La Francia, con la sua ricca storia artistica e religiosa, ospita numerose rappresentazioni della Vergine Maria, alcune delle quali sono capolavori di fama mondiale o scoperte recenti che arricchiscono il patrimonio culturale. Questi dipinti non solo testimoniano la profonda devozione mariana, ma offrono anche spunti sulla storia dell'arte, le tecniche pittoriche e i contesti sociali dell'epoca.
La "Vergine delle Rocce" di Leonardo da Vinci al Louvre
Tra le opere più celebri che raffigurano la Vergine Maria in Francia si annovera la versione della "Vergine delle rocce" di Leonardo da Vinci, conservata al Museo del Louvre di Parigi. Questa opera nasce qualche anno prima rispetto a quella esposta alla National Gallery di Londra.
La ragione per cui Leonardo decise di realizzarne una seconda versione sembra sia legata a una vicenda molto complessa, una sorta di controversia artistica che caratterizzò il Rinascimento. L'episodio fu chiaramente significativo perché l'arte si intrecciò con l'economia, con risultati non pienamente soddisfacenti per le parti coinvolte. Tuttavia, per noi è una fortuna, poiché possiamo ammirare un autentico capolavoro in due versioni differenti, custodite in due importanti città europee.
Il dipinto ad olio su tavola rappresenta quattro personaggi immersi in un paesaggio roccioso, studiato con attenzione da Da Vinci. Il primo protagonista è una donna identificata con la Vergine Maria, situata al centro della composizione e con il ruolo di interprete principale. Accanto a lei, come secondo e terzo soggetto, ci sono due bambini che rappresentano Gesù e Giovanni Battista.
Un primo elemento distintivo tra le due versioni è l'angelo e il suo "atteggiamento": a Parigi, l'angelo indica San Giovanni e coinvolge lo spettatore, prendendosi il centro della scena, mentre a Londra c'è molta più discrezione, come se Leonardo da Vinci avesse deciso di ridimensionare il suo ruolo e rendere l'opera più narrativa e meno teatrale. La "Vergine delle rocce" nacque come un dipinto senza titolo, come accadde in generale per molte opere realizzate prima del diciannovesimo secolo.

La "Vergine con il Bambino e il giovane San Giovanni Battista" della bottega di Botticelli a Chambord
Una significativa scoperta recente riguarda l'opera che raffigura la Vergine Maria, il Cristo Bambino e il giovane San Giovanni Battista, conservata nella chiesa di Saint Félix a Champigny-en-Beauce, in Francia. Per lungo tempo, questa tela era passata inosservata, ritenuta una copia del XIX secolo di quella realizzata da Sandro Botticelli (Firenze, 1445 - 1510) e custodita alla Galleria degli Uffizi di Firenze.
Grazie alle ricerche del curatore Matteo Gianeselli, la tela è stata recentemente autenticata come originale del XVI secolo, proveniente dalla bottega del maestro fiorentino, e probabilmente realizzata circa quindici anni dopo il dipinto della Galleria Palatina. La Tenuta Nazionale di Chambord è molto orgogliosa di presentare questo dipinto, che è stato sottoposto a una serie di esami e indagini per determinarne le origini e le condizioni di realizzazione, i cui risultati si sono rivelati molto interessanti.
Esposto dal XIX secolo nella chiesa di Saint-Félix a Champigny-en-Beauce, sarà ora visibile nella cappella di Chambord per un periodo di due anni, grazie al generoso prestito del comune di Champigny, proprietario dell'opera. Fino a gennaio 2025, sarà esposta in tutta la sua maestosità accanto all'opera che le ha fatto da modello: la magnifica "Vergine con il Bambino e il giovane San Giovanni Battista" di Palazzo Pitti a Firenze, dipinta alla fine del XV secolo da Sandro Botticelli, eccezionalmente prestata dalle Gallerie degli Uffizi.
Il merito del riconoscimento dell'opera conservata in Francia come originale della bottega del maestro fiorentino va al curatore Matteo Gianeselli, responsabile delle collezioni di dipinti, arazzi, arti grafiche, tessuti e pellami del Museo del Rinascimento di Écouen. Durante la sua ricerca sui dipinti italiani conservati nelle collezioni pubbliche francesi, Gianeselli ha identificato la tela come un originale del XVI secolo e ne ha avviato il restauro, coordinato dal DRAC Centre-Val de Loire e realizzato nei laboratori del Centre de Recherche et de Restauration des Musées de France (C2RMF). L'intuizione di Gianeselli è stata confermata sia dall'esame critico degli storici dell'arte sia dalle analisi scientifiche effettuate dal C2RMF sotto la direzione di Dominique Martos-Levif.
I due dipinti, simili ma diversi, esposti nella cappella del castello di Chambord, dimostrano gli sviluppi della tecnica pittorica, il funzionamento della bottega di Botticelli e la misura in cui gli artisti fiorentini crearono molteplici rappresentazioni della Sacra Famiglia. Il dipinto di Champigny è molto vicino a quello di Firenze, anche se la composizione è invertita, senza dubbio a causa della tecnica di duplicazione utilizzata, e presenta una variazione dello sfondo (all'esterno con il cespuglio di rose, all'interno con l'ombra). Il Castello di Chambord, costruito a partire dal 1519, è nell'elenco dei monumenti storici di Francia dal 1840 e riconosciuto dall'Unesco come Patrimonio dell'Umanità dal 1981.

Contesti di devozione mariana: Il convento di Notre-Dame de Bonne-Nouvelle a Rennes
In Francia, la devozione alla Vergine Maria si manifesta anche attraverso la fondazione di luoghi sacri e la celebrazione di miracoli. Jean de Montfort fondò il convento domenicano della Madonna della Buona Novella a Rennes nel 1364, in seguito a un voto fatto durante la battaglia di Auray, la cui vittoria lo rese Duca di Bretagna.
La storia del convento è segnata da eventi significativi, come un miracolo che si verificò durante il grande incendio del 23 dicembre 1720. Durante la Rivoluzione francese, la città vendette un modello d'argento del convento, che venne fuso. La cappella fu distrutta e il convento stesso fu utilizzato per raccogliere il foraggio.
A seguito delle continue grazie, i pellegrini affluivano sempre in maggior numero, rendendo la chiesa troppo piccola per ospitarli tutti; si decise quindi di costruirne una nuova. La dedicazione della nuova chiesa di San Aubin avvenne nel 1904. La chiesa di Saint-Aubin è anche la parrocchia dove nacque e fu battezzato il Beato Marcel Callo, e dove è posta una statua in sua memoria. Marcel Callo morì martire il 19 marzo 1945 nel campo di concentramento di Mauthausen e venne beatificato il 4 ottobre 1987 per opera di Papa Giovanni Paolo II.