Santa Rita da Cascia, nata Margherita Lotti a Roccaporena nel 1381 e deceduta a Cascia il 22 maggio 1457, è una delle sante più venerate del cattolicesimo, conosciuta come la "santa degli impossibili". La sua vita, sebbene in parte avvolta dal mistero a causa della scarsità di documentazione storica coeva, è caratterizzata da una profonda spiritualità, eroica perseveranza e un incrollabile amore per Gesù Cristo.

Origini e Primi Anni
Rita, figlia unica di Antonio Lotti e Amata Ferri, nacque a Roccaporena, un piccolo borgo vicino Cascia. I suoi genitori, descritti come persone anziane, molto religiose e benestanti, svolgevano il ruolo di "pacieri" nelle dispute politiche e familiari dell'epoca, testimoniando un impegno per la pace ispirato alla fede. Il suo nome di battesimo fu Margherita, ma è universalmente conosciuta come Rita.
Matrimonio e Famiglia
Verso i sedici anni, Rita sposò Paolo di Ferdinando Mancini, un giovane descritto come "risentito" e di carattere impulsivo. Nonostante le difficoltà iniziali, Rita riuscì, attraverso la sua mitezza e condotta cristiana, ad aiutare il marito a condurre una vita più onesta e laboriosa. La coppia ebbe due figli. La vita familiare di Rita fu segnata da un profondo dolore: l'assassinio del marito, avvenuto probabilmente a causa di vecchi rancori. Rita, fedele al suo spirito evangelico, perdonò gli assassini, ma temeva che i figli, influenzati dall'ambiente, potessero essere tentati dalla vendetta. Per evitare che si macchiassero di sangue, chiese a Dio piuttosto la loro morte che vederli rovinati spiritualmente e umanamente. Entrambi i figli morirono di malattia in giovane età.

La Vocazione Monastica
Rimasta vedova e affrontando l'abbandono di alcuni parenti del marito, Rita decise di dedicare la sua vita a Dio entrando nel monastero agostiniano di Santa Maria Maddalena a Cascia. La sua richiesta di entrare in noviziato fu inizialmente rifiutata per ragioni non del tutto chiare, forse legate a presenze ostili tra le monache dovute alla mancata vendetta. Tuttavia, con tenacia, fede e preghiera, Rita superò gli ostacoli e venne infine accolta. Secondo la tradizione agiografica, la badessa mise alla prova la sua vocazione ordinandole di innaffiare un arbusto di vite secco nel chiostro del monastero. Incredibilmente, la vite riprese vita e diede frutto, un segno della fecondità spirituale di Rita.
La Stigmate e la Vita Mistica
La sera del Venerdì Santo del 1432, durante un momento di intensa preghiera di fronte a un crocifisso, Rita ricevette una spina dalla corona di Gesù, che le si conficcò sulla fronte. Questa piaga, simbolo della sua unione mistica con la Passione di Cristo, le causò sofferenze per molti anni, costringendola a una vita di immobilità e preghiera. La ferita sulla fronte, pur essendo una fonte di dolore, divenne anche un segno visibile del suo amore per Cristo e della sua partecipazione alle sue sofferenze redentrici.

Il Messaggio Spirituale di Santa Rita
Il messaggio di Santa Rita è incarnato nella sua vita semplice ed eroica. Ella non annuncia se stessa, ma Gesù Signore e la forza del suo mistero pasquale di croce e resurrezione. Rita è vista come una manifestazione potente dello Spirito Santo, che parla e agisce anche nel mondo contemporaneo.
Il Vangelo della Libertà
Santa Rita annuncia alla donna il vangelo della libertà, intesa come capacità di essere se stessi, di difendere la propria dignità e quella dei più deboli. Proclama il vangelo dell'interiorità, sottolineando che senza di essa le cose effimere possono facilmente sedurre il cuore e renderlo schiavo.
Il Vangelo del Perdono
Ella proclama il vangelo del perdono, insegnando che chi ha sbagliato o sta sbagliando viene aiutato solo se non viene condannato. Questo principio è evidente nel suo perdono verso gli assassini del marito.
Il Vangelo della Coerenza e della Preghiera
Ai genitori, Santa Rita annuncia il vangelo della coerenza, ricordando che l'educazione avviene prima di tutto attraverso l'esempio personale. Proclama inoltre il vangelo della preghiera, affermando che aprirsi a Dio significa costruire la propria famiglia sulla roccia.
Simboli Iconografici di Santa Rita
L'iconografia di Santa Rita è ricca di significati, ogni simbolo evoca aspetti della sua vita e spiritualità:
- La Rosa: Simbolo di grazia, speranza e bellezza che può fiorire nel cuore della sofferenza. Si riferisce all'episodio miracoloso in cui, in pieno inverno, trovò una rosa fiorita nel suo giardino.
- La Spina sulla Fronte: Rappresenta la sua unione mistica con la Passione di Cristo e l'accettazione del dolore per la salvezza del mondo.
- Il Crocifisso: Simbolo del suo amore incondizionato per Cristo crocifisso, della sua fede incrollabile e della sua totale offerta a Dio.
- Le Api: Simbolo di vocazione protetta fin dall'infanzia e di dolcezza interiore. Secondo la tradizione, uno sciame di api bianche circondò la sua culla senza farle del male.
- Il Libro di Preghiera o le Scritture: Evidenzia la sua vita contemplativa, la meditazione delle Scritture e la saggezza derivata dalla Parola di Dio.
- La Luce Celeste o Aureola: Simbolo universale della sua santità riconosciuta e dello splendore spirituale che ispira speranza.
- La Chiave e il Monastero: Rappresenta il miracoloso ingresso nel convento, simbolo della preghiera perseverante che apre anche le porte più chiuse.

Devozione e Canonizzazione
La venerazione di Santa Rita iniziò immediatamente dopo la sua morte, data la rapidità con cui si diffusero le notizie sui prodigi avvenuti per sua intercessione. Fu beatificata nel 1626 e canonizzata il 24 maggio 1900 da Papa Leone XIII. La sua figura è associata a numerosi miracoli, che le hanno valso l'appellativo di "santa degli impossibili".
Eredità e Attualità
Santa Rita continua a ispirare milioni di fedeli in tutto il mondo. La sua vita offre un modello di forza di fronte alle avversità, di perdono, di fede incrollabile e di amore compassionevole. La devozione a Santa Rita si manifesta attraverso preghiere specifiche, come i "Quindici giovedì di santa Rita", e la benedizione delle rose, un sacramento legato alla leggenda del roseto miracoloso.
La vera storia di Santa Rita da Cascia
Le sue reliquie riposano nel Santuario di Santa Rita a Cascia, meta di continui pellegrinaggi. Ricerche mediche hanno confermato la presenza di tracce di osteomielite sulla fronte, a riprova della piaga della spina. La sua statura era di circa 157 cm.