Le Figlie del Sacro Cuore di Gesù: Spiritualità, Missione e Cammini di Rinnovamento

Le Figlie del Sacro Cuore di Gesù (FSCJ) vivono una vocazione che, per grazia, le associa all’opera redentrice di Cristo, abilitandole ad essere sue testimoni. Questa profonda associazione si manifesta attraverso la capacità di abitare il tempo e di riconoscerlo come spazio di salvezza, consapevoli che “Lui solo è Signore e sovrano del tempo”.

La Spiritualità del Tempo e della Speranza

L’immenso amore di Dio, rivelato nell’Incarnazione di Gesù, rende le Sorelle capaci di vivere ogni momento riconoscendolo come un segno del passaggio divino nella loro storia. Per discernere questo segno, è essenziale il dono del discernimento e una preghiera intensa, affinché la vita sia preparata e vissuta secondo il Cuore di Gesù. La virtù fondamentale che accompagna questo percorso è la speranza, un dono del Signore stesso. Tutto è già stato donato, anche ciò che non è ancora compiuto e che sembra oltrepassare i desideri umani.

simbolo del Sacro Cuore di Gesù

L'Eredità di Santa Teresa Verzeri e il Cammino di Emmaus

La Novena in preparazione alla celebrazione di Santa Teresa Verzeri è un momento per rianimare lo specifico dell’essere consacrate Figlie del Sacro Cuore di Gesù nell’attuale contesto di continuo cambiamento e sfida. Il Documento capitolare, frutto di un incontro significativo, viene approfondito per interiorizzare e vivere i suoi contenuti essenziali. Il richiamo al Vangelo, in particolare l'episodio dei discepoli di Emmaus, offre un orizzonte per rimanere alla scuola del Maestro e della Sua Parola di Vita.

Il Modello dei Discepoli di Emmaus

Il percorso dei discepoli di Emmaus offre un modello per la vita consacrata, articolato in tre tappe fondamentali:

