San Padre Pio da Pietrelcina, nato Francesco Forgione il 25 maggio 1887 a Pietrelcina, è uno dei santi più venerati della Chiesa cattolica moderna. La sua vita, segnata dalla preghiera, dalla sofferenza e dai miracoli, ha toccato milioni di persone in tutto il mondo. Figura mistica e soprannaturale, è noto soprattutto per aver ricevuto le stimmate, i segni delle ferite della Passione di Cristo, e per la sua immensa devozione alla Messa e alla confessione. Canonizzato da Papa Giovanni Paolo II nel 2002, Padre Pio è oggi un simbolo di santità, compassione e umiltà. Ben prima che la Chiesa lo proclamasse Santo, il frate di Pietrelcina godeva già di una devozione popolare sterminata che lo rende uno dei Santi più amati e venerati dell’età contemporanea.
L'Infanzia, la Vocazione e i Primi Anni di Sacerdozio
Francesco Forgione nacque in una modesta famiglia di agricoltori, Grazio e Giuseppa, molto pia, che gli trasmise un profondo amore per la fede cattolica. Fin da piccolo mostrò segni di santità, ricevendo visite frequenti di Gesù e Maria, vedendo demoni e angeli. Poiché pensava che tutti avessero queste facoltà, non ne faceva parola con nessuno. All'età di 15 anni, il 22 gennaio 1903, entrò nell'ordine francescano dei cappuccini, prendendo il nome di "Fra Pio". La sua formazione religiosa fu segnata da una salute cagionevole, che lo costrinse a tornare temporaneamente a casa per curarsi. Nonostante i problemi di salute, che i medici davano per polmonite grave con poco da vivere, Padre Pio perseverò nella sua vocazione e fu ordinato sacerdote il 10 agosto 1910, con un anno d’anticipo rispetto alle norme del diritto canonico.

Secondo gli agiografi, ma anche per logica, la sua trasformazione e sofferenza fisica si manifestò dopo la sua ordinazione sacerdotale, con la comparsa sulle mani delle stimmate "provvisorie". Fra' Pio comunicò in una lettera indirizzata al padre spirituale di San Marco in Lamis che la prima volta fu l'8 settembre 1911; il fenomeno si ripeté per quasi un anno, ma il suo silenzio era dovuto alla vergogna che provava. La sua salute non migliorò durante la permanenza a Venafro, così, per disposizione del Padre provinciale padre Benedetto, fu accompagnato da Padre Agostino il 7 dicembre 1911 a casa sua in Pietrelcina. Il rientro nel suo paese gli portò subito beneficio, tanto che ricominciò a dire la messa in modo abituale. Padre Pio voleva partire missionario per terre lontane ma il destino era un altro. Nel 1916 i superiori decisero di trasferirlo a San Giovanni Rotondo, sul Gargano, nel convento di S. Maria delle Grazie. La sangiovannese Lucia Fiorentino (1889-1934) testimoniò di aver avuto una "visione immaginaria" premonitrice dell’arrivo di padre Pio a San Giovanni Rotondo. Infine fu Papa Benedetto XV, con un "rescritto" del 15 febbraio 1915, a dare il permesso a Padre Pio di vivere fuori dal convento, conservando l’abito religioso, "fino a quando persiste la presente necessità".
Le Stimmate: Un Dono Mistico e Doloroso
Il 20 settembre 1918, mentre pregava davanti a un crocifisso nella chiesa del convento di San Giovanni Rotondo, Padre Pio ricevette le stimmate, ferite visibili sulle mani, sui piedi e sul costato, simili a quelle del Cristo crocifisso. Questo misterioso fenomeno, che affascinò e sfidò molte persone, lo rese il primo sacerdote nella storia della Chiesa a portare questi segni. Queste stimmate rimasero aperte, dolorose e sanguinanti per cinquant’anni, scomparendo misteriosamente pochi giorni prima della sua morte, lasciando la sua pelle perfettamente intatta. Già il 14 settembre 1919 si attestava: "In mezzo al palmo delle mani è apparso un po’ di rosso, grande quanto la forma di un centesimo, accompagnato da un forte e acuto dolore. Questo dolore è più sensibile alla mano sinistra."

