L'Uso dell'Organo e le Specificità della Quaresima Liturgica

La Quaresima: Tempo di Preparazione e Conversione

La Quaresima è il periodo di quaranta giorni che prepara alla celebrazione della Pasqua. Questo tempo liturgico ha lo scopo di preparare la Pasqua, guidando alla celebrazione del mistero pasquale sia i catecumeni, attraverso i diversi gradi dell’iniziazione cristiana, sia i fedeli, mediante il ricordo del battesimo e mediante la penitenza. È un periodo forte che la Chiesa cattolica, e altre chiese cristiane, celebra lungo l'anno liturgico. Essa è definita come "tempo di ascolto della Parola di Dio e di conversione, di preparazione e di memoria del Battesimo, di riconciliazione con Dio e con i fratelli, di ricorso più frequente alle «armi della penitenza cristiana»: la preghiera, il digiuno, l’elemosina."

Nel Rito Romano, la Quaresima inizia il Mercoledì delle Ceneri e si protrae fino alla messa in Coena Domini esclusa, concludendosi il Giovedì Santo con la celebrazione che apre il Triduo Pasquale. Il periodo dura quarantaquattro giorni, partendo dal Mercoledì delle Ceneri. L'etimologia latina quadragesima dies sottolinea il quarantesimo giorno di preparazione in vista della principale festa dell'intero anno liturgico, che è appunto la Pasqua della Resurrezione del Signore.

I primi accenni diretti a un periodo pre-pasquale risalgono al principio del IV secolo in Oriente e alla fine dello stesso in Occidente. Già dalla metà del II secolo aveva cominciato ad affermarsi una prassi penitenziale preparatoria alla Pasqua con il digiuno. Nel corso del IV secolo, si organizzò la preparazione pasquale di tre settimane, con la terza domenica prima di Pasqua detta Dominica in mediana, una denominazione tipicamente romana. L'allungamento del periodo preparatorio da tre a sei settimane iniziò un po' prima del 384. Le sei settimane avevano carattere prevalentemente ascetico, per l'introduzione della prassi della riconciliazione dei penitenti il Giovedì Santo, dopo quaranta giorni di preparazione.

Nelle testimonianze più antiche, si nota un uso abbastanza frequente del Vangelo secondo Matteo. Inizialmente la celebrazione avveniva solo nei giorni di domenica, mercoledì, venerdì e sabato, per poi estendersi a lunedì e martedì. Con Gregorio II (715-731), si iniziò a celebrare anche il giovedì. Verso la fine del V secolo, ebbe inizio la celebrazione del mercoledì e del venerdì precedenti la Quaresima (che fino ad allora iniziava con la prima domenica), come se ne facessero parte. Nel corso del VI secolo, fu annessa alla Quaresima tutta la settimana che precede la prima domenica di Quaresima. Due altre domeniche, la Settuagesima e la Sessagesima, vennero aggiunte verso la fine del VI secolo e gli inizi del VII, sebbene il Tempo di Settuagesima sia stato poi abolito nel Rito Romano, facendo iniziare la Quaresima direttamente con il Mercoledì delle Ceneri.

Il duplice carattere della Quaresima, che invita i fedeli all'ascolto più frequente della Parola di Dio e alla preghiera, deve essere posto in maggior evidenza sia nella liturgia sia nella catechesi liturgica. La selezione dei testi biblici è stata resa più abbondante. Il senso autentico della Quaresima si coglie nella luce del Mistero Pasquale, che viene celebrato nel solenne Triduo Pasquale e dei Sacramenti dell'Iniziazione Cristiana che in esso hanno la loro più propria collocazione.

Sobrietà e Essenzialità nella Liturgia Quaresimale

La liturgia quaresimale si caratterizza per sobrietà ed essenzialità. L'altare non deve essere ornato con i fiori. L'assenza dei fiori costituisce un segno tipico della Quaresima, sebbene siano permesse piante verdi. Questa norma non è un formalismo, ma uno strumento educativo, affinché i fedeli siano richiamati visivamente all’austerità del cuore, della mente e della vita in vista di una purificazione dello spirito, mediante la penitenza e la conversione. L’assenza dei fiori richiama il deserto biblico, che riporta l’uomo all’essenzialità delle cose e dispone alla verifica dei fondamenti stessi dell’esistenza umana e cristiana. È necessario che l'austerità quaresimale sia un segno vero, motivato ed incisivo, curando una reale assenza di fiori, che non ammette eccezioni in occasione di funerali, matrimoni o altre evenienze. È tuttavia conveniente che una sobria presenza di fiori metta in evidenza la croce penitenziale nella seconda domenica di Quaresima, per dar espressione alla luce della risurrezione, che già risplende nella gloria della trasfigurazione.

illustrazione di un altare spoglio durante la Quaresima senza fiori

Durante questo periodo, inoltre, viene omesso il «Gloria» e, in tutte le celebrazioni dall’inizio della Quaresima fino alla Veglia Pasquale, l’«Alleluia». Quest'ultimo, nei tempi penitenziali, è sostituito dal Tratto nei brani più importanti del Proprium Missae, come l'Introito, il Graduale e l'Offertorio. I simboli, che siano essi visivi o auditivi, hanno una grande importanza per un'efficace pedagogia liturgica, e la catechesi liturgica ha il compito di condurre i fedeli dal segno al suo significato.

