La storia ecclesiastica del territorio che oggi comprende Barletta è profondamente intrecciata con quella delle vicine diocesi di Trani e Bisceglie, culminando nell'attuale Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.
L'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie Oggi
L'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie (in latino Archidioecesis Tranensis-Barolensis-Vigiliensis) è una sede della Chiesa cattolica in Italia, suffraganea dell'arcidiocesi di Bari-Bitonto e appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. Nel 2023 contava 276.612 battezzati su 287.048 abitanti. L'arcidiocesi comprende sette centri pugliesi: oltre alle tre città titolari di Trani, Barletta e Bisceglie, annovera anche i comuni di Corato, Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli. La sede arcivescovile è la città di Trani, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta, nota anche come Cattedrale di San Nicola Pellegrino.
Le Origini e lo Sviluppo dell'Episcopato Tranese (con riferimenti a Barletta)
La diocesi di Trani fu eretta in epoca antica. La tradizione petrina, comune a molte diocesi pugliesi e dell'Italia meridionale, attribuisce la fondazione della diocesi all'apostolo San Pietro. L'incerta storicità dei santi Redento e Magno è riconosciuta dalle tradizioni locali come protovescovi della diocesi tranese. Alcuni codici del martirologio geronimiano menzionano un san Magno il 19 agosto in Fabrateria vetus, ma sempre come martire e mai come vescovo. La diocesi è storicamente documentata a partire dalla fine del V secolo. Il primo vescovo noto è Eutizio (o Eutichio), che prese parte ai concili simmachiani del 501 e del 502. Non si conoscono più vescovi di Trani, eccetto alcuni apocrifi, fino al IX secolo; in una carta dell'834 è documentato Auderis S. Dei genitricis virg.
All'epoca bizantina appartennero i vescovi Giovanni I, Rodostamo, Crisostomo e Giovanni II, documentati dal 952 al 1059; in questo periodo la sede dipendeva dai patriarchi di Costantinopoli. Rodostamo, nel 983, è il primo prelato tranese che si fregiò del titolo di arcivescovo. Nella seconda metà dell'XI secolo Trani fu occupata definitivamente dai Normanni. In questo contesto la diocesi fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana di rito latino con papa Alessandro II nel 1063. Il Liber Censuum della fine del XII secolo le attribuisce due diocesi suffraganee, Andria e Bisceglie; appartenevano all'arcidiocesi anche le città di Barletta e di Corato.
All'arcivescovo Bisanzio I si deve la costruzione del sacello per ospitare le spoglie di San Nicola Pellegrino; su questo venne edificata nel corso del XII secolo l'imponente cattedrale in stile romanico pugliese. Numerosa era la presenza religiosa nel territorio diocesano. A Trani v'erano una decina di monasteri benedettini, mentre a Barletta ve n'erano cinque, ed inoltre si contava la presenza di cistercensi, celestini e celestine, verginiani ed olivetani. A Trani sorgevano anche comunità di templari, di gerosolimitani e di teutonici; questi ultimi due ordini erano presenti anche a Barletta.

L'Integrazione di Salpi e Canne nell'Arcidiocesi di Trani
Nel XV secolo papa Martino V unì la diocesi di Salpi, eretta nel V secolo, all'arcidiocesi di Trani. Lo stesso papa nel 1424 dispose l'unione della diocesi di Canne, fino ad allora suffraganea dell'arcidiocesi di Bari, all'arcidiocesi di Trani, ma il provvedimento non ebbe effetto e nel 1449 la diocesi di Canne fu unita all'arcidiocesi di Nazareth. Nel 1523 la sede di Salpi fu separata da Trani, ma fu poi definitivamente soppressa nel 1547, aggregandone il territorio all'arcidiocesi di Trani; da questo momento gli arcivescovi di Trani porteranno il titolo Salpensis fino agli anni Quaranta del Novecento. La diocesi di Trani si estese così a nord dell’Ofanto, inglobando un vasto territorio, in cui l’unico centro di rilievo era il Casale della Trinità (odierna Trinitapoli), che assunse il rango di "Arcipretura", subentrando di fatto alla soppressa Chiesa di Salpi.
Barletta: Dalle Antiche Radici Cristiane all'Arcidiocesi
La fede a Barletta ha origini antiche. Gli scavi sotto la concattedrale di Barletta hanno portato alla luce una basilica paleocristiana piuttosto ampia e mosaicata, recante il monogramma del vescovo Sabino di Canosa. Dall'XI secolo Barletta rientra nel territorio dei vescovi di Trani. Già dal XII secolo a Barletta vi erano pertinenze di proprietà della mensa vescovile dell'arcivescovo metropolita di Nazareth in Galilea, che si faceva rappresentare nella città pugliese da un proprio vicario, come documentato da un diploma del 1162. Quando la Palestina fu occupata dai Turchi, i presuli di Nazareth in fuga approdarono a Barletta e in questa chiesa trasferirono la loro sede, creando così un'enclave nella circoscrizione episcopale tranese.
