La Collegiata Romana di Santa Maria Assunta, precedentemente conosciuta come San Donnino, si trova vicino a Piazza del Municipio a Salsomaggiore. La facciata della chiesa presenta conchiglie fossilizzate, che le conferiscono un fascino distintivo. All'interno, i visitatori possono ammirare colonne in arenaria e 16 decorazioni sui capitelli che dividono l'ambiente in tre navate.

La Costruzione e l'Affidamento alla Comunità
La realizzazione della chiesa di Santa Maria Assunta è stata il culmine di un progetto decennale, superando numerose difficoltà. Fu possibile portarla a termine grazie a un contributo statale, erogato in base alla legge Aldisio per le nuove chiese. Il terreno fu acquisito dalla Curia di Fidenza, che, pur di garantire il completamento dell'opera almeno nelle sue parti essenziali, si fece carico di un debito significativo di diversi milioni. Nel maggio 1958 furono ultimati i lavori di costruzione della chiesa.
Come ricordato dal parroco Don Paolo in un suo scritto del tempo, pur lasciando da parte le questioni sulla sua posizione, l'importante era che la chiesa fosse finalmente stata costruita. Una volta edificata, la chiesa fu affidata alla cura, alla comprensione e alla generosità dei fedeli. L'intento era facilitare l'adempimento dei doveri religiosi e garantire un'assistenza spirituale più assidua a vantaggio della comunità. Nonostante non fosse ancora completa, l'auspicio era di amarla così com'era e di affrettare, con il desiderio, il momento in cui sarebbe stata contemplata finita, con l'impegno di renderla degna della Casa del Signore. Molti, inclusi il parroco, ritenevano che sarebbe stata "bella", e si faceva di tutto affinché la casa del Signore fosse davvero degna di Lui.

Don Paolo e la Nuova Famiglia Parrocchiale
Il parroco, pur essendo presente "soltanto da pochi mesi", si rivolgeva ai fedeli di diverse aree come Scacciapensieri, Case Zalaffi, il quartiere Villini e via Monte Grappa e INA Case. Egli li sentiva già vicini e uniti come membri dell'unica famiglia parrocchiale di Santa Maria Assunta. Reiterava l'importanza di considerare la parrocchia come una famiglia allargata, più grande di quella in cui si viveva, e per questo ancora più bella e capace di influenzare positivamente la personalità e il carattere di ciascuno.
Il messaggio di Don Paolo enfatizzava l'importanza dell'apertura verso l'esterno e dell'incontro con gli altri. Attraverso le finestre si vedono altre persone, creature di Dio; attraverso la porta si può uscire di casa ed incontrarsi con loro per realizzare l'unione dei cuori e delle menti, condizione indispensabile per una più onesta e tranquilla convivenza civile. Sottolineava che non siamo degli isolati, ma siamo fatti per vivere insieme sia nella società civile (con i paesi e le nostre città) sia nella società religiosa (con la parrocchia).
Un'Opera d'Arte: La Pittura Digitale ad Olio
Un'opera d'arte degna di nota presente nella chiesa è un dipinto realizzato dall'artista Ivana Bianchi su una tavola di legno marino resinato (2,40 x 0,75 x 0,02 m). L'artista ha sapientemente fuso modernità e tradizione, utilizzando la pittura digitale in combinazione con la tecnica classica ad olio. L'abito raffigurato è rosso, simbolo della natura divina e terrena della Madre di Gesù. Le mani e il volto della figura sono rivolti verso l'alto, esprimendo il desiderio di incontrare e contemplare la luce divina che li pervade.

Il Contributo di Don Paolo Pacifici: Missione e Ritorno
Don Paolo Pacifici, descritto come parroco, prete e amico, ha avuto un percorso significativo nel suo ministero. Ha svolto un'importante missione in Bolivia, operando dal 1985 al 1996 presso la parrocchia di Santa Maria dell'Annunciazione a Cochabamba, dove ha contribuito attivamente alla costruzione di una chiesa, ora Santuario Virgen de Guadalupe. Questo santuario si trova nella periferia nord di Cochabamba, in un quartiere povero ma densamente popolato e in forte espansione, a 2850 metri sul livello del mare nel dipartimento di Cochabamba.

Nel 2008, Don Paolo Pacifici ha lasciato una parrocchia (presumibilmente la stessa Santa Maria Assunta in cui aveva servito in precedenza o un'altra a lui affidata dopo il ritorno dalla missione) in condizioni migliorate. La sua decisione è stata probabilmente influenzata da considerazioni sull'età, l'onerosità dell'impegno (che includeva l'amministrazione di altre sei parrocchie appenniniche) e lo stato di salute. Durante il suo incarico, ha portato a compimento numerosi lavori essenziali: la messa a norma e il rifacimento degli impianti (elettrico, termico, idraulico e di riscaldamento), il rifacimento del tetto e di altre strutture che necessitavano di cura. Ha inoltre contribuito al miglioramento dell'estetica interna ed esterna, recuperando spazi abbandonati, conferendo dignità alla chiesa e splendore alle strutture della canonica. Queste azioni riflettono la sua filosofia, espressa con le parole: "Oggi al Signore dico: Grazie Signore perché continui a scrivere diritto sulle righe storte della mia vita..."