Il Ministero Sacerdotale di Don Gabriele Patanè nella Diocesi di Acireale

La diocesi di Acireale è stata recentemente al centro di diversi trasferimenti e nomine sacerdotali, una pratica che il Vescovo, mons. Antonino Raspanti, attua periodicamente per rispondere alle esigenze pastorali del territorio. Tra queste, spicca la nomina di Don Gabriele Patanè, la cui figura è diventata un punto di riferimento per le comunità a lui affidate.

Nomine e Trasferimenti nella Diocesi di Acireale

Le nuove disposizioni del Vescovo Raspanti hanno portato a significativi cambiamenti all'interno della diocesi. Tra le nomine più rilevanti, si annoverano:

  • Il trasferimento di don Roberto Strano dalla Cattedrale, dove era parroco da circa 19 anni, ad Aci San Filippo.
  • La nomina di don Alfio Privitera a parroco di Macchia di Giarre e Tagliaborse, che lascia l'ufficio di vice rettore del Seminario (affidato a don Raffaele Stagnitta), pur mantenendo l'incarico di cancelliere vescovile.

Nomine con decorrenza da ottobre

Alcune nomine avranno decorrenza dal prossimo ottobre, tra cui:

  • Don Sebastiano Di Mauro, trasferito dal Carmine di Acireale a Capomulini (al posto di don Roberto Fucile, divenuto economo del Seminario) e nominato vice cancelliere diocesano, subentrando a don Orazio Greco.
  • Don Orazio Greco, che lascia la parrocchia acese del Sacro Cuore di Gesù per spostarsi a Castiglione.
  • Al suo posto, come parroco del Sacro Cuore, arriva don Gabriele Patanè, promosso dall'incarico di vice parroco a S. Maria della Consolazione (Acicatena).
  • La mansione di vice parroco a S. Maria della Consolazione e S. Giacomo (sempre ad Acicatena) andrà a don Andrea Grasso, dopo la sua ordinazione prevista per il 18 settembre.
  • Nella parrocchia di S. Maria del Carmelo di Acireale (lasciata da don Sebastiano Di Mauro) arriverà don Salvatore Garozzo, proveniente da S. Alfio.
  • Quest'ultima parrocchia, assieme a quella della vicina Puntalazzo, sarà affidata a don Alessandro Di Stefano, proveniente da Aci S. Filippo.
  • Ad Aci S. Filippo (considerata la parrocchia più grande e popolosa della diocesi) arriverà don Roberto Strano, proveniente dalla Cattedrale, dove gli subentrerà don Mario Fresta, che lascia Macchia di Giarre e Tagliaborse a don Alfio Privitera.

Nomine precedenti e fenomeni diffusi

Analizzando le nomine di settembre e dei mesi precedenti, si evidenzia:

  • La nomina di don Calogero Frisenda a parroco di S. Maria degli Angeli (dove era già amministratore parrocchiale) e di S. Maria del Suffragio, quest'ultima al posto di don Salvatore Alberti, divenuto preposito della comunità dell’Oratorio di Acireale e nominato canonico penitenziere della Cattedrale. Don Calogero sarà affiancato da don Luciano Bella.
  • Don Mauro Pozzi (dei Ricostruttori nella preghiera) subentra a don Simone Sacchier a Presa di Piedimonte.
  • Don Giuseppe Cicala è stato nominato parroco "in solido" di Monterosso Etneo.
  • Don Nei Marcio Simon subentra a don Cherubino Falletta come amministratore parrocchiale di Valverde.
  • Don Cristian Scuderi è divenuto vicario parrocchiale delle comunità di S. Giovanni La Punta e S. Gregorio.

Tutte le nomine hanno una validità, in linea di massima, di nove anni, sebbene il Vescovo possa disporre diversamente. Un fenomeno sempre più diffuso è quello dei doppi incarichi ai sacerdoti, spesso dovuto alla diminuzione del numero di sacerdoti e seminaristi. Questo può significare l'affidamento di due parrocchie, o una parrocchia con un incarico aggiuntivo in curia o in Seminario.

L'Ordinazione Sacerdotale di Don Gabriele Patanè

Fotografia di Don Gabriele Patanè durante la cerimonia di ordinazione sacerdotale.

Macchia di Giarre ha celebrato con grande gioia l'ordinazione sacerdotale di don Gabriele Patanè, avvenuta il 4 novembre. Don Gabriele, "specializzando" in teologia pastorale a Palermo, è un figlio della comunità di Macchia, e la sua ordinazione è stata un evento particolarmente sentito, a vent'anni dall'ultima volta che un macchiese beneficiò del conferimento del presbiterato nel proprio territorio.

La cerimonia si è svolta nella chiesa parrocchiale Maria SS. della Provvidenza di Macchia, presieduta dal vescovo della diocesi di Acireale, monsignor Antonino Raspanti. Per permettere a tutti di partecipare, sono stati installati schermi all'interno e all'esterno della chiesa. Alla concelebrazione hanno partecipato numerosi sacerdoti della diocesi, tra cui l'arciprete del Duomo di Giarre Nino Russo, l'arciprete della Cattedrale di Acireale Roberto Strano, il parroco della chiesa Maria SS. della Provvidenza Mario Fresta, e don Gaetano Pappalardo, direttore spirituale del seminario di Acireale.

Erano presenti anche diverse autorità civili, tra cui il comandante dei vigili urbani Maurizio Cannavò, il sindaco Roberto Bonaccorsi e il vicesindaco Salvo Patanè, oltre ai consiglieri comunali Francesco Cardillo, Gabriele Di Grazia e Salvo Zappalà.

