Il Terzo Segreto di Fatima: Storia, Rivelazione e Interpretazioni

Il terzo segreto di Fatima consiste in un messaggio segreto che la Vergine Maria consegnò ai tre pastorelli cui apparve, a Fatima (in Portogallo), a partire dal 13 maggio 1917. Le apparizioni, secondo il racconto dei bambini, furono in tutto sei e si susseguirono tra il 13 maggio e il 13 ottobre di quell’anno, penultimo della Grande Guerra. Durante la visione del 13 luglio, la Madonna avrebbe rivelato un segreto, diviso in tre parti, annunciando anche che Francisco e Jacinta, due dei tre bimbi, sarebbero morti presto, cosa che in effetti avvenne subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, mentre la terza, Lúcia, sarebbe vissuta a lungo.

Sarà proprio quest’ultima, fattasi suora con il nome di Lúcia de Jesus Rosa dos Santos, a trascrivere nelle sue memorie quanto le era stato riferito dalla Vergine. La trascrizione delle prime due parti del segreto si trova nella terza memoria di Suor Lucia, del 31 agosto 1941, dopo la morte dei due fratelli Giacinta e Francisco. Nella successiva stesura, l'8 dicembre dello stesso anno, Suor Lucia aggiunse qualche annotazione. Le prime due parti del segreto vennero rivelate nel 1942 e contenevano riferimenti all’inferno, alla devozione al Cuore Immacolato di Maria, alla guerra e ad altri conflitti, poi interpretati come richiami alla Seconda Guerra Mondiale e alle frizioni tra la Russia e l’ateismo comunista.

Il Contenuto del Terzo Segreto: La Visione e la Persecuzione

La terza parte del segreto fu scritta su ordine del Vescovo di Leiria il 3 gennaio 1944. Suor Lucia mise per iscritto questa parte, destinata a rimanere segreta fino al 1960 e comunemente designata come "Terzo segreto". Nel testo si legge la descrizione di una visione profetica:

«Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: "qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti", un Vescovo vestito di Bianco "abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre".»

La visione prosegue con la descrizione di un cammino di martirio:

«Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni.»

Rappresentazione artistica della visione del Terzo Segreto di Fatima (Angelo con spada di fuoco, Vescovo vestito di bianco, martirio)

L’immagine del sangue su una tonaca bianca, i colpi di arma da fuoco e le parole di morte hanno profondamente colpito i credenti. Il terzo segreto è stato perciò interpretato come riguardante principalmente la persecuzione dei cristiani fino al tentativo di uccisione di un "...vescovo vestito di bianco" che i veggenti di Fatima ebbero "...il presentimento fosse il Santo Padre". La Chiesa stessa ha sottolineato che «la chiave di lettura del testo non può essere che di carattere simbolico», sebbene sia tragicamente confermata dagli avvenimenti dell’ultimo secolo, in cui i cristiani hanno pagato un prezzo di sangue altissimo. Secondo molti credenti, il testo del Terzo Segreto di Fatima resta un enigma la cui soluzione potrebbe dire ancora molto del domani.

Il Lungo Periodo di Segretezza (1944-2000)

Fino al 2000, anno in cui la Chiesa cattolica lo rese pubblico per volontà di papa Giovanni Paolo II, il segreto rimase celato. Solo il cardinale Joseph Ratzinger aveva mostrato di conoscerlo oltre al Papa e Suor Lucia, dichiarando nel 1996 a una radio portoghese che non c'era nulla di preoccupante, e che rimaneva tale per evitare di confondere la profezia religiosa con il sensazionalismo. Suor Lucia, quando trascrisse il Terzo Segreto, disse espressamente: «Questa busta può essere aperta nel 1960». Così nacque il mistero, e la Chiesa, anche dopo il 1960, si è divisa tra chi riteneva importante rivelare il contenuto e chi credeva nel bisogno di tenerlo celato.

Le Decisioni dei Papi Precedenti

  • Pio XII: Chiese a suor Lucia notizie sul “terzo segreto” nel febbraio del 1944, subito dopo la stesura del documento. Secondo alcune testimonianze, non aprì la busta giuntagli un anno prima della sua morte, poiché riteneva di aver già conosciuto il segreto per altra via, forse tramite la veggente di Ghiaie di Bonate. Tuttavia, questa tesi è contrastata dal fatto che nel 1952 Pio XII affidò al gesuita padre Joseph Schweigl un incarico segreto presso suor Lucia per raccogliere informazioni.
  • Giovanni XXIII: Si fece portare la busta, lesse il segreto e lo fece leggere ad alcuni suoi stretti collaboratori, decidendo di non pubblicarlo. Il suo commento scritto fu: “Non do nessun giudizio. Silenzio di fronte a una cosa che può essere una manifestazione del divino e può non esserlo”. Non amava toccare l’argomento, e il cardinale Oddi ne ricavò la convinzione che “il segreto non conteneva nulla di buono”, ovvero “qualcosa di relativo a proibizioni, punizioni o disastri”.
  • Paolo VI: Quasi due anni dopo la sua elezione, su sollecitazione, si fece portare la busta. Appreso l’atteggiamento del suo predecessore da mons. Loris Capovilla, disse: “Allora neanch’io dirò nulla”, e non se ne occupò più.
  • Giovanni Paolo I: Non si hanno notizie certe circa la lettura diretta del Terzo Segreto da parte di papa Luciani, ma un colloquio su di esso risultò per lui traumatico: ne uscì sconvolto, “pallidissimo, bianco come un lenzuolo”.