Nel 1455 all'arcivescovo di Nazareth fu unita la diocesi di Canne e nel 1536 la diocesi di Monteverde. Il 27 giugno 1818, con la bolla De utiliori, papa Pio VII soppresse l'arcidiocesi di Nazareth e la diocesi di Canne, aggregandone il territorio all'arcidiocesi di Trani. Nel 1828 il capitolo metropolitano nazareno fu unito al capitolo collegiale della chiesa madre di Barletta. Successivamente, con la bolla Multis equidem del 22 settembre 1828, il pontefice stabilì che il titolo di arcivescovo di Nazareth fosse ristabilito e assunto dall'arcivescovo di Trani «per mera onorificenza, e solo per conservare la memoria dell’antica Chiesa di Nazareth».
Il 21 aprile 1860 con la bolla Imperscrutabili Dei (anche menzionata come Cunctis ubique pateat) di papa Pio IX, fu eretta l'arcidiocesi di Barletta, contestualmente unita aeque principaliter a quella di Trani. Ciò comportava che l'arcivescovo di Trani e Barletta fosse un'unica persona, ma al contempo assicurava piena autonomia ad entrambe le arcidiocesi, che godevano delle stesse prerogative e diritti. Fu elevata a cattedrale la chiesa madre di Santa Maria Maggiore dove fu eretto il trono arcivescovile. Patroni dell'arcidiocesi furono proclamati la Madonna dello Sterpeto, patrona della città dal 1732, e San Ruggero, vescovo di Canne, il cui corpo fu custodito a Barletta dal 1276. Nel 1908 la parrocchia della cattedrale fu suddivisa in quattro vicarie.
Ai primi del Novecento risale la fondazione di un circolo di sacerdoti sensibile alle nuove istanze sociali perorate da Leone XIII. A questa fucina sacerdotale appartiene anche il venerabile Don Raffaele Dimiccoli, fondatore di un nuovo oratorio per l'educazione della gioventù. Al suo ministero di vicario generale risalgono la fioritura e l'impianto di nuovi istituti religiosi per i nuovi quartieri in rapida espansione della città. Nel 1961, a conclusione del primo centenario dell'arcidiocesi di Barletta, il cardinale Alfredo Ottaviani incoronò con un serto d'oro l'icona della Madonna dello Sterpeto.

La Diocesi di Bisceglie: Storia e Incorporazione
Secondo la tradizione petrina, comune a molte diocesi della Puglia e dell'Italia meridionale, lo stesso apostolo san Pietro avrebbe annunciato il vangelo a Bisceglie, consacrando il primo vescovo, San Mauro. La diocesi è di fondazione normanna e risale all'XI secolo. Pompeo Sarnelli, nelle sue Memorie de' Vescovi di Biseglia, menziona il vescovo Mercurio nel 1059, la cui esistenza tuttavia si fonda su un documento palesemente spurio. Storicamente documentato invece è il vescovo Giovanni, che nel 1071 prese parte alla solenne consacrazione della chiesa abbaziale di Montecassino; Giovanni fu il primo vescovo di Bisceglie, come si evince da un diploma del successore Dumnello del 1074, nella quale il vescovo parla di sé come del secondo vescovo biscegliese.
Il XII secolo è segnato dal lungo episcopato di Amando, documentato in numerosi diplomi dal 1154 fino al 7 luglio 1182; durante il suo mandato furono rinvenute le reliquie dei santi Mauro, Sergio e Pantaleone, eletti patroni della città e della diocesi. Nell'inverno 1222 la città accolse San Francesco, che vi fondò il monastero dei frati minori di Santa Maria dell'Annunziata. La cattedrale fu a lungo l'unica parrocchia della città e della diocesi, e solo nel 1590 il vescovo Alessandro Cospi fondò tre nuove parrocchie. La vita religiosa della popolazione orbitò perciò attorno ai numerosi conventi e monasteri cittadini; oltre ai francescani, Bisceglie accolse gli osservanti di San Lorenzo nel 1479, i domenicani di Santa Maria del Muro nel 1502, gli agostiniani di Santa Maria Incoronata nel 1546, i cappuccini di San Michele Arcangelo nel 1606; vi erano anche due comunità femminili di clarisse.