Padre Pio considerava queste stimmate una grazia ma anche un pesante fardello. Soffriva intensamente, non solo fisicamente ma anche moralmente, a causa dell'attenzione e dei dubbi che suscitavano. Le stimmate furono esaminate da diversi medici, alcuni dei quali dubitarono della loro origine soprannaturale, mentre altri riconobbero l'assenza di qualsiasi spiegazione medica plausibile. Mons. Alberto Costa vescovo di Melfi e Rapolla, il 14 settembre 1919, dichiarò: "Le mie impressioni si riducono a una sola: di aver parlato e conversato con un Santo." Il 27 marzo 1920, Mons. Kenealy, Arcivescovo di Simla nelle Indie Orientali, affermò: "Ho esaminato bene le stimmate. Sono profondamente convinto che abbiamo un vero Santo." Padre Pio, tuttavia, visse queste stimmate in grande umiltà, pregando che Dio togliesse questi segni visibili che attiravano tanta attenzione, accettandoli come partecipazione alla Passione di Cristo per la salvezza delle anime.
Una Vita di Preghiera, Sacramenti e Sofferenza
Padre Pio era soprattutto un uomo di preghiera, dedicando lunghe ore alla preghiera personale e all'accompagnamento delle anime. Il suo programma giornaliero era incentrato sulla celebrazione della Messa, sulla confessione e sulla preghiera del rosario, che recitava instancabilmente durante la giornata, definendolo "la sua arma" contro il male. Spesso la corona del rosario era sempre nella sua mano. Lo recitava incessantemente per intero, soprattutto nelle ore notturne. Questa preghiera, diceva Padre Pio, "è la nostra fede, il sostegno della nostra speranza, l’esplosione della nostra carità". Il suo testamento spirituale, alla fine della sua vita, fu: "Amate la Madonna e fatela amare. Recitate sempre il Rosario." La sua celletta, la numero 5, portava appeso alla porta un cartello con una celebre frase di S. Bernardo: "Maria è tutta la ragione della mia speranza".

La Messa di Padre Pio era un'esperienza spirituale unica, vissuta con incredibile intensità, spesso in profonda contemplazione, tanto che le sue celebrazioni potevano durare diverse ore. Anche la confessione era un aspetto centrale del suo ministero. Migliaia di persone venivano a San Giovanni Rotondo per confessarsi da lui, attratte dalla sua fama di santità e discernimento. Spesso passava dalle 10 alle 16 ore al giorno a confessare i fedeli, offrendo consigli spirituali e parole di conforto. Padre Pio aveva un dono speciale per la lettura dei cuori, discernendo i peccati non confessati e talvolta conoscendo, senza che le persone dicessero una parola, di cosa dovevano pentirsi. Il suo ministero attingeva forza dalla preghiera e dall'altare, realizzato non senza grandi sofferenze fisiche e morali.
Miracoli e Fenomeni Mistici
Oltre alle stimmate, la vita di Padre Pio fu segnata da molti fenomeni mistici. Si dice che avesse il dono della bilocazione, ovvero di essere presente in due luoghi allo stesso tempo, come testimoniato da diverse persone che lo videro in luoghi lontani, anche se fisicamente si trovava a San Giovanni Rotondo. Aveva anche il dono della guarigione; molte persone testimoniarono di essere guarite da malattie incurabili dopo aver pregato con lui o aver ricevuto la sua benedizione. Sebbene Padre Pio non cercasse di attirare l'attenzione su questi miracoli, divenne un vero e proprio punto di riferimento spirituale per milioni di fedeli in tutto il mondo.