  1. Dalle delusioni alla fiducia nel Cuore di Gesù: I due discepoli, delusi, tristi e sconsolati, decidono di tornare alla loro vita. Santa Teresa Verzeri invita a mettere le proprie delusioni e tristezze nel Cuore di Gesù, affermando: “Confessati al Sacro Cuore. Egli stesso si diletta di purificarti, di mondarti, di abbellirti l’anima. Sta sicura che Egli ti toglierà il cuore e ti darà il Suo” (dalle lettere Bg 14 luglio 1835).
  2. La Parola come luce negli avvenimenti: Essi parlano dell’accaduto e delle loro speranze deluse. Le Sorelle sono invitate a non fermarsi alla cronaca, ma a leggere gli avvenimenti alla luce della Parola, poiché “La lettura orante della Parola interpella, orienta, plasma la loro vita di Consacrate, apre alla realtà del mondo, fa cogliere e rispondere alle sfide con l’amore del Cuore di Gesù” (Cost. N°69).
  3. L'accoglienza fraterna e la Volontà di Dio: L’arrivo del “terzo” (Gesù) simboleggia l'impegno ad accogliere ogni sorella con un cuore che sa ascoltare e comprendere. La Fondatrice esortava: “Gl’interessi di ciascuna siano a tutte comuni: siano divisi fra tutte i piaceri e le afflizioni di ciascuna. Confortatevi, sollevatevi e consolatevi, vicendevolmente, con santo amore di carità…” (L. Dov. 2^ tappa Ritorno…). Gesù spiega loro, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, ciò che si riferisce a Lui in tutte le Scritture (Lc.). La domanda che sorge è se si è “donna di dura cervice”, incapace di riconoscere le meraviglie operate dal Signore. Santa Teresa scrive il 1° maggio 1848: “Siamo nella mani di un Dio troppo buono per temere che ne venga male: anzi, siamo certe per fede, che Dio dispone il tutto al meglio della sua gloria, e al vantaggio migliore dei suoi eletti”. Ogni avvenimento viene letto e vissuto alla luce della volontà di Dio, sempre segno d’amore. “...prendi il tutto dalle mani di Dio, anzi dall’amorosissimo suo Cuore, e tutto riuscirà facile, soave e dolce…” (Lett. del 5 gennaio 1840).
  4. La trasformazione del cuore e la missione: Il cuore dei due discepoli cambia, da cuore di pietra diventa cuore di carne. Gesù è nel cuore di ogni sorella, e l’invito è a “tutte riguardarle, quali sono, anime dilette di Dio, Spose di Gesù Cristo, e, come tali, venerarle dentro di voi e onorarle coi vostri modi” (L. Dov. 3^ tappa Verso dove…). I due, senza indugio, tornano a Gerusalemme per raccontare l'accaduto. La giornata è vissuta nella lode e nel ringraziamento al Signore, che salva sempre e si dona nell’Eucaristia, facendo memoria delle sue grandi opere. Se si comprende che Gesù conosce la verità piena del cuore di ogni uomo, per il quale ha donato la Sua vita, non si può restare indifferenti davanti a chi vive, lavora, soffre e muore senza averlo incontrato. La missione è meditare e custodire quanto le Costituzioni al N°36 affermano: “Fondano la loro identità missionaria nel mistero del Verbo Incarnato, - che passò facendo del bene a tutti - per la gloria del Padre, divengono prolungamento della sua umanità nella storia e cooperano con Lui all’opera della salvezza. Il loro primo apostolato è la testimonianza della vita consacrata”. Come i discepoli di Emmaus corrono ad annunciare che Cristo è vivo, anche le Figlie del Sacro Cuore sono chiamate a correre per annunciare che il Signore risorto è presente e cammina con loro. Santa Teresa scrive il 31 marzo 1844: ” Nella santa Pasqua si risorga con Gesù, e lo spirito sia allegro, l’anima sollevata, confortato il corpo e ferma la volontà in una vita migliore”.
ritratto di Santa Teresa Verzeri

Le Sorelle sono chiamate a ripercorrere queste tappe per riaffidarsi a Colui che tutto può e per annunciarlo risorto, diventando sempre più testimoni credibili dell’Amore che salva. La Santa Fondatrice intercede per il dono dell’ascolto profondo della Parola, affinché essa diventi vita. Come scrisse Santa Teresa: “Mie Care, voi sapete che in Società ho bisogno di sante: dunque nulla più mi sta a cuore che la vostra santificazione”.

La Missione Educativa e di Carità

Le Figlie del Sacro Cuore di Gesù sono chiamate ad essere un “piccolo granello di senape” che fermenta e dona senso, lasciandosi interpellare dalle “povertà vecchie e nuove”. Animate dalla carità del Cuore di Gesù, vivono la consacrazione a Dio nella comunione di vita con le Sorelle e nella disponibilità a farsi tutte a tutti, fino al dono della vita (Cs. 5). È fondamentale coltivare la relazione d’amore e adesione al Signore, nutrendosi della Sua Parola e del Pane di Vita, in una rinnovata esperienza di condivisione fraterna, vissuta nella “benevolenza le une verso le altre, nella misericordia e nel perdono vicendevole, come Dio ha perdonato a noi in Cristo” (Ef. 4,32).

