La Quaresima: Significato, Tradizioni e Consigli per Viverla al Meglio

La Quaresima è un tempo liturgico di quaranta giorni che precede la celebrazione della Pasqua, un viaggio speciale che invita alla riflessione, alla penitenza e alla conversione. Lungi dall'essere un periodo di sola privazione, rappresenta un'opportunità di crescita spirituale e di riscoperta del senso profondo della fede e della misericordia di Dio.

Il Significato Profondo della Quaresima

Un Tempo di Conversione e Ascolto

Spesso la Quaresima viene percepita come un periodo "costringente" o difficile da vivere. Tuttavia, essa è un «grande post-it» che dura 40 giorni, un segnale stradale che indica la necessità, per crescere, di cambiare. È un cambio in corsa, una conversione possibile (nel senso di «nelle tue possibilità»), a disposizione, a portata di mano. Non è un tempo da rigettare a cuor leggero, ma un'occasione per fare i conti con ciò che non va, non per il gusto di lamentarsene, ma in vista del meglio. La Quaresima è un tempo per crescere, per lasciare andare ciò che ci appesantisce e per imparare ad amare di più.

Il vero senso di questo periodo emerge dall'esempio di Gesù: egli non si ritirava nel deserto per stare da solo, ma per stare in ascolto del Padre, e questo fa tutta la differenza del caso. «Gesù non ama la solitudine, ama l’incontro. Entra nel silenzio della notte non per amore del silenzio, ma per amore della Parola del Padre». È un cammino di perdono che ci conduce allo stupore della vita, alla bellezza della Pasqua.

La Dimensione Comunitaria della Quaresima

La Quaresima - e questo vale per tutti i tempi forti del calendario liturgico - non è per l’individuo, per il solitario. Acquista invece tutto il suo valore proprio perché la viviamo come Chiesa, come popolo di Dio in cammino. La parola stessa «cristiano» dice relazione, implica che siamo almeno in due: io e Cristo. Ma si può estendere il concetto: esistono «i» cristiani, uniti nella comunione dei santi, con i fratelli di ieri e di oggi. Così è anche per la Quaresima, un tempo per noi, popolo, meno intimistico di come lo abbiamo a volte vissuto e trasmesso.

Le Radici Bibliche dei "Quaranta Giorni"

Il segreto del significato della Quaresima è nascosto nel suo nome, dal latino quadragesima, che significa «40 giorni». Questa durata ha profonde radici bibliche, ricorrendo in diversi momenti chiave della storia della salvezza:

  • La durata del diluvio sulla Terra (Gen 7,17).
  • I giorni che Mosè rimase sul Sinai con Dio (Es 34,28).
  • Gli anni trascorsi dal popolo di Israele nel deserto (Nm 14,34).
  • Il cammino di Elia nel deserto (1Re 19,8).
  • I quaranta giorni del Gesù delle tentazioni (Mc 1,12).

In tutti questi esempi, c’è una relazione molto forte tra l'esperienza di Dio, soprattutto l'esperienza della sua misericordia, e il digiuno o un periodo di prova. Anche san Francesco d'Assisi, noto per le sue molteplici Quaresime, osservava non solo quella canonica, ma ne aggiungeva altre quattro annuali: dell’Epifania (FF 1163), di Avvento (FF 84), di san Michele (FF 785) e degli apostoli Pietro e Paolo (FF 1165), per un totale di duecento giorni di digiuno e silenzio all’anno.

Illustrazione di Mosè che riceve le Tavole della Legge sul Monte Sinai

Le Pratiche Tradizionali e Spirituali

Digiuno, Astinenza e Carità

Secondo il rito romano, la Quaresima inizia il Mercoledì delle Ceneri e si conclude il Giovedì Santo. Sono pratiche tipiche di questo periodo il digiuno e altre forme di penitenza, la preghiera più intensa e la pratica della carità. La Chiesa Cattolica impone obbligatoriamente l'astinenza dalla carne il Mercoledì delle Ceneri e in tutti i venerdì di Quaresima, ordinando ai fedeli di astenersi da cibi e bevande che, a loro «prudente giudizio», siano da ritenersi «particolarmente ricercati e costosi».

