Il Crocifisso delle Stimmate è un oggetto di profonda venerazione, indissolubilmente legato alla figura di Santa Caterina da Siena e all'evento mistico della ricezione delle stimmate, che secondo la tradizione avvenne proprio davanti a questa croce.
Le Storie del Crocifisso e le Stimmate di Santa Caterina
Il crocifisso di cui si parla si trovava originariamente nella chiesa di Santa Cristina a Pisa. Fu in questo luogo che, secondo la tradizione, santa Caterina da Siena ricevette le sacre stimmate il primo aprile 1375. Quest'opera, di scuola pisana e risalente al XII secolo, è da allora divenuta simbolo di una delle esperienze mistiche più significative della santa.

Il Racconto di Santa Caterina
L'esperienza delle stimmate fu raccontata dalla stessa santa Caterina al suo confessore, Raimondo da Capua, come riportato nella Legenda Maior:
«Sappiate padre, che per la misericordia del Signore, io porto già nel mio corpo le sue stimmate... vidi il Signore confitto in croce, che veniva verso di me in una gran luce e fu tanto lo slancio dell'anima mia, desiderosa di andare incontro al suo Creatore che il corpo fu costretto ad alzarsi. Allora dalle cicatrici delle sue santissime piaghe, vidi scendere in me cinque raggi sanguigni diretti alle mani e ai piedi e al mio cuore. Subito esclamai: Ah Signore, Dio mio: te ne prego: che non appariscano queste cicatrici all'esterno del mio corpo. Mentre dicevo così, prima che i raggi arrivassero a me, cambiarono il loro colore sanguigno in colore splendente.»
Questa testimonianza rivela il desiderio di Caterina di mantenere segreti i segni esterni delle stimmate, che secondo il racconto divennero visibili solo interiormente.
Il Trasferimento a Siena
A causa della sua crescente importanza, il crocifisso fu al centro di un controverso trasferimento. Fu trafugato da Pisa nel 1563, con la complicità del cardinale arcivescovo di Pisa Angelo Nicolini. Successivamente, nel 1565, dopo varie peripezie, il crocifisso fu trasportato a Siena. Inizialmente venne collocato nell'oratorio della cucina e in seguito, fino al 1623, anno della consacrazione della chiesa che lo avrebbe accolto definitivamente, si trovava nell'oratorio della Camera. Attualmente, è custodito nell'Oratorio del Crocifisso, all'interno del Santuario Cateriniano a Siena.
L'Oratorio del Crocifisso nel Santuario Cateriniano a Siena
Oggi, il Santuario Cateriniano a Siena ospita l'Oratorio del Crocifisso, che è il luogo deputato alla conservazione del venerato Crocifisso delle Stimmate. La chiesa-oratorio, che custodisce il crocifisso di scuola pisana del XII secolo, sorse specificamente per questo scopo.
La tradizione locale narra che questa chiesa sia stata eretta sull'antico orto della famiglia di Santa Caterina, in un appezzamento di terreno attiguo alla chiesa di Sant'Antonio. La consacrazione dell'oratorio avvenne il 23 aprile del 1623, officiata dall'Arcivescovo Alessandro Petrucci.

Descrizione Artistica del Crocifisso
Il crocifisso, un'opera d'arte del XII secolo di scuola pisana, raffigura il Cristo trionfante. Sebbene presenti mutilazioni nella cimasa e in parte nel soppedaneo, e mostri diverse cadute di colore dovute al tempo, la sua figura conserva una notevole potenza espressiva.
L'anatomia del Cristo e lo schema del perizoma rivelano affinità stilistiche con altre croci coeve, come quella custodita nella chiesa del Santo Sepolcro, ora esposta nel Museo di San Matteo a Pisa.

Tuttavia, l'opera si distingue per le rappresentazioni laterali, che mostrano un'influenza più marcata dei modelli lucchesi. Nei tabelloni sono visibili le figure dei dolenti, caratterizzate da una linea slanciata e una rappresentazione a figura piena. Più in basso, una scena aggiuntiva allude al Golgota, con la raffigurazione delle croci dei due ladroni, quello buono e quello cattivo.
È degna di nota la sovrapposizione delle scene, che appare del tutto arbitraria e priva di rapporti di proporzione. Questo approccio compositivo riflette una fase dell'arte medievale in cui il pittore non affrontava ancora i complessi problemi spaziali legati alla dislocazione prospettica delle figure, come la differenziazione tra elementi più lontani e più vicini nel medesimo spazio pittorico.