Introduzione: Contesto e Preparazione
La scena del Sermone della Montagna è tra le più memorabili della storia biblica. Gesù, seduto sul fianco di un monte, pronuncia il famoso discorso, conosciuto anche come Sermone del Monte. Siamo nei dintorni del Mar di Galilea, probabilmente nei pressi di Capernaum.
La Scena Storica
Gesù aveva pregato per tutta la notte e il mattino aveva scelto i dodici apostoli tra i suoi discepoli. A questo punto, pur essendo stanco, ha mostrato energie e il desiderio di aiutare le persone. Si era presentata una gran folla di persone, alcune delle quali provenivano addirittura dalla Giudea e da Gerusalemme, che distano dai 100 ai 110 chilometri. Altre erano venute dal nord, dalle città costiere di Tiro e Sidone. Queste persone erano giunte “per ascoltarlo ed essere guarite dalle malattie”.

La Folla e i Discepoli
Mentre Gesù scendeva, i malati gli si avvicinavano per toccarlo e lui li guariva tutti. Immaginate: vengono guariti tutti quelli che stanno male. Poi, a quanto pare, Gesù raggiunse un punto più elevato sul monte, un luogo pianeggiante lungo le pendici. Lì si mise a sedere e cominciò a insegnare a quelli che erano radunati sul luogo che gli stava davanti. I presenti non vedevano l’ora di ascoltare le parole di questo maestro che era in grado di compiere opere tanto straordinarie. Gesù, tuttavia, pronuncia il suo discorso soprattutto a beneficio dei suoi discepoli, i quali erano probabilmente più vicini a lui, in particolar modo i 12 apostoli. Tra gli apostoli scelti c'erano Simon Pietro e suo fratello Andrea, Giacomo e Giovanni (anch’essi fratelli), un altro apostolo chiamato Giacomo, e pure un altro Simone. Due apostoli si chiamavano Giuda: uno era Giuda Iscariota, e l’altro Giuda è anche chiamato Taddeo.
Un Insegnamento Profondo e Pratico
Il discorso di Gesù è tanto prezioso non solo perché ha un profondo contenuto spirituale, ma anche perché espone queste verità in maniera semplice e chiara. Gesù si basò su esperienze comuni e fece riferimento a cose che la gente conosceva bene, in modo che tutti coloro che cercano una vita migliore secondo la via di Dio possano capire con facilità le sue idee. Anche noi possiamo trarre beneficio dalla profondità degli argomenti spirituali trattati e dal modo semplice e chiaro in cui vengono esposti.
Come il SERMONE DELLA MONTAGNA Può TRASFORMARE la TUA VITA OGGI
Semplicità e Chiarezza del Messaggio
Nel racconto di Matteo il discorso è quasi quattro volte più lungo che in quello di Luca. Inoltre, alcune parti menzionate da Matteo sarebbero state pronunciate da Gesù in altri momenti del suo ministero in base al racconto di Luca, come si può notare confrontando Matteo 6:9-13 con Luca 11:1-4 e Matteo 6:25-34 con Luca 12:22-31. Questo, comunque, non dovrebbe sorprenderci. La gente non aveva mai sentito nessuno parlare come Gesù. I loro capi religiosi non insegnavano queste cose. Gesù era un insegnante così bravo perché parlava con autorità, non come i capi religiosi.
Principi Fondamentali per una Vita Felice
Consapevole che tutti desiderano essere felici, Gesù inizia il suo discorso spiegando chi è veramente felice. Questa introduzione cattura di certo l’attenzione degli ascoltatori.
La Vera Felicità e le Beatitudini
Gesù dice: “Felici quelli che sono consapevoli del loro bisogno spirituale, perché a loro appartiene il Regno dei cieli. Felici quelli che sono afflitti, perché saranno confortati. [...] Felici quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati. [...] Felici quelli che vengono perseguitati a motivo della giustizia, perché a loro appartiene il Regno dei cieli. Felici voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni tipo di cose malvagie per causa mia.”
Cosa intende dire Gesù con il termine “felici”? Non si sta riferendo all’essere allegri o di buon umore, come quando si trascorrono momenti divertenti. La vera felicità implica molto di più. Gesù dice che le persone veramente felici sono quelle consapevoli del loro bisogno spirituale, che si rattristano per la loro condizione peccaminosa e che conoscono e servono Dio. Molti invece credono che la felicità dipenda dalla ricchezza e dai piaceri. Per spiegare che le cose non stanno così, Gesù fa un contrasto che dovrebbe indurre molti suoi ascoltatori a riflettere: “Guai a voi che siete ricchi, perché avete già la vostra consolazione. Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete.”