È importante chiarire il senso dell'astinenza dalla carne: non è un divieto basato sul costo dell'alimento nel passato, poiché nel Medioevo, in certe epoche e zone d’Europa, la carne era consumata anche più di oggi. La Chiesa invitava ad astenersi dalla carne per lo scopo puro e semplice di privarsi di un alimento che, all’epoca, era ritenuto «buono» e «gustoso» per eccellenza. Con il precetto dell’astinenza, la Chiesa non condannava un vizio, ma invitava a fare una penitenza corporale, esercitando la propria volontà.

Per quanto riguarda il digiuno, la Quaresima non propone solo il digiuno alimentare, ma invita a gesti concreti che aiutino a crescere in profondità. Si possono considerare i "15 gesti di digiuno" proposti, come salutare, fermarsi per aiutare, stare attenti a chi ha bisogno, o pulire ciò che si usa in casa. Molti cattolici scelgono inoltre di fare rinunce personali, come il tè pomeridiano, gli alcolici, la pausa caffè, la funzione snooze della sveglia o le docce calde, per esercitare la volontà e mortificare il corpo in modo consapevole e ragionato, senza mai compromettere la propria salute.

Le norme obbligatorie per i giorni di digiuno (un unico pasto completo, con possibilità di integrare con due piccoli snack) sono considerate da molti come un punto di partenza, consentendo a un individuo adulto in buona salute di digiunare con maggiore intensità se lo desidera e se il suo corpo lo permette, ascoltando sempre i segnali del proprio organismo.

Azioni e Devozioni Specifiche

Oltre ai piccoli atti di rinuncia, molti cattolici scelgono di compiere azioni specifiche o devozioni. Queste includono fare l'elemosina, fare volontariato, dedicare tempo all'adorazione eucaristica, praticare la devozione al Rosario o pregare la coroncina della Divina Misericordia. Un rito importante e molto raccomandato è l'esecuzione della Via Crucis, che permette di riflettere sulla Passione e sul sacrificio di Nostro Signore.

Durante la Quaresima, il Gloria e l’Alleluja non vengono cantati nella liturgia, una peculiarità che contribuisce a creare un'atmosfera di attesa e riflessione, preparando i fedeli alla gioia della Pasqua.

Tradizioni Popolari e Usanze

Il periodo quaresimale è ricco di tradizioni, alcune di origine religiosa, altre profondamente radicate nel folklore locale, che ne arricchiscono il significato culturale e sociale.

La "Vecchia" Quaresimale: Caremma e Corajisime

La Quaresima viene genericamente raffigurata con il fantoccio di una megera, detto «la Vecchia», ornato di collane di frutta secca ed esposto in piazza o trasportato per le vie della città. Questa figura ha ispirato sin dal Medioevo versi poetici e mantiene viva una simbologia legata al tempo e alla penitenza.

La Caremma (dal francese carème) è un fantoccio tipico del costume popolare salentino. Alcuni ricercatori la collegano agli «oscilla» romani, figurine di cera appese agli alberi durante le feste in onore di Libero o Bacco, per propiziare prosperità alle vigne. Altri collegano la figura, che nella mano destra regge un filo di lana con un fuso (simbolo delle Moire, le Parche che filano il destino degli uomini), mentre nella mano sinistra sorregge un’arancia amara (marangia) costellata da sette penne di gallina, tante quante sono le domeniche mancanti dalla Quaresima alla Pasqua. Alla fine di ogni settimana viene tolta una penna, simboleggiando una liberazione collettiva dalle mortificazioni fisiche e spirituali.

In Calabria sono le Corajisime, bambole di pezza vestite di nero e di bianco, a rappresentare la Quaresima. Anch'esse portano un limone (o patata/arancia selvatica) intorno al quale si inseriscono circolarmente sette penne di gallina, sei bianche e una nera o colorata, con un significato analogo alla Caremma.

