Nel contesto dell'ecumene cristiano, la figura di Gesù di Nazareth e la questione della sua famiglia d'origine rappresentano un punto di confronto teologico e filologico tra le diverse confessioni. Mentre il protestantesimo tende a considerarli fratelli in senso biologico, l'ortodossia li identifica come fratellastri e il cattolicesimo, seguendo il dogma della verginità perpetua di Maria, come cugini.

L'interpretazione filologica del termine "adelphos"
Nel Nuovo Testamento il termine greco ἀδελφοὶ (*adelphoi*) viene utilizzato esplicitamente in diversi passi. Il dibattito scientifico si concentra sulla polisemia di questo termine, che può indicare un fratello di sangue (figlio degli stessi genitori), un fratellastro (un solo genitore in comune) o, più raramente, un legame di parentela più ampio, come quello tra cugini.
Testimonianze bibliche
Il Vangelo di Marco (3, 31-34) cita esplicitamente Maria e i fratelli di Gesù. Analogamente, in Matteo 13, 55-56, viene riportata la domanda della folla: «Non è questi il falegname, il figlio di Maria, e il fratello di Giacomo e di Iose, di Giuda e di Simone?». Anche nel Vangelo di Giovanni (7, 3-8) si menzionano i fratelli che esortano Gesù a manifestarsi pubblicamente.
| Termine | Significato possibile | Contesto |
|---|---|---|
| Adelphos | Fratello (carnale o fratellastro) | Nuovo Testamento |
| Anepsios | Cugino | Distinto da adelphos nel II secolo |
Le diverse posizioni delle confessioni cristiane
L'esistenza di fratelli carnali di Gesù entra in contraddizione con il dogma della verginità perpetua di Maria. Le interpretazioni teologiche si sono sviluppate nel corso dei secoli per conciliare il testo biblico con questa dottrina:
- La tesi dei fratelli carnali: Sostenuta da teologi come Elvidio nel IV secolo e difesa oggi da gran parte dei cristiani protestanti. Secondo questa visione, dopo la nascita di Gesù, Giuseppe e Maria avrebbero avuto altri figli.
- La tesi del precedente matrimonio di Giuseppe: Sostenuta da Epifanio di Salamina e presente in vangeli apocrifi come il Protovangelo di Giacomo. Giuseppe, già vedovo e anziano, avrebbe avuto figli da un precedente matrimonio, rendendoli fratellastri di Gesù.
- La tesi dei cugini: Introdotta da San Girolamo in Adversus Helvidium. Si basa sull'uso del termine ebraico *'aj* (fratello), che può indicare parenti prossimi (come nel caso di Abramo e Lot in Genesi 13, 8). Questa è la posizione tradizionale della Chiesa cattolica.
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Approcci esegetici moderni
La ricerca moderna, come quella sintetizzata nel volume Mary in the New Testament, evidenzia la complessità dell'esegesi biblica. Studiosi come Raymond E. Brown sottolineano che il dato biblico risulta spesso ambiguo. La scelta interpretativa dipende in gran parte dall'autorità che ogni confessione attribuisce alla tradizione ecclesiastica successiva rispetto ai dati testuali oggettivi. La questione rimane aperta, con il riconoscimento che, sebbene le Scritture permettano diverse interpretazioni, il dibattito si sposta spesso su ciò che non è chiaramente esplicitato nel testo originale.