Le vicende legate al Santuario della Bozzola, un luogo di culto a Pavia, hanno assunto una risonanza inaspettata a seguito di uno scandalo sessuale emerso anni fa, che ora si intreccia potenzialmente con le indagini riaperte sull'omicidio di Chiara Poggi. Sebbene i magistrati della procura di Pavia si mostrino scettici su reali collegamenti, l'attenzione su questi eventi è tornata alta.
Le Accuse e le Dichiarazioni Relative al Santuario
Dichiarazioni scottanti sono state rilasciate al promotore di giustizia diocesano di Pavia da un cittadino romeno, il quale ha rivelato la presenza di giovani a presunti "festini" organizzati presso il Santuario. Tuttavia, il testimone ha specificato che non si trattava di minorenni.
La sentenza relativa al caso ha riportato l'interrogatorio di Don Paolo Scevola, descritto come "il PM del Vaticano", a un uomo di nome Tanasie. Durante l'interrogatorio, si è parlato apertamente di filmini, audio, appuntamenti orgiastici e denaro. Alla domanda di Don Paolo su chi partecipasse solitamente, Tanasie ha risposto: "Don Gregorio". Ha poi aggiunto: "Ci vanno anche donne, due donne, però io quelle non le ho viste, non ho la prova.... giovani, giovani". Interrogato sull'età dei partecipanti, ha ribadito: "Minorenni no".
Il Tentativo di Gestione della Vicenda
Nella sentenza sono emersi anche i nomi dell'allora sindaco di Garlasco, Pietro Farina, e dell'avvocato Lovati. È importante precisare che entrambi non sono stati menzionati come partecipanti ai festini, ma piuttosto come figure che si sarebbero adoperate per cercare di risolvere la vicenda. L'avvocato Lovati, in particolare, aveva predisposto delle "attestazioni di pagamento come atti di ricevuta per terapie medico sanitarie offerte dal Santuario della Bozzola" a favore di Savu, al fine di giustificare uscite di denaro. Recentemente, lo stesso avvocato ha dichiarato di aver fatto un sogno in cui Chiara Poggi sarebbe stata uccisa perché custodiva un segreto pericoloso proprio sul Santuario.

Le Indagini sul Caso Chiara Poggi e i Possibili Collegamenti
Le storie legate al Santuario della Bozzola si sono intrecciate fatalmente con le ricerche effettuate nel web da Chiara Poggi prima di essere uccisa. La 26enne di Garlasco conservava, senza un motivo apparente (né di studio né di lavoro), queste ricerche in una pen drive insieme con articoli sugli abusi sessuali nella chiesa americana.
Lo Scetticismo Iniziale e le Nuove Acquisizioni
I magistrati della procura di Pavia che hanno riaperto le indagini sul caso Poggi, indagando Andrea Sempio, si dicono scettici perché finora dall'inchiesta non sono emersi reali collegamenti con le storie che circolano intorno al Santuario. Gli investigatori precisano che "non si tratta di suggestioni", ricordando che "si tratta di un'inchiesta per omicidio", non della sceneggiatura di una fiction. Tuttavia, per non lasciare ombre che possano alimentare misteri, nelle prossime ore acquisiranno sia gli atti di un procedimento del 2014 riguardante il ricatto a luci rosse di alcuni religiosi della Bozzola, sia i messaggi audio che Paola Cappa avrebbe scambiato negli ultimi mesi con l'ex agente Francesco Chiesa Soprani.
Le Ricerche di Chiara Poggi sulla Bozzola
I carabinieri di Milano faranno approfondimenti anche sulle due ricerche effettuate da Chiara Poggi sul Santuario della Bozzola. La prima risale alle 11:06 del 26 luglio, la seconda alle 15:41 del primo agosto, pochi giorni prima del delitto. In entrambi i casi, Chiara aveva visualizzato e scaricato una foto del Santuario dal computer del lavoro. Il suo interesse per la Bozzola, però, non è mai emerso fino ad oggi, e pure l'ex fidanzato Alberto Stasi, condannato a 16 anni in via definitiva per l'omicidio, non ne ha mai fatto cenno. Questa circostanza solleva interrogativi.

Il Ruolo degli Ex Colleghi di Lavoro
Non è escluso che gli inquirenti possano sentire anche gli ex colleghi di lavoro della ventiseienne, che all'epoca in cui è stata uccisa lavorava come impiegata in un'azienda di via Savona a Milano. Rimanendo nell'ambito lavorativo, una sua compagna d'ufficio aveva parlato di due cellulari in possesso di Chiara e di presunte amicizie milanesi, vicende di cui non si era trovata traccia nelle indagini successive, ma che potrebbero ora essere riesaminate.