Santa Maria della Vittoria sul Montello: Storia e Percorsi

Il Montello, con la sua ricchezza storica e naturalistica, offre percorsi che uniscono la bellezza paesaggistica alla memoria di eventi cruciali. Tra questi spicca l'itinerario che conduce al Santuario di Santa Maria della Vittoria, un luogo di profondo significato spirituale e storico.

Mappa del percorso escursionistico sul Montello

L'Itinerario sul Montello: Tra Storia e Natura

Punto di Partenza e Caratteristiche del Percorso

L'itinerario proposto ha una lunghezza complessiva di circa dieci chilometri e un dislivello di trecento metri. È importante tenerne conto, specialmente se si hanno bambini al seguito, poiché potrebbe richiedere varie pause o l'assistenza per i più piccoli. La salita si concentra nella prima parte del percorso, con una pendenza costante ma non eccessiva, spesso esposta al sole.

Il punto di partenza è l'Osteria Santa Margherita, situata nel Comune di Crocetta del Montello, dove è possibile parcheggiare l'auto. Da qui, si prende la presa n. XVI (Via Generale Vaccari) e la si percorre fino all'incontro con l'asfaltata Via Medaglie d'Oro.

Tappe Storiche: L'Osservatorio del Re

Girando a sinistra su Via Medaglie d'Oro e scendendo, si raggiungeranno i cartelli turistici che indicano l'Osservatorio del Re. Questo è un bunker costruito sotto una casa, da cui Vittorio Emanuele III osservava, ben protetto, lo svolgersi della battaglia tra italiani e austriaci durante la Prima Guerra Mondiale. Si tratta di un sito interessante da visitare. Meno rilevante, per alcuni, potrebbe essere la colonna romana posta a ricordo della vittoria, un tipico monumento guerresco del ventennio.

Foto dell'Osservatorio del Re sul Montello

Verso Santa Maria della Vittoria

Dopo aver visitato l'Osservatorio del Re, si riprende a destra Via Medaglie d'Oro e, dopo circa un centinaio di metri, si prende ancora a destra la presa XV (sempre Via Medaglie d'Oro). Questo tratto passa prima davanti a una casa e poi si inoltra nel bosco, garantendo ombra.

Incontrata Via 18 Giugno (strada dorsale), si gira a sinistra e in breve si raggiunge la chiesa di Santa Maria della Vittoria. In questa zona è opportuno prestare attenzione a causa del traffico, specialmente nel fine settimana. A fianco della chiesa si trova la sede degli alpini, dove sono disponibili una fontana d'acqua e servizi igienici, molto utili per ciclisti e pedoni.

Il Ritorno

Per completare l'anello, si percorre la presa XIV (Via della Vittoria), che presenta inizialmente un tratto in falso-piano molto piacevole, seguito da una discesa piuttosto ripida. Arrivati in basso, ci si dirige a sinistra e si deve percorrere un tratto della Panoramica (Via Gabriele D'Annunzio) per tornare all'auto. Qui è fondamentale fare molta attenzione, poiché la strada è trafficata, la gente tende a correre e ci sono curve con visibilità non perfetta. Un'alternativa per raggiungere la quota è la salita su Via Generale Vaccari.

In un altro racconto, partendo da Santa Mama, si è presa Via Generale Vaccari che ha portato in quota fino alla Colonna Romana e all'Osservatorio del Re. Da lì, per una stradina nel bosco, si è giunti a Santa Maria della Vittoria, per poi ridiscendere lungo Via della Vittoria. La camminata si è conclusa, come da tradizione, con un'abbondante pastasciutta al ristorante Le Betulle (consigliato).

Santa Maria della Vittoria: La Nascita di un Santuario Votivo

Il Voto del Vescovo Longhin e la Promessa

L'anno 1917 fu un periodo terribile per l'Italia, e in particolare per la Marca Trevigiana. In quei giorni, il vescovo di Treviso, Mons. Andrea Giacinto Longhin (proclamato beato da Giovanni Paolo II il 20 ottobre 2002), percependo il grave pericolo che incombeva sulla pianura veneta, promise che se la Madonna avesse risparmiato la sua diocesi e l'Italia, arrestando i nemici oltre il Piave, avrebbe eretto sulla cima del Montello una chiesa dedicata alla Vergine.

