La corda da preghiera, conosciuta in diverse tradizioni orientali con nomi come komboskini (greco), chotki o vervitsa (russo), misbaha (arabo), metanii o metanier (rumeno), broyanitsa (serbo) e mequetaria o mequtaria (copto), è uno strumento spirituale composto da una corda annodata, solitamente in lana o seta.
Utilizzata dai cristiani di tradizione orientale, in particolare nel monachesimo, la corda da preghiera serve a scandire il numero di volte in cui si recita la Preghiera di Gesù o altre preghiere. Tradizionalmente, è composta da 100 nodi, ma può anche averne 33, 150 o 300. Per facilitare il conteggio e indicare i momenti in cui eseguire una prostrazione o un gesto di adorazione, ogni 10 o 225 nodi è inserita una perlina.
Durante la preghiera, l'orante solitamente tiene la corda nella mano sinistra, lasciando la destra libera per fare il segno della croce. Quando non è in uso, la corda da preghiera viene tradizionalmente avvolta attorno al polso sinistro, vicino al cuore, come costante promemoria alla preghiera incessante.
Origini storiche della corda da preghiera
La storia della corda da preghiera affonda le sue radici negli albori del monachesimo cristiano. Quando i monaci iniziarono a ritirarsi nei deserti d'Egitto, era consuetudine recitare i 150 Salmi quotidianamente. Tuttavia, per i monaci analfabeti, che non potevano leggere i Salmi, fu necessario trovare un'alternativa.
L'invenzione della corda da preghiera è attribuita a San Pacomio nel IV secolo. Essa serviva come ausilio per i monaci analfabeti, permettendo loro di compiere un numero prestabilito di preghiere e prostrazioni nelle loro celle. In precedenza, i monaci contavano le preghiere facendo scivolare ciottoli in una ciotola, un metodo poco pratico, specialmente fuori dalla cella.
Si narra che il metodo di legare i nodi abbia avuto origine da Sant'Antonio il Grande, padre del monachesimo ortodosso. La leggenda racconta che egli inizialmente legava un semplice nodo su una corda di cuoio ogni volta che recitava "Kyrie Eleison" ("Signore, abbi pietà"). Tuttavia, il diavolo, per confondere il suo conteggio, slegava i nodi. Sant'Antonio, ispirato da una visione della Santa Madre di Dio, ideò un modo di legare i nodi che incorporava il segno della croce, rendendoli impossibili da sciogliere per il diavolo.

L'arte sacra e la devozione a "Maria che scioglie i nodi"
L'arte cristiana è da sempre un potente mezzo di espressione della fede. Capolavori artistici, attraverso colori, forme, luci e ombre, trasmettono verità di fede e esprimono il credo religioso. Un esempio significativo di questa espressione è il quadro che raffigura la Vergine Maria mentre scioglie i nodi da un nastro.
Questo dipinto, attribuito al pittore bavarese Johann Georg Melchior Schmidtner (1625-1705), fu realizzato intorno al 1700 per un nobile prelato e collocato nella chiesa di Sankt Peter am Perlach ad Augsburg, in Baviera.
La storia all'origine del dipinto
La devozione a "Maria che scioglie i nodi" non nasce da un'apparizione mariana, ma da una storia di vita familiare. Wolfgang Langenmantel, sposato con Sophie Imhoff nel 1612, si trovò in una profonda crisi coniugale, al punto da considerare la separazione. Le incomprensioni e i litigi avevano logorato il loro legame.
Prima di una separazione definitiva, Wolfgang decise di consultare il padre gesuita Jakob Rem a Ingolstadt. Padre Jakob, con la sua saggezza, suggerì a Wolfgang di affidare la situazione alla Vergine Maria, invocata con il titolo di "Mater ter admirabilis" (Madre tre volte ammirabile), un titolo da lui stesso coniato. Wolfgang si recò al monastero per quattro volte in 28 giorni. Grazie alla preghiera recitata alla Vergine Maria insieme al gesuita, la situazione familiare iniziò a migliorare.
