Il Contesto Storico dell'Impegno Femminile Cattolico in Sardegna
A partire dalla metà dell’Ottocento e per quasi tutto il Novecento, vere e proprie protagoniste della creazione e direzione delle opere assistenziali ed educative in tutto il mondo cattolico occidentale furono le donne. La storiografia sulle donne come "genere" ha posto le fondamenta per una documentazione sull'attività femminile nel passato.
In Sardegna, Lu Bagnu, frazione di Castelsardo, fu un esempio significativo di tale impegno. Grazie alle sue spiagge lunghe, ai fondali bassi e alla facile accessibilità, a partire dal secondo Dopoguerra, questo tratto di costa dell’Anglona conobbe un rapido sviluppo, diventando un crocevia di istituti di carità, presso cui centinaia di bambini trascorrevano l’estate.

Madre Maria Paola Muzzeddu: La Fondatrice delle Figlie di Mater Purissima
La figura centrale nella storia delle suore celestine è Madre Maria Paola Muzzeddu (Aggius, 26 febbraio 1913 - 12 agosto 1971), religiosa italiana e fondatrice della Compagnia delle Figlie di Mater Purissima. Nata ad Aggius da una famiglia di piccoli agricoltori, ricevette una fervente educazione cattolica, che fin da subito improntò la sua vita spirituale sulla preghiera e sulla penitenza.
A causa delle modeste condizioni economiche familiari, nel 1937 i genitori la mandarono a Sassari, dove trovò lavoro come sarta e sbrigò lavori domestici, pur mantenendo la speranza di una vita migliore. Nel 1943, mentre Sassari era sotto i bombardamenti, Paola si trasferì con un'amica a Viddalba-Li Reni, alloggiando presso alcuni parenti. L'abitazione isolata favorì il raccoglimento, e Paola continuò i lavori di sartoria e perseverò nella preghiera.
Desiderava poter aprire un luogo dove accogliere le giovani più sfortunate per accompagnarle verso una vita migliore, sia spiritualmente che professionalmente. Il 23 dicembre 1943 è il giorno a cui si fa risalire l'ispirazione della Beata Vergine Maria che la spinse a creare una comunità religiosa finalizzata a promuovere la beatitudine della purezza di cuore. Il suo fervore e impegno aumentarono costantemente.

La Nascita delle Suore Celestine
A partire dal 5 ottobre 1947, Paola, insieme a Maria Lepori e altre quattro giovani donne, si unì in vita comune, vivendo come suore. La fondazione dell'Opera iniziò ufficialmente il 5 dicembre 1947 a Sassari. L'8 dicembre 1948, Arcangelo Mazzotti, arcivescovo di Sassari, consegnò loro l'abito religioso.
Nacque così la Società delle Figlie di Mater Purissima, note anche come suore celestine per via del colore del loro abito, ispirato dalle sembianze che avrebbe assunto la Madonna apparsa a Paola Muzzeddu, ovvero ammantata di celeste. Madre Maria Paola assunse la guida della piccola comunità, esercitando la sua autorità con gentilezza ed esempio. Negli anni seguenti, la piccola comunità si sviluppò accogliendo molte vocazioni, tanto che, nonostante la mancanza di risorse finanziarie, furono avviate nuove fondazioni di conventi nel Nord Sardegna.
L'Impronta delle Suore Celestine a Castelsardo
La missione di Madre Maria Paola Muzzeddu si concretizzò nella costruzione di diverse opere, tra cui scuole materne a Viddalba e Perfugas, la casa madre a Sassari con pensionato per studentesse, cappelle e case di riposo in vari centri, e una significativa casa vacanze sul litorale di Castelsardo.
A Castelsardo, nella frazione di Lu Bagnu, la presenza delle Suore Celestine è così radicata che una delle discese al mare più conosciute è denominata la "discesa delle Celestine". Questa discesa consente di accedere alla parte più occidentale del litorale di Lu Bagnu, alla fine del centro abitato. Il nome della discesa è legato all’edificio che sormonta la scogliera, l'istituto religioso delle suore Celestine.
La spiaggia adiacente, sabbiosa con alcune rocce sparse, ha un aspetto più selvaggio rispetto alle precedenti e non offre servizi diretti, se non un ampio parcheggio gratuito. Il fondale di media profondità, parzialmente roccioso, comporta maggiori cautele per il bagno, ma mette in risalto le molteplici tonalità del mare. Queste caratteristiche, nel complesso, rendono la zona più tranquilla e meno frequentata anche nei mesi estivi. A ovest, la sabbia lascia il posto a spettacolari scogliere, con pareti verticali corrose dal vento e rocce scure che si inabissano nel mare, rendendo la passeggiata lungo la scogliera, fino alla non lontana Punta La Capra, molto suggestiva.

11 Castelsardo Lu Bagnu
L'Orfanotrofio di Lu Bagnu e l'Impegno Caritativo Locale
Precedentemente alla piena affermazione degli istituti di carità moderni, Lu Bagnu aveva già una storia di accoglienza. Non era il classico villaggio di pescatori, ma, sorprendentemente, un orfanotrofio. Al suo interno, dalle finestre senza più vetri, la sabbia spazzata dal maestrale ha preso possesso, diventando l’elemento principale. Sebbene sia difficile ripercorrere le vite degli orfani ospitati nel "Sacro Cuore", è evidente che Lu Bagnu fu eletta a sede ideale per colonie estive e istituti per l'infanzia, contribuendo al suo sviluppo come crocevia di opere caritative in Sardegna.

Eredità e Processo di Canonizzazione di Madre Maria Paola Muzzeddu
Su ordine del suo confessore, Madre Maria Paola tenne un diario dal 1927 al 1956, in cui descrisse vessazioni diaboliche, dallo scoraggiamento all'aggressione fisica. L'8 dicembre 1968, Madre Maria Paola sentì che il Signore la chiamava all'offerta della vita per la santificazione dei sacerdoti e la purezza del Popolo di Dio. Accettò la prova e, dopo tre anni di sofferenza, morì all'età di 58 anni, proprio al suono dell'Angelus.
La sua salma prese subito la via per Sassari per la tumulazione solenne alla presenza di alte autorità religiose e civili. L'inchiesta diocesana sulla vita, virtù e fama di santità di Madre Maria Paola Muzzeddu è iniziata l'11 giugno 1992 e si è conclusa il 7 dicembre 2004. Nel 2013, la comunità parrocchiale di Aggius celebrò il centenario della sua nascita, con messe concelebrate dal vescovo di Tempio-Ampurias e dall'arcivescovo di Sassari, alla partecipazione delle celestine provenienti da tutta la Gallura e l'Anglona. Il ricordo della sua vita e delle sue opere continua a restare vivo, alimentando la speranza di vederla salire agli onori degli altari.
Restano in terra tante reali testimonianze della sua opera e a ricordo di questa, come la grande chiesa realizzata a Viddalba, in località Li Reni, punto di avvio della sua missione terrena e luogo dove le sarebbe apparsa la Madonna.

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