Trittici con San Giovanni Battista e San Michele Arcangelo: Un Approfondimento Artistico

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I trittici, opere d'arte divise in tre pannelli, hanno storicamente rappresentato un formato privilegiato per la narrazione religiosa e l'esposizione iconografica. Tra le figure più ricorrenti e significative in queste composizioni vi sono San Giovanni Battista e San Michele Arcangelo, entrambi portatori di forti simbologie e devozioni.

Il Trittico Napoletano di Francesco Pagano

Intorno al 1492, la confraternita napoletana dei sarti commissionò un importante trittico per la loro chiesa dedicata a San Michele e Omobono. L'opera fu realizzata dal pittore Francesco Pagano, noto anche per gli affreschi della cattedrale di Valencia in Spagna, eseguiti negli anni '70 e '80 del Quattrocento con Paolo de San Leocadio e Riccardo Quartararo.

Nel pannello centrale di questo polittico è raffigurato San Michele, l'arcangelo cavaliere, in un momento di trionfo dopo aver sottomesso il diavolo. Gli scomparti laterali superiori illustrano due luoghi significativi di apparizione dell'angelo in Italia: a destra Castel Sant'Angelo a Roma, e a sinistra nella provincia del Gargano. I lati inferiori del trittico rappresentano i santi Giovanni Battista e Omobono, quest'ultimo patrono rispettivamente dei mercanti e dei sarti. Una scena della Crocifissione incorona questa complessa opera, contenuta all'interno di una ricca cornice.

Trittico napoletano di Francesco Pagano con San Michele Arcangelo e San Giovanni Battista

Un Trittico in Casentino: L'Opera di Bicci di Lorenzo a Cetica

Nella suggestiva località di Cetica, in Casentino, si trova una chiesa romanica a tre navate, le cui due laterali furono aggiunte in un periodo successivo. Qui, un trittico originariamente destinato alla chiesa di Santa Maria a Cetica, opera di Bicci di Lorenzo (1373-1452), è collocato a destra dell’altare.

Questo trittico raffigura al centro la Vergine con il Bambino; su un vibrante sfondo rosso spicca il blu del manto mariano. Ai piedi della Vergine è inginocchiato il committente, una figura sovrastata dall'imponente presenza della Madonna. A destra del pannello centrale sono rappresentati San Pietro con le chiavi e il libro delle Scritture, e San Paolo. A sinistra, invece, appaiono San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista.

Trittico della Madonna e il Bambino con santi di Bicci di Lorenzo, Cetica

Trittico con San Valeriano, San Michele Arcangelo e San Giovanni Battista

Un altro significativo trittico, realizzato su legno e dalle dimensioni di 182 x 154 cm, presenta un'articolata architettura tripartita dipinta a finta marmoratura policroma. Questa struttura è costituita da nicchie centinate con lunetta soprastante e delimitate da finte colonne, all'interno delle quali campeggiano tre figure intere di santi.

A sinistra è raffigurato San Valeriano, un giovane cavaliere dal volto ovale e lunghi capelli biondi, vestito con un giubbone viola e calzamaglia, che regge una spada. Centralmente si impone San Michele Arcangelo con lunghe ali multicolori, appoggiato ad una lancia conficcata nel corpo del demonio sotto i suoi piedi. Egli è nell'atto di pesare con una bilancia le anime dei morti, con un arto del demonio e un piatto della bilancia che oltrepassano il limite dell'archeggiatura. L’Arcangelo Michele è raffigurato in trono frontalmente al centro dell’altare, su un sedile senza schienale. Indossa il pettorale e la spada, attributi che lo designano a capo della milizia celeste degli angeli del Bene. A destra è rappresentato San Giovanni Battista, avvolto da un manto violaceo, con il libro e l'Agnus Dei sulla mano destra e un filatterio con iscrizione.

Entro una lunetta che corona la trabeazione (in parte in vera pietra scolpita e attigua all'apertura dell'arco di trionfo a sinistra) è dipinto, su fondo a finto mosaico con arabeschi di racemi vegetali, un vaso panciuto bianco con cespo vegetale e lo stemma dipinto dei Savorgnan, giurisdicenti del luogo. Un'iscrizione, "Miser Durigo de/ Lasin a fato far questo/ S.", è visibile a sinistra sullo stipite entro una targa dipinta, probabilmente indicando il committente dell'opera.

Trittico con San Valeriano, San Michele Arcangelo e San Giovanni Battista e lo stemma Savorgnan

L'Iconografia di San Giovanni Battista: L'Agnus Dei

La figura di San Giovanni Battista è spesso accompagnata dall'emblema dell'Agnus Dei, come recita il Vangelo secondo Giovanni (Gv 1, 29): « Ecce Agnus Dei, ecce Qui tollit peccatum mundi » (Ecco l'Agnello di Dio, ecco Colui che toglie il peccato del mondo). L’immagine dell’Agnello di Dio affonda le sue radici nell’Antico Testamento e, in particolare, nell’agnello pasquale degli Ebrei, simbolo di sacrificio e redenzione.

Illustrazione di San Giovanni Battista con l'Agnus Dei e il filatterio

Il Trittico di Angelo Puccinelli e la sua Rilevanza Artistica

Nel 1960, lo storico dell'arte Pietro Longhi definì il trittico di Angelo Puccinelli come "una delle dieci o quindici vette del Trecento". Quest'opera, secondo Longhi, è un vero e proprio "capolavoro" che raggiunse a Siena, grazie anche all'influenza di Giotto, Simone Martini e Lorenzetti, una "nuova e rarissima vetta".

Longhi sottolinea la "bellezza sbalorditiva" dell'opera, evidente nella "brillantezza dell’oro che si fonde con estrema finezza con i colori" impiegati per ricamare gli abiti e lo sfondo. Su questa ricchezza cromatica spiccano "tre figure monumentali come statue", che emergono "in tutta la loro possente imponenza".

Trittico trecentesco di Angelo Puccinelli con figure monumentali

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