Il dipinto raffigurante i Santi Pietro e Paolo costituisce una delle opere più celebri del rinomato artista Carlo Crivelli. Nel corso della storia, la critica ha identificato due distinte realizzazioni del pittore che portano questo titolo, legate a complessi polittici differenti. La comprensione di queste opere richiede un'analisi dettagliata del loro contesto storico e stilistico.

Il pannello del Polittico di Porto San Giorgio
Quest'opera, realizzata intorno al 1470, è una tempera e oro su tavola. In origine, essa costituiva il pannello sinistro di un polittico più grande, il Polittico di Porto San Giorgio. Attualmente, l'opera è conservata presso la National Gallery di Londra.
Caratteristiche iconografiche
La magistrale tecnica di Crivelli è evidente nella rappresentazione dettagliata dei due santi:
- San Pietro: identificabile per la barba e i capelli corti, indossa una veste rosso e beige con una sottile sottoveste verde. Porta con sé il libro e le chiavi del Paradiso, simboli del suo ruolo apostolico.
- San Paolo: distinto dalla barba e dai capelli bianchi più lunghi, parzialmente nascosti da un berretto, tiene un grande libro rosso. La spada, che egli impugna, richiama il suo martirio.
Entrambi i santi poggiano su un gradino di marmo screziato, elemento decorativo che rimanda alla cultura padovana, su cui si trova una mela poggiata. Lo sfondo dorato e testurizzato esalta la loro presenza divina, mentre l'illuminazione uniforme valorizza le pieghe delle vesti e le ombre sui volti.
Vicende storiche e conservazione
Dopo la demolizione della vecchia parrocchiale di Porto San Giorgio nel 1803, il polittico subì numerosi spostamenti e smembramenti. Nel 1835 l'opera, ormai frazionata, fu venduta dalla famiglia Salvadori a un collezionista dell'ambasciata portoghese. Il dipinto fu in seguito oggetto di contese legali tra le autorità comunali e i privati, che vedevano nell'opera un mero bene di scambio economico, ignorandone il valore artistico e la necessità di conservazione.
Carlo Crivelli | Polittico di Sant'Emidio | I racconti dell'arte
Il pannello delle Gallerie dell'Accademia di Venezia
Un'altra versione dei Santi Pietro e Paolo è conservata presso le Gallerie dell'Accademia di Venezia. Questo pannello, databile a dopo il 1490 circa, faceva parte dell'imponente macchina d'altare destinata alla cattedrale di Camerino, che includeva al centro la celebre Madonna della Candeletta.
Analisi dell'opera
In questo pannello, i santi sono rappresentati in una sacra conversazione. Crivelli pone particolare enfasi sulla loro solenne presenza fisica, ritraendoli assorti nella lettura: Pietro indossa degli occhiali, mentre Paolo si appoggia alla propria spada. Il gradino marmoreo su cui poggiano mostra un'originale prospettiva ribaltata verso lo spettatore, un espediente tipico del maestro che invita l'osservatore a interagire idealmente con gli oggetti dipinti.
Il recupero dopo il sisma
La storia di questa tavola è segnata dal terremoto del 1799 che distrusse la cattedrale di Camerino. Il pannello fu recuperato tra le macerie e successivamente restaurato. Per lungo tempo la paternità dell'opera fu oggetto di incertezze, venendo attribuita persino a Niccolò Alunno, prima che la critica riconoscesse definitivamente la mano di Carlo Crivelli.
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