Inoltre, era noto per la sua intensa battaglia spirituale contro le forze del male, il "cosaccio" come lo chiamava. Riferì di diversi attacchi diretti da parte di demoni, manifestazioni della presenza del male nella sua vita. Si dice che sia stato abusato fisicamente da forze invisibili in diverse occasioni, e queste battaglie spirituali rafforzarono la sua preghiera e la sua devozione. Per ben due volte la Vergine lo guarì miracolosamente, nel 1911 e nel 1959. Padre Pio aveva il dono della profezia e la scrutazione dei cuori e delle coscienze, una capacità di leggere nei cuori e nella mente delle persone, carisma noto come cardiognosi.
La Fondazione della Casa Sollievo della Sofferenza
Padre Pio, nonostante la sua vita mistica, fu anche un uomo profondamente impegnato nella carità. Già nel 1925, provò una prima gioia con l'inaugurazione del piccolo "Ospedale civile San Francesco" nel vecchio convento delle Clarisse, con appena due corsie e due camere per cure gratuite ai poveri. Dopo il terremoto del 1938 che lo ridusse in macerie, fu restaurato e trasformato in asilo infantile. L'idea della costruzione di un ospedale più grande, la "Casa Sollievo della Sofferenza", sorse il 9 gennaio 1940; Padre Pio benedisse la prima pietra. L'opera, progettata dall'abruzzese Angelo Lupi, piacque fin dall'inizio a Padre Pio. Il 16 maggio 1947, con soli 4 milioni di lire come fondo iniziale, gli operai reduci dalla guerra aggredirono la montagna, proseguendo senza sosta la costruzione. I primi mattoni arrivarono con le offerte degli americani, poi i fedeli sostennero il resto.

Padre Pio ottenne 400 milioni di lire attraverso Barbara Ward, sua figlia spirituale, fidanzata con Robert Jackson, consigliere di U.N.R.R.A. (United Nations Relief and Rehabilitation Administration), per la costruzione dell'ospedale. Ci furono disguidi per sei mesi, e 150 milioni furono trattenuti dal Governo, un "furto legale" secondo Padre Pio. L'attività ospedaliera iniziò nel luglio 1954 con l'apertura degli ambulatori e della banca del sangue. Inizialmente considerata una "clinica privata" con 250 posti letto, passò poi sotto la gestione pubblica raggiungendo 1200 posti letto, diventando un punto di riferimento fondamentale nel Meridione, sia dal punto di vista sanitario che per le opportunità di lavoro. L'inaugurazione, il 5 maggio 1956, vide la presenza delle massime autorità della Chiesa e dello Stato, tra cui il Presidente del Senato Cesare Merzagora e il ministro Giovanni Braschi, insieme a circa quindicimila curiosi e fedeli. Il complesso sanitario, benedetto dal cardinal Giacomo Lercaro, era la "pupilla dei miei occhi" per Padre Pio. Papa Pio XII, al corrente della costruzione e funzionalità dell'ospedale, conferì a Padre Pio il privilegio di guidare personalmente la Casa Sollievo della Sofferenza e lo nominò direttore a vita della fraternità del Terz'Ordine Francescano di "Santa Maria delle Grazie".
Incomprensioni e Controversie con la Chiesa
Sebbene venerato da molti, Padre Pio non fu esente da critiche e dubbi, anche all'interno della Chiesa. Già nel giugno del 1921 si diffuse la possibilità di trasferire Padre Pio da San Giovanni Rotondo, ma i residenti insorsero contro il provvedimento, dichiarando: "nessuno giammai potrà osare di toglierci il Santo che illumina questa terra, e tanto bene irradia, coi suoi miracoli e col suo savio consiglio". La Santa Sede, nel suo silenzio, cercava di accertare la fondatezza delle notizie, mentre cresceva la popolarità del frate. Diverse autorità ecclesiastiche e alcuni suoi confratelli francescani misero in dubbio l'autenticità delle sue stimmate e dei suoi fenomeni mistici. La Suprema Congregazione del Sant'Uffizio, il 26 luglio 1922, dichiarò "non constare da tale inchiesta della soprannaturalità di quei fatti ed esorta i fedeli a conformarsi nel loro modo di agire a questa dichiarazione", non negando nulla ma dichiarando che "non gli consta" la loro sovrannaturalità. Lo stesso Mons. Rossi affermò: "Quello di straordinario che avviene nella persona di Padre Pio non si può dire come, certamente non per intervento diabolico, o per inganno o frode; che gli entusiasmi popolari siano diminuiti molto, la Comunità religiosa dove Padre Pio convive è una buona Comunità, tale da dare affidamento".

