Giugliano in Campania, situata nella provincia metropolitana di Napoli, è un comune di notevole estensione e con una storia antica. Il suo territorio, parte della Pianura Campana, si estende dalla zona settentrionale confinante con il casertano, a sud con i Campi Flegrei, fino al litorale del Domitio. La morfologia del terreno è prevalentemente pianeggiante, con un unico rilievo significativo, il Monte San Severino, e un tratto costiero basso e sabbioso che si estende per circa 2,5 km, includendo la Marina di Varcaturo e Lido di Licola. All'interno del suo territorio si trova il suggestivo Lago di Patria.

Origini del Nome e Prime Colonizzazioni
Le origini del nome "Giugliano" sono oggetto di diverse ipotesi. Una tradizione suggerisce una fondazione da parte di coloni greci provenienti da Cuma nel V secolo a.C., che avrebbero chiamato il villaggio "Lilianum" per la diffusa presenza di gigli (dal latino lilium). Un'altra teoria fa risalire il nome all'antroponimo latino Julius, ipotizzando la presenza di una villa di Giulio Cesare nell'area, da cui sarebbe derivato "Iulianum". Questa seconda ipotesi è supportata da fonti medievali e tradizioni locali, ma mancano conferme archeologiche dirette. La tesi più accreditata lega il toponimo al nome latino Iulius con il suffisso -anus, indicando l'appartenenza alla gens Iulia, una delle più importanti famiglie patrizie romane. L'ipotesi di una derivazione dal culto di San Giuliano è invece considerata improbabile.
Il territorio giuglianese fu abitato fin dall'età del ferro da tribù italiche. Tra il V e il IV secolo a.C., gli Osci si stabilirono nell'area, fondando centri come Atella e Liternum. Quest'ultima, situata sulle sponde del Lago Patria, prosperò sotto il dominio romano. Numerosi reperti archeologici testimoniano la presenza di insediamenti romani.
Liternum: Un Centro Romano sulle Sponde del Lago Patria
La zona attorno al Lago Patria era abitata fin dalla preistoria. Successivamente, popolazioni di stirpe osca vi crearono un insediamento. Nel 194 a.C., i Romani ampliarono l'area con la fondazione di Liternum, una colonia marittima assegnata ai veterani della Seconda Guerra Punica. Tra questi vi era Publio Cornelio Scipione l'Africano, che scelse Liternum come luogo di esilio e vi morì nel 183 a.C. in una villa fortificata. Liternum raggiunse il suo massimo splendore in epoca augustea, grazie anche alla costruzione della Via Domiziana che ne migliorò i collegamenti. Tuttavia, a partire dalla tarda età imperiale, la città subì un progressivo abbandono.

Il Medioevo e il Periodo Feudale
L'anno 1207 segnò una svolta importante con la distruzione di Cuma da parte dei Napoletani. I Cumani fuggiaschi trovarono rifugio a Giugliano, portando con sé il clero e il Capitolo Cattedrale, e trasferendo il culto di San Massimo e Santa Giuliana. I primi documenti che attestano l'esistenza di Giugliano come centro feudale risalgono al 1270. Nel corso dei secoli, il territorio fu gestito da diverse famiglie feudatarie, tra cui i Trotta, i Varavalla, gli Aversano, i Vulcano, i Filomarino, i Pignatelli e i D'Aquino.
Nel 1495, Carlo VIII di Francia donò una quota feudale al conte Michele Riccio. Successivamente, nel 1536 e nel 1542, le famiglie Carbone e Carafa vendettero le loro quote a Cosimo Pinelli. Sotto la signoria dei Pinelli, Giugliano ottenne la giurisdizione amministrativa e nel 1545 venne edificato il Palazzo ducale, che divenne il centro del potere locale. Questo periodo vide un notevole sviluppo economico, culturale e sociale per l'universitas di Giugliano.
Dalla Signoria dei D'Aquino alla Fine del Feudalesimo
Nel 1639, Cesare D'Aquino acquistò le quote dei Pinelli, dando inizio a un periodo di caos e malcontento popolare a causa dei soprusi subiti. Nel 1647, Enrico II di Guisa stabilì il suo accampamento a Giugliano con circa 5000 soldati. Nel corso del Seicento, la famiglia Mancini esercitò probabilmente la baronia di Giugliano. Nel 1691, il feudo passò a Francesco Grillo, che ottenne il titolo di "Duca di Giugliano". Dopo la morte del Duca Domenico Grillo senza eredi, il feudo tornò alla Regia Corte.
Il Decennio francese, con Giuseppe Bonaparte, portò all'emanazione delle Leggi eversive della feudalità, decretando la fine dei privilegi feudali e l'inizio dell'amministrazione comunale.
Crescita Demografica e Sviluppo Urbanistico
A partire dagli anni '60 e con maggiore intensità tra gli anni '70 e '90, Giugliano in Campania ha sperimentato un significativo incremento demografico, dovuto principalmente ai flussi migratori interni provenienti da Napoli. Questo fenomeno è stato attratto dai costi abitativi più contenuti rispetto al capoluogo. La crescita della popolazione ha portato a un notevole sviluppo urbanistico, con un'espansione concentrata soprattutto nelle periferie. Negli anni '80, l'arrivo di numerosi terremotati e la crescente domanda di alloggi hanno favorito la costruzione di nuovi edifici, inclusi quelli prefabbricati e, in alcuni casi, abusivi.
La distribuzione della popolazione sul territorio è risultata disomogenea. L'abitato centrale si trova nella zona orientale del comune, formando un unico agglomerato con comuni limitrofi come Qualiano, Mugnano di Napoli, Villaricca e Melito. La frazione Lago Patria, che include le località di Lago Patria, Varcaturo e una parte di Licola, si trova più distante dal centro e talvolta carente di alcuni servizi.

