, Oeconomicae et pecuniariae quaestiones. Considerazioni per un discernimento etico circa alcuni aspetti dell’attuale sistema economico-finanziario (Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2018), e quanto elaborato dalla Pontificia Accademia delle Scienze sociali in Mensuram Bonam.