Grazie al supremo valore dei soldati italiani, animati da grande fede e con l'aiuto di Colei che invochiamo Santa Maria della Vittoria, gli invasori furono dapprima fermati oltre il Piave, e poi fatti arretrare fino a Vittorio Veneto e sconfitti: l'Italia fu salvata, e la promessa si fece realtà.

Ritratto del Beato Andrea Giacinto Longhin

Le Prime Fasi di Costruzione (1923-1926)

Nell'autunno del 1923, le autorità diocesane salirono sul Montello e scelsero come luogo per la costruzione della chiesa il Collesel della Val dell'acqua, la cima più alta. Dopo aver tagliato gli alberi, il terreno fu spianato. Il vescovo inviò un suo quadro in tela raffigurante la Madonna del Rosario. Su due pali in legno furono posizionate due campane. La baracca venne benedetta e dedicata alla Madonna del Rosario, con il titolo di Santa Maria della Vittoria. Il vescovo stesso volle che il paese si chiamasse Santa Maria. Nell'ottobre del 1923 si celebrò la prima Messa, e per il servizio religioso domenicale e nelle feste di precetto, un cappellano si recava sul posto. Nel 1925, fu costruita una bella casa canonica per il futuro parroco. Il vescovo, durante una visita pastorale a Volpago, salì sul Montello per vedere la località e la baracca. Nel 1926, la località di Santa Maria fu canonicamente eretta in curazia indipendente.

La Nuova Chiesa e la Posa della Prima Pietra (1934-1935)

Dato che la sala-cappella non era sufficiente per la popolazione, il parroco pensò di erigere una vera e propria chiesa, dedicandola alla Vergine del Rosario in Santa Maria della Vittoria. Mancavano però i mezzi e le risorse. Il parroco propose un appello pressante alla Madonna, invitando tutti a partecipare alla novena dell'Immacolata dal 29 novembre al 7 dicembre 1934. Il miracolo avvenne presto: dal 12 al 22 maggio 1935 furono gettate le fondamenta per la nuova chiesa. Domenica 26 maggio si tenne la solennissima cerimonia della posa della prima pietra, alla presenza del vescovo Longhin, che la benedisse, del vicario generale, del prefetto di Treviso e dei tre sindaci di Volpago, Montebelluna e Crocetta del Montello, insieme ad altre autorità civili e militari. La sera del 25 settembre 1935, la chiesa era già al coperto. Avvicinato in quei giorni dal parroco Angelo Fraccaro, il vescovo Longhin, felice perché la promessa era compiuta, esclamò: "ora posso morire contento!". Pochi giorni dopo si ammalò e rimase infermo. Il 7 ottobre 1935, festa del Rosario, di buon mattino il parroco, circondato da quasi tutta la popolazione, con solenne processione portò la statua dell'Immacolata nella nuova chiesa, impartì la benedizione e quindi celebrò la prima Messa cantata.

Il Campanile e l'Inaugurazione Solenne (1937)

Nell'agosto del 1937 si iniziò la costruzione del campanile, su disegno dell'architetto Fausto Scudo, realizzato interamente in roccia e cemento, e terminato in un solo mese e mezzo. Domenica 7 novembre 1937 si festeggiò la gioiosa giornata dell'inaugurazione di tutta l'opera, annunciata da cinque giorni consecutivi in cui le campane suonarono a festa. Nel pomeriggio, sul piazzale di fronte alla chiesa erano presenti le maggiori autorità religiose, civili e militari: il vescovo Antonio Mantiero, il vicario generale, il prefetto di Treviso con i sindaci dei comuni di Volpago, Montebelluna e Crocetta del Montello, il Gen. Giuseppe Vaccari, alcune autorità civili, politiche e militari, tutti i combattenti del Veneto e una moltitudine di fedeli. Oratore ufficiale fu Mons. Costante Chimenton, che consegnò la nuova chiesa nelle mani del nuovo vescovo. Inoltre, presero la parola il vescovo, il Gen. Vaccari e il prefetto.