L'Episcopato tra Riforma Tridentina e Cambiamenti Moderni
A partire dalla metà del Cinquecento, i presuli tranesi cercarono, attraverso visite pastorali e sinodi, di attuare le riforme volute dal concilio di Trento. Sono noti a Trani diversi sinodi, celebrati fra il 1565 ed il 1793, di cui due provinciali (1565 e 1589). L'arcivescovo che maggiormente si impegnò nella riforma dell'arcidiocesi fu Scipione da Tolfa (1576-1592). Nel 1589 indisse un concilio provinciale che affrontò tematiche come la professione di fede, la cura delle anime, il matrimonio, la riforma del clero, e i doveri episcopali.
Altro arcivescovo riformatore fu il domenicano spagnolo Diego Álvarez (1607-1634). Nel 1617 celebrò il sinodo diocesano, il primo di cui si conoscono gli atti e i decreti, pubblicati nel 1622. Il primo seminario arcivescovile fu fondato dallo stesso Álvarez nel 1627, sebbene non ebbe molta fortuna. Stessa sorte toccò al seminario istituito nel 1695 dall'arcivescovo Pietro de Torres. Fu soltanto nel 1756, durante l'episcopato di Domenico Andrea Cavalcanti (1755-1769), che il seminario fu stabilmente istituito, con inaugurazione nel 1765. Anche i vescovi di Bisceglie si adoperarono per dar vita a un seminario nella loro città-diocesi, e dopo alcuni tentativi nel Seicento, esso fu stabilmente istituito durante l'episcopato di Francesco Antonio Leonardi (1739-1762).
Malgrado le indicazioni tridentine, a Trani a lungo la cattedrale rimase anche l'unica parrocchia della città, mentre a Barletta ne fu eretta una seconda (San Giacomo) nel 1594 da Giulio Caracciolo. A Bisceglie la cattedrale rimase unica parrocchia fino all'episcopato di Giovan Battista Soriano (1576-1583) e l'istituzione di tre nuove parrocchie avvenne nel 1590. L'assistenza religiosa e sacramentale della popolazione fu garantita dalle comunità religiose e dalle confraternite. Accanto agli antichi ordini, l'arcidiocesi vide l'arrivo dei cappuccini (a Trani nel 1591, a Barletta nel 1554, a Corato nel 1594, a Bisceglie nel 1606), dei carmelitani scalzi (Trani, 1637), dei Servi di Maria (Barletta, 1516), dei fatebenefratelli (Barletta, fine '500), dei gesuiti (Barletta, 1592) e dei teatini (Barletta, 1625). Trani si arricchì di un nuovo monastero di Celestine (Santi Agnese e Paolo, 1621). Sotto le soppressioni innocenziane (1652), alcune comunità religiose scomparvero e nel 1767 anche i Gesuiti di Barletta furono espulsi dal Regno. I vescovi di Bisceglie ebbero difficoltà ad applicare le normative di riforma, ma nel 1547 fu indetto un primo sinodo diocesano ad opera del vescovo Geronimo Sifola. Tra il 1692 ed il 1724 fu vescovo biscegliese Pompeo Sarnelli, erudito e storico, autore delle Memorie de' Vescovi di Biseglia e della stessa Città; a lui si deve anche il restauro del palazzo vescovile, oggi sede del museo diocesano di Bisceglie. Nel 1800 morì l'ultimo vescovo residente, Salvatore Palica.

Il Riassetto Territoriale del XIX e XX Secolo
Nel corso del XIX secolo, varie normative modificarono il profilo istituzionale dell'arcidiocesi tranese. A cominciare dalla bolla pontificia De utiliori del 27 giugno 1818, che dava pratica attuazione a un Concordato volto a riorganizzare e ridurre il numero delle diocesi meridionali: con tale provvedimento Trani mantenne il carattere di sede arcivescovile, avendo come suffraganea la diocesi di Andria, che a sua volta incorporò il territorio della soppressa diocesi di Minervino; all’arcivescovo tranese venne pure affidata l’amministrazione perpetua della diocesi di Bisceglie, rimasta vacante dal 1800. Furono, inoltre, soppresse le Chiese unite di Monteverde, Canne e Nazareth.
Gli antichi contrasti tra il clero barlettano e l'arcivescovo si risolsero nel 1860, quando Pio IX eresse l'arcidiocesi di Barletta e la unì aeque principaliter a Trani (21 aprile 1860). Tra il 1861 ed il 1866 furono soppresse le ultime comunità religiose, ma i Cappuccini tornarono a Barletta nel 1902. Nel 1907 l'arcivescovo Francesco Paolo Carrano diede avvio alla riorganizzazione parrocchiale dell'arcidiocesi, e istituì le prime tre parrocchie nella città di Trani, oltre a quella della cattedrale. Nel 1976 Giuseppe Carata fondò l'Istituto superiore di cultura cristiana per favorire fra i laici lo studio delle discipline teologiche; nel 1977 divenne "Istituto di scienze religiose" e nel 2006 "Istituto superiore di scienze religiose".