Il 28 settembre 1615, padre Jakob Rem, mentre pregava di fronte all'immagine della Vergine nella cappella del monastero, prese il nastro matrimoniale dei coniugi Langenmantel e chiese che tutti i nodi venissero sciolti. All'epoca, durante la celebrazione del sacramento, le mani degli sposi venivano legate con un nastro bianco, simbolo di un legame indissolubile. Sophie, ad ogni discussione, aveva fatto un nodo sul suo nastro matrimoniale. Quel nastro, pieno di nodi, fu affidato al padre gesuita. Miracolosamente, i nodi si sciolsero, e il nastro tornò bianco come il giorno del matrimonio. La coppia evitò così la separazione, e il nastro privo di nodi simboleggiò il loro legame riconciliato.

L'ex-voto e la commissione del quadro
Anni dopo, il nipote di Wolfgang e Sophie, Hieronymus Ambrosius Von Langenmantel (1641-1718), divenuto canonico nella chiesa di Sankt Peter ad Augsburg, decise di dedicare una cappella alla memoria della sua famiglia. Commissionò una pala d'altare che raccontasse la storia del matrimonio dei suoi nonni, salvato dall'intercessione della Vergine Maria. L'altare fu dedicato alla beata "Vergine del buon consiglio", e il quadro fu affidato a Johann Georg Melchior Schmidtner, che rappresentò la Vergine Maria come colei che "scioglie i nodi del nastro della vita coniugale".
Descrizione del quadro "Maria che scioglie i nodi"
Nella parte superiore del quadro, la colomba, simbolo dello Spirito Santo, rappresenta la forza soave e mite riversata su Maria, circondata dalla luce divina. Questo simboleggia la sua condizione di "piena di grazia", ricolma dell'amore di Dio. Il vento che muove il manto della Madonna evoca la presenza invisibile ma potente dello Spirito Santo, che agisce in tutta la vita di Maria, sua sposa e mediatrice della maternità universale.
L'immagine centrale è quella di una giovane donna, bella e dolcissima, a figura intera. Il suo mantello blu, mosso dal vento, simboleggia la grazia divina e la trascendenza, essendo il blu oltremare, colore raro e costoso, ottenuto dai lapislazzuli, associato alla vita divina. La tunica rossa, colore tratto dalla terra, indica la dimensione umana e la sottomissione alla volontà del Padre. Maria è la creatura umile, ma nell'ordine della grazia è "tutta santa, tutta bella", aperta alla volontà divina.
Sul capo di Maria campeggia una corona di dodici stelle, simbolo di trionfo e vittoria. Il numero dodici, prodotto di tre (divinità) per quattro (umanità), indica l'unione tra umano e divino. Esso rappresenta anche la pienezza, come le dodici tribù d'Israele e i dodici apostoli. La corona richiama il capitolo 12 dell'Apocalisse, la lotta tra la donna e il drago, simbolo della Chiesa e di Satana. Maria accompagna e sostiene i cristiani in questa lotta.
Il volto di Maria è tenero e dolcissimo, in un atteggiamento di pace. I suoi occhi bassi sono concentrati sul compito di sciogliere i nodi di un nastro bianco aggrovigliato. La sua mediazione materna si esprime attraverso l'intercessione, come a Cana, presentando al Figlio le necessità dell'umanità.
Maria ha la luna sotto i piedi (Apocalisse 12,1-2), con cui schiaccia la testa del serpente (Genesi 3,15). Ella è la riparatrice del peccato, la nuova Eva, l'Immacolata, la Regina dell'universo, associata alla vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte.
Gli angeli svolgono un ruolo significativo nel quadro. Un angelo a destra porge a Maria un nastro con nodi, invitando alla fiducia nonostante le difficoltà. Un altro angelo a sinistra riceve il nastro ormai liscio, mostrando al fedele la preghiera ascoltata e il nodo sciolto.
Nella parte inferiore del quadro, l'angelo Raffaele (che significa "Dio guarisce") tiene per mano Tobia, riconoscibile dal pesce che porta e dal cane che lo segue. La storia di Tobia narra di come Dio, tramite Raffaele, condusse coppie a liberarsi dal male nelle loro relazioni. Tobia e Sara sono esempio di affidamento a Dio.

Papa Francesco e la devozione a Maria che scioglie i nodi
Nel 1986, Papa Francesco, allora sacerdote gesuita Jorge Mario Bergoglio, vide per la prima volta il dipinto a Augusta durante un viaggio di studio in Germania. Ne rimase profondamente colpito e portò alcune riproduzioni a Buenos Aires, dove iniziò a distribuirle, diffondendo la devozione.
