Le Confraternite del Santissimo Rosario: Storia, Benefici e Attualità

Per iscriversi alle Confraternite del Rosario è sufficiente dare la propria adesione, anche on line, a un sacerdote dell’Ordine domenicano. I visitatori, per facilità, possono inoltrarla anche a p. Rosario. Vale la pena iscriversi alle confraternite del Rosario a motivo dei benefici che si ricevono in vita, in morte e dopo morte. Come esortato dai domenicani di una Provincia degli Stati Uniti d’America con lo slogan: “C’è tutto da guadagnare e nulla da perdere”.

Origini e Diffusione delle Confraternite del Rosario

La prima Confraternita del Rosario è stata istituita nel 1470 attraverso la zelante predicazione del domenicano bretone Alain de la Roche (Alano della Rupe), venerato col titolo di beato, sebbene questo titolo non sia ancora confermato dalla Chiesa. Pochi anni dopo, una locale Confraternita del Rosario venne fondata a Colonia da p. Joseph Sprenger, anch’egli domenicano. Successivamente, le Confraternite del Rosario hanno iniziato a diffondersi in tutta Europa e poi in tutto il mondo.

Fin dall’inizio, le Confraternite del Rosario sono state associate all’Ordine domenicano, tanto che l’istituzione delle varie Confraternite costituisce un privilegio riservato a quest’Ordine. La Confraternita del Santissimo Rosario è pertanto un’associazione internazionale di fedeli cattolici stabilita allo scopo “di lodare e onorare la Beata Vergine Maria e di garantire la sua protezione con la recita del Rosario per il reciproco vantaggio spirituale di tutti i membri di tutto il mondo”.

Stemma dell'Ordine Domenicano con simbolo del Rosario

Benefici e Obblighi per i Membri

Un Impegno Minimo, Grandi Benefici

L’obbligo di recitare un Rosario intero per settimana non vincola sotto pena di peccato. Inoltre, non è obbligatorio recitare le quindici decine del Rosario tutte in una volta; possono essere dette nel corso della settimana nei tre gruppi di cinque decine: misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi. Giovanni Paolo II ha concesso che uno di questi gruppi possa essere sostituito con il gruppo dei misteri della luce, affermando che “questa integrazione di nuovi misteri” non pregiudica “nessun aspetto essenziale dell’assetto tradizionale di questa preghiera” (Rosarium Virginis Mariae, 19).

I benefici spirituali ricevuti sono molto grandi. Assieme a diverse indulgenze plenarie e parziali concesse ai membri della Confraternita, si riceve il beneficio degli innumerevoli Rosari recitati dagli altri membri di tutto il mondo per le intenzioni di ciascuno. I benefici spirituali consistono anche nell’essere resi partecipi delle preghiere, delle opere buone e dei meriti dei frati, delle Monache (di clausura), delle Suore e dei terziari dell’Ordine dei Predicatori (e cioè dell’Ordine Domenicano). Tra queste vi sono anche i suffragi che vengono compiuti per mezzo della Messa pro defunctis celebrata settimanalmente in ogni convento domenicano.

Secondo il beato Alain de la Roche, i membri godono inoltre della promessa di essere trattati da Gesù e da Maria con singolare affetto e tenerezza, come fratelli e figli prediletti, con la promessa di ogni speciale assistenza e favore in vita, in morte e dopo morte.

I frati domenicani e tutti gli appartenenti all’Ordine diventano automaticamente partecipi dei benefici delle Confraternite per il solo fatto di essere membri dell’Ordine domenicano. I membri delle confraternite del Rosario, memori dei benefici spirituali che ricevono da tutto l’Ordine domenicano in vita, in morte e dopo morte, procureranno in spirito di riconoscenza di ricordarsi nelle loro preghiere in special modo dei sacerdoti e dei frati domenicani, perché il Signore li aiuti a lavorare sempre più per la sua maggior gloria, per il bene della Chiesa, per la conversione dei peccatori e di quanti ancora non credono in Gesù Cristo, loro Salvatore.

Una preghiera per tutti i giorni: il Rosario la storia, i Domenicani, l’attualità. Padre Barile op

La Contemplazione dei Misteri nel Rosario

Nella recita del Rosario non è sufficiente il proferimento consecutivo del Pater, delle Ave Maria e del Gloria al Padre, ma vanno menzionati i misteri (gli eventi) della vita di Gesù. Inoltre, perché si tratti di Rosario, è necessario contemplare il mistero. Diversamente si dicono delle belle preghiere, come quelle ricordate, ma non si tratta ancora di Rosario.

La contemplazione del mistero si realizza in tre fasi:

  1. Ci si unisce all’evento della vita del Signore che si è menzionato, riproducendone la scena nella nostra memoria. In questo momento il Signore non intende solo farci ricordare quanto ha compiuto, ma in qualche modo lo attualizza e lo rende contemporaneo a ciascuno di noi e alle nostre necessità.
  2. Si ringrazia il Signore per quanto ha compiuto per noi. Questo ringraziamento è molto importante perché è come se in quel momento aprissimo gli occhi a un dono immenso che viene messo nelle nostre mani. Si tratta infatti degli eventi della vita del Signore che hanno un valore e un merito infinito.
  3. Si supplica il Padre di accordarci le grazie che gli domandiamo, presentandogli in cambio i meriti infiniti degli eventi del Signore che si vanno meditando, come se li avessimo compiuti noi.

