La vita sacerdotale all'interno dell'Ordine Francescano, vista attraverso gli occhi di San Francesco d'Assisi, è un tema di profonda spiritualità e rilevanza, sia storica che contemporanea. Già vivente San Francesco, infatti, accorsero e si unirono a lui moltissimi chierici (preti) chiedendo di poter condividere la sua vita.

La Visione di San Francesco sul Sacerdozio e l'Eucaristia
San Francesco nutriva una venerazione profonda per i sacerdoti, riconoscendo in essi i ministri di Cristo. Egli affermava: "non voglio considerare in loro il peccato, poiché in essi io discerno il Figlio di Dio e sono miei signori". Questa stima era radicata nella consapevolezza del loro ruolo unico nell'amministrazione dei Sacramenti, in particolare dell'Eucaristia e della Parola di Dio. I sacerdoti, infatti, sono coloro che "sacrificano sull’altare e ricevono e amministrano agli altri il corpo e del sangue del Signore". Per San Francesco, il sacerdozio ministeriale era un dono prezioso del Signore, tale che se gli avessero fatto persecuzione, avrebbe ricorso proprio a loro, non predicando contro la loro volontà.
La sua spiritualità era incentrata su Gesù e la sua Parola rivelata, con l'Eucaristia considerata l'adoratrice incomparabile. Egli esortava i fratelli sacerdoti a riconoscere la loro dignità e ad essere santi, "perché egli è santo". Questa ammirabile altezza e stupenda degnazione, questa umiltà sublime, riflettevano la sua comprensione profonda del ministero.
Evoluzione Storica del Sacerdozio Francescano
Nel corso della storia, l'Ordine Francescano ha visto un'evoluzione significativa nella sua composizione. Sebbene inizialmente l'Ordine fosse prevalentemente laico, già nel periodo del fondatore vi erano numerosi chierici. Successivamente, sotto la guida di fra Aimone da Faversham (1240c.-1244c.), l’Ordine francescano - auspice la Santa Sede - divenne spiccatamente clericale, allineandosi sempre più alla struttura della Chiesa Romana.
Tra le fila dell'Ordine si sono distinti numerosi sacerdoti che hanno lasciato un'impronta indelebile, come San Massimiliano Maria Kolbe (1894-1941), esempi di vita sacerdotale e francescana che continuano a ispirare.
Sfide e Crisi del Sacerdozio Francescano Contemporaneo
Guardando all'epoca presente, la vita sacerdotale francescana, come il sacerdozio cattolico in generale, affronta molteplici sfide. Si riscontrano problematiche legate all'ignoranza, a interpretazioni erronee dei decreti conciliari e a un'insoddisfazione verso ciò che insegna il magistero ecclesiastico. A volte, si assiste a una svalutazione dell'essenza sacrificale della Messa, che si traduce in un approccio liturgico in chiave prettamente socio-personalistica e comunitaria, dimenticando il suo essere il Sacrificio della Croce.
Un'altra sfida è la concezione secolarizzata del prete, che a volte intende il sacerdozio come una professione che deve includere tutte le esperienze umane, spesso purtroppo quelle negative. La questione dell'abito ecclesiastico e la tendenza di alcuni sacerdoti ad amare vestire da secolari, persino nella celebrazione della Santa Eucaristia, rivelano una difficoltà a distinguere e a rappresentare pienamente Cristo. È fondamentale ricordare che il sacerdote è anzitutto ministro di Cristo prima ancora di essere un uomo, chiamato a rappresentare e a vivere Cristo in sé, senza alcun timore del giudizio di Dio, evitando cadute come l'impudicizia, citata anche nel черновик.
La figura di San Francesco rimane, per noi sacerdoti, sempre attuale come ispirazione e corroborazione del nostro ministero. Egli, in quanto Dio-Uomo e ministri della Chiesa, è un modello di fedeltà alla Verità di Cristo e della Chiesa, alla restaurazione della vita soprannaturale negli uomini.
BOOKTRAILER // Piccolo breviario francescano, a cura di un frate francescano
Fondamenti della Vita Sacerdotale Francescana
Al centro della vita sacerdotale francescana vi è una profonda spiritualità nutrita dalla Sacra Scrittura e dall'Eucaristia. Nostro Signore Gesù Cristo, che è la Parola e la Sapienza del Padre, è il fulcro di questa esistenza. È essenziale la cura precipua della propria anima, la meditazione, per essere riflesso della Maestà divina, fonte di luce, di grazia e di amore.
Negli ultimi anni, si sta assistendo ad una riscoperta dell'essenza sacrificale della Santa Messa, con un numero crescente di giovani sacerdoti (religiosi e secolari) che fanno l'esperienza di scoprire e celebrare la Santa Messa secondo il Vetus Ordo Missae. Questa tendenza è vista come un segno di speranza e di continuità.