Per quale motivo essere ricchi, ridere e ricevere lodi dovrebbe procurare guai? Perché una persona che si concentra su queste cose potrebbe mettere in secondo piano il servizio a Dio, perdendo così la vera felicità. Ovviamente Gesù non sta dicendo che essere poveri o non avere da mangiare renda felici.
Il Ruolo dei Discepoli: Sale della Terra e Luce del Mondo
Pensando ai suoi discepoli, Gesù dichiara: “Voi siete il sale della terra” (Matteo 5:13). Chiaramente queste parole non vanno intese alla lettera. Il sale è un conservante e rappresenta anche assenza di corruzione (Levitico 2:13; Ezechiele 43:23, 24). I discepoli di Gesù sono “il sale della terra” nel senso che contribuiscono a preservare la vita delle persone e le aiutano a evitare la corruzione a livello spirituale e morale.
Sempre riferendosi ai suoi discepoli, Gesù aggiunge: “Voi siete la luce del mondo”. Una lampada non si mette sotto un recipiente, ma si appoggia sopra un piedistallo perché illumini la stanza. Questo significa che i discepoli devono lasciar risplendere la loro luce affinché altri vedano le loro opere buone e glorifichino Dio.

Il Rispetto della Legge Divina e l'Atteggiamento Interiore
I capi religiosi giudei pensavano che Gesù trasgredisse la Legge di Dio e avevano da poco cospirato contro di lui per ucciderlo. Perciò Gesù dice apertamente: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti.” Gesù mostra il massimo rispetto per la Legge di Dio e incoraggia anche altri a fare lo stesso, come si comprende dalle parole: “Chiunque viola uno di questi minimi comandamenti e insegna agli altri a fare altrettanto sarà considerato minimo in relazione al Regno dei cieli”. Gesù vuole dire che chi si comporta in questo modo non entrerà affatto nel Regno.
Gesù condanna anche gli atteggiamenti che possono portare a infrangere la Legge di Dio. Dopo aver citato il comandamento “Non devi assassinare”, aggiunge: “Chiunque continua a essere adirato con il proprio fratello dovrà rendere conto al tribunale” (Matteo 5:21, 22). Rimanere adirati con un’altra persona è una cosa seria, e potrebbe persino spingere a commettere un omicidio. Perciò Gesù spiega quello che si dovrebbe essere disposti a fare pur di ristabilire la pace: “Se quindi porti la tua offerta all’altare e lì ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia la tua offerta lì davanti all’altare e va’ via. Prima fatti riconciliare con tuo fratello, e poi, tornato, presenta la tua offerta.”
Riferendosi al comandamento della Legge contro l’adulterio, Gesù commenta: “Avete sentito che fu detto: ‘Non devi commettere adulterio’. Ma io vi dico che chiunque continua a guardare una donna in modo da provare passione per lei ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” (Matteo 5:27, 28). Gesù non sta parlando semplicemente di un fugace pensiero immorale; piuttosto, vuole sottolineare che la situazione diventa pericolosa quando qualcuno “continua a guardare”. Spesso questo genera desideri molto forti che potrebbero spingere a commettere adulterio, qualora se ne presentasse l’occasione. Per evitare di arrivare a tanto, potrebbe essere necessario intervenire in modo drastico. Gesù dice: “Se dunque il tuo occhio destro ti porta a peccare, cavalo e gettalo via da te. E se la tua mano destra ti porta a peccare, tagliala e gettala via da te.”
Per aver salva la vita, alcune persone hanno accettato di perdere un arto irrimediabilmente compromesso. Comprensibilmente, quindi, Gesù afferma che è meglio ‘gettare via’ qualsiasi cosa, anche se preziosa quanto un occhio o una mano, pur di evitare i pensieri immorali e le azioni che ne possono derivare. “È meglio che tu perda una parte del tuo corpo”, spiega Gesù, “piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.”
L'Amore per i Nemici e la Perfezione Celeste
Gesù dà anche consigli su cosa fare quando si subiscono torti e offese. Infatti dice: “Non opponete resistenza a chi è malvagio; anzi, a chi ti schiaffeggia sulla guancia destra, porgi anche l’altra” (Matteo 5:39). Questo non significa che se una persona venisse aggredita non potrebbe difendere sé stessa o la sua famiglia. Gesù menziona uno schiaffo, un gesto che non ha lo scopo di ferire gravemente o di uccidere, ma di offendere. Questo consiglio è in armonia con la legge di Dio di amare il prossimo. Gesù infatti rivolge ai suoi ascoltatori l’invito: “Continuate ad amare i vostri nemici e a pregare per quelli che vi perseguitano.”