Nel 1923, gli fu temporaneamente vietato di celebrare la Messa in pubblico o di ascoltare le confessioni. Speciali regole furono date per il ricevimento di secolari in foresteria, in convento, al refettorio; fu proibito a fotografi e giornalisti di avvicinare Padre Pio, e la distribuzione di pannolini e altri oggetti a lui appartenenti. La Santa Sede pose una censura anche sulle pubblicazioni di libri che scrivevano di Padre Pio; il 23 aprile 1926 fu pubblicata su "Acta Apostolicae Sedis" la notificazione che il libro di Giuseppe De Rossi (pseudonimo di Emanuele Brunatto) dal titolo "Padre Pio da Pietrelcina" era inserito nell'indice dei libri proibiti. La stessa notificazione ricordava ai fedeli che era un loro dovere non visitare Padre Pio e che era proibito scrivergli. Ancora il 22 maggio 1931, il Sant'Ufficio notificava che il libro di Alberto Del Fante "A Padre Pio di Pietralcina, l’Araldo del Signore" era stato inserito nell'indice dei libri proibiti, reiterando il monito di evitare qualsiasi contatto con Padre Pio. Questa "crociata contro" durò oltre un decennio. Tuttavia, Padre Pio rimase umile e obbediente alle autorità ecclesiastiche. I suoi doni spirituali e la sua devozione silenziosa alla fine trionfarono, e fu pienamente riabilitato. Il 30 luglio 1952, a seguito di una visita a San Giovanni Rotondo, il Sant’Uffizio emanò un decreto di veto su otto pubblicazioni dedicate a Padre Pio, pubblicato sul giornale della Santa Sede senza informare il Pontefice. Questi, contrariato, ordinò al cardinale Pizzardo di scrivere subito una "nota di accomodamento". Il decreto non fu applicato né inserito negli "Acta Apostolicae Sedis", e il 5 agosto 1952 fu smentito sull’Osservatore Romano, con l’immediato trasferimento di mons. Pepe, che aveva redatto il decreto. La Segreteria di Stato del Vaticano inviò una lettera al Sant’Uffizio affinché Padre Pio potesse "svolgere indisturbato il suo ministero sacerdotale".
Il Pellegrinaggio di Papa Francesco e le Tre Eredità
Il pellegrinaggio di Papa Francesco nei luoghi del santo di Pietrelcina, avvenuto a 50 anni dalla morte, ha evidenziato l'eredità di Padre Pio in tre parole: "preghiera, piccolezza, sapienza". A Pietrelcina, il Papa ha pregato in silenzio presso la cappellina dell’Olmo prima di rivolgere il suo discorso ai fedeli, sottolineando l'amore di Padre Pio per la Chiesa, "con tutti i suoi problemi, con tutti i suoi guai, con tutti i nostri peccati". Ha anche elogiato la sua nobiltà di contadino che "mai rinnegò il suo paese, mai rinnegò le sue origini, mai rinnegò la sua famiglia". Il Papa ha ricordato la lotta di Padre Pio con il demonio, affermando che "esiste, e va da ogni parte, si mette dentro di noi, ci muove, ci tormenta, ci inganna", ma "amava Gesù e si fidava di lui". Padre Pio è stato un "umile frate cappuccino" che ha "stupito il mondo con la sua vita tutta dedita alla preghiera e all’ascolto paziente dei fratelli, sulle cui sofferenze riversava come balsamo la carità di Cristo".
