Santa Apollonia: Vergine e Martire d'Alessandria

Sant'Apollonia (in greco Ἀπολλωνία, Apollonía), morta ad Alessandria d'Egitto intorno al 249, è stata una vergine e martire egiziana. È venerata dalla Chiesa cattolica come santa. L'episodio del suo martirio sarebbe avvenuto alla fine del 248 o all'inizio del 249. Data la sua età avanzata al momento della morte, Apollonia doveva essere nata negli ultimi anni del II secolo o al principio del III secolo.

Il Contesto del Martirio

La sua morte è narrata nella "Historia ecclesiastica" di Eusebio di Cesarea, che riporta una lettera di san Dionigi di Alessandria, testimone dei fatti inerenti la cattura e l'uccisione di Apollonia. Secondo la Storia Ecclesiastica di Eusebio (265-340), che riferisce il contenuto di una lettera di san Dionigi d’Alessandria (190-265) al vescovo Fabio di Antiochia, il martirio di sant’Apollonia avvenne come conseguenza della predicazione di un indovino. Ad Alessandria, tra il 248 e il 250, scoppiò infatti una sommossa popolare contro i cristiani, eccitata proprio da un indovino pagano. Questa situazione si verificò prima delle persecuzioni ordinate dall’imperatore Decio (249-251), come si legge nell’epistola del santo vescovo alessandrino: "Tra noi la persecuzione non cominciò con l’editto imperiale, ma lo precedette di un anno intero".

Mappa dell'Egitto romano con evidenziata Alessandria

Il Martirio di Santa Apollonia

In questo quadro di persecuzione popolare, in uno degli attacchi venne presa anche Apollonia, all'epoca un'anziana vergine, impegnata nell'opera di diffusione del Vangelo nella sua città. San Dionigi la descrive come una "vergine di mirabili qualità", cresciuta nella fede in Cristo fin dalla fanciullezza e prodigatasi ad assistere gli altri cristiani. I persecutori la catturarono e, secondo la tradizione, "le fecero cadere tutti i denti colpendole le mascelle". Alcuni racconti popolari narrano che le furono divelti i denti con le tenaglie. Poi accesero un gran fuoco e "minacciarono di bruciarla viva se non avesse recitato con loro le formule dell’empietà", che consistevano nel rinnegare la fede cristiana.

Di fronte all’aut aut impostole dai suoi aguzzini e preferendo la morte terrena all’apostasia, la stessa Apollonia, senza attendere di esservi spinta, si gettò da sola tra le fiamme, dove morì. Riuscita a liberarsi con un'astuzia dalle mani della plebe, si lanciò da sé tra le fiamme, ritenendo senza dubbio che il suicidio non costituisse una colpa in quella situazione. Il corpo della martire, secondo alcuni racconti, sarebbe stato ridotto in cenere.

Santa del Giorno 9 febbraio | Sant' Apollonia

Interpretazioni Teologiche

Il gesto di Apollonia, un suicidio volontario per evitare l'apostasia, fu oggetto di riflessione. San Dionigi di Alessandria, nella sua lettera, pur non escludendo il suicidio volontario di alcune sante donne che in tempo di persecuzione si gettarono in un fiume per sfuggire a chi insidiava la loro castità, si mostrava perplesso sulla liceità di tale gesto, chiedendosi se non fosse stato Dio stesso ad ispirarlo. In tal caso, non si sarebbe trattato di un errore, ma di un atto di obbedienza divina.

L’abate francese Prosper Guéranger (1805-1875), proclamato servo di Dio nel 2005, così scrisse sul martirio della santa: "Quale ardore avesti, o Apollonia! La fiamma del rogo, lungi dallo spaventarti, ti attira e corri là come a un luogo di delizie. Di fronte al peccato la morte ti è dolce e non aspetti che la barbara mano degli uomini ti getti in pasto ad essa. Un tal coraggio confonde la nostra debolezza; quantunque il braciere che preferisti all’apostasia, e che in pochi istanti doveva farti nascere alla felicità senza fine, non sia nulla in confronto del fuoco eterno che il peccatore affronta a ogni momento […]. Per questo i mondani si scandalizzano dei santi, trovandoli esagerati, impulsivi, fanatici, perché i santi vedono più lontano di loro."

Culto e Iconografia

Sin dal primo Medioevo, il culto per la martire di Alessandria si diffuse prima in Oriente e poi in Occidente. In varie città europee sorsero chiese a lei dedicate; a Roma, ne fu edificata una presso Santa Maria in Trastevere, oggi scomparsa. La sua festa si celebra sin dall’antichità il 9 febbraio. Santa Apollonia, vergine e martire, è invocata in tutti i malanni e dolori dei denti, diventando patrona degli odontoiatri e di chi soffre di problemi dentali.

A causa della tradizione secondo la quale le furono estirpati i denti, santa Apollonia è raffigurata nell'iconografia come una giovane vergine che tiene in mano una tenaglia che stringe un dente, il suo attributo più riconoscibile.

Iconografia di Santa Apollonia con tenaglia e dente

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