Gesù riassume questa parte del suo discorso con le parole: “Voi dovete dunque essere perfetti, come è perfetto il vostro Padre celeste” (Matteo 5:48). Ovviamente non sta dicendo che si possa essere perfetti in senso assoluto. Comunque, se si imita Dio, è possibile arrivare ad amare perfino i nemici.
Guida sulla Devozione e i Beni Materiali
Contro l'Ipocrisia nella Devozione
Continuando il suo discorso, Gesù rivolge ai suoi ascoltatori l’esortazione: “Badate di non compiere le vostre opere giuste davanti agli uomini per essere notati da loro.” Poi condanna l’atteggiamento ipocrita di chi ostenta la propria devozione: “Quando dunque fai doni di misericordia, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti” (Matteo 6:1, 2).
Gesù prosegue: “Quando pregate, non fate come gli ipocriti, a cui piace pregare in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle strade principali per farsi vedere dagli uomini.” Al contrario, aggiunge: “Quando preghi, entra nella tua stanza e, chiusa la porta, prega il Padre tuo che è nel segreto” (Matteo 6:5, 6). Gesù non vuole dire che sia sempre sbagliato pregare in pubblico; d’altra parte, anche lui lo ha fatto. Il punto è l'intenzione del cuore e l'evitare l'ostentazione.
La Preghiera Modello
Ora Gesù dà un consiglio ai presenti: “Quando pregate, non ripetete sempre le stesse cose come fanno le persone delle nazioni” (Matteo 6:7). Questo non significa che non si possa fare più volte la stessa richiesta. Gesù vuole far capire che non si devono ripetere in modo meccanico sempre le stesse frasi imparate a memoria. Poi enuncia una preghiera modello che contiene sette richieste. Le prime tre si concentrano sul diritto di Dio di governare e sui suoi propositi: la santificazione del suo nome, la venuta del suo Regno e il compimento della sua volontà sulla terra come è fatta in cielo. Molti chiamano questa preghiera ‘Padrenostro’ o ‘Preghiera del Signore’.
La Giusta Prospettiva sui Beni Materiali
Come si dovrebbero considerare i beni materiali? Gesù dà ai suoi ascoltatori un saggio consiglio: “Smettete di accumularvi tesori sulla terra, dove le tarme e la ruggine consumano, e dove i ladri sfondano e rubano.” In effetti c’è sempre la possibilità, a volte molto concreta, di perdere i propri beni, che per di più non fanno acquistare valore agli occhi di Dio. Di conseguenza Gesù dice: “Accumulatevi piuttosto tesori in cielo.”
Com’è possibile farlo? Mettendo il servizio a Dio al primo posto nella propria vita. Nessuno può cancellare la buona reputazione di cui si gode agli occhi di Dio né far perdere la ricompensa della vita eterna. Quanto sono vere le successive parole di Gesù: “Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore”! Per sottolineare il concetto, Gesù fa una metafora: “La lampada del corpo è l’occhio. Se dunque il tuo occhio è concentrato su una cosa sola, tutto il tuo corpo sarà luminoso. Se invece il tuo occhio è invidioso, tutto il tuo corpo sarà pieno di tenebre” (Matteo 6:22, 23). Un occhio simbolico che funziona bene è come una lampada che illumina il corpo. Per svolgere questa funzione, però, deve essere concentrato su una sola cosa, altrimenti potrebbe sviluppare una visione distorta della vita.
Gesù prosegue facendo un esempio molto efficace: “Nessuno può essere schiavo di due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o si legherà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete essere schiavi di Dio e della ricchezza.”
La Fiducia nella Provvidenza Divina
Alcuni dei presenti forse si preoccupavano di capire come dovessero considerare i loro bisogni materiali. Gesù li rassicura dicendo che, se mettono il servizio a Dio al primo posto, non hanno motivo di essere ansiosi. E che dire dei gigli dei campi che sono lì sul monte? Gesù fa notare che “nemmeno Salomone in tutta la sua gloria si adornò come uno di loro”. Cosa indica questo? Gesù spiega: “Se Dio veste così la vegetazione dei campi, che oggi c’è e domani viene gettata nel forno, non vestirà a maggior ragione voi?” (Matteo 6:29, 30).
