Il Percorso di Dragon Ball: Dalla Resurrezione di 'F' all'Ultra Istinto di Whis

Se l’anno scorso avessi già avuto un blog di recensioni, avrei probabilmente definito “Dragon Ball Z - Battle of Gods” come uno dei film più anti-climatici di sempre. A questo giro si è varcata la soglia del cinema senza farsi troppe illusioni, poiché la qualità dei film di Dragon Ball era ormai calata a picco, chiaro come il sole. “La Resurrezione di ‘F’” ha promesso molte più cose di “Battle of Gods”, che era stato lo strombazzatissimo ritorno al cinema della serie di “Dragon Ball” e aveva poi fatto da rilancio per la nuova, ennesima serie filler che munge ancora dalla grassa vacca che è stata la fortunata serie degli anni Ottanta (sia anime che manga). Il problema risiede nel fatto che, nel frattempo, la qualità dell’animazione e delle sceneggiature è peggiorata.

È una premessa inevitabile che, se non si è visto “Battle of Gods”, si comprenderà decisamente poco del film “La Resurrezione di ‘F’”. Quest'ultimo non è uno stand-alone e, per di più, sia le scene di quel film che quelle di “La resurrezione di ‘F’” finiranno integrate in “Dragon Ball Super”, la nuova serie - che dovrebbe contare ben cento episodi - in onda proprio in questo periodo in Giappone.

Il Ritorno dell'Iconico Freezer

Sarà per un caso che abbiano ritirato fuori il cattivo più leggendario di tutta la serie, il personaggio che dà il titolo al film, quella “F” che non ci prova neanche per un istante a mascherare la sua identità? C'è certamente un’aspettativa quando si entra al cinema, se viene riportato in campo uno del calibro di Freezer. Per i primi quaranta minuti, nonostante tutto, la trama sembra procedere bene. Il nostro antagonista è temibile e spaventoso come ce lo si ricordava, e la canzone dei Maximum the Hormone accompagna terribilmente bene la sua resurrezione. Vengono anche paventate novità entusiasmanti sulla sua ulteriore evoluzione dopo adeguato allenamento.

Freezer con la sua nuova trasformazione dorata in Dragon Ball Super

I Combattimenti e il Ruolo dei Personaggi Secondari

Le cose buone di questo film sono rare, pochissime, e si riassumono in un solo elemento che spicca ed è davvero migliore rispetto a quello di “Battle of Gods”: i combattimenti. “Dragon Ball” è prima di tutto e soprattutto uno shounen, è un picchiaduro, e si entra nel cinema aspettandosi di vedere i protagonisti venire gonfiati come zampogne e poi restituire il favore ai loro avversari. La traballante sceneggiatura che ci accompagna fino alla fine ha almeno il merito di creare un diversivo che permetta a Crilin, Gohan, Piccolo, Tenshinhan, il Maestro Muten (il film dei revival) e Jaco (tizio della Pattuglia Galattica ritirato fuori da un manga spin-off di “Dragon Ball”) di combattere contro l’esercito di Freezer e fingere di rendersi utili.

Perché tanto alla fine è sempre e solo Goku che deve salvare la situazione. Post-saga di Cell, Toriyama non ci prova neanche più a impiegare in modo decente Gohan - che nominalmente avrebbe dovuto accettare il testimone di nuovo difensore della Terra da suo padre - e tutta l’allegra combriccola di zuzzurelloni che ruota attorno al Sayan dall’animo gentile. Persino Vegeta, ormai, si mette rassegnato da una parte a guardarlo combattere. Con una giravolta logica che sfrutta i viaggi all’indietro nel tempo di tre minuti per ret-connare le scelte sbagliate di Goku, a Vegeta viene sottratta pure la soddisfazione di giustiziare Freezer con le sue stesse mani. Alla fine il fan di “Dragon Ball” sa che Goku è il protagonista assoluto della serie e degli scontri, e che tutti gli altri sono personaggi di contorno non necessari e insufficienti, perché è sempre lui ad avere l’ultima parola. Va benissimo, ma qui, ormai, la si butta in caciara. Tutti i personaggi sono ormai diventati la stanca caricatura di se stessi, a cominciare da Freezer, ritirato fuori in gran spolvero.

