Storia dell'Abbazia di Santa Maria Bianca della Misericordia in Casoretto

L'Abbazia di Santa Maria Bianca della Misericordia in Casoretto vanta una storia ricca e complessa, che affonda le radici nell'antica tradizione dei Canonici Regolari e attraversa secoli di trasformazioni architettoniche, periodi di splendore e fasi di declino, fino ai moderni restauri che ne hanno riscoperto e valorizzato il patrimonio.

Le origini dell'ordine e la fondazione a Casoretto

L'ordine dei Canonici Regolari, a cui l'Abbazia di Santa Maria Bianca appartenne, risale all’epoca di Sant’Agostino. Una tappa fondamentale nella sua storia fu la riforma di Santa Maria della Frigionaia di Lucca, che, appartenente all’ordine dei Canonici Regolari, venne riformata nel 1395 da Bartolomeo Colonna. I canonici di Frigionaia scelsero la povertà come norma di vita; tale congregazione fu approvata da Martino V nel 1431.

Poco prima, nel 1404, i canonici di Lucca furono chiamati dal Tanzi a Casoretto. Nel 1406 fu eletto il primo priore di Santa Maria Bianca, don Pietro Orido da Padova. I confratelli del nuovo priore, inizialmente, furono solo due: don Taddeo da Bagnasco e don Gregorio da Lucca. La chiesa e il monastero di Casoretto durante il Quattrocento costituirono una importante sede della congregazione dei Canonici Regolari Lateranensi, presenti in seguito a Milano anche nella chiesa di Santa Maria alla Passione.

Il Quattrocento: costruzione e opere d'arte

La costruzione della chiesa che ammiriamo oggi risale al periodo 1470-1480 ed è stata attribuita all’ambiente dei Solari, una famiglia di architetti lombardi che lavorò alla costruzione di importanti chiese milanesi quali Santa Maria delle Grazie e San Pietro in Gessate.

Testimonianza preziosa del XV secolo è il bellissimo affresco di autore ignoto raffigurante la Madonna della Misericordia, a cui è intitolata la chiesa. La Vergine Maria è ritratta in atto di adorare il Bambino Gesù, disteso sull’erba. Bellissima è la raffigurazione della Madonna, vestita di un abito candido bordato d’oro; più semplice è il disegno del Bambino Gesù, frutto di manomissioni in epoca seicentesca. Tra i particolari di questa antichissima immagine del Quattrocento, il volto e le mani di Maria non sono mai stati ritoccati, a differenza di altri dettagli del dipinto, e hanno conservato una freschezza tale da sembrare appena dipinti.

Affresco della Madonna della Misericordia in Santa Maria Bianca

Altra opera degna di nota, appartenente alla fine dell’epoca quattrocentesca, è la pala Melzi, opera forse di Liberale da Verona. Il trittico raffigura al centro la Resurrezione di Cristo e nelle due tavole laterali, a destra il conte Giovanni Melzi presentato da san Giovanni Battista, a sinistra la moglie accompagnata da san Giovanni Evangelista. I committenti della pala si fecero rappresentare accanto ai loro Santi protettori e inginocchiati davanti a Cristo Risorto.

Trittico della Resurrezione di Liberale da Verona

Rimaneggiamenti e legami con i Borromeo (XVI-XVII secolo)

Circa un secolo dopo, nel tardo Cinquecento, la chiesa fu ampiamente rimaneggiata al suo interno. A questo periodo va ascritta la copertura della navata centrale con volta a botte e la costruzione dell’altare maggiore. Questo intervento architettonico è stato attribuito a Pellegrino Tibaldi o a Martino Bassi, i due maggiori architetti che operarono a Milano nel XV-XVI secolo.

La chiesa vanta un profondo legame con san Carlo Borromeo. Il santo arcivescovo milanese sembra si ritirasse spesso in preghiera in tale monastero, come è dato intendere dall’epigrafe incisa sull’architrave di un portale che si trova nei pressi del chiostro. La grande ammirazione dei Canonici per san Carlo Borromeo pare confermata dal ritrovamento, nel 2001, di un affresco seicentesco raffigurante Carlo e Federico Borromeo. Infatti, proprio nell’antica sala capitolare, dietro un imponente armadio, sono stati rinvenuti lacerti di un affresco raffigurante i due Borromeo: Carlo è raffigurato sulla destra della parete, Federico sulla sinistra; in alto è raffigurato lo Spirito Santo.

Affresco di San Carlo e Federico Borromeo nella sala capitolare

Soppressione, declino e la rinascita parrocchiale

Il convento di Casoretto sopravvisse per quasi due secoli alla morte del santo cardinale suo protettore. Tuttavia, nel 1772 il cardinale Pozzobonelli decretò la soppressione delle canoniche di Santa Maria Bianca della Misericordia di Casoretto, San Giorgio in Bernate Ticino e Santa Maria Rossa di Crescenzago. A partire da questa data, Santa Maria Bianca divenne coadiutoria di Turro. Per più di cento anni la chiesa non fu interessata da alcun intervento di manutenzione a causa della mancanza di fondi economici, subendo un periodo di abbandono e degrado.

Agli inizi del Novecento, dopo circa un secolo e mezzo di abbandono e degrado dell’Abbazia, una richiesta circostanziata, la cosiddetta "supplica", sottoscritta da duecentocinquanta capifamiglia di Casoretto e dintorni, fu inviata per chiedere la costituzione della parrocchia. Un brano tratto dal ‘Chronicon’ parrocchiale riporta il desiderio della comunità: "Desideriamo ancora unirci con i vincoli della vita parrocchiale, anello di congiunzione con la Chiesa universale e con Gesù Cristo."

I restauri moderni e la riscoperta architettonica

Nel 1927 la chiesa e il chiostro furono interessati dai lavori di restauro dell’architetto Annoni, che ridonò alla facciata della chiesa il suo aspetto quattrocentesco e sistemò gli ambienti interni del chiostro ad uso di canonica ed asilo infantile. Nel 1942, nella chiesa di Santa Maria Bianca operò l’architetto Ugo Zanchetta.

Particolarmente significativi furono gli ultimi restauri del chiostro, nel 2002, ad opera dell’architetto Tandoi. Durante questi lavori, l’architetto scoprì che la facciata dell’antico monastero verso via Mancinelli presenta alcuni elementi architettonici trecenteschi; questa scoperta è tuttora oggetto di studio presso la Soprintendenza dei Beni Architettonici. Il Chiostro di Casoretto, nonostante i palesi rifacimenti, costituisce un esempio unico a Milano per tipologia architettonica. Nonostante gli stravolgimenti attuati durante i restauri del secolo scorso, la chiesa e il chiostro di Santa Maria Bianca mantengono un valore storico e artistico rilevante.

Chiostro dell'Abbazia di Santa Maria Bianca di Casoretto

LA STORIA DELL'ABBAZIA

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