La Rivelazione di Giovanni Paolo II nel 2000

Fu Papa Giovanni Paolo II a convincere la Chiesa della necessità di rivelare il contenuto della profezia. Il Papa aveva una speciale devozione nei confronti della Madonna di Fatima. La pubblicazione del Terzo Segreto di Fatima fu autorizzata da Giovanni Paolo II durante il viaggio da lui compiuto nella cittadina portoghese in occasione del Giubileo del 2000, per beatificare Francesco e Giacinta Marto.

Il 13 maggio 2000, festa della Madonna di Fatima e 19° anniversario dell’attentato quasi mortale di Ali Agcà, al termine della Messa celebrata alla Cova da Iria, il testo del segreto fu letto dal cardinale Angelo Sodano, allora segretario di Stato vaticano. Il «Vescovo Vestito di Bianco» che «viene ucciso», come si legge nel testo di Suor Lucia, fu interpretato come la profezia del suo attentato, il fallito agguato di Mohamed Alì Agca avvenuto il 13 maggio 1981 in piazza San Pietro, a Roma. Giovanni Paolo II ha sempre sostenuto che fu la Madonna a deviare i proiettili del terrorista turco, salvandogli la vita. Per questo fece incastonare una delle pallottole nella corona della statua della Madonna a Fatima e scelse il 13 maggio, il giorno dell’attentato, per rivelare il terzo segreto in occasione della beatificazione dei due pastorelli Francisco e Giacinta.

13 maggio 1981 | ATTENTATO A GIOVANNI PAOLO II

Nel commento teologico diffuso il 26 giugno 2000, l’allora cardinale Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, annotò: «Non doveva il Santo Padre, quando dopo l'attentato del 13 maggio 1981 si fece portare il testo della terza parte del "segreto", riconoscervi il suo proprio destino? Egli era stato molto vicino alla frontiera della morte ed egli stesso ha spiegato la sua salvezza con le seguenti parole: "Fu una mano materna a guidare la traiettoria della pallottola e il Papa agonizzante si fermò sulla soglia della morte" (13 maggio 1994).»

Il commento ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede sottolineò che «Chi legge con attenzione il testo del cosiddetto terzo "segreto" di Fatima, che dopo lungo tempo per disposizione del Santo Padre viene qui pubblicato nella sua interezza, resterà presumibilmente deluso o meravigliato dopo tutte le speculazioni che sono state fatte. La fede cristiana non vuole e non può essere pastura per la nostra curiosità.»

Dibattiti, Controversie e Ipotesi del "Quarto Segreto"

A partire dallo svelamento ufficiale, il “giallo” di Fatima è entrato in una nuova fase, quella della contestazione, con voci che esprimono diffidenza o addirittura rifiuto nei confronti del testo diffuso dalla Santa Sede. Il New York Times, oltre a commentare le parole di Sodano, ricordò che, per far rivelare il segreto, un monaco trappista nel 1981 dirottò un aereo della compagnia Aer Lingus. Anche i papi stessi hanno talora suscitato curiosità e allarme proprio con le dichiarazioni con cui cercavano di sopirli, come nel famoso discorso di Giovanni Paolo II a Fulda nel 1980.

Nel 2006, un volume di Antonio Socci, intitolato “Il quarto segreto di Fatima”, ha rilanciato con decisione l'ipotesi che il testo rivelato non fosse completo. Il libro, basato su confidenze e ammissioni, suggerisce che fosse stato deciso di divulgare un messaggio imbarazzante solo in forma indiretta, lasciandone trapelare i contenuti nel corso del magistero ordinario, soprattutto mediante richiami all’Apocalisse. Padre Livio, pur giudicando positivamente il libro di Socci, dissente da tale ipotesi, ritenendo un’operazione talmente spregiudicata indegna del Papa e della Santa Sede. Tuttavia, qualora si dimostrasse che una parte del Segreto sia stata volutamente occultata, la perdita di prestigio per la Chiesa sarebbe clamorosa e irrimediabile, mettendo in discussione l'attendibilità delle dichiarazioni delle massime autorità.