Il 20 ottobre 1980 in forza della bolla Qui Beatissimo Petro di papa Giovanni Paolo II, Trani cessò di essere una sede metropolitana e, con l'arcidiocesi di Barletta, divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Bari-Bitonto. Il 30 settembre 1986, in forza del decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, le tre sedi di Trani, Barletta e Bisceglie furono unite con la formula plena unione e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale di Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.
Cronotassi dei Vescovi e Arcivescovi Rilevanti
Arcivescovi di Trani (e poi di Trani-Barletta-Bisceglie)
- San Redento (?) †
- San Magno (?) †
- Eutizio (o Eutichio) † (inizi del VI secolo)
- Leone (?)
- Auderis S. Dei genitricis virg. † (menzionato nell'834)
- Angelario (?)
- Delio (?)
- Verterando (?)
- Giovanni I † (menzionato nel 952)
- Rodostamo † (menzionato nel 983) - Primo a fregiarsi del titolo di arcivescovo
- Crisostomo † (menzionato nel 996)
- Giovanni II † (menzionato nel 1059)
- Bisanzio I † (metà XI secolo) - Fece costruire il sacello di San Nicola Pellegrino
- Pellegrino (?)
- Gregorio de Insula, O.S.B. †
- Giacomo O.P. †
- Giovani d'Anagni, O.F.M.Obs. †
- Guglielmo de Rosières, O.S.B. (o Guglielmo) †
- Filippo, O.P. †
- Maugerio, O.P. †
- Giacomo Tura Scottini, O.P. †
- Cosma Migliorati Orsini, O.S.B. †
- Marco Vigerio della Rovere, O.F.M.Conv. †
- Gianbernardino Scotti, C.R. †
- Angelo Oraboni, O.F.M.Obs. †
- Juan de Rada, O.F.M.Obs. †
- Scipione da Tolfa † (1576-1592) - Riformatore, indisse un concilio provinciale
- Diego Álvarez, O.P. † (1607-1634) - Riformatore, fondatore del primo seminario
- Tommaso Anchora (o Ariconi), C.R. †
- Tommaso de Sarria, O.P. †
- Giovanni Battista del Tinto, O.Carm. †
- Pietro de Torres † (menzionato nel 1695) - Tentò di ricostituire il seminario
- Domenico Andrea Cavalcanti, C.R. † (1755-1769) - Istituì stabilmente il seminario
- Gaetano Maria Capece, C.R. †
- Luigi Trasmondi, O.S.B.Cel. †
- Luigi Maria Pirelli, C.R. †
- Gaetano Franci, C.R.M. †
- Francesco Paolo Carrano † (inizi XX secolo) - Riorganizzò le parrocchie di Trani
- Giuseppe Carata † (1976) - Fondatore dell'Istituto Superiore di Cultura Cristiana
Vescovi di Bisceglie
- Mercurio (?) † (menzionato nel 1059, ma incerto)
- Sergio (?)
- Giovanni † (menzionato nel 1071) - Primo vescovo documentato
- Dumnello † (menzionato nel 1074) - Secondo vescovo
- Mancusio (?) †
- Gerolamo (?)
- Amando † (1154-1182) - Lungo episcopato, rinvenimento reliquie santi patroni
- Giovanni II (?) †
- Ivo, O.P. †
- Pietro, O.P. †
- Bartolomeo, O.P. †
- Martino (Sambiasi o Samblasi) †
- Durando, O.Carm. †
- Riccardo, O.F.M. †
- Guglielmo Belvaysius, O.P. †
- Giovanni Salamoni, O.P. †
- Giovanni Paolo o Alessio, O.F.M. †
- Agostino Favaroni, O.S.A. †
- Gregorio o Giorgio Benigni, O.F.M. †
- Leonardo Baccuto (?) †
- Marziale Pellegrino, O.F.M.Conv. †
- Giusto De Marco, C.R. †
- Alessandro Cospi † (menzionato nel 1590) - Fondatore di nuove parrocchie
- Geronimo Sifola † (menzionato nel 1547) - Indisse un sinodo diocesano
- Giovanni Battista Soriani, O.Carm. † (1576-1583) - Vescovo durante istituzione nuove parrocchie
- Giuseppe Lomellini, O.S.B. †
- Giovanni Battista Penna, O.S.A. †
- Francesco Antonio Ricci, O.F.M.Obs. †
- Antonio Pacicco, O.F.M. †
- Francesco Antonio Leonardi † (1739-1762) - Istituì stabilmente il seminario
- Pompeo Sarnelli † (1692-1724) - Erudito e storico, restauratore del palazzo vescovile
- Pasquale Maria Mastrilli, C.R. †
- Giuseppe Mormile, C.R. †
- Salvatore Palica, O.S.B.Cel. † (ultimo residente, morto nel 1800)
- Carmelo Cassati, M.S.C. †
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