La Galleria di Alessandro VII rappresenta uno degli ambienti più affascinanti e significativi del Palazzo del Quirinale. Originariamente concepita come un unico, monumentale spazio di circa 75 metri, la galleria costituisce una delle più grandi opere di collaborazione nella storia della pittura barocca romana. Realizzata per papa Sisto V nell’ala ovest del palazzo a partire dal 1588, rimase priva di decorazione fissa fino al 1655, quando papa Alessandro VII Chigi ne commissionò la trasformazione.

Il progetto seicentesco di Pietro da Cortona
Alessandro VII affidò la direzione dei lavori a Pietro da Cortona, il quale, all'apice della carriera, progettò l'intero ciclo pittorico e reclutò una squadra di quattordici artisti, tra cui nomi illustri come Carlo Maratta, Pier Francesco Mola e Giovanni Paolo Schor. Tra il 1656 e il 1657, in soli undici mesi, fu realizzato un vasto programma iconografico che includeva 18 episodi dell'Antico Testamento e 2 del Nuovo.
Le pareti erano caratterizzate da un fregio continuo che narrava storie bibliche, incastonato in una ricca architettura dipinta: colonne binate che si stagliavano su sfondi di un rigoglioso giardino con fontane, fiori e frutti, intervallate da riquadri monocromi con figure maschili offerenti. Questo "corridoio coperto" permetteva al papa di passeggiare come immerso in una natura ideale, in un rapporto di osmosi tra interno ed esterno.
Alessandro Zuccari - Pietro da Cortona - Il Barocco
Le trasformazioni in epoca napoleonica e moderna
Durante l'occupazione francese, nel 1812, l'architetto Raffaele Stern fu incaricato di dividere la Galleria in tre saloni - l'attuale Sala Gialla, Sala di Augusto e Sala degli Ambasciatori - per ricavare spazi destinati all'appartamento dell’Imperatrice Maria Luisa. Gli interventi napoleonici comportarono la chiusura di tredici finestre verso il Cortile d'Onore e la sovrapposizione di nuove decorazioni che "decapitarono" le colonne seicentesche.
- Sala Gialla: Fungeva da ambiente per la vestizione del pontefice durante i conclavi tenuti al Quirinale. Ospita un orologio da mensola di Denis Masson del XVIII secolo.
- Sala di Augusto: Prende il nome dal busto marmoreo di Augusto, copia dell'originale di Prima Porta, acquisito nel 1938. Il soffitto conserva i Profeti di Tommaso Minardi (1864).
- Sala degli Ambasciatori: Destinata in età sabauda al ricevimento del corpo diplomatico, conserva l'importante tela dell'Adorazione dei pastori di Carlo Maratta.

Il restauro e la riscoperta
Le operazioni di restauro, avviate nel 2001, hanno permesso di riportare alla luce le decorazioni originali, rimuovendo parzialmente le sovrapposizioni e riaprendo le finestre murate, restituendo agli ambienti la loro splendida luminosità barocca. Grazie a queste indagini è stato possibile recuperare il fregio biblico e le strutture monocrome sottostanti, che testimoniano l'altissima qualità della bottega di Pietro da Cortona.
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| Soggetti Biblici | Storie dell'Antico e Nuovo Testamento (Creazione, Noè, Mosè, Salomone). |
| Decorazione inferiore | Colonne binate, motivi vegetali e figure in monocromo. |
| Pavimentazione | Mosaici di epoca romana (I sec. d.C.) inseriti nell'Ottocento. |
Il recupero filologico permette oggi di rileggere la Galleria come una delle pagine più prestigiose del Barocco. Sebbene la divisione in tre sale permanga, la comprensione storica offerta dai restauri valorizza tanto il progetto di Alessandro VII quanto le stratificazioni storiche successive, rendendo il Palazzo del Quirinale un testimone vivo dell'evoluzione artistica e politica della capitale.
tags: #scene #bibliche #galleria #alessandro #vii