Papa Francesco pellegrino da Padre Pio: visita a Pietrelcina e San Giovanni Rotondo (17/03/2018)
Preghiera
Nella messa a San Giovanni Rotondo, Papa Francesco ha attualizzato la prima delle tre eredità di Padre Pio: la preghiera. Ha interrogato i fedeli: "Le nostre preghiere assomigliano a quella di Gesù o si riducono a saltuarie chiamate di emergenza? Oppure le intendiamo come dei tranquillanti da assumere a dosi regolari, per avere un po’ di sollievo dallo stress?". Per Gesù, la preghiera "non era un optional", ma "era al primo posto". Spesso, invece, mentre preghiamo, interviene un "attivismo inconcludente" che ci fa dimenticare la "parte migliore" che è Dio. Non si conosce il Padre senza aprirsi alla lode, senza dedicare tempo a Lui solo, senza adorare. Il Papa ha esortato a riprendere la preghiera di adorazione e di lode, che è il contatto personale, a tu per tu, lo stare in silenzio davanti al Signore. La preghiera può nascere come richiesta, ma matura nella lode e nell’adorazione. "Portare la vita del mondo a Dio", "un gesto di amore": questa è la preghiera che somiglia a quella di Gesù. Se noi non affidiamo i fratelli e le situazioni al Signore, chi lo farà? Per questo Padre Pio ci ha lasciato i gruppi di preghiera, dicendo: «È la preghiera, questa forza unita di tutte le anime buone, che muove il mondo, che rinnova le coscienze, […] che guarisce gli ammalati, che santifica il lavoro, che eleva l’assistenza sanitaria, che dona la forza morale […], che spande il sorriso e la benedizione di Dio su ogni languore e debolezza».
Piccolezza
La "Piccolezza" è la seconda parola chiave e la seconda eredità di Padre Pio. Il Papa ha spiegato che il cuore dei piccoli è come un'antenna che "capta il segnale di Dio, subito, se ne accorge subito". Questo perché Dio cerca il contatto con tutti, ma chi si fa grande crea un'enorme interferenza: "quando si è pieni di sé, non c’è posto per Dio". Perciò Egli predilige i piccoli, si rivela a loro, e la via per incontrarlo è quella di abbassarsi, di rimpicciolirsi dentro, di riconoscersi bisognosi. Il mistero di Gesù Cristo è mistero di piccolezza, di amore umile, e si coglie solo facendosi piccoli e frequentando i piccoli. Il Papa ha omaggiato la Casa Sollievo della Sofferenza come "speciale santuario" dove si trovano tanti "piccoli prediletti da Dio". Ha condannato la "cultura dello scarto" che "predilige i potenti e reputa inutili i poveri", paragonando la pratica odierna di scartare i bambini con malformazioni a quella degli spartani, ma "con più crudeltà, con più scienza".
Sapienza
La "Sapienza" è la terza eredità. "San Pio ha combattuto il male per tutta la vita e l’ha combattuto sapientemente, come il Signore: con l’umiltà, con l’obbedienza, con la croce, offrendo il dolore per amore." Molti ammirano, ma pochi imitano. "Molti sono disposti a mettere un ‘mi piace’ sulla pagina dei grandi santi, ma chi fa come loro?". La vita cristiana "non è un ‘mi piace’, è un ‘mi dono’". La vita "profuma quando è offerta in dono; diventa insipida quando è tenuta per sé". La "via della sapienza" sta nell'"incontro con Dio" che "salva" e "perdona", e nessuno può sentirsi escluso o non averne bisogno. Lì comincia e ricomincia una vita sapiente, amata e perdonata, lì inizia la guarigione del cuore. Padre Pio è stato un apostolo del confessionale. Il Papa ha invitato a non restare nelle tristezze o negli abbattimenti, ma a venire dove "il Signore ti aspetta. Coraggio, non c’è nessun motivo così grave che ti escluda dalla sua misericordia". L'invito finale del Papa è di "coltivare ogni giorno" le tre eredità preziose lasciate da Padre Pio, visibili nei "tre segni" dei gruppi di preghiera, degli ammalati e del confessionale.