Patrimonio Culturale e Religioso
Giugliano in Campania vanta un ricco patrimonio di luoghi di culto. Tra questi spiccano:
- Chiesa di Santa Sofia (XVII secolo): progettata da Domenico Fontana e completata da Domenico Antonio Vaccaro.
- Chiesa di Sant'Anna: esistente già nel XIV secolo.
- Chiesa di San Giovanni a Campo (detta anche Madonna delle Grazie): di probabile origine antecedente all'anno mille, presenta interni in stile gotico del XV secolo.
- Chiesa di San Nicola.
- Complesso di Santa Maria delle Grazie (detto anche Chiesa e convento dei monaci).
- Chiesa di Santa Maria della Purità (o delle Anime del Purgatorio): progettata da Domenico Antonio Vaccaro, con stucchi interni e cupola rivestita di mattonelle.
- Chiesa delle Concezioniste.
- Chiesa di San Rocco: edificata ampliando una cappella seicentesca.
- Cappella di San Nicola di Bari (XX secolo).
Il Palazzo Pinelli, noto anche come Palazzo Palumbo, fu edificato nel 1545 da Giovanni Francesco di Palma su commissione di Cosimo Pinelli. Originariamente dotato di una torre, ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli. Dopo essere appartenuto ai Grillo, nel 1795 fu acquistato dai Colonna di Stigliano, che effettuarono lavori di restauro in stile pompeiano, arricchendo il palazzo con una cappella privata, un teatrino, un giardino monumentale e un museo delle cere. Molte stanze conservano affreschi antichi.
Il Conservatorio delle orfane (XVII - XIX secolo) e diverse ville in stile Liberty di inizio '900, concentrate principalmente in via A. M., completano il patrimonio architettonico.

Santi Patroni di Giugliano
Giugliano in Campania celebra due santi patroni: San Giuliano e la Madonna della Pace.
San Giuliano di Sora (dal latino Julianus, appartenente alla gens Iulia) dedicò la sua vita all'apostolato. Abbandonata la Dalmazia in giovane età, si diresse in Campania per svolgere un'intensa opera evangelizzatrice. Fu arrestato e condotto a Sora, dove subì il martirio. Le sue reliquie furono ritrovate nel 1614 e portate a Sora. Nel corso dei secoli, Giugliano ha avuto diversi santi protettori. In epoca antica, S. Anna era considerata la patrona. Successivamente, con l'arrivo dei Cumani nel 1207, si diffuse il culto di Santa Giuliana Martire. Nel 1526, Santa Sophia divenne la nuova patrona. L'11 aprile 1622, una delegazione di giuglianesi ottenne dal Vescovo di Sora parte delle reliquie di San Giuliano Martire, proclamandolo ufficialmente Patrono della città.
Il culto della Madonna della Pace ha origine nel XV secolo, legato al ritrovamento di una statuina raffigurante la Vergine.
La Città Romana di Liternum: Un'Analisi Archeologica
La città romana di Liternum, fondata nel 194 a.C. come colonia marittima, rappresenta un sito archeologico di grande importanza. La sua storia è strettamente legata a Scipione l'Africano, che vi si ritirò in esilio e vi morì. Gli scavi archeologici, condotti tra il 1932 e il 1937, hanno rivelato importanti strutture urbane, tra cui il Foro, il Capitolium, la Basilica, il Teatro, un anfiteatro, quartieri abitativi e tratti della viabilità urbana.

