Il Sacerdozio e la Figura di Vitale Coen

Il termine ebraico kohen (כּהן), che significa "sacerdote", è alla base del cognome Coen, portato da diverse famiglie di matrice giudaica e rimanda a ipotetiche o reali ascendenze sacerdotali. Il sacerdozio anticotestamentario, infatti, era di natura quasi "genetica", strettamente connesso alla nascita nella tribù di Levi, a differenza di quello cristiano, di natura "carismatica", cioè per vocazione divina alla maniera profetica.

Il Sacerdozio nell'Antico Testamento

Origini e Evoluzione

Le tradizioni della Genesi mostrano i patriarchi che costruiscono altari in Canaan e offrono sacrifici. I soli sacerdoti che compaiono in questa epoca sono stranieri: Melchisedec, sacerdote-re di Gerusalemme, e i sacerdoti del Faraone.

A partire da Mosè, anch'egli levita, si fa strada la specializzazione di questa tribù nelle funzioni del culto. Il racconto arcaico di Esodo esprime il carattere essenziale del suo sacerdozio: essa è eletta e consacrata da Dio stesso per il suo servizio. I leviti sono allora i sacerdoti per eccellenza e sono addetti ai vari santuari del paese. Di fatto il sacerdozio divenne un'istituzione organizzata soprattutto nel santuario di Gerusalemme. All'epoca di Davide il Tempio di Gerusalemme è il centro cultuale di Israele. Sotto gli ordini del sacerdote-capo, il sacerdozio di Gerusalemme conta diversi subalterni.

Il sacerdozio era ereditario e in stretto legame con la monarchia. Le sue attribuzioni non erano limitate al culto: ai sacerdoti apparteneva l'insegnamento della Legge.

Modello del Tempio di Gerusalemme

Riforme e Autorità

La riforma di Giosia (621 a.C.) soppresse i santuari locali, consacrò il monopolio dei leviti e stabilì la supremazia del Tempio di Gerusalemme. Andando oltre le esigenze del Deuteronomio, la riforma di Giosia riservava di fatto l'esercizio delle funzioni sacerdotali ai soli discendenti di Sadoc.

La caduta di Gerusalemme in mano ai babilonesi (587 a.C.), con il conseguente esilio e la rovina del Tempio, sganciò il sacerdozio dalla corona e gli conferì un'autorità maggiore sul popolo. Il progressivo scomparire del profetismo, a partire dal V secolo a.C., accentuò ancora di più la sua autorità. I progetti di riforma di Ezechiele escludevano il "principe" dal santuario, ponendo al vertice il sommo sacerdote, figlio di Sadoc e successore di Aronne.

Funzioni Sacerdotali

L'atto essenziale del sacerdote è il sacrificio. Ma esiste pure una forma tradizionale della parola, che ha il suo punto di partenza nei grandi avvenimenti della storia della salvezza e nelle clausole dell'alleanza del Sinai. I sacerdoti sono i ministri di questa parola (vedi per esempio Aronne in Esodo).

  • Nella liturgia delle feste, ripetono ai fedeli i racconti su cui si fonda la fede di Israele.
  • Nelle rinnovazioni dell'alleanza essi proclamano la Torah, e della Torah sono anche gli interpreti ordinari.
  • Mediante istruzioni pratiche rispondono alle consultazioni dei fedeli ed esercitano una funzione giudiziaria.

È da far risalire ai sacerdoti anche la compilazione finale del Pentateuco. Il sacerdozio dell'Antico Testamento ha realizzato la missione di conservare viva in Israele la tradizione di Mosè e dei profeti, e ha accompagnato la vita religiosa del popolo di Dio. Le critiche dei profeti, ispirate da un alto ideale sacerdotale, ricordano ai sacerdoti contemporanei i loro obblighi, esigendo da essi il culto puro e la fedeltà alla Torah.

Il popolo di Dio dell'Antico Testamento è ben cosciente che l'uomo è da se stesso incapace della purità e della santità che Dio gli chiede. La speranza dei due messia di Aronne e di Israele appare più volte negli scritti di Qumràn e nel testo apocrifo dei Testamenti dei patriarchi. In questi testi, il messia sacerdotale prende il sopravvento sul messia re. Questo primato del sacerdote è in armonia con un aspetto essenziale della dottrina dell'alleanza: Israele è il "popolo-sacerdote", il solo popolo al mondo che assicuri il culto del vero Dio. Nel suo perfezionamento definitivo, esso renderà a YHWH il culto perfetto.

