Suor Maria Goglia: Eroismo e Salvezza nella Roma Occupata

La figura di Suor Maria Goglia emerge come un simbolo di coraggio e umanità nel drammatico contesto della Seconda Guerra Mondiale. Originaria di Vitulano, un piccolo paese della provincia di Benevento dove nacque nel 1910, Suor Maria è stata riconosciuta come "Giusta" per aver salvato la vita a decine di famiglie ebree e militari italiani durante l'occupazione nazi-fascista di Roma.

Il suo impegno eroico si svolse mentre era vicaria presso l’Istituto delle Suore Compassioniste Serve di Maria di Via Torlonia a Roma, a pochi passi dalla residenza di Mussolini e dal quartier generale tedesco. L'Associazione Gariwo Giardino dei Giusti l'ha inserita tra i Giusti per l'opera svolta, salvando circa 60 ebrei, con una cerimonia ufficiale prevista al Giardino della Memoria di Milano il 6 marzo 2024, in occasione della Giornata dei Giusti.

Ritratto fotografico di Suor Maria Goglia, suora sorridente e determinata

Roma Sotto Occupazione Nazi-Fascista (1943-1944)

La storia di Suor Maria Goglia e delle consorelle dell'Istituto delle Suore Compassioniste Serve di Maria a Roma è una testimonianza di impegno civile in soccorso di tantissime persone perseguitate dal nazi-fascismo. Il loro impegno ebbe luogo a Roma tra il settembre 1943 e il giugno 1944. In quei mesi, nonostante Roma godesse dello status di Città Aperta, la città subì terribili mesi di occupazione da parte delle forze tedesche. Questo periodo culminò drammaticamente nel rastrellamento del ghetto ebraico nell’ottobre 1943, durante il quale le forze naziste, con la collaborazione dei loro alleati fascisti, arrestarono 1256 persone, inclusi 207 bambini.

Prima ancora del rastrellamento degli ebrei romani, i nazi-fascisti si concentrarono sui militari italiani che, in seguito alla dissoluzione del Regio Esercito Italiano, si rifiutarono di prestare giuramento a Mussolini. Nel convento di via Torlonia, dove Suor Maria Goglia sostituiva come vicaria la madre superiora assente per motivi di salute, un semplice muro separava il giardino delle suore dal comando tedesco. Nonostante questa vicinanza pericolosa, dall’8 settembre 1943 al giugno del 1944, Suor Maria diede rifugio a famiglie di ebrei e militari, mettendo a rischio la sua vita e quella delle 14 consorelle presenti nel convento.

Mappa del quartiere di Villa Torlonia a Roma con l'indicazione del convento delle Suore Compassioniste e della sede del comando tedesco

L'Opera di Salvataggio e le Strategie Adottate

Nel settembre 1943, pur non essendo la superiora della casa religiosa, Suor Maria non esitò ad agire, mettendo in atto provvedimenti immediati e adatti alle nuove circostanze. Con prudenza e intelligenza, coinvolse le consorelle, che collaborarono attivamente. Scelse la giovane Suor Valeria Bortone come sua stretta collaboratrice, confidandole le situazioni di massimo riserbo. Per evitare prove compromettenti, non utilizzò diari o documenti vari, che avrebbero potuto costituire motivo di accusa per le suore, per i rifugiati e per i loro familiari.

Suor Maria e le sue consorelle adottarono diverse strategie per salvare e proteggere le persone. Oltre a offrire ospitalità, faceva vestire abiti religiosi alle donne ebree all'occorrenza, per farle passare come suore e facilitarne la circolazione e la fuga. Forniva inoltre tessere annonarie e documenti falsi, nel pieno rispetto delle tradizioni religiose degli ebrei. Un ruolo fondamentale fu la collaborazione con la DELASEM (Delegazione per l’Assistenza degli Emigranti Ebrei), un'organizzazione resistenziale ebraica che aiutava gli ebrei italiani a sfuggire alla persecuzione nazi-fascista tramite la distribuzione di aiuti economici e l’erogazione di documenti utili per evitare l'identificazione da parte delle truppe occupanti.

Grazie a queste azioni coraggiose, Suor Maria Goglia e le consorelle salvarono un gran numero di vite, tra cui decine di militari italiani sbandati e oltre sessanta persone ebree, in gran parte donne, che trovarono salvezza nell'Istituto di via Torlonia. Dopo la liberazione, Suor Maria restituì alle donne ebree quanto le avevano affidato, dimostrando un'integrità esemplare. L’eroicità di Madre Maria Goglia va riconosciuta nel portare avanti il disegno di salvezza delle persone accolte nell’Istituto, che furono protette, curate e incoraggiate a superare un terribile momento di forte paura.

Coraggio, Prudenza e Umanità di Suor Maria

I testimoni dell'epoca la ricordano come una donna sempre sorridente, dolce ma energica, capace di confortare tutti con la sua presenza e le sue parole, nonché estremamente rispettosa delle tradizioni e della fede ebraica. La sua capacità di operare sempre con prudenza e intelligenza, pur mettendo a rischio la propria vita per nove mesi di occupazione, evidenzia una forza d'animo straordinaria.