La contemplazione può vertere anche sulle parole delle singole preghiere o su altri eventi della vita del Signore. Nella preghiera del Rosario, i membri delle confraternite includono le intenzioni degli altri membri; non è necessario rinnovare ad ogni recita questa intenzione, è sufficiente farla con una “volontà generale”.

Indulgenze Concesse ai Membri

Per i membri della Confraternita, l’indulgenza plenaria è concessa, alle solite condizioni, il giorno di iscrizione (il giorno indicato nel registro), nonché nelle seguenti feste:

  • Natale
  • Pasqua
  • L’Annunciazione
  • L’Assunzione della Vergine Maria
  • La festa della Madonna del Rosario
  • L’Immacolata Concezione
  • La Presentazione del Signore al Tempio

Un’indulgenza plenaria è concessa, alle solite condizioni, a tutti coloro che pregano con il Rosario in una chiesa oppure in un oratorio, in una famiglia, comunità religiosa, o in una pia associazione di fedeli. In caso contrario, l’indulgenza è parziale.

La Confraternita del SS. Rosario a Cardile (SA): Un Esempio Concreto

Cenni Storici e Documentali

A Cardile, un comune nella provincia di Salerno, è in vita la confraternita del SS. Rosario di antica costituzione. La data di istituzione non si evince dallo statuto costitutivo, ma è manifesta la finalità morale che l’associazione intende perseguire. Indicazioni storiche riguardanti questa confraternita sono state trovate presso l’archivio di stato di Salerno, nel fondo protocolli notarili del Distretto di Vallo della Lucania.

Un primo riferimento all'altare del SS. Rosario risale al 7 ottobre 1583, quando il vicario di mons. Belo visitò la chiesa parrocchiale S. Giovanni Battista. Un chiaro riferimento alla confraternita stessa è contenuto in un documento riguardante la visita pastorale del 14 gennaio 1736, dove si riporta che l’altare del SS. Rosario era gestito dalla confraternita, costituita da confratelli e consorelle, che provvedevano alla celebrazione di messe e lodi ai defunti. Si legge inoltre che per il suddetto altare venivano celebrate due messe “singulis” e che il suo reddito annuo era di 14 ducati.

Il 24 maggio 1698, il vicario De Pace, visitando la chiesa parrocchiale, inventariò i redditi di tutti gli altari, incluso quello del SS. Rosario, la cui confraternita nel frattempo era stata sciolta. Si presume quindi che antecedentemente a tale data essa fosse operativa. Successivamente, l'11 settembre 1875, mons. Siciliani visitò la chiesa di Cardile e, riguardo all'altare del SS. Rosario, fu inventariata una statua di legno, una corona d'argento del Bambino Gesù e fu annotata l'esistenza di una congrega di carità e della confraternita. Il 9 giugno 1890, il vicario foraneo di Gioi visitò la chiesa e l'altare dedicato alla Beata Vergine del Rosario, che era ben ornato e provvisto del necessario, gestito dagli iscritti della confraternita.

Antica immagine della Madonna del Rosario

Organizzazione e Attività Attuali

L'attuale organizzazione della confraternita si basa su uno statuto che raccoglie norme e comportamenti comuni per le confraternite della diocesi di Vallo della Lucania. La finalità prioritaria è promuovere, in piena comunione con l’autorità ecclesiale, la formazione cristiana degli associati e il loro attivo inserimento nella vita parrocchiale.

Possono associarsi tutte le persone di ambo i sessi appartenenti alla stessa comunità, di sana moralità e che praticano con attiva partecipazione i sacramenti. L’ammissione viene deliberata dal consiglio direttivo dopo aver sentito il parere del Padre Spirituale. Nello statuto sono indicate le norme per indire assemblee, per l'elezione dei componenti del consiglio direttivo (rinnovabile ogni tre anni) e per i ruoli di Padre Spirituale o Rettore, priore, vice-priore, cassiere, segretario e maestro di cerimonia.

Attualmente la confraternita del SS. Rosario di Cardile gestisce tre cappelle cimiteriali, partecipa ai funerali di confratelli e consorelle defunti e alle processioni locali in occasione di ricorrenze religiose. Provvede alla celebrazione di messe mensili di suffragio per i confratelli e consorelle deceduti e organizza la festa del SS. Rosario nella prima domenica di ottobre.

La Confraternita crede nella propria rilevanza anche nel mondo odierno, tendente alla globalizzazione e a un progresso tecnologico avanzato. È in programma la restaurazione della statua del SS. Rosario, di probabile periodo Barocco, ad opera della Sovrintendenza ai beni culturali di Salerno, in collaborazione con la scuola media di Gioi, finanziata dalla banca del Cilento. La confraternita custodisce con cura un quadernetto contenente il più vecchio statuto in suo possesso, un prezioso documento scritto a mano che racchiude parte delle sue tradizioni e della sua storia.

Manoscritto antico dello statuto di una confraternita

tags: #confraternita #ss #rosario #scala #sa