Biografia e formazione di Andrea del Castagno
Andrea di Bartolo, noto come Andrea del Castagno, nacque verso il 1421 a Castagno di San Godenzo, nell'alto Mugello. Il padre, Bartolo di Simone di Bargiella, in seguito alle distruzioni subite durante la guerra fra Firenze e i Visconti (1425-28), si trasferì a Corella. Non si hanno notizie certe sulla sua educazione artistica, sebbene la critica ipotizzi contatti con la bottega di Paolo Uccello o l'influenza di Filippo Lippi, oltre alla fondamentale lezione di Masaccio e Donatello. Il pittore si immatricolò nell'Arte dei medici e degli speziali il 30 maggio 1444.

L'attività a Venezia e il ritorno a Firenze
Nell'agosto del 1442, Andrea si trovava a Venezia, dove sottoscrisse, insieme con Francesco da Faenza, gli affreschi della volta dell'antica abside della chiesa di San Zaccaria (I quattro evangelisti, S. Zaccaria, S. Giovanni Battista ed il Padre Eterno). Quest'opera, pur inserita in un ambiente già influenzato dalla cultura toscana, rivela modernità nella severa monumentalità e nell'energia plastica delle figure. Tornato a Firenze, realizzò nel 1444 il cartone per la vetrata della Deposizione destinata a un oculo del tamburo della cupola del Duomo.
Il ciclo di affreschi in Sant'Egidio
Tra il gennaio 1451 e il settembre 1453, Andrea del Castagno fu impegnato nel completamento del ciclo di Storie della Vergine nel coro della chiesa di Sant'Egidio, presso l'ospedale di Santa Maria Nuova. Il ciclo era stato iniziato nel 1439 da Domenico Veneziano, con l'aiuto di Piero della Francesca, ma rimase interrotto. Secondo Vasari, Andrea avrebbe eseguito l'Annunciazione, la Presentazione al Tempio e la Dormitio, lasciando lo Sposalizio della Vergine incompleto, poi terminato da Alessio Baldovinetti nel 1461.

| Pittore | Periodo di attività | Ruolo |
|---|---|---|
| Domenico Veneziano | 1439-1445 | Ideatore e iniziatore |
| Andrea del Castagno | 1451-1453 | Esecutore delle scene principali |
| Alessio Baldovinetti | 1461 | Completamento del ciclo |
Mito e realtà: il presunto omicidio di Domenico Veneziano
Una celebre leggenda, tramandata dal Vasari, accusa Andrea del Castagno di aver ucciso Domenico Veneziano per impossessarsi del segreto della pittura a olio. Tale racconto è storicamente infondato: i documenti confermano che Domenico Veneziano morì nel 1461, ben quattro anni dopo Andrea, deceduto di peste il 19 agosto 1457. La figura di Andrea, descritta dal biografo come irascibile e violenta, riflette in realtà la forza drammatica e la tensione plastica che caratterizzano il suo stile, spesso in contrasto con l'eleganza disegnativa allora in voga a Firenze.
Stile e importanza nel contesto rinascimentale
L'arte di Andrea del Castagno si distingue per il plasticismo, la costruzione prospettica rigorosa e l'intento drammatico, che lo avvicinano alla vena più anticlassica di Donatello. Tra i suoi capolavori si annoverano gli affreschi del refettorio di Santa Apollonia, con la grandiosa Ultima Cena, e il ritratto equestre di Niccolò da Tolentino nel Duomo di Firenze. La sua eredità fu determinante per artisti come Antonio del Pollaiolo e influenzò profondamente la scuola toscana del XV secolo, spingendo la pittura verso una maggiore precisione del tratto incisivo.