Insediamenti Rurali e Borghi Storici
Le campagne giuglianesi sono caratterizzate da un fitto reticolo di Masserie, attorno alle quali si è sviluppata una civiltà contadina che è sopravvissuta fino al XX secolo.
Tra i borghi storici degni di nota:
- Casacelle: il cui toponimo potrebbe derivare dalla dea latina Cerere, con presunto insediamento romano e ritrovamenti di lapidi delle famiglie Verria e Plinia. Nel XV secolo divenne una grancia del monastero di San Martino.
- Zaccaria: un complesso di fabbricati che include una chiesetta dedicata a San Francesco.
- Torre San Severino: un complesso monumentale, un tempo proprietà del monastero dei ss. Severino e Sossio di Napoli. Include un'antica torre costiera utilizzata per l'avvistamento dei Saraceni.
Le edicole votive, molte delle quali risalgono al Settecento, ornano ancora oggi palazzi e strade del centro storico, testimoniando una profonda devozione popolare.
Evoluzione Demografica: Da 3.000 a Oltre 120.000 Abitanti
L'analisi dei documenti storici permette di tracciare l'evoluzione demografica di Giugliano. Attorno al 1550, la città contava circa 3.000 abitanti. Nel 1711, lo storico Fabio Sebastiano Santoro registra 6.240 abitanti, cifra che raggiunse 8.106 nel 1798. Al censimento dell'Unità d'Italia, la popolazione era di 10.000 abitanti, raddoppiando a 20.000 nel 1931. Nel 1985, la popolazione era di circa 50.000 abitanti, per poi superare i 100.000 nel 2006. Al 1º gennaio 2024, Giugliano in Campania conta 124.977 abitanti, di cui 6.431 stranieri (5,2% della popolazione residente).
L'intenso raddoppio della popolazione in poco più di vent'anni ha reso Giugliano la città italiana non capoluogo di provincia più popolosa. Questo fenomeno è stato alimentato dall'arrivo di persone dalla periferia di Napoli e dall'immigrazione straniera, comportando una crescita urbanistica significativa.
La Crisi dei Rifiuti e il SISP di Taverna del Re
Nella località Taverna del Re, situata tra Giugliano e Villa Literno, è stato insediato il SISP (Sistema Integrato di Stoccaggio Provvisorio) di Taverna del Re. Questo sito, uno dei più grandi della regione per lo stoccaggio di rifiuti imballati, è stato utilizzato in diverse occasioni durante la crisi dei rifiuti in Campania.
Elementi di interesse storico-artistico: gli acquedotti romani
La zona di Tivoli, sebbene non direttamente parte di Giugliano in Campania, presenta un notevole interesse storico-artistico legato agli acquedotti romani. La Via Empolitana, un'antica via consolare, collegava Tivoli a diverse località. Tra il 2018 e il 2019 è stato edificato il "Ponte degli Acquedotti" in località Arci, sul fosso di Empiglione, per limitare il traffico locale sulla via che passa sotto gli archi superstiti dell'Aqua Marcia (144-140 a.C.) e dell'Anio novus (38-52 d.C.).
I resti degli acquedotti nella valle sono imponenti. Si distinguono la lunga serie di arcuazioni dell'Anio novus sulla sponda sinistra e gli ultimi archi di entrambi gli acquedotti. L'alto arco dell'Anio novus, in laterizio, risale all'età severiana ma ingloba la struttura primitiva in blocchi di travertino. Sopra l'arco si erge una torretta medievale. L'arcata della Marcia, più bassa, conserva la ghiera a blocchi di tufo. Sotto l'arco, adeso al piedritto, corre lo speco dell'Anio vetus, il secondo acquedotto pubblico di Roma.
Non lontano dalla Marcia, è stato ritrovato uno dei cippi numerati dell'acquedotto (n. 863), datato al restauro augusteo (11-4 a.C.). Questi cippi, in travertino, riportavano il nome dell'acquedotto, dell'imperatore Augusto, il numero di riferimento e la distanza dal cippo precedente, facilitando la localizzazione dei punti di intervento per le maestranze addette alla manutenzione delle acque.

L'Anio Novus, insieme all'acquedotto Claudio, fu iniziato da Caligola nel 38 d.C. e terminato da Claudio nel 52 d.C. Sulla Via Empolitana, vicino al casello autostradale della A24, si osserva un lungo tratto dell'Anio Novus. Rodolfo Lanciani, nei suoi scritti, descrive le due file di fornici ben conservate nella gola che divide il monte di Castelmadama dal colle Papese: la più alta (270 m) appartiene all'Aniene nuovo, mentre l'inferiore (257 m) alla Claudia. Attorno alle pendici del colle Papese, i due spechi sono visibili a fior di terra.
Il colle che unisce il Papese al Monitola è attraversato dalla Claudia con una galleria profonda. Presso il bivio delle strade di Castelmadama e Ceciliano, l'acquedotto si divide dall'Aniene nuovo e attraversa la valle con strutture imponenti.