La figura della Beata Vergine Maria è un modello sublime che ogni sacerdote (e fedele laico) deve imitare, lasciandosi vivificare dall'amore materno di Maria Santissima. Un altro pilastro è il sacro celibato, un dono prezioso che contribuisce alla fecondità della vita sacerdotale e, insieme alla speranza teologale, permette di ottenere dal Cielo il dono di nuove vocazioni, affinché i Conventi tornino a ripopolarsi.
Il Discernimento Vocazionale e l'Identità del Frate Minore
La vocazione sacerdotale all'interno del cammino formativo francescano è una chiamata specifica che richiede un discernimento accurato. Non è raro che alcuni giovani si decidano per la vita da frate e religioso senza accedere agli ordini sacri. L'essere preti non toglie nulla al carisma francescano, ma ne diventa un completamento prezioso e una possibilità ulteriore di aiutare tante persone, guidando i giovani con il sostegno dei Sacramenti e una più profonda vicinanza spirituale. La testimonianza di fede, il servizio alla Chiesa, ai poveri e ad ogni uomo contraddistingue sia i frati sacerdoti che i frati laici, ciascuno secondo le proprie possibilità, responsabilità e carismi.

Frati Laici e Frati Sacerdoti: Uguale Dignità, Diverso Servizio
L'Ordine francescano ha avviato una profonda riflessione sulla vocazione e il ruolo dei "frati laici", ossia i religiosi che non sono anche chierici. La Custodia di Terra Santa ha ospitato giornate di studio su questo tema, sottolineando come un recente rescritto di Papa Francesco abbia aperto le porte alla possibilità di nominare o eleggere frati laici in ruoli di governo dell'Ordine a tutti i livelli.
Il Custode di Terra Santa, fra Francesco Patton, ha evidenziato che "Siamo anzitutto e in eguale dignità 'frati minori'. Le distinzioni non riguardano la dignità ma il ministero, cioè il servizio che siamo chiamati a svolgere. Non siamo chiamati a fare tutti la stessa cosa". Questa distinzione tra chierici e laici, che in passato si declinava tra predicazione e lavoro manuale, non inficia la comune dignità. Per tutti, senza distinzioni, valgono le indicazioni di San Francesco nella Regola.
La chiamata originaria alla vita religiosa è la prima e comune vocazione di tutti i Frati Minori, che si esprime pienamente nella professione solenne. Solo in un secondo momento, nel cammino formativo dell'Ordine, inizia l'eventuale discernimento per il sacerdozio. Essere "frate laico" non è semplicemente una scelta di non essere chierico, ma una vera e propria scelta attiva, una vocazione da scoprire e abbracciare. Fra Marco Maria Baldacci, pro-segretario della Custodia, testimonia: "Non ho mai pensato che non essendo sacerdote mi manchi un pezzo della mia vita. La mia chiamata è quella di essere francescano nell’Ordine dei frati minori. Sento completa la mia vita e totale il mio servizio".
Superare la Mentalità Clericale
Oggi, oltre l'80% dei frati riceve gli ordini sacri come diacono o sacerdote, una realtà che, pur essendo una ricchezza, pone interrogativi sulla natura dell'Ordine e sul tipo di servizio alla Chiesa. Il Custode sottolinea che "Nella regola che professiamo la nostra identità è declinata in pochissime parole: osservare il Vangelo vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità. Non c’è una regola diversa per frati chierici e laici, non c’è un’identità vocazionale diversa." L'obiettivo è aiutare tutti i frati a riscoprire la comune identità di frati minori, che si specifica in servizi diversi.
Molti frati sacerdoti in Terra Santa svolgono incarichi non strettamente legati al ministero ordinato, come l'educazione scolastica, mentre servizi come quello di primo sacrestano o responsabile dell'infermeria sono riservati ai frati laici. Il cammino da fare è superare una mentalità clericale che pensa al sacerdote come a una classe superiore. Fra Marco Maria afferma: "Nessuno deve essere forzato a diventare sacerdote se non si sente chiamato. D’altra parte, nessuno deve scegliere il sacerdozio per convenienza o per ricoprire certi ruoli. Essere sacerdote non è un passepartout, così come essere frate laico non è una limitazione: è semplicemente riconoscere quello che il Signore ci chiama ad essere e accettarlo, anche se a volte non coincide con la propria idea iniziale. L’importante è la disponibilità a quello che il Signore chiede, in qualunque forma sia."
Prospettive Future: Speranza e Frutti
La speranza è che la riscoperta della vera essenza della vita sacerdotale francescana possa portare frutti a tempo opportuno per la Chiesa e nella Chiesa. Movimenti come i Francescani di Maria, organizzati in rami di laici, sacerdoti e donne che vivono i consigli evangelici, dimostrano la vitalità della spiritualità francescana nel promuovere la santità e il servizio, sempre ispirati a San Francesco e alla Santissima Vergine Maria.
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