L'Astinenza e la Carità in Quaresima

La Quaresima è anche un tempo di astinenza e carità. L'astinenza dalle carni (magro) il venerdì, era al principio un segno di povertà, essendo nell'antichità il pesce più economico della carne. È inoltre un tempo di più forte impegno di carità verso i fratelli. La prassi penitenziale preparatoria alla Pasqua, col digiuno, si affermò fin dalla metà del II secolo. La Didaché prescrive un digiuno prima del Battesimo, da effettuarsi da parte del battezzando, del ministro e da "altri che sono in grado di farlo".

L'Organo e gli Strumenti Musicali in Quaresima: Norme e Significato

La musica ha un rapporto strettissimo con il culto e la liturgia cristiana sin dalle origini più remote. Il canto cristiano affonda le sue radici nella Sinagoga d'Israele, e i primi cristiani furono piuttosto conservatori rispetto a ciò che avevano mantenuto del rito ebraico. L'organo gode di una tradizione antichissima, pare che già al tempo di Pipino il Breve si usasse questo strumento per accompagnare il canto nelle celebrazioni religiose.

In tempo di Quaresima, il suono dell’organo e di altri strumenti musicali è permesso soltanto per sostenere il canto. Questa è una questione che dovrebbe essere ponderata, prima di prendere decisioni che vanno contro la prassi e la tradizione della Chiesa. La Musicam Sacram afferma chiaramente che il suono, da solo, degli strumenti musicali non è consentito in Avvento, in Quaresima, durante il Triduo sacro, nelle messe e negli uffici dei defunti. Nell’Ordinamento Generale del Messale Romano si osserva che, in tempo di Quaresima, l’organo e gli altri strumenti musicali siano usati con moderazione, evitando di anticipare la gioia piena della Natività del Signore.

È indispensabile che gli organisti e gli altri musicisti, oltre a possedere un’adeguata perizia nell’usare il loro strumento, conoscano e penetrino intimamente lo spirito della sacra liturgia. Devono assicurare il decoro della sacra celebrazione, secondo la vera natura delle sue varie parti, e favorire la partecipazione dei fedeli.

fotografia di un organo a canne in una chiesa durante una celebrazione

Eccezioni all'Uso dell'Organo Solistico

Fanno eccezione alla restrizione del suono solistico dell'organo la Domenica Laetare (IV di Quaresima), le solennità e le feste che possono coincidere con il periodo quaresimale, come San Giuseppe (19 marzo) e l'Annunciazione del Signore (25 marzo). In questi giorni, le celebrazioni di qualsiasi festa e solennità sono permesse, anche se cadono di venerdì, mentre le memorie dei Santi non sono celebrate.

La Visione Teologica e Simbolica dell'Assenza Solistica

Il fatto che la Chiesa suggerisca di non suonare come strumento solista l’organo in Quaresima, va inteso come una grande valorizzazione del ruolo di questo strumento, non certamente come una sorta di diminuzione. Questa restrizione può essere vista in un certo parallelo con quanto fu fatto dagli ebrei al momento della caduta del Tempio di Gerusalemme. Caduto il Tempio, la musica sfarzosa e festosa si mutò in quella semplice ed essenziale eseguita nelle sinagoghe, come segno di un’assenza e di un dolore per la perdita del cuore del loro culto. La Quaresima, che sfocia nella Pasqua, è una via dolorosa; è tempo favorevole in cui ci si pone di fronte al mistero del dolore, del sacrificio e della passione. Il tono gioioso che il suono dell’organo può aggiungere viene messo da parte proprio per favorire la comprensione di questo senso di assenza e di mancanza. Concedere l’uso dell’organo solo per accompagnare il canto è una disposizione pratica che mira a sottolineare il carattere penitenziale del tempo.

#8 L'anno liturgico col Canto gregoriano - Quaresima e Pasqua [Lezione #8]

La Prospettiva dell'Organista: Critiche e Suggerimenti

Un organista con esperienza ha espresso l'opinione che la legge liturgica che impone il silenzio solistico dell'organo, se non per accompagnare i canti, nasca dall’erronea convinzione che "suono d’organo" equivalga a "manifestazione di gioia", con esclusione di altri significati. Se l’organo viene usato per interpretare i sentimenti dell’assemblea, o meglio, per favorire nell’assemblea i sentimenti propri di ciascun periodo liturgico, non si capirebbe perché debba tacere in un periodo così intenso quale quello della Quaresima o, ancor più, in quello della Passione. L'organo ha la meravigliosa possibilità «di gioire con chi gioisce e di piangere con chi piange» (S. Paolo ai Romani 12, 15).