Devozione e Santificazione
Padre Pio morì il 23 settembre 1968, all'età di 81 anni, a San Giovanni Rotondo. Alla sua morte, le stimmate erano misteriosamente scomparse, lasciando la sua pelle perfettamente intatta. La sua morte fu una grande perdita per i milioni di fedeli che lo consideravano un padre spirituale e un potente intercessore. Davanti alle circa centomila persone arrivate sul Gargano per partecipare ai suoi funerali, ebbe inizio quel processo di santificazione che lo colloca nella devozione popolare come uno dei santi più amati e venerati dell’ultimo secolo. Le pratiche giuridiche preliminari del processo di beatificazione iniziarono un anno dopo la sua morte, nel 1969, ma incontrarono molti ostacoli. Furono ascoltati decine di testimoni e raccolti 104 volumi di disposizioni e documenti, inviati a Roma nel 1979.

Il procedimento che portò alla canonizzazione ebbe inizio con il nihil obstat del 29 novembre 1982. Il 20 marzo 1983 iniziò il processo diocesano. Il 21 gennaio 1990 Padre Pio venne proclamato venerabile, fu beatificato il 2 maggio 1999 e proclamato santo il 16 giugno 2002 in piazza San Pietro da Papa Giovanni Paolo II come San Pio da Pietrelcina. La sua festa liturgica è celebrata il 23 settembre. Tra i molti miracoli attribuitigli c'è quello della guarigione del piccolo Matteo Pio Colella di San Giovanni Rotondo, sul quale è stato celebrato il processo canonico che ha portato alla sua elevazione agli altari. Il 19 aprile 2010 la salma del santo è stata traslata nella cripta della nuova Chiesa di Padre Pio, decorata con i mosaici del sacerdote gesuita sloveno Marko Ivan Rupnik e con il soffitto ricoperto di foglia oro. Dal 1º giugno 2013 la salma è permanentemente esposta alla pubblica venerazione. Dall’8 al 14 febbraio 2016, le spoglie del Santo sono state esposte alla venerazione dei fedeli nella Basilica di San Pietro nell’ambito del Giubileo straordinario della Misericordia.
L'Eredità Spirituale Duratura
San Padre Pio lascia un'immensa eredità spirituale, fondata sull'umiltà, la preghiera, la sofferenza e la carità. Il suo messaggio è una chiamata a vivere in unione con Dio, accettando le sofferenze della vita come partecipazione alla Passione di Cristo. La sua devozione alla Messa, alla Confessione e al Rosario continua a ispirare milioni di fedeli in tutto il mondo. Padre Raniero Cantalamessa spiega la vasta devozione così: «Se tutto il mondo corre dietro a Padre Pio - come un giorno correva dietro a Francesco d’Assisi - è perché intuisce vagamente che non sarà la tecnica con tutte le sue risorse, né la scienza con tutte le sue promesse a salvarci, ma solo la santità. Che è poi come dire l’amore».

Oggi i pellegrini accorrono ogni anno a San Giovanni Rotondo, dove il suo corpo incorruttibile e la Casa Sollievo della Sofferenza si ergono a testimonianza vivente della sua santità e della sua missione di amore per i sofferenti. San Padre Pio è invocato per guarigioni fisiche e spirituali, e la sua intercessione rimane potente per coloro che cercano conforto e sostegno nella fede. In sintesi, la vita di Padre Pio è una luminosa testimonianza della grazia divina all'opera nel mondo, e la sua figura incarna una delle migliori espressioni di santità nella Chiesa contemporanea. Pia, una donna di fede, raccolse un'eredità dallo zio e la trasmise alla propria famiglia, essendo sempre attenta a consigliare e guidare i figli, chiedendo consiglio anche per loro. La sua figura è un esempio di come l'eredità spirituale di Padre Pio continui a vivere nelle persone.