Il riconoscimento della Croce al Valor Militare "sul campo" conferito a Suor Maria Goglia testimonia che ella "combatté" seriamente, a rischio della sua vita, per una giusta causa, salvando tante vite. Questa ricompensa sottolinea la complessità dei problemi organizzativi e finanziari che Suor Maria dovette affrontare e risolvere, e i pericoli a cui si espose in un periodo in cui il sospetto, l’invidia e la delazione erano diffusi in tutta la capitale. Per ben tre volte, ella seppe sventare ogni intrigo, ispirata dalla profonda coscienza di agire in obbedienza a un comandamento superiore, in contrasto con i decreti di un governo illegale.

I Riconoscimenti Ufficiali

Al termine della guerra, l’eroicità di Suor Maria Goglia fu ufficialmente riconosciuta. Nel 1946, ricevette dalle mani del generale Roberto Bencivenga la Croce di Guerra al Valor Militare "sul campo", con una cerimonia tenutasi nel convento. Questo riconoscimento fu poi ufficialmente decretato dal Ministero della Difesa, a firma dell’onorevole Paolo Taviani, nell’aprile del 1954.

Il Generale Roberto Bencivenga, nel conferire la ricompensa, dichiarò:

“Ecc.ma Madre Superiora, Rev.da Vicaria, Suore, Signore e Signori, ho l’onore di comunicare che il Comandante Civile e militare di Roma ha conferito la croce di guerra al valor militare sul campo a Suor Maria Goglia, Vicaria dell’Istituto delle Suore Compassioniste Serve di Maria. Con questa ricompensa, unica concessa a religiose e della quale pochissime donne sono state insignite, il fronte Militare Clandestino di Roma intende riconoscere l’opera altamente patriottica svolta con profondo spirito umanitario, grande capacità organizzativa, sereno sprezzo del pericolo da Sr Maria durante il periodo di occupazione tedesca. Basta questa schematica elencazione a far intravedere la complessità dei problemi organizzativi e finanziari che Sr Maria ha dovuto affrontare e risolvere; a far comprendere a quali pericoli si sia esposta in un periodo in cui il sospetto, l’invidia, la delazione avevano irretito l’intera capitale. Per ben tre volte, però, la Suora, certo ispirata dall’alto, seppe sventare ogni intrigo. [...] Il riconoscimento del Fronte Militare Clandestino oltre che alla Vicaria va altresì all’Istituto, a quell’organismo cioè che - grazie ai suoi mezzi, alle sue possibilità finanziarie e organizzative, ai nobili fini costantemente perseguiti - consentì la realizzazione delle iniziative di Suor Maria; va in particolare alla reverendissima Madre Superiora che nella sua saggezza ha ispirato e favorito col consiglio e coll’azione ogni disegno della sua figliola; va a tutte le suore, appassionate ed instancabili collaboratrici della loro sorella nella comune opera cristiana e patriottica.”

A partire dal 1997, i suoi parenti hanno avviato l'iter per farla riconoscere come "Giusta tra le Nazioni" dallo Yad Vashem di Gerusalemme. La candidatura di Suor Goglia è stata presentata nel febbraio 2023 dal Centro Studi del Sannio, attraverso il Direttore Prof. Paolo Palumbo, e sostenuta dalle approfondite ricerche storiche condotte da Fr. Davide Panella ofm.

Scheda storica o infografica sui criteri per il riconoscimento di

Memoria e Diffusione della Storia

La storia dell'impegno di Suor Maria Goglia e del salvataggio di decine di militari italiani ed ebrei è stata oggetto di diverse iniziative di ricordo e diffusione. Nel 2022, Fr. Davide Panella ofm ha dato alle stampe il volume "Suor Maria Goglia. Elmetto e Soggolo", Edizioni Realtà Sannita, che ricostruisce nei dettagli l’opera coraggiosa svolta da Suor Goglia.

In Italia, si sono moltiplicate le iniziative che ne ricordano la figura e l’opera. A Vitulano, suo paese natale, il Comune ha deciso di intitolare una strada a Suor Maria Angela Goglia. La sua storia, fatta di audacia, dolcezza e carità cristiana, continua a ispirare anche attraverso l'arte. Il medico e psicoterapeuta varesino Gaetano Giovi, colpito dal personaggio, ha scritto un atto unico teatrale per celebrare questa nobile figura, portato in scena per la prima volta l'8 dicembre dello stesso anno al Teatro di S. Ambrogio e successivamente, l'8 febbraio, a Palazzo Estense. Giovi ha avuto l'onore di partecipare alla cerimonia ufficiale di proclamazione di Suor Maria come Giusta tra le Nazioni il 6 marzo 2024 al Giardino della Memoria di Milano, su invito dei suoi parenti.

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