La "colpa" di questa restrizione è stata spesso attribuita all’uso improprio che dell’organo faceva in passato la maggior parte degli organisti liturgici, che suonavano i loro pezzi senza curarsi della loro congruità con il tempo liturgico e il contenuto della celebrazione. Oggi, con la nuova liturgia, gli organisti sono più avvantaggiati grazie alle antifone d’ingresso e alle collette proprie dei cicli A, B e C, che aiutano a cogliere il significato del giorno. Se ci fosse stata sempre questa preoccupazione da parte degli organisti, probabilmente non sarebbe mai venuta in mente al legislatore la proibizione del suono dell’organo in Quaresima e in tempo di Passione, che è probabilmente una conseguenza di abusi o di uso improprio dello strumento. Il "digiuno organistico" di Quaresima ingenera tristezza perché denota una sostanziale mancanza di comprensione del vero compito dell’organo nella liturgia.

Evitare la monocromia liturgico-musicale significa, per l’organista, graduare sapientemente i registri e la fonica, nel rispetto delle forme liturgiche dei canti che si accompagnano, pur tenendo conto delle solennità e feste che possono coincidere con il periodo quaresimale. Si tratta di "pensare" a ritroso e camminare verso le "sonorità pasquali", in crescendo, sino al culmine della Veglia di Pasqua. Questa idea del cammino verso la Pasqua, anche da un punto di vista musicale, è importante. Si ricorda che la proibizione dell'uso solistico dell'organo non vale più per il tempo di Avvento, durante il quale lo strumento va usato «con quella moderazione che conviene alla natura di questo tempo» (OGMR 313).

Specificità del Rito Ambrosiano in Quaresima

Il Rito Ambrosiano presenta alcune particolarità significative riguardo alla Quaresima. Non ha mai conosciuto il Mercoledì delle Ceneri come inizio del tempo quaresimale; in quel giorno, nelle diocesi ambrosiane, si è ancora in pieno Carnevale, che continua per tutta la settimana precedente l'inizio della Quaresima. La Quaresima ambrosiana dura quaranta giorni, a partire dalla domenica successiva al Martedì Grasso, e i fedeli ricevono le Ceneri il primo lunedì di Quaresima, anche se per ragioni pastorali possono essere amministrate al termine della Messa della I domenica.

Il periodo conservato nelle diocesi ambrosiane è calcolato utilizzando il metodo pre-medioevale di quaranta giorni che partono dalla sesta Domenica prima di Pasqua fino al Triduo Pasquale escluso, che inizia con i vespri del Giovedì Santo. Questo computo salta le domeniche, nelle quali, secondo un'antichissima tradizione, non si doveva digiunare. I giorni feriali quaresimali hanno un forte carattere penitenziale. La quinta settimana, invece, in vista della Settimana Autentica, introduce al tema della Passione. Un altro elemento vigiliare si ritrova nella domenica, nella lettura di annuncio della Risurrezione.

I Venerdì Aliturgici Ambrosiani

Una delle particolarità del rito ambrosiano in questo tempo, sono i cosiddetti venerdì aliturgici, cioè senza liturgia eucaristica. La proibizione di celebrare la santa Messa e di distribuire la santa Comunione nei venerdì di Quaresima fa parte dell'estrema accentuazione del carattere penitenziale, portando alla coscienza dolorosa della propria indegnità e all'esperienza, che sa di morte, della perdita del Dio vivo. In questi giorni, nelle chiese, sull'altare maggiore, si colloca una grande croce di legno, con il sudario bianco sul patibolo, simbolo del Calvario e segno di lutto e di abbandono.

rappresentazione artistica di una grande croce di legno con sudario bianco sul patibolo

La liturgia eucaristica in Quaresima era celebrata al calar del sole; poiché di venerdì la preghiera vespertina si prolungava con una veglia composta di salmi, letture e orazioni che terminavano con una celebrazione eucaristica quando ormai spuntava l'aurora del sabato, il venerdì restava privo della celebrazione della Messa. Nei Vespri della prima domenica di Quaresima si canta ancora l'Alleluia; ciò accadeva perché fino al tempo di San Carlo Borromeo la liturgia di quella domenica si svolgeva in paramenti bianchi, quasi a chiusura del tempo di Natale.

I venerdì di Quaresima sono di magro, e il venerdì che segue la I Domenica di Quaresima è anche di digiuno.

La Domenica delle Palme e l'inizio della Settimana Autentica

La Domenica delle Palme introduce alla Settimana Santa, o "Settimana Autentica" come è definita nel rito ambrosiano. Questa domenica è un momento cruciale che rievoca l'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, ma porta già in sé il presagio della Passione. Un esempio delle antifone per i salmi in questo periodo è: "Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?", che riflette il tono penitenziale e di sofferenza.

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