Foto storica del campanile di Santa Maria della Vittoria sul Montello

L'Incoronazione della Vergine (1946)

In una domenica di fine settembre, il parroco, con il consenso di tutta la comunità parrocchiale, davanti al Santissimo esposto, fece voto di incoronare l'immagine della Vergine del Rosario e di erigere un monumento a S. Così fu, e a guerra conclusa furono proclamati tre giorni di festeggiamenti, il 3, 4 e 5 maggio 1946. La popolazione venne preparata spiritualmente al grande avvenimento: testimonianze dell'epoca raccontano che la chiesa venne addobbata in modo stupendo. Le campane suonarono a festa cinque volte al giorno per otto giorni consecutivi. Venerdì 3 maggio celebrò la Messa prelatizia Mons. Chimenton e alle ore 10 il solenne pontificale fu celebrato dall'abate di Castelfranco Veneto Mons. Sabato 4 maggio arrivarono circa tremila ragazze dell'A.C. da tutta la diocesi. Fu celebrata la Messa da Mons. Chimenton e nel pomeriggio, dopo i vespri, si snodò la processione con l'immagine della Madonna della Vittoria. Era la prima volta che l'immagine usciva dalla chiesa. Domenica 5 maggio 1946 fu il giorno radioso dell'incoronazione della Vergine. Al mattino arrivarono circa tremila giovani dell'A.C. della diocesi provenienti da vari paesi, cantando inni alla Vergine. Verso le 10 arrivò Mons. Mantiero, vescovo di Treviso, insieme ad altri monsignori. Partì quindi dalla canonica il corteo che accompagnava il vescovo al palco preparato per la Santa Messa. Terminato il canto del Gloria, il vescovo benedisse le corone d'oro, poi, accompagnato da un surreale silenzio in tutto il piazzale, pose la prima corona sul capo del Bambin Gesù e la seconda sul capo della Vergine. Nell'importante discorso, il vescovo Mantiero, rivolgendo accalorate parole alla folla, esortò tutti a ravvivare la fede in Dio tramite filiale devozione alla Vergine, Regina del Rosario e della Vittoria, affinché un nuovo periodo di pace e serenità scendesse su tutta l'umanità. Nel pomeriggio vennero celebrati i vespri, con un altro discorso del vescovo, susseguito dalla processione con l'immagine della Madonna incoronata. Nella primavera successiva, furono proclamati 8 giorni di festa, iniziando la preparazione spirituale per tutti i fedeli. Domenica 4 aprile celebrò la Santa Messa il vescovo Mantiero con la processione con la statua di San Giuseppe.

Il Santuario ai Giorni Nostri e le Fonti Storiche

Riconoscimenti e Architettura

La chiesa, che ha meritato tale onore, è meta di continui pellegrinaggi, provenienti anche da parrocchie fuori diocesi. Nell'anno 2000 il Santuario fu elevato a chiesa giubilare dal vescovo di Treviso Paolo Magnani. La chiesa-santuario mariano, di stile novecentesco, fu eretta su disegno dell'architetto Fausto Scudo; la pala della Madonna del Rosario in tela fu eseguita dal prof.

Approfondimenti e Pubblicazioni

Questi sono estratti ricavati dalla “Breve storia” a cura di P. Pietro Marcello Candeo, O.F.M. Per tutti i giorni della sagra paesana del 2012, dedicata a Santa Maria del Rosario, è stata allestita una mostra pittorico-fotografica a cura di Giancarlo Poloni inerente la storia della costruzione della chiesa, dove già traspariva la grande fede dei nostri avi. È incredibile come, pur non essendosi verificate apparizioni miracolose, con la grande fede degli abitanti sia stato possibile costruire questo santuario. In seguito, è stato contattato il prof. Giuseppe Pagotto, storico, che aveva già pubblicato altri lavori riguardo l'area del Montello. Il risultato, dopo due anni di lavoro tra archivi e biblioteche, è un magnifico libro, dal titolo “Santa Maria della Vittoria. Il santuario del Montello”. A noi resta una magnifica realtà da custodire, sostenere e promuovere.

Il Santuario di Santa Maria della Vittoria o "la Madonna a lungo"

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