Le suppellettili liturgiche: significato e funzione nel rito bizantino e latino

Le suppellettili liturgiche provenienti dall’Eparchia di Piana degli Albanesi costituiscono uno straordinario strumento per accostarsi alla particolare configurazione religiosa e culturale di quella comunità, tenacemente ancorata ad una tradizione, ma anche profondamente radicata nel territorio che l’ha accolta. L’incontro tra il mondo bizantino-greco ed il latino, tra la cultura albanese e quella siciliana, ha prodotto oggetti di oreficeria artistica impregnati di un profondo sensus fidei.

Mappa dell'Eparchia di Piana degli Albanesi e dei principali centri di produzione orafa siciliana (Palermo, Piana, Mezzojuso).

L'arte sacra tra funzione e liturgia

L’architettura e le arti sono strumentazioni che, in strettissima cooperazione, devono permettere al progetto di rispondere esattamente a ciò che gli viene chiesto. In tema cultuale, il fine diventa determinante: è “per la liturgia” che l’architettura e le arti costruiscono l’edificio. Il “per” la liturgia stabilisce un’identità che caratterizza l’oggetto sin dall’inizio, non come semplice fine utilitaristico, ma come modo d’essere in bellezza.

La vasca battesimale e i riti di iniziazione

È significativo che tra le più antiche opere rintracciate nel territorio dell’Eparchia, vi sia una “vasca battesimale” (η Κολυμβήθρα), strumento dei riti dell’Iniziazione cristiana, che trova diversa espressione nelle due Liturgie. La grande vasca di rame della fine del XVI secolo della chiesa di San Nicolò di Mira di Mezzojuso, espressione artistica di grande eleganza, è stata giustamente collocata storicamente nell’ambito della temperie manierista che vide protagonisti a Palermo i Gagini. L’opera, sostenuta da piedini zoomorfi e ornata da mascheroni, è strettamente raffrontabile con quella dipinta nel 1619 nella tela di Francesco Quaraisima.

La “vasca battesimale” ha grandi dimensioni per consentire di immergere agevolmente e far riemergere il battezzando, lavandolo nell’acqua santificata, detta appunto lustrale. Dopo l’invocazione dello Spirito Santo, viene amministrato il Battesimo mediante triplice immersione, simboleggiando, come scrive Giovanni Crisostomo, «la discesa agli inferi e l’uscita da questa dimora».

Fotografia di una vasca battesimale in rame del XVI secolo con dettagli dei piedini zoomorfi.

Vasi per gli oli santi e il Myron

Utilizzato dal sacerdote di rito bizantino-greco per le unzioni prebattesimali è il crisma o olio dei catecumeni, chiamato dalla liturgia “olio dell’esultanza”. Per l’amministrazione del Sacramento della Cresima ai neobattezzati viene adoperato il Santo Myron, unguento profumato consacrato dal Vescovo, che serve anche per la consacrazione delle icone, del calice e del discario. Questi oli sono contenuti in pregiati vasi, per lo più d’argento, che devono contenere all’interno una boccetta di vetro con una piccola asta per prelevare l’unguento.

Strumenti della Divina Liturgia: la lancia e il calice

Uno dei primi oggetti usati nella Protesi è la “lancia per il pane” (η lógχh), coltello a doppio taglio, cui viene associata l’immagine del soldato romano che ha trafitto il costato di Cristo sulla croce. La sua forma è genericamente di piccola lancia con manico cruciforme che serve al sacerdote per tagliare la prosforà, il pane fermentato offerto dai fedeli. Il calice (τò ποτήριον) è invece la suppellettile fondamentale, destinata a contenere il vino della celebrazione eucaristica e piccoli pezzi di pane con i quali vengono comunicati i fedeli.

Schema illustrativo degli strumenti liturgici bizantini: la lancia, il calice e il discario con l'asterisco.

Il discario e l'asterisco

Al posto della patena, nel rito bizantino-greco, è usato il discario (τò δισράριον), un piatto circolare metallico atto a contenere la prosforà. Sul discario si colloca l’asterisco (o Аστερίσκος), formato da due lamine metalliche incrociate che simboleggia la stella che guidò i Re Magi alla grotta di Betlemme. Tale oggetto è usato affinché il velo che copre il discario non venga a contatto con il pane eucaristico.

La conservazione delle Sacre Specie

Per conservare le Sacre Specie, nelle chiese bizantino-greche, servono suppellettili dalle coppe molto capienti. Una panciuta coppa caratterizza la pisside di argento dorato della chiesa di San Giorgio di Piana, eseguita da un ignoto argentiere siciliano degli inizi del XVII secolo. L’opera è caratterizzata da motivi ad arabeschi ed ingloba vari medaglioni raffiguranti Cristo Risorto, la Madonna con il Bambino, San Giovanni Evangelista e San Giorgio nell’atto di uccidere il drago.

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