Gesù conclude con questa saggia esortazione: “Non siate mai ansiosi, dicendo: ‘Che cosa mangeremo?’, ‘Che cosa berremo?’ o ‘Che cosa indosseremo?’ [...] Il vostro Padre celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Continuate dunque a cercare prima il Regno e la sua giustizia, e tutte queste altre cose vi saranno aggiunte.”
Relazioni Interpersonali e Discernimento Spirituale
Il Pericolo di Giudicare gli Altri
Gli apostoli e altre persone di cuore sincero desideravano vivere come piace a Dio, ma nelle loro circostanze non era facile farlo. Infatti, molti farisei erano critici e giudicavano severamente gli altri. Per far capire quanto sia pericoloso farsi guidare da questi capi religiosi ipercritici, Gesù fa un esempio: “Un cieco può forse guidare un altro cieco? Non cadranno entrambi in un fosso?” Quindi, come vanno considerati gli altri? Si dovrebbe evitare il grave errore di guardarli con occhio critico. Gesù infatti chiede: “Come puoi dire a tuo fratello: ‘Fratello, permettimi di togliere la pagliuzza che è nel tuo occhio’, mentre tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita! Prima togli la trave dal tuo occhio, e poi vedrai chiaramente come togliere la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello.”
Questo comunque non significa che i discepoli non debbano mai emettere alcun giudizio. Per esempio, Gesù dice: “Non date ciò che è santo ai cani, né gettate le vostre perle ai porci” (Matteo 7:6). Le verità contenute nella Parola di Dio sono paragonate a perle preziose. Al pari degli animali, alcuni potrebbero dimostrare di non apprezzarle.
La Regola d'Oro
Ritornando al tema della preghiera, Gesù dice: “Continuate a chiedere e vi sarà dato; continuate a cercare e troverete; continuate a bussare e vi sarà aperto.” Mette così in evidenza l’importanza di non arrendersi. Poi, per spiegare che Dio è pronto a rispondere alle preghiere, aggiunge: “Chi di voi darebbe una pietra al figlio che chiede del pane? O se chiede un pesce, gli darebbe una serpe?”
A questo punto Gesù enuncia quella che è diventata una famosa regola di comportamento: “Tutte le cose che volete che gli uomini facciano a voi, anche voi dovete farle a loro”. È importante far tesoro di questa valida esortazione e seguirla nei rapporti con gli altri.
Riconoscere i Falsi Profeti
Alcuni avrebbero voluto indurre i discepoli ad abbandonare la strada che conduce alla vita. Gesù quindi avverte: “Guardatevi dai falsi profeti che vengono da voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi famelici” (Matteo 7:15). Poi osserva che è possibile capire se un albero è buono o no in base ai frutti che produce. In modo analogo, i falsi profeti si possono riconoscere da ciò che insegnano e da come si comportano. In realtà, come spiega Gesù, non è solo ciò che qualcuno dice a renderlo un suo discepolo ma anche ciò che fa. Alcuni a parole affermano che Gesù sia il loro Signore, ma cosa accadrà se non fanno la volontà di Dio? Gesù risponde: “Dichiarerò loro: ‘Non vi ho mai conosciuto! Andate via da me, voi che praticate l’illegalità!’”
L'Importanza di Mettere in Pratica
In conclusione Gesù dice: “Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà simile a un uomo saggio che costruì la sua casa sulla roccia. E cadde la pioggia, arrivarono le inondazioni, soffiarono i venti e si abbatterono contro quella casa, ma essa non cedette, perché era stata fondata sulla roccia” (Matteo 7:24, 25). Perché la casa rimase in piedi? Perché l’uomo “scavò e andò in profondità e pose le fondamenta sulla roccia” (Luca 6:48). Quindi non basta semplicemente ascoltare le parole di Gesù.
Che dire invece di chi “ascolta queste [...] parole” ma “non le mette in pratica”? È “simile a un uomo stolto che costruì la sua casa sulla sabbia” (Matteo 7:26). La pioggia, le inondazioni e i venti si sarebbero abbattuti contro quella casa, e essa sarebbe crollata con grande fragore. Questo evidenzia l'importanza cruciale di applicare gli insegnamenti di Gesù nella propria vita.
La Reazione all'Insegnamento di Gesù
Le persone erano stupite del modo di insegnare di Gesù. Egli pronunciò questo discorso come una persona che aveva autorità, non come i capi religiosi. La profondità degli argomenti spirituali trattati e il modo semplice e chiaro in cui furono esposti hanno permesso a moltissimi di imparare importanti lezioni, utili per tutti coloro che cercano di migliorare la propria vita seguendo i princìpi di Dio.