Illustrazione della Caremma, fantoccio tradizionale salentino con fuso e arancia con penne

La Tradizione della "Sega la Vecchia"

Esiste un periodo di mezza Quaresima, chiamato «sega la vecchia». Sino agli anni ‘50 questo rito era particolarmente diffuso in Toscana, Emilia-Romagna ed Umbria, dove veniva rappresentato utilizzando un antico canovaccio farsesco. «Uccidere la vecchia» simboleggia l'abbattimento della quercia, ovvero l'interruzione del processo di invecchiamento della natura. Alla fine della commedia, la vecchia risorge grazie alle lacrime di un pezzente che rappresenta il suo sposo, simboleggiando la rinascita e la prosperità.

Questa tradizione resta viva in forma carnevalesca ancora oggi in Campania, soprattutto nella cittadina di Alife (Caserta), dove si festeggia il giovedì che precede la penultima domenica di Quaresima. A Forlimpopoli (Forlì-Cesena), tra il 23 e il 30 marzo, la «Vciaza» viene segata a metà dai boia sulla piazza con un’enorme sega da boscaioli, mentre dal suo ventre escono dolciumi e balocchi in segno di prosperità.

Carpegna "Sega La Vecchia" girotondo, canzone di preludio alla primavera di Adalberto

Altre Usanze e Simboli

  • Easter Dress: Un vestito particolarmente grazioso, magari nuovo, indossato in occasione della Messa pasquale. È una tradizione molto viva nei paesi anglosassoni, che simboleggia la gioia e la novità della Pasqua.
  • Foglie d’ulivo: Un formato di pasta di grano duro a forma di foglia d’ulivo, reso verde dagli spinaci nell’impasto. Per alcune famiglie, è il piatto immancabile della Domenica delle Palme, un piccolo rito familiare senza fondamento storico ma significativo.
  • Hot Cross Buns: Dolcetti tipici della tradizione inglese, legati a una leggenda triste e dolce. Si mangiano tradizionalmente il Venerdì Santo, ma sono apprezzati durante tutto il periodo pasquale. Sono relativamente semplici da preparare e possono coinvolgere i bambini nella loro decorazione.
  • Il Mosaico della Quaresima: Un'attività pensata per bambini e ragazzi, che consiste nel comporre un mosaico giorno per giorno. Sul retro del tabellone sono indicate 40 «frasi belle» per imparare il dono di se stessi, offrendo un percorso quotidiano di riflessione e crescita.

Consigli Pratici per Vivere la Quaresima

Un Cammino di Gentilezza

La Quaresima può essere vista come un cammino di gentilezza, un «segnale stradale» che accompagna il nostro percorso nel rapporto con gli altri. In un contesto in cui la comunicazione è spesso dominata dall'aggressività e dalla diffidenza, la Quaresima offre un momento favorevole per vivere non di privazioni, ma aggiungendo una ricchezza: l'amabilità, per far sì che non prenda il sopravvento la violenza e la brutalità delle parole e dei gesti.

A tale proposito, è utile fare proprio un proverbio arabo, proposto dal Cardinale Gianfranco Ravasi: «Ogni parola, prima di essere pronunciata, dovrebbe passare tre porte. Sull'architrave della prima è scritto: È vera? Sulla seconda campeggia la domanda: È necessaria? Sulla terza è scolpita l'ultima richiesta: È gentile?». Questo invita a una conversione integrale che ci porta a vivere il senso di accoglienza proposto da San Francesco: «chiunque verrà da voi sia benignamente accolto», un vissuto dall'animo inclusivo.

Come dice Don Tonino Bello, il cammino di ognuno di noi è «una strada, apparentemente, poco meno di due metri, in verità, è molto più lunga e faticosa. Si tratta di partire dalla propria testa per arrivare ai piedi degli altri. A percorrerla non bastano i quaranta giorni che vanno dal Mercoledì delle Ceneri al Giovedì Santo. Occorre tutta una vita, di cui il tempo quaresimale vuole essere la riduzione in scala».

