Il mondo cattolico italiano è stato recentemente toccato da diverse vicende di lutto e processi giudiziari che hanno richiamato l'attenzione della comunità e dei media. Dalla riapertura di un caso di omicidio avvenuto decenni fa, alle improvvise scomparse di figure chiave della catechesi, queste storie evidenziano il profondo impatto che tali eventi hanno sulle comunità.
Il Ritorno del Passato: Il Caso di Santa Scorese
Il passato ritorna, come un incubo lungo trentadue anni, nel caso di Santa Scorese, giovane attivista cattolica. Andrà a processo con rito abbreviato Giuseppe Dimauro, oggi 64enne, responsabile dell'omicidio di Santa Scorese, uccisa a coltellate sotto casa a Palo del Colle il 15 marzo del 1991. Santa avrebbe compiuto 56 anni nel 2024.

A marzo scorso, Dimauro è stato arrestato di nuovo per stalking, questa volta nei confronti della sorella di Santa, Rosa Maria, che avrebbe perseguitato sui social e con delle lettere in cui avrebbe manifestato ancora l'ossessione nei confronti della vittima di allora. L'uomo si trova attualmente agli arresti domiciliari in una RSA.
Per il delitto del '91, Dimauro fu giudicato incapace di intendere e di volere. Il giudice ne dispose il ricovero in un ospedale psichiatrico per dieci anni e in seguito fu sottoposto a cure in libertà vigilata. Proprio da qui, secondo le accuse, avrebbe ripreso a perseguitare la famiglia di Santa.
I fatti più recenti saranno verificati con una perizia psichiatrica, insieme alla capacità di stare in giudizio e all'eventuale pericolosità dell'imputato, su richiesta della difesa dello stesso Dimauro. Il processo si aprirà il prossimo 6 febbraio, proprio nel giorno del compleanno di Santa.
La Chiesa ha avviato il processo di beatificazione per Santa Scorese, e nel 2019 Alessandro Piva le ha dedicato un docufilm, per raccontare la storia di una donna perseguitata e uccisa prima che in Italia si cominciasse a parlare apertamente di stalking e femminicidio.
Lutto a Vercelli: L'Altruismo di Isabel Maria De La Cruz Rodriguez
Un ultimo gesto di altruismo ha contraddistinto la vicenda di Isabel Maria De La Cruz Rodriguez, una catechista di 39 o 40 anni (italiana di origine dominicana) morta dopo essere stata colpita da un malore mentre stava facendo lezione in DAD con la sua classe di cresimandi, a Vercelli. La donna, colpita da emorragia cerebrale, è deceduta all'ospedale di Novara.

La famiglia della catechista, morta il 15 marzo, ha accettato di donare gli organi della donna, in un gesto di profonda generosità. "Preghiamo per le persone che gli organi donati dalla nostra cara Isabel stanno aiutando a vivere meglio", è stato il commento della comunità.
La vicenda della catechista aveva scosso la comunità della parrocchia. I bambini si erano accorti che la maestra si era sentita male e avevano chiamato le mamme che erano riuscite a dare l'allarme, inviando i soccorsi a casa della catechista. Isabel si era sentita male la scorsa settimana mentre era collegata in didattica a distanza con i suoi bambini. Improvvisamente, secondo quanto ricostruito, la catechista era scomparsa dal video, allarmando in particolare un bambino che aveva poi chiamato la madre e che a sua volta aveva fatto scattare i soccorsi. Intubata sul posto, la quarantenne era stata portata in ospedale in condizioni gravi.
Il dolore per la sua scomparsa si è manifestato anche sui social. "Isabel, un vulcano di energia: la tua morte è davvero un fulmine a ciel sereno", ha ricordato Martina Miazzone, consigliere comunale e collega di Isabel nella parrocchia di San Paolo. Anche don Augusto Scavarda ha voluto ricordarla pubblicando sul suo profilo una foto di Isabel durante un pellegrinaggio di qualche anno fa, scrivendo: "Il tuo sorriso ha illuminato tante persone che continuano a volerti bene. Il Signore ti accolga tra i suoi eletti".
Tragedia a Roma: La Scomparsa di Lina Pietroboni Durante il Giubileo degli Adolescenti
Un pellegrinaggio degli adolescenti della diocesi di Treviso a Roma si è trasformato in tragedia. Durante l'ultimo giorno del Giubileo dei giovani, è improvvisamente venuta a mancare Lina Pietroboni, 57 anni, catechista che accompagnava il gruppo di ragazzi di Istrana.

Lina Pietroboni, originaria della Puglia ma residente in Veneto, era sposata e mamma di due figli. Lavorava nel mondo della scuola ed era molto impegnata in parrocchia. Era una persona generosa e preparata nel suo servizio, avendo frequentato il Biennio diocesano catechisti ed essendo coordinatrice della catechesi di Istrana e di una classe delle medie nella Collaborazione pastorale di Istrana.
La signora ha accusato un improvviso malore e si è accasciata al suolo. Inutile la pronta richiesta di soccorsi, sopraggiunti sul posto immediatamente. I tremila giovanissimi e i loro accompagnatori sono rimasti sgomenti e profondamente turbati dalla tragedia.
Don Fabio Baracco, parroco di Istrana e presente a Roma, ha ricordato Lina con commozione: «Lina aveva ruoli di responsabilità, ha sempre fatto molto servizio nella comunità, il volontariato per lei era fondamentale. Desidero ricordare di Lina, in questo momento, soprattutto la passione per la vita e per la sua famiglia. Era una donna dedicata ai suoi cari, ma sempre aperta al servizio e al dono del suo tempo e delle sue competenze, soprattutto nella catechesi, a favore dei più giovani».
Siamo qui: il pellegrinaggio dei giovani
Durante la messa in piazza San Pietro, presieduta dal cardinale Pietro Parolin, tremila adolescenti, i loro accompagnatori, i sacerdoti e il Vescovo Michele Tomasi hanno ricordato Lina e la sua famiglia nella preghiera. Un momento carico di emozione e gratitudine per il servizio instancabile che Lina ha svolto nella crescita umana e cristiana dei ragazzi e delle ragazze di Istrana.
La notizia della scomparsa ha toccato anche il presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), il cardinale Matteo Zuppi, che ha inviato un messaggio di vicinanza al vescovo Tomasi, alla famiglia di Lina e a tutta la comunità cristiana di Istrana. «Ci stringiamo nel dolore e nella preghiera - ha fatto sapere - con gratitudine per quanto Lina ha donato alla Chiesa e ai giovani che ha accompagnato nel loro cammino di fede».
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