Momenti salienti della celebrazione

Di grande impatto emotivo sono stati i rituali dell'imposizione delle mani e della preghiera consacratoria. Il vescovo Raspanti ha voluto che l'ordinazione avvenisse in concomitanza con il giorno dedicato alla memoria di San Carlo Borromeo, patrono dei seminaristi, una connessione che don Gabriele ha sentito particolarmente vicina, essendo un estimatore del Santo che propugnò il rinnovamento del clero e della Chiesa secondo il Concilio di Trento.

Don Gabriele, nel corso dei suoi ringraziamenti, ha ripercorso il suo cammino di vita, strettamente legato alla storia ecclesiastica della Chiesa Maria SS. della Provvidenza. Fin da bambino, in lui germogliava la predisposizione al sacerdozio, individuata da don Sebastiano Saturnino, successore di mons. Salvatore Giuffrida. Il suo mentore fu don Mario Fresta, insediatosi nella parrocchia Maria SS. della Provvidenza proprio nello stesso anno (il 2008) in cui don Gabriele entrava in seminario.

Don Gabriele ha sottolineato il ruolo determinante del suo territorio nella sua formazione, spiegando che provenire dalla periferia aiuta ad avere un quadro più chiaro dei problemi che affliggono una comunità. La sua prima celebrazione eucaristica, consumatasi nel segno dell'adorazione del santo protettore di Macchia Vito, ha suggellato il suo sacerdozio. Nel biennio 2013-2015 ha svolto il tirocinio pastorale nelle parrocchie "S. Martino Vescovo" di Carruba e "S. Maria di Porto Salvo" di Mangano.

Il Ministero di Don Gabriele Patanè ad Acicatena e Acireale

Dopo l'ordinazione, don Gabriele Patanè ha iniziato il suo ministero sacerdotale come vicario parrocchiale presso le parrocchie "S. Giacomo Apostolo" e "S. Maria della Consolazione" ad Acicatena. Attualmente, padre Gabriele Patanè è parroco delle due parrocchie unificate, Cuore Immacolato di Maria e Sacro Cuore, a piazza Dante, Acireale, ed è coadiuvato da padre Salvo Grasso, il viceparroco.

L'Unificazione delle Parrocchie ad Acireale

L'unificazione delle due parrocchie, Cuore Immacolato di Maria e Sacro Cuore, è stata una sfida complessa ma significativa. La chiesa del Sacro Cuore era stata originariamente concepita come parrocchia temporanea in un quartiere in espansione, fornendo assistenza spirituale agli abitanti in attattesa della costruzione della chiesa del Cuore Immacolato di Maria. Tuttavia, per motivi di spazio, quest'ultima fu edificata in una posizione leggermente diversa da quella inizialmente prevista.

Il parroco storico del Sacro Cuore, padre Micalizzi, inizialmente non accettò l'idea di unificare le due strutture. Per questo motivo, il Vescovo inviò il vice parroco, padre Caltabiano, a presiedere la parrocchia del Cuore Immacolato, dove rimase per oltre 40 anni. Sebbene l'amalgamazione piena non sia ancora completamente avvenuta a causa delle identità consolidate nel corso dei decenni, la decisione di unificare le parrocchie è stata sostenuta dal Vescovo, che ha cercato di far comprendere il disegno di una singola parrocchia fin dall'inizio.

Nonostante le resistenze degli egoismi, l'obiettivo è far lavorare insieme i vari gruppi, ognuno con il proprio carisma e la propria identità, per la costruzione dell'intera comunità. Questo lavoro, che si concentra sulle necessità del quartiere, dalle fragilità alle emergenze, può portare frutti solo se realizzato in squadra, non solo da un singolo gruppo o dal parroco.

Le attività pastorali e le sfide del ministero

Tra le numerose attività svolte, la Festa dei Santi è un esempio di funzione educativa, mirata a sottolineare il patrimonio culturale e religioso locale. Viene organizzata la "Marcia dei Santi", in cui i bambini, vestiti da "Santi", percorrono le strade di Acireale dal Santissimo Salvator al Cuore Immacolato, coinvolgendo l'intera comunità.

Don Gabriele sottolinea l'importanza della testimonianza e del farsi capire come esseri umani, non come "super eroi", per superare l'immagine idilliaca e talvolta accentratrice che i fedeli hanno del prete. Ribadisce che il sacerdozio ministeriale è al servizio di quello battesimale, affinché la Chiesa sia presente in tutti gli ambiti, auspicando una maggiore diffusione dello spirito conciliare del Vaticano II.

Nel suo ministero, Don Gabriele ha riscontrato fragilità e carenze culturali, evidenziando problemi come ragazze madri, spaccio di droga e la mancanza di supporto istituzionale, oltre a un arredo urbano trascurato. Collabora con associazioni locali come la "Scopus" del Cuore Immacolato, per chiedere alle autorità una riqualificazione urbana e una manutenzione costante degli spazi.

Nonostante le difficoltà, Don Gabriele osserva un rinnovato interesse per la parrocchia da parte di giovani famiglie, spesso attratte da una chiesa più accogliente e vicina. Tuttavia, l'impegno a un'appartenenza più forte alla comunità rimane una sfida per molti, figli di un tempo in cui l'impegno è spesso fonte di timore. I giovani percepiscono nei sacerdoti non solo dei fratelli, ma anche una guida e uno spirito di paternità, elementi fondamentali per il loro cammino di fede.

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