Gli Inizi a Pontecorvo: L'Orfanotrofio per Fanciulle Povere

Un esempio significativo della missione educativa della congregazione risale al maggio 1875, quando un gruppo di Sorelle, guidate da Madre Elena Ottini, avviò un'opera a Pontecorvo. Questa iniziativa, supportata dal Signor Giuseppe Pellegrini che in esecuzione della volontà del fratello desiderava aprire un orfanotrofio per fanciulle povere, vide l’offerta della sua casa e di un cospicuo capitale alle Figlie del Sacro Cuore. Nonostante le difficoltà iniziali, l’amore con cui furono affrontate ha permesso di proseguire per lungo tempo un servizio cruciale per il bene della Chiesa: la formazione della mente e del cuore dei giovani. Le memorie dell’Istituto registrano anche eventi difficili, come la presa della cittadina di Pontecorvo il 1° novembre 1943.

illustrazione di suore che insegnano a bambini in un orfanotrofio del XIX secolo

Il Governo della Congregazione e le Nuove Direzioni

La bellezza e l’attrattiva della vita consacrata risiedono nel permanere nella gioia che trova radice nell’ascolto credente e perseverante della Parola di Dio, come richiamato da Papa Francesco, nel “camminare con quella virtù che è una virtù pellegrina: la gioia!”. Il ritorno al Vangelo, evidenziato dal Documento del XXVIII Capitolo Generale, offre l'orientamento per rimanere alla scuola del Maestro e accettare di lavorare nella Sua vigna, aperte al “bene possibile” e capaci di misurarsi con certezze provvisorie e provocazioni continue.

Il XXVIII Capitolo Generale del 2014

Dal 7 al 29 luglio 2014, nella Casa Madre a Bergamo Alta, luogo che ha visto i primi passi dei Fondatori, è stato celebrato il XXVIII Capitolo Generale della Congregazione. È stato un tempo di grazia per tutte le Sorelle capitolari, un nuovo “ANDIAMO” verso una comprensione più chiara della “Identità apostolica della FSCJ, in un mondo in continuo cambiamento, essenzialità e flessibilità”. La Madre Generale neoeletta, Suor Beatrice Dal Santo, ha espresso profondo ringraziamento per l’accoglienza e i messaggi augurali ricevuti, avvertendo il sostegno di Sorelle, laici consacrati, collaboratori e amici in diverse parti del mondo.

foto di gruppo di un capitolo generale di religiose

Il Capitolo è stata un’esperienza di fede caratterizzata da comunione, speranza e gioia. Il Cuore di Gesù ha rafforzato il senso di appartenenza e ha fatto gioire per la bellezza e la ricchezza delle diversità. Con fiducia, la Congregazione affida alla misericordia del Padre la propria povertà, certa che Egli la trasformerà in saggezza, grazia, luce e fecondità apostolica.

Orientamenti Futuri e Cammini di Rinnovamento

Terminato il Capitolo, il nuovo governo ha iniziato il proprio servizio, anche con l'ausilio dei mezzi di comunicazione. Si apre ora un tempo speciale di preparazione ai Capitoli Provinciali e all’Assemblea per la Viceprovincia dell’Africa, con il rinnovo del governo. Dall’inizio di novembre, la Madre Generale ha intrapreso viaggi per raggiungere le Sorelle nei diversi Organismi per le celebrazioni capitolari, sempre accompagnata da una Consigliera Generale. Le Superiore provinciali, viceprovinciali e le delegate al Capitolo hanno il compito di “raccontare” il vissuto e trasmettere le linee orientative e i “cammini possibili” per il prossimo sessennio.

La preghiera è essenziale per discernere con sapienza ciò che piace a Dio e intraprendere con coraggio i cammini di rinnovamento indicati dal Capitolo per ogni FSCJ e per la Congregazione. I Fondatori sono sentiti vicini e presenti, la loro guida è invocata per la Congregazione e per questo tempo di grazia e di animazione capitolare, accogliendo gli orientamenti e le decisioni per il futuro. Con disponibilità di cuore e di mente, le Sorelle rimangono aperte e creative, specialmente nell’Anno dedicato alla Vita Consacrata, come occasione propizia per risvegliare la chiamata a vivere la grazia della santità anche nelle fragilità e provvisorietà. Santa Teresa Verzeri, alla cui intercessione ci si affida, ottenga dal Cuore di Gesù le grazie necessarie per camminare la via della santità.

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