Il Sacerdozio nel Nuovo Testamento

La tensione verso un compimento giunge a destinazione in Gesù. La sua morte è un sacrificio nella linea di Isaia e del sacrificio di alleanza del Sinai; il sangue che annuncia che verserà evoca quello dell'agnello pasquale.

Gesù non è sacerdote nel senso levitico, poiché appartiene alla tribù di Giuda, e la Lettera agli Ebrei osserva che "il Signore nostro è germogliato da Giuda e di questa tribù Mosè non disse nulla riguardo al sacerdozio… Perciò, se Gesù fosse sulla terra non sarebbe neppure sacerdote" (Ebrei 7,14; 8,4). Tuttavia, la Lettera agli Ebrei applica a Gesù il sacerdozio di Melchisedek, un sacerdozio regale, come annunciato nel Salmo 110,4: "Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchisedek".

I discepoli di Gesù formano il nuovo "sacerdozio regale" che offre a Dio il vero culto spirituale.

La Figura di Vitale Coen, Rabbino e Scrittore

Rabbino anziano con testo sacro

Vitale Coen, rabbino italiano, nacque ad Alessandria della Paglia nella seconda metà del diciassettesimo secolo e morì a Reggio Emilia nel 1739. Discendente da una famiglia ricca e prominente, Coen fu eletto rabbino di Casale ancora giovane. Presto divenne noto per la sua abilità ed erudizione, e fu scelto come rabbino a Reggio Emilia, un incarico importante all'epoca.

Discepoli e Contributi

Tra i suoi discepoli vi furono Israel Bassano, suo genero e successore nel rabbinato, e Manasseh Joshua Padova, rabbino di Modena. Abraham Joseph Graziani scrisse alcuni versi in suo onore.

Opere Principali

Coen fu autore delle seguenti opere:

  • "Et ha-Zamir" (Il Tempo del Canto), inni per tutte le feste dell'anno, Venezia, 1707.
  • "Alon Bakut" (Quercia del Pianto), un commentario sulle Lamentazioni, Venezia, 1712.
  • "Abot 'Olam" (I Padri dell'Universo), un commentario sulle "Massime dei Padri", Venezia, 1719.
  • "Gebul Binyamin" (Il Confine di Beniamino), una raccolta di sermoni, Amsterdam, 1727.
  • Note sui "Toẓe'ot Ḥayyim", pubblicate insieme al testo.
  • "Gishme Berakah" e "Pitḥe She'arim", responsa sullo Shulḥan 'Aruk, ancora esistenti in manoscritto.
  • Diverse lettere scientifiche inserite nell'"Iggeret Harmag".
  • Decisioni rituali sparse nel "Paḥad Yiẓḥaḳ" e "Shete ha-Leḥem".

Secondo l'ebraismo ortodosso, con la distruzione del secondo tempio nel 70 d.C. e la cessazione dei sacrifici ebraici, la maggior parte delle funzioni sacerdotali è sospesa in attesa della ricostituzione del Terzo Tempio ad opera del Messia.

Il Servo di Dio Hermann Cohen: Dalla Sinagoga all'Eucaristia

Ritratto di Hermann Cohen con abito carmelitano

Hermann Cohen (1810-1871), nato ad Amburgo il 10 novembre 1810 da famiglia ebrea, è una figura luminosa della famiglia teresiana del XIX secolo. Dal 19 gennaio 2016 è "Servo di Dio", essendo iniziato nella diocesi di Bordeaux il processo canonico per il riconoscimento delle virtù, in vista della beatificazione.

Infanzia e Carriera Musicale

Suo padre era un ricco commerciante. La madre lo conduceva, ancora bambino, alla sinagoga, dove l'ascolto della Torah gli trasmetteva un vago senso dell'assoluto. In collegio a sei anni, in ambiente protestante, Hermann Cohen si mostrò singolarmente inclinato allo studio delle lingue e ancora di più alla musica. Iniziò a studiare e a suonare il pianoforte, sentendosi presto un genio capace di superare il suo stesso maestro.