Divenuto vescovo, consolidò il culto, inaugurando cappelle e utilizzando l'immagine nel suo materiale personale. La devozione si diffuse ulteriormente quando, nel settembre 1996, l'immagine fu portata nella chiesa di San José del Talar a Buenos Aires. L'8 dicembre 2011, la chiesa fu dichiarata "Santuario di Nostra Signora che scioglie i nodi".
Significato teologico e la Novena
La scena del dipinto, con Maria che scioglie i nodi, è ricca di significati teologici che rimandano alla contrapposizione tra Maria ed Eva, e a Cristo e Adamo. La figura di Maria accanto a Cristo è centrale nella riflessione mariologica.
La "Novena a Maria che scioglie i nodi" è una preghiera di supplica umile e fiduciosa, in cui si chiede alla Vergine di intercedere presso Dio per un'intenzione particolare. Non è una formula magica, ma un appello insistente a Colei che, con il suo potere d'intercessione, scioglie i "nodi" delle nostre vite.
La Vergine Maria, donna, sposa, madre, vedova, con il cuore trafitto dalla spada, è colei che più di ogni altra può aiutarci a sciogliere i nodi della nostra esistenza. La novena è un atto di fiducia nei suoi confronti, con la certezza che, attraverso la sua intercessione, tutto si risolverà.
Quali sono i nodi che chiediamo a Maria di sciogliere?
Con il termine "nodi" si intendono:
- Conflitti e problemi irrisolti.
- Peccati che incatenano e impediscono l'unione con Dio.
- Rancori che ostacolano l'amore sincero all'interno delle famiglie.
- Nodi che soffocano l'anima, abbattono e tolgono la gioia di vivere.
Maria si fa carico di questi nodi, sciogliendoli uno dopo l'altro. L'allora cardinale Bergoglio spiegava che tutti abbiamo nodi nel cuore e attraversiamo difficoltà; il Padre Buono vuole che ci fidiamo di Maria per affidarle i nostri mali e i grovigli delle nostre miserie, affinché Lei li sciolga e ci avvicini a suo Figlio Gesù.
Una novena speciale per gli sposi e le coppie in crisi
La "Novena a Maria che scioglie i nodi" è particolarmente pregata da sposi e coppie in crisi, ma anche da chi affronta problemi familiari, incomprensioni genitori-figli, questioni di salute, tensioni lavorative, difficoltà negli studi, o dipendenze (alcool, droga, gioco d'azzardo, pornografia, satanismo). La novena è adatta anche per sciogliere i nodi che impediscono di aprirsi all'amore di Dio e verso i fratelli, e per tutte le difficoltà della vita. Inoltre, Maria, come "Porta del Cielo", può sciogliere l'ultimo nodo: quello delle anime del Purgatorio.
Efficacia e modalità di preghiera della Novena
Affinché la novena sia efficace, è necessario pregarla con fede semplice e umiltà, e con perseveranza. Anche se Dio non esaudisce subito la richiesta, bisogna avere fede che Egli opererà per il nostro bene.
Per pregare correttamente la Novena:
- La disposizione principale è trovarsi in uno stato di "grazia", ricorrendo al sacramento della Riconciliazione se necessario.
- Ogni singola novena scioglie un solo nodo; pertanto, si deve pregare una novena per ciascun nodo che opprime la vita.
- La novena va pregata per nove giorni consecutivi, seguendo uno schema che include preghiere iniziali, meditazioni giornaliere e parti del Santo Rosario.
La struttura della novena prevede:
- Segno della Croce e Preghiere iniziali
- Prime tre decine del Santo Rosario
- Meditazione del giorno corrispondente
- Ultime due decine del Santo Rosario
- Preghiere finali
Tra le preghiere iniziali figurano la Sequenza allo Spirito Santo e il Credo Apostolico, seguiti da un Atto di dolore. Le meditazioni giornaliere guidano il fedele nell'affidare specifici "nodi" a Maria, chiedendo virtù e intercessione.
La preghiera finale a Maria che scioglie i nodi e la Supplica a Maria che scioglie i nodi sono momenti culminanti in cui si riaffermano la fiducia nella Vergine e si presentano le richieste specifiche.
Preghiera a Maria che scioglie i nodi
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