Goku e Vegeta che combattono insieme contro un nemico

La Delusione dello Scontro Principale

Peccato che tutto sia destinato a crollare miseramente quando Goku mette in campo la sua nuova trasformazione. Anzi, semplicemente già combattendo a media potenza, i destini dello scontro sono segnati a favore di quest’ultimo. Goku non si sforza mai davvero, nemmeno per un secondo, battendosi contro Freezer. È tutto molto scontato e buttato via con sciattezza, non c’è sofferenza, non c’è pena, non c’è quello sprazzo di pathos tutto da shounen che ti fa fare il tifo per il buono, perché non vedi l’ora che trovi le forze per reagire e ribellarsi ai soprusi del cattivo di turno. A questo giro, invece, non c’è da temere nemmeno per un istante che Goku perda, anzi, quasi si spera di vederlo davvero in difficoltà.

Animazione e Potenziale Inespresso della Serie

In tutto questo sfacelo, per tacere di un’animazione che definire “brutta” è un eufemismo, di buono resta, a fianco ai combattimenti, soltanto l’adattamento italiano. Per il resto, c’è solo da scuotere il capo. Dispiace vedere che una serie che ha esaurito il suo potenziale ormai da un decennio continui a essere spremuta all’inverosimile in questo modo. Se Toriyama e i suoi osassero, cercando di far proseguire l’evoluzione dei personaggi, piuttosto che lasciarli bloccati in quello che ormai è un cliché, per lo meno si entrerebbe al cinema con la certezza di guardare una storia che procede, pure in una direzione che non ci piace, ma va avanti.

“Dragon Ball” ha perso ormai la freschezza degli inizi e, d’altronde, non siamo più nel 1984. Bisognerebbe provare a osare un po’ di più, ma perché farlo, quando c’è la sicurezza che la nostalgia l’avrà sempre vinta su qualsiasi curiosità? “La Resurrezione di ‘F’”, in fondo, non è altro che questo: il tentativo di resuscitare un’epoca e un successo che non possono più tornare. I colpi di fortuna e le congiunture storiche non si possono replicare.

Dragon Ball Super: Toyotaro, Whis e l'Ultra Istinto

Dragon Ball Super è una serie manga molto seguita che dà continuità alle avventure di Goku. Akira Toriyama supervisiona il manga, ma chi lo disegna è Toyotaro. Toyotaro ha lavorato duramente durante l’Arco di Granolah il sopravvissuto. In una recente intervista, il mangaka stesso ha rivelato un dettaglio sorprendente su Whis e sull’Ultra Istinto.

Secondo Toyotaro, Whis non solo usa l’Ultra Istinto, ma lo fa in ogni momento senza dover subire alcuna trasformazione. Recentemente abbiamo riportato altre parole del mangaka che ha parlato di Goku. Toyotaro ha detto che il Saiyan usa la sua trasformazione dai capelli neri, perché gli permette di combattere senza alcun ostacolo. Toyotaro è convinto del fatto che Goku si stia abituando all’Ultra Istinto e sia in grado di usarlo più liberamente. Il mangaka vuole fare in modo che gli appassionati vedano Goku avvicinarsi a quel livello.

Whis che insegna a Goku e Vegeta le arti marziali

Prossimi Appuntamenti: Dragon Ball Super: Super Hero

Ricordiamo che gli appassionati di Dragon Ball non possono perdere l’appuntamento con Dragon Ball Super: Super Hero. Il nuovo lungometraggio infatti debutterà in Italia il 29 settembre di quest’anno in tutti i cinema. In questo film tornerà l’Armata del Fiocco Rosso più pericolosa che mai con nuovi androidi.

Locandina ufficiale del film Dragon Ball Super: Super Hero

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