Nel 1831, all'età di 12 anni, si recò a Parigi per perfezionare lo studio del pianoforte alla scuola di Liszt. Liszt lo soprannominò "Putzig" e lo considerò il suo migliore allievo, impareggiabile nelle doti musicali. Hermann divenne presto un piccolo idolo, corteggiato nei salotti dell'alta società, ammirato e vezzeggiato da musicisti e scrittori come la celebre George Sand. Nonostante i brillanti successi, condusse per dieci anni una vita irrequieta e passionale, prendendo la mania del gioco d'azzardo e accumulando debiti.

Nel 1841, "Putzig" ruppe con Liszt dopo otto anni di amicizia, nonostante fosse il suo allievo più dotato. Si sarebbero riappacificati solo 20 anni dopo a Roma, quando entrambi avrebbero cambiato vita.

La Conversione e la Vocazione

Un giorno di maggio del 1847, all'età di 27 anni, gli fu chiesto di sostituire temporaneamente il direttore del coro della piccola chiesa di S. Valeria. Al termine della funzione religiosa, Hermann notò sull'altare addobbato un prezioso "oggetto" in oro esposto che il sacerdote alzava con devozione, tracciando un segno di croce sui presenti inginocchiati. Hermann provò un'emozione particolare, come se prendesse parte alla benedizione. Questo fu l'inizio della "mirabile attrazione di amore" di Gesù Eucaristico su Hermann Cohen.

Hermann Cohen on Creation

Da quel giorno, ogni venerdì, si sentiva spinto a partecipare alla funzione mariana e provava lo stesso struggente dolore mentre il sacerdote impartiva la benedizione con il Santissimo Sacramento, cadendo in ginocchio senza sapere davanti a Chi si inginocchiava. Cominciò a frequentare la Messa per settimane, senza capirne nulla, finché trovò il coraggio di aprirsi a un sacerdote che gli raccomandò calma, perseveranza e fiducia nelle vie del Signore.

In questo stato d'animo, si recò a Ems, in Germania, per un concerto. L'8 agosto 1847, senza timore, andò a Messa. Al momento della consacrazione, sentì fiumi di lacrime scorrere dai suoi occhi, sentendosi colmato dalla Grazia divina e provando un forte dolore di pentimento per la sua vita passata. Offrì a Dio una confessione generale di tutti i suoi peccati e sentì una calma sconosciuta, la certezza che Dio lo avrebbe perdonato. Uscendo dalla chiesa di Ems, si sentiva cristiano-cattolico, pur non avendo ancora ricevuto il Battesimo.

Tornato a Parigi, Hermann ricevette il Battesimo il 28 agosto 1847, festa di S. Agostino, nella Chiesa di Nostro Signore di Sion, prendendo il nome di Agostino. L'8 settembre successivo ricevette la Prima Comunione a 27 anni, e il 3 dicembre la Cresima. Ricorderà: "Gesù Eucaristico mi trasformò in un uomo nuovo, mi protesse dagli attacchi seducenti del mondo. Questo tesoro mi tirava via da tutto ciò che una volta mi teneva legato". Da quel momento, Hermann Cohen divenne "l'innamorato di Gesù-Ostia alla follia".

P. Agostino del Santissimo Sacramento

Presto maturò in lui il desiderio di diventare sacerdote e carmelitano. Per due anni fu obbligato a dare concerti per pagare i debiti di 30 mila franchi. Intanto, il suo unico polo d'attrazione era Gesù nel Santissimo Sacramento, passando lunghe ore in adorazione. Lo affascinava l'adorazione notturna in riparazione dei peccati del mondo per la salvezza dell'umanità.

Su consiglio del suo direttore spirituale, cercò un gruppo di uomini di fede e con loro, il 6 dicembre 1848, inaugurò l'adorazione notturna a Gesù Eucaristico nella chiesa di Nostra Signora delle Vittorie a Parigi, che si diffuse poi in tutta la Francia. Hermann scrisse: "Una sete ogni giorno più ardente mi spinge all’Eucaristia, questa sorgente d’acqua viva… O mio Gesù, mi hai attirato a Te con dolcezza e tenerezza, così amabilmente che anche l’ultimo filo tra me e il mondo si è strappato e mi sono affrettato a gettarmi tra le tue braccia… a vivere totalmente per Te e sempre unito a Te".