Libro

In merito a queste speculazioni, la Sala Stampa vaticana ha diffuso una smentita categorica, riconducibile a papa Ratzinger in persona, facendo calare una pietra tombale sulle fantasiose illazioni. «Alcuni articoli apparsi recentemente - si legge nella nota - hanno riportato dichiarazioni attribuite al professor Ingo Dollinger, secondo cui il cardinale Ratzinger, dopo la pubblicazione del Terzo Segreto di Fatima (avvenuta nel giugno 2000), gli avrebbe confidato che tale pubblicazione non è stata completa.» A tale proposito, la nota aggiunge: «il Papa emerito Benedetto XVI comunica “di non aver mai parlato col professor Dollinger circa Fatima”, afferma chiaramente che le esternazioni attribuite al professor Dollinger su questo tema “sono pure invenzioni, assolutamente non vere” e conferma decisamente: “la pubblicazione del Terzo Segreto di Fatima è completa”». Non c’è più spazio, dunque, per ulteriori elucubrazioni.

Le Spiegazioni Ulteriori di Suor Lucia e la Crisi della Fede

La ricostruzione di alcuni autori, tra cui Saverio Gaeta nel suo libro "I segreti di Suor Lucia - Fatima, la verità mai detta", ha messo in luce la veridicità delle ipotesi secondo cui sarebbe stata rivelata unicamente la parte che le autorità vaticane hanno ritenuto direttamente riferibile alle parole della Madonna, e non tutte le altre spiegazioni fornite nel corso dei decenni da suor Lucia. La veggente stessa, in una lettera a papa Paolo VI nell’agosto del 1967, affermava di aver descritto la Luce Immensa di Dio, le parole della Madonna sul Portogallo e la fede, il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, precisando però in ciascun caso di non aver spiegato "lo sviluppo, il significato, la realizzazione".

Le ulteriori spiegazioni di quanto raccontato da suor Lucia non sono state divulgate principalmente per due motivi. Il primo è il dubbio espresso da alcuni esponenti vaticani riguardo a quali fossero le reali parole della Vergine e quali invece le spiegazioni personali di suor Lucia. Il secondo motivo ha a che fare con la gravità dei testi ancora inediti, presumibilmente custoditi nell’archivio della Segreteria di Stato, che pongono l’accento sulla crisi di fede nella Chiesa, la quale caratterizzerà il tempo di persecuzione mostrato a suor Lucia nel "Terzo Segreto". La Chiesa, infatti, in questi ultimi decenni sta vivendo una profonda crisi di valori. Riguardo la Chiesa, ci sono molto probabilmente scritti di suor Lucia non ancora resi noti, che dettagliano la problematica della sua crisi. Già Monsignore Georges Roche e Philippe St. Germain, in "Pie XII devant l´Histoire" (1972), riportarono confidenze attribuite a suor Lucia o a figure vicine, affermando:

«Suponga, mio caro amico, che il comunismo sia soltanto il più visibile degl’ organi de sovversione contro la Chiesa e contro la tradizione della rivelazione divina, allora noi andremo a vedere l’invasione di tutto quanto è spirituale, la filosofia, la scienza, il diritto, l’insegnamento, l’arte, i giornali, la letteratura, il teatro e la religione. ...un giorno verrà che il mondo civilizzato rinnegherà il suo Dio, che la Chiesa dubiterà come Pietro ha dubitato. Essa sarà tentata a credere che l’uomo è diventato Dio, che suo Figlio è soltanto un simbolo, una filosofia come tant´altre, e nelle chiese i cristiani in vano cercheranno la fiamma rossa che indica che Dio li aspetta.»

Tali riflessioni indicano che il rischio dell’apostasia, cioè l’abbandono della fede da parte dei membri della Chiesa, è stato segnalato in apparizioni mariane come La Salette o Tre Fontane in maniera decisamente più preoccupata.

Il Messaggio Profetico e l'Appello alla Conversione

La fede cristiana non vuole e non può essere pastura per la nostra curiosità. Ciò che rimane l'abbiamo visto subito all'inizio delle riflessioni sul testo del "segreto": l'esortazione alla preghiera come via per la "salvezza delle anime" e nello stesso senso il richiamo alla penitenza e alla conversione. Tutte le profezie mariane sono “condizionate”, nel senso che possono essere modificate o annullate dalla preghiera. Perciò si devono interpretare non come una minaccia di castigo da parte del Cielo, bensì come un appello materno affinché ciascuno di noi si adoperi, per quanto gli è possibile, al fine di evitare il rischio che il male prevalga, che l’umanità possa avviarsi verso l’autodistruzione, oggi consentita dalla quantità di armamenti nucleari dispiegati in numerosi luoghi della Terra.

Indubbiamente il messaggio di Fatima è il più pressante su questa terribile prospettiva, quindi è un allarme da non trascurare, visto quanto sta accadendo nelle due aree che, nell’ultimo secolo, sono le più presenti nelle profezie mariane: la Russia e il Medio Oriente. Una via di salvezza, secondo gli interpreti, c'è: è quella di prendere finalmente sul serio gli appelli del Cielo, senza fare sottili distinguo tra quello che non suscita alcun problema e quello che sembra invece disturbare la nostra tranquillità, con immagini e appelli dal tenore drammatico.

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