La storia della Chiesa è segnata da momenti decisivi in cui la divina Provvidenza guida le nazioni verso la verità del Vangelo. Uno di questi momenti chiave, particolarmente significativo per la Spagna e per la cristianità occidentale, fu il Terzo Concilio di Toledo nel 589 d.C..
Contesto Storico e Religioso della Penisola Iberica
Dopo la caduta dell’Impero Romano nel V secolo, la penisola iberica passò sotto il dominio dei Visigoti, un popolo germanico che aveva abbracciato l’arianesimo come dottrina ufficiale. Nel VI secolo, la penisola Iberica era composta dal regno visigoto governato da re barbari e dalle loro élite, perlopiù ariani. Il problema era che, mentre i sovrani visigoti erano ariani, la maggior parte della popolazione ispano-romana era cattolica. Questo conflitto religioso creava tensioni sociali, politiche e spirituali.

Il Precedente della Conversione: Re Ermenegildo e San Leandro
Un evento cruciale che precedette il Concilio fu la vicenda di sant'Ermenegildo. Al tempo di Re Leovegildo (525-586), il giovanissimo figlio sant'Ermenegildo (festa 13 aprile) si convertì per merito della moglie Ingunda e di san Leandro vescovo di Siviglia (festa 13 marzo) dall'eresia ariana alla fede ortodossa. Questa conversione generò un profondo conflitto col padre, del quale Ermenegildo era co-regnante.
Secondo i Dialoghi di Gregorio Magno, nella notte di Pasqua del 579, il vescovo ariano domandò la riconversione dell'erede alla fede di suo padre. Tuttavia, Ermenegildo negò, armando invece un proprio esercito e contestando così il regno ariano di Leovegildo, il quale rispose immediatamente con la violenza. Sant'Ermenegildo chiamò subitamente in aiuto l'Impero Bizantino, il quale non rispose, abbandonando così il pio principe a combattere da solo. La guerra civile nel regno durò dal 579 al 585, anno in cui le truppe di Leovegildo catturarono e martirizzarono il giovane principe, ponendo fine alla rivolta "dei cattolici".
Nell'ultimo anno di regno dell'eretico Leovegildo, egli perseguitò aspramente gli ortodossi, uccidendo o imprigionando vescovi e fedeli di rilievo pubblico, come ad esempio san Giovanni di Biclaro, educato tra l'altro a Costantinopoli, e lo stesso Leandro. La Perseveranza nell’Evangelizzazione di San Leandro di Siviglia fu però instancabile nella sua missione di portare la verità ai Visigoti.
L'Ascesa di Re Recaredo e la Convocazione del Concilio
Tuttavia, nel 586 d.C. salì al trono un re che avrebbe cambiato il destino della penisola iberica: Recaredo I. Nel 589 d.C. Recaredo convocò il Terzo Concilio di Toledo, un’assemblea di vescovi e leader ecclesiastici di tutta la Spagna. Il santo arcivescovo Leandro di Siviglia, figura chiave nell’evangelizzazione del regno, svolse un ruolo fondamentale nella conversione del monarca.
Dunque fu convocato a Toledo, sede metropolitana del tempo, un Concilio nel 589.

Decisioni e Impatto del Concilio
Con la dichiarazione di Recaredo, il re non solo abbracciava la fede cattolica, ma la elevava anche a religione ufficiale del regno visigoto. La nobiltà, in larga misura ariana, fu costretta al silenzio e un corso nuovo fu dato al paese. Si capisce bene come certi atti del Sinodo furono incentrati sulla sottomissione dell'aristocrazia dal punto di vista spirituale.
In questa sinassi, infatti, fu ufficialmente promossa la recita del Credo Niceno nella liturgia, difatti prima di questa data nel mondo ortodosso non veniva cantato sempre, ma solo per alcune solennità.
- La conversione di Recaredo non fu un atto personale, ma un evento che unì i sovrani visigoti con la popolazione ispano-romana.
- Il Terzo Concilio di Toledo consolidò anche l’autorità della Chiesa cattolica. Fu riconosciuta l’autorità dei vescovi, furono prese misure contro le eresie e venne rafforzata la disciplina ecclesiastica.
Nonostante la conversione del re, non tutti i Visigoti accettarono immediatamente questo cambiamento. Alcuni nobili ariani cospirarono contro Recaredo, ma furono scoperti e puniti. Tuttavia, la fede del monarca rimase incrollabile.
La Controversia sul Filioque negli Atti del Concilio
Secondo la storiografia tradizionale, negli atti del Concilio di Toledo del 589 d.C., si sarebbe aggiunta la formula << procedente dal Padre e dal Figlio >> (Filioque) nella sezione dedicata allo Spirito Santo del Credo. Il lungo articolo Acts of Toledo and the Filioque del sito Traditional Western Orthodoxy studia approfonditamente questo tema.
Tuttavia, il ricercatore A. Edward Secenskij nel suo libro The Filioque: History of doctrinal controversy ha scritto a pag. 68 che Re Recaredo inviò a Costantinopoli una lettera in cui esponeva le decisioni sinodali aggiungendo che << si sarebbe cantato secondo il costume degli orientali >> e che non era sua intenzione aggiungere nulla alla Fede professata dalla Chiesa Universale.
Il testo prosegue citando il Salvatore: << se io non me ne vado, non verrà il Consolatore, che procede dal Padre e abita nel Figlio >>. Viene evidenziato che nell'edizione attuale cattolica, il verbo "abitare" è omesso e viene mantenuta semplicemente la congiunzione "e". Si deduce che la manipolazione, se può avvenire sulle fonti moderne, a maggior ragione può essere avvenuta in passato sulle copiature dei Canoni antichi.
In questo contesto, taluni dicono che Zaccaria tradì il testo, sebbene egli conoscesse perfettamente latino e greco: egli era figlio del diacono greco Policronio, che aveva vissuto in Calabria, ma prestava servizio in una chiesa di rito latino; e quando san Zaccaria diventò Papa di Roma, celebrava qualsiasi officio, dalle Ore alle Messe, in lingua latina. Non si può imputare quindi la misconoscenza della lingua latina o di quella greca al presule romano, il quale ebbe cura di produrre quella citazione nel sensum fidei comune del tempo.
Secondo A.E., è curioso come invece un testo anti-filoquista prodotto da Roma, contro l'eretico Onorio, il Liber Diurnus Romanorum Pontificum (ritrovato solo nel tardo 1600 e ristampato solo un secolo dopo), non sia mai stato riprodotto in modo da essere disponibile al largo pubblico. Ad ogni modo, il testo contenente i canoni toledani è noto come Collectio Hispana Gallica Augustodunensis (VAT. LAT.).
La monarchia del Padre e il Filioque dal punto di vista Ortodosso
L'Eredità Duratura del Concilio
La conversione dei Visigoti al cattolicesimo gettò le basi per la Spagna cristiana, che, secoli dopo, avrebbe resistito all’invasione musulmana nel 711 e avviato la Reconquista. Il Terzo Concilio di Toledo fu una svolta nella storia della Spagna e della cristianità. Più di mille anni dopo, vediamo ancora i frutti di questo evento.