A 28 anni, Hermann entrò nel Carmelo a Broussey e il 12 settembre 1849 vestì l'abito religioso con il nome di fra Agostino del Santissimo Sacramento. Seguirono il noviziato e intensi studi teologici. Il 19 aprile 1851, Pasqua di risurrezione, fu ordinato sacerdote, raggiungendo il culmine della sua vita e della sua gioia. Dalla sinagoga, per mezzo della Madonna Santissima, era giunto all'altare di Gesù Eucaristico, per essere per sempre suo ministro, offrendo al Padre il suo perenne sacrificio. Era più che mai "sacerdos propter Eucaristiam".

Apostolato e Opere

Iniziò un incessante apostolato di predicatore, coronato da enorme successo in Francia e in Europa. La sua conversione e ascesa al sacerdozio suscitarono stupore, e molti desideravano ascoltarlo. A S. Sulpice a Parigi, la gente accorreva curiosa per la sua prima predica. P. Agostino chiese perdono per lo scandalo che aveva dato in città e poi parlò della vera gioia: "L’ho cercata nella celebrità dell’artista, nell’amicizia di uomini famosi, nei divertimenti. E voi, fratelli miei, l’avete trovata? L’uomo è creato per la felicità, ma la maggior parte la cerca dove non si può trovare. Io l’ho trovata, la godo e ne ho talmente tanta che trabocco di gioia. Solo Dio è la gioia e può colmare il desiderio dell’uomo. Esiste una sola felicità: amare Gesù e essere amato da Lui. Gesù Eucaristico è la Vita e la Felicità".

Il suo ardente amore per Gesù Eucaristico e per Maria Santissima suscitò in tutta Europa innumerevoli conversioni e battesimi, anche tra gli ebrei. Una gioia particolare per P. Agostino furono le conversioni dei suoi parenti dall'ebraismo alla Chiesa Cattolica. Il 19 giugno 1852 diede il Battesimo a sua sorella Henriette. Quattro anni dopo, il 14 ottobre 1856, battezzò suo nipote Georges di 11 anni. Quando il padre del ragazzino lo scoprì, lo rinchiuse in una scuola protestante. Georges soffrì moltissimo ma perseverò nella fede, portando alla conversione lo zio Albert, che dichiarò: "Una religione che dà a un bambino tanto coraggio, dev’essere davvero divina". Così P. Agostino battezzò anche il fratello maggiore Albert.

Animato dallo stesso ardore per Gesù, nel 1859 ripristinò il convento carmelitano di Lione. In quell'anno incontrò il Santo Curato d'Ars, che gli predisse un luminoso cammino di santità e grandi opere nella Chiesa. Ovunque passasse, la luce e l'amore a Gesù Eucaristico illuminavano, trasformavano e santificavano le anime e facevano ardere di zelo i sacerdoti e i religiosi. Nel 1862, partì per l'Inghilterra per fondare un convento a Londra, nel fervido clima di rinascita del Cattolicesimo in quell'isola.

Per vivere più intensamente la sua consacrazione religiosa, nel 1868 si ritirò nel "deserto" di Tarasteix, quindi si recò a Lourdes, dove fu guarito miracolosamente da una grave malattia agli occhi. Quanto gli rimase di vita, lo consumò per Gesù in un vero incendio d'amore, come narrato dalla biografia "Dalla Sinagoga all’Eucaristia" di P. Antonio di Maria Santissima.

Esilio e Morte

Nel 1870, dopo la sconfitta francese a Sédan, fu costretto a lasciare la Francia. La prima tappa dell'esilio fu a Montreux, in Svizzera, come cappellano dei profughi. Quindi, il 24 novembre, ripartì per Spandau, presso Berlino, dove si prese cura di 5500 prigionieri francesi, ai quali fece sentire la carità di Cristo e la luce fulgente che scaturiva da Lui Eucaristico.

Il 20 gennaio 1871 morì di vaiolo a soli 50 anni, incandescente d'amore per Gesù. Sino all'ultimo aveva spiegato: "Ho attraversato il mondo, ho visto il mondo, ho amato il mondo. Una cosa ho imparato nel mondo: che non dà la felicità. Poi Maria Santissima mi ha svelato il segreto dell’Eucaristia e ho compreso che l’Eucaristia è la vita, la felicità. Non ho altra madre che la Madre del Bell’Amore, la Madre dell’Eucaristia. Ella mi ha dato Gesù Eucaristico e Gesù Eucaristico mi ha rapito il cuore".

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