Il Vangelo di Marco: Un Inizio Senza la Nascita di Gesù

A differenza dei Vangeli di Matteo e Luca, il Vangelo secondo Marco non presenta alcun racconto dettagliato sulla nascita di Gesù Cristo. La sua narrazione inizia direttamente con il ministero di Giovanni Battista e il battesimo di Gesù, focalizzandosi sull'immediata apparizione pubblica e sull'attività del Cristo.

Il Prologo di Marco: L'Inizio del Vangelo

Il prologo del Vangelo di Marco è composto da un versetto introduttivo e da tre piccole scene chiave: Giovanni che battezza, Gesù che viene battezzato e Gesù che, nel deserto, viene tentato da Satana. Il centro di tutto questo prologo è il battesimo di Gesù.

Il primo versetto, che funge quasi da titolo, è: «Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio». La parola "inizio" ci ricorda le prime parole della Bibbia: «In principio Dio creò il cielo e la terra», e del Vangelo di Giovanni: «In principio era il Verbo». Essa diviene simbolo di una rivelazione che ricomincia da capo, di una storia della salvezza che inizia di nuovo. Ricomincia da capo la Bibbia, e chi la inizia di nuovo è Gesù Cristo, Figlio di Dio.

La parola "vangelo", o lieto annuncio, era di uso corrente nel I secolo e poteva riferirsi all’annuncio della nascita dell’erede al trono o della venuta del sovrano. In Marco, il termine è bivalente: da una parte indica l’annuncio fatto da Gesù della salvezza per l’umanità, dall’altra è riferita all’annuncio della vita di Gesù fatto dall’evangelista. Per sedici capitoli si parla della vita di Gesù e dell’annuncio che Gesù ha fatto: il vangelo è un annuncio di vita, contiene la vita. Rimane in Marco l’esplicito riferimento della parola vangelo all’annuncio fatto da Gesù, come si vede al versetto 14: «Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio». La predicazione del vangelo non comincia con Pietro, Paolo o un altro apostolo, ma inizia con Gesù. Cristo è il primo predicatore evangelico, gli altri sono solo suoi portavoce: il vangelo, cominciato da Gesù, continuerà con Gesù.

Manoscritto antico del Vangelo di Marco, evidenziando il primo versetto

Giovanni Battista: Il Precursore

Marco inizia la sua narrazione con otto versetti dedicati a Giovanni Battista, che si presenta a battezzare nel deserto e a proclamare un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. «Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati».

Giovanni Battista si differenzia anche esternamente: veste «peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico». Questa figura ci viene presentata come colui che rifiuta la civiltà e vive nel deserto, un luogo simbolico che richiama l'inizio della storia di Israele e dove Gesù stesso inizierà la sua vita pubblica.

La figura di Giovanni è profondamente legata alle profezie veterotestamentarie: veste come il profeta Elia (2 Re 1,8), attira Israele nel deserto, è la voce che lancia il grido di Isaia («Una voce grida: nel deserto preparate la via al Signore») ed è il messaggero che attua la profezia di Malachia («ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la vita davanti a me»). Questa concentrazione di segni profetici nella sua figura indica che tutto il messaggio dell’Antico Testamento si sintetizza in Giovanni: la preparazione è avvenuta, e ora può arrivare Gesù.

Giovanni predica un battesimo di conversione e annuncia la venuta di uno più forte di lui: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo». Con queste parole, Giovanni annuncia la venuta di Dio al suo popolo e il compimento delle parole dei profeti.

Illustrazione di Giovanni Battista nel deserto che predica e battezza

Il Battesimo di Gesù e la Proclamazione Divina

Mentre Giovanni parla, arriva Gesù. «In quei giorni Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni». Il fatto che Gesù sia stato battezzato dal Battista risultava in qualche modo "imbarazzante" per la comunità primitiva. Tuttavia, il cosiddetto criterio di imbarazzo suggerisce che è improbabile che tale evento sia stato inventato, proprio perché appariva disdicevole o sconveniente per la figura di Gesù, confermando la sua storicità.

Subito dopo il battesimo, si verificano eventi straordinari: «E subito, uscendo dall'acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E si sentì una voce dal cielo: "Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto"». Questa è la solenne proclamazione della figliolanza divina di Gesù.

Questa cristologia, talvolta definita "dello Spirito nel battesimo" o "del battesimo nello Spirito", suggerisce che Gesù è costituito Figlio di Dio attraverso l'invio del Santo Spirito, piuttosto che dalla nascita. Tale prospettiva rende impossibile che un vangelo che presenta questa cristologia possa far discendere la figliolanza divina di Gesù dalla nascita, come invece avviene nei racconti di Matteo e Luca. Infatti, l'antica formula di fede citata da Paolo nella lettera ai Romani (1,3s) afferma: «Nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio secondo lo Spirito di santità a partire dalla resurrezione dai morti».

La crocifissione di Cristo. Aspetto teologico.

La Tentazione nel Deserto

Dopo il battesimo e la manifestazione divina, il Vangelo di Marco prosegue con un altro evento significativo: «Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano». Questa scena, seppur brevemente descritta, evidenzia immediatamente il confronto di Gesù con le forze del male e il suo stretto legame con l'intervento divino (gli angeli che lo servono).

Peculiarità Stilistiche e Tematiche del Vangelo di Marco

Il Vangelo di Marco è il più breve dei quattro vangeli canonici e si distingue per un ritmo narrativo veloce e dinamico. L'uso frequente delle parole «ad un tratto» e «subito» (più di quaranta volte nei sedici capitoli) accentua questo ritmo e l'azione degli eventi.

Marco mostra Gesù come una persona di azione e di potere, e il suo vangelo contiene più resoconti di miracoli rispetto a qualsiasi altro vangelo. Oltre a mostrare la parte divina e potente di Gesù, questo vangelo rivela anche il Suo lato umano. Sebbene circa il novanta per cento dei versetti di Marco compaiano in uno o più degli altri vangeli, vi sono alcune cose che si trovano soltanto in Marco.

Le informazioni riportate da Marco provengono principalmente dall'apostolo Pietro, con cui fu compagno di missione. A differenza di Matteo, Marco fa pochissimi riferimenti ai principi e ai passi dell’Antico Testamento, ma è attento a spiegare la lingua e le usanze dei Giudei (ad esempio, Marco 5:41; 7:2-4, 34) per un pubblico più ampio, probabilmente romano.

Schema grafico che illustra le principali caratteristiche del Vangelo di Marco

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