Impegni e Pianificazione

Per vivere al meglio la Quaresima, è consigliabile pianificare in anticipo tutte le attività, come la partecipazione alle Messe di precetto o l'osservanza del digiuno e dell'astinenza durante la Settimana Santa. È fondamentale concentrarsi su ciò che è importante, ricordando che la Quaresima è un tempo di penitenza e il consumo di pesce in molti ristoranti, pur essendo un'opportunità di amicizia o di sostegno, dovrebbe essere contestualizzato in un atteggiamento di sobrietà. Siate solenni, sacrificatevi e siate penitenziali, per vivere questo tempo in sintonia con gli inviti della Chiesa e con la volontà di essere più felici.

È importante trovare qualcosa a cui rinunciare. La Quaresima è un tempo speciale di penitenza e sacrificio, per onorare Cristo che volontariamente si è sacrificato per il nostro bene. Una buona regola di misura è rinunciare a qualcosa da cui si dipende, come un desiderio, un atto abituale o qualcosa che rende più facile compiere determinate azioni. Tuttavia, è essenziale ricordare che non si tratta di rinunciare a ciò che è già peccaminoso, poiché il peccato è qualcosa a cui si deve rinunciare per sempre.

Per i Preadolescenti: "Vedrai che bello... se doni te stesso"

Per coinvolgere i più giovani, si possono proporre attività concrete. Ad esempio, i preadolescenti sono invitati a contemplare e riflettere sul brano della lavanda dei piedi (Gv 13, 1-17), immaginando i pensieri dei personaggi presenti. Si può anche riflettere sull'uso del tempo dedicato ad attività di svago e piacere, analizzando l'intera giornata per comprendere come distribuire meglio le proprie energie.

I ragazzi possono individuare gesti di bene per diversi ambiti della loro vita (casa, genitori, fratelli/sorelle, nonni, scuola, sport, oratorio, chiesa), applicando la «regola della decima», ovvero donando una parte del loro impegno o tempo. Inoltre, la creazione di semplici biglietti d'auguri pasquali, magari includendo un ramoscello d’ulivo, può essere un modo creativo per esprimere la gioia della Pasqua.

Il Mosaico della Quaresima è uno strumento efficace per guidare questo percorso: i ragazzi formano un mosaico pezzo per pezzo, scoprendo che il Signore Gesù è dono per ciascuno, e che ciò che rende la vita davvero bella è il dono di se stessi per amore, come testimoniato dalla lavanda dei piedi di Gesù. «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici» (Gv 15, 13).

Mosaico con tessere da completare, raffigurante scene bibliche quaresimali

Verso la Gioia Pasquale

La Quaresima è un tempo speciale, un viaggio che ci porta alla Pasqua, alla gioia della vita nuova. Immaginiamo la Quaresima come un viaggio nel nostro viaggio: un percorso che dura quaranta giorni, proprio come il tempo che Gesù ha trascorso nel deserto. Per partire, dobbiamo portare con noi un cuore aperto e disponibile al cambiamento. Uno degli aspetti più belli della Quaresima è la scoperta del perdono.

Altro simbolo quaresimale è la croce: simbolo della sofferenza, ma anche della speranza. Quando affrontiamo momenti difficili, possiamo ricordarci che Dio è con noi e che dopo ogni notte arriva un nuovo giorno. Alla fine del nostro cammino quaresimale, arriva la Pasqua: il momento più bello e pieno di gioia. Gesù è risorto, e con Lui tutto diventa nuovo!

Il momento in cui le campane iniziano a suonare forsennatamente durante la Veglia di Pasqua è uno dei tanti istanti meravigliosi che la liturgia dona a chi è capace di coglierli, celebrando la Resurrezione e la vittoria della vita. La Quaresima ci invita a guardare alla Pasqua come un tempo per crescere, per lasciare andare ciò che ci appesantisce e per imparare ad amare di più. È un cammino di perdono che ci conduce allo stupore della vita, alla bellezza della Pasqua. Queste parole non devono restare solo propositi, ma trasformarsi in vita vissuta, guidando la nostra quotidianità quaresimale.

Immagine simbolica della Pasqua, con croce floreale e luce

tags: #vedrai #che #bello #quaresima