I miracoli, sin dai tempi più antichi, annunciano e inaugurano il regno di Dio. Oggi, tuttavia, sorge la domanda se abbia ancora senso parlare di miracoli, e se essi siano d'aiuto alla fede o piuttosto un ostacolo, in quanto estranei alla mentalità scientifica dell'uomo moderno.
I Miracoli nell'Antico e Nuovo Testamento
Nell'Antico Testamento, gli eventi prodigiosi dell'esodo e, in genere, i miracoli compiuti da Dio e dai suoi inviati, attestano la presenza salvifica del Signore nella storia del suo popolo.
Nel Nuovo Testamento, questi fatti straordinari sono chiamati in diverse maniere: «miracoli (opere potenti), prodigi e segni» (At 2,22). Essi sono definiti opere potenti, perché manifestano la potenza creatrice di Dio; prodigi, perché sono avvenimenti straordinari e inspiegabili, che destano l'ammirazione degli uomini; e segni, perché nel contesto della predicazione evangelica trasmettono un preciso significato, ovvero la venuta del Regno.
I miracoli sono gesti attraverso cui Dio ci parla, rivolgendosi sempre alle persone. Essi le riguardano direttamente, come le guarigioni di malati, o recano loro qualche beneficio materiale e spirituale, come accade nella moltiplicazione dei pani e in altre trasformazioni della natura.

Lo Stile Inconfondibile di Gesù nei Miracoli
Gesù di Nàzaret mostra il suo stile inconfondibile anche nel fare miracoli. Coerente con la sua missione di Messia-Servo, fermo nel respingere le tentazioni della ricchezza, del successo e del dominio, non si serve mai del miracolo per il proprio interesse personale, ad esempio per alleviare la propria fame, sete o stanchezza.
Egli rifiuta le richieste di miracoli spettacolari che costringano a credere e proibisce ai malati risanati di fare pubblicità. Gesù rimprovera chi con il miracolo vorrebbe punire i recalcitranti e i ribelli, come talvolta era avvenuto nell'Antico Testamento. Si difende alla maniera dei deboli, nascondendosi davanti ai nemici, e non scende dalla croce, quando nell’ora suprema gli avversari lo sfidano con ingiuriosa ironia: «Ha salvato altri, non può salvare se stesso!»
Gesù, come insegna con autorità, così compie i miracoli con la stessa autorità, a nome proprio, pronunciando frasi come: «Io ti dico» (Mc 5,41) e «Ti ordino» (Mc 2,11). Agisce con naturalezza, senza sforzo e senza alcuna preparazione, gli basta una semplice parola per ottenere un risultato istantaneo.
Natura e Varietà dei Miracoli di Gesù
I casi di miracoli compiuti da Gesù sono diversissimi: essi includono la guarigione di lebbrosi, ciechi, sordomuti, paralitici, epilettici; la risurrezione di morti; la moltiplicazione di pani e pesci; la trasformazione dell'acqua in vino; una pesca miracolosa e una tempesta sedata.

Il Legame tra Miracoli e Predicazione
I miracoli di Gesù sono strettamente collegati alla sua predicazione. Egli è sempre in cammino, infaticabile, per città e villaggi della Galilea, «predicando la buona novella del Regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo» (Mt 4,23). Questa duplice missione è poi affidata anche ai suoi discepoli: «Li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi» (Lc 9,2).
Predicazione e miracoli attestano e attuano la nuova venuta salvifica di Dio nella storia: la sua parola converte e la sua parola risana.
La pesca miracolosa | La vita di Gesù | Un miracolo ogni giorno.
Il Profondo Significato Teologico dei Miracoli
Il significato dei miracoli è molteplice. Essi mostrano come Dio si sia fatto vicino in modo nuovo per vincere il peccato, la malattia, la morte e ogni forma di male, per dare all'uomo la salvezza integrale - spirituale, corporea, sociale e cosmica - ora come un anticipo e poi, alla fine della storia, in pienezza, facendo «nuove tutte le cose» (Ap 21,5). Gesù è il Messia, «colui che deve venire» (Mt 11,3).
La stessa riluttanza a compiere miracoli, che Gesù manifesta più volte, ha un suo significato. Egli vuole evitare che la gente strumentalizzi Dio ai propri interessi immediati. Per chi non cerca la comunione con Dio, ma unicamente i suoi benefici, il miracolo diventa fuorviante. Gesù esige almeno una fede iniziale, un'apertura al mistero.
Autenticità Storica dei Miracoli di Gesù
Nella Chiesa delle origini, i miracoli accompagnano normalmente la diffusione del Vangelo e sostengono l'attività missionaria. Tuttavia, non vengono sopravvalutati; rimangono in secondo piano rispetto alla vita nuova e alla santità. Gli stessi miracoli compiuti da Gesù durante la vita pubblica vengono narrati con sorprendente sobrietà, un indizio di autenticità storica.
Esistono anche altri indizi molto solidi dell'autenticità storica dei miracoli di Gesù:
- Le numerose sentenze evangeliche, assai antiche e attendibili, che menzionano l'attività taumaturgica di Gesù e il suo significato.
- Le varie controversie con i farisei, che presuppongono guarigioni miracolose effettivamente compiute.
- Le manifestazioni di entusiasmo da parte della gente, altrimenti inspiegabili.
- L'elevato numero di miracoli ricordati nei quattro Vangeli, sia globalmente nei sommari che distintamente in una trentina di episodi.
Tutta la narrazione evangelica verrebbe meno se si togliessero i racconti dei miracoli. Perfino una fonte ebraica menziona l'attività taumaturgica di Gesù, ricordando che fu giustiziato perché «ha praticato magia e ha sedotto Israele» (Talmud babilonese, Sanhedrin, 43).
Miracoli e Scienza Moderna
Molti nostri contemporanei ritengono che fatti del genere siano incompatibili con la conoscenza scientifica della natura. Tuttavia, una così radicale diffidenza non appare giustificata. Il mondo si presenta come un processo evolutivo, sempre aperto a molte possibilità, caratterizzato dalla continuità e nello stesso tempo dalla novità.
In questa prospettiva, è possibile concepire il miracolo come superamento creativo di una data situazione, per virtù divina, valorizzando le stesse cause naturali. Quanto alla suggestione, non è difficile rendersi conto che si tratta di una spiegazione insostenibile. Nessuna fiducia, per quanto grande, può causare guarigioni istantanee di gravi malattie organiche, come la lebbra, il cancro o le fratture ossee.
È sempre possibile ipotizzare l'intervento di forze sconosciute. Gli scienziati si limitano a constatare che il fatto prodigioso è scientificamente inspiegabile, oltre le costanti della nostra osservazione. L'interpretazione rimane aperta. Ma se l'evento straordinario avviene in un contesto religioso di serietà morale, di bontà, di umile fiducia in Dio e di preghiera, allora diventa un segno inequivocabile.

Miracoli: Segni per la Fede, Non Fine a Se Stessi
Essendo «segni certissimi della divina rivelazione» (Concilio Vaticano I, Dei Filius, III - DS 3009; cf. Ivi, Canoni III, 3 - DS 3033), i miracoli aiutano a credere in modo ragionevole. Tuttavia, non bastano certo i miracoli a produrre la fede: è l'attrazione interiore del Padre che la suscita.
Né sono i miracoli gli eventi salvifici principali: il vero pane non è quello moltiplicato, ma quello eucaristico; la vera luce non è quella restituita al